Mesopotamia

L'inizio dei tempi
Joshua J. Mark
da , tradotto da Alfonso Vincenzo Mauro
pubblicato il
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Map of the Fertile Crescent (by Simeon Netchev, CC BY-NC-ND)
Mappa della Mezzaluna Fertile Simeon Netchev (CC BY-NC-ND)

La Mesopotamia (che in greco significa «tra due fiumi») è una regione storica ad est del Mediterraneo, confinante a nordest con i monti Zagros, a sud con l'altipiano saudita, e corrispondente per larga parte all'odierno Iraq e a porzioni di Iran, Siria e Turchia, altresì nota come la Mezzaluna Fertile e la «culla della civiltà».

I “due fiumi” del toponimo si riferiscono al Tigri e all’Eufrate, e la zona era conosciuta dagli arabi come Al-Jazirah (l’isola), in quanto terra fertile circondata dall’acqua. Il termine “Mezzaluna Fertile” venne coniato dall’egittologo J. H. Breasted (1865-1935) nel 1916 per descrivere la regione all’estremità settentrionale del Golfo Persico, associata al biblico Giardino dell’Eden.

La Mesopotamia è stata la patria di molte civiltà diverse nel corso di migliaia di anni, le quali hanno contribuito in modo significativo alla cultura e al progresso mondiale. Molti aspetti della vita quotidiana che oggi diamo per scontati, come la scrittura, la ruota, il codice delle leggi, la vela, il concetto di giornata di 24 ore, la produzione della birra, i diritti civili e l'irrigazione dei campi, sono stati sviluppati per la prima volta nella terra tra due fiumi, che ha ospitato le grandi civiltà mesopotamiche, agli albori della storia.

La culla della civiltà

La Mesopotamia è nota come la “culla della civiltà” principalmente per la nascita delle città come le conosciamo oggi e l’invenzione della scrittura.

Diversamente dalle più unificate e uniformi civiltà di Egitto e Grecia, la Mesopotamia era un insieme di culture diverse, il cui unico vero legame era costituito dalla scrittura, dagli dei e dall'atteggiamento nei confronti delle donne. I costumi sociali, le leggi e persino la lingua del popolo sumero differiscono da quelli del periodo accadico, ad esempio, e non si può presumere che corrispondano a quelli delle civiltà babilonesi; sembra tuttavia che i diritti delle donne (in alcuni periodi), l'importanza dell'alfabetizzazione e il pantheon degli dei fossero effettivamente condivisi in tutta la regione, anche se gli dei avevano nomi diversi nelle varie regioni e periodi.

Di conseguenza, la Mesopotamia va meglio compresa come regione che ha prodotto avvicendamenti di diversi imperi e civiltà, più che una civiltà singola in sé. Essa è nota come “culla della civiltà” principalmente per due sviluppi verificatisi nella regione di Sumer nel IV millennio a.C. :

  • il sorgere della città avente la stessa nostra accezione moderna,
  • l'invenzione della scrittura (sebbene sia noto che la scrittura si sia sviluppata anche in Egitto, nella valle dell'Indo, in Cina e che abbia preso forma in modo indipendente in Mesoamerica)
Mesopotamian Record of Barley
Documentazione mesopotamica sull'orzo Osama Shukir Muhammed Amin (Copyright)

Anche l'invenzione della ruota è attribuita ai Mesopotamici, e, nel 1922, l'archeologo Leonard Woolley rinvenne “i resti di due carri a quattro ruote [presso il sito dell'antica città di Ur]: i più antichi veicoli a ruote mai riportati alla luce, con tanto di 'pneumatici' in pelle” (Bertman, 35). Altre invenzioni loro attribuibili includono, ma non si limitano a, l'addomesticamento degli animali, l'agricoltura e l'irrigazione, gli attrezzi di uso comune, le armi sofisticate e l'arte della guerra, il carro da guerra, il vino, la birra, la suddivisione del tempo in ore, minuti e secondi, i rituali religiosi, la vela (imbarcazioni a vela) e i codici giuridici. L'orientalista Samuel Noah Kramer, infatti, ha elencato 39 “primati” della civiltà umana nella sua opera History Begins at Sumer. Tra questi figurano:

  1. Le prime scuole
  2. Il primo caso di “adulazione”
  3. Il primo caso di delinquenza minorile
  4. La prima “guerra di nervi”
  5. Il primo Congresso bicamerale
  6. Il primo storico
  7. Il primo caso di riduzione delle tasse
  8. Il primo “Mose”
  9. Il primo precedente legale
  10. La prima farmacopea
  11. Il primo “Almanacco del contadino”
  12. Il primo esperimento di giardinaggio all'ombra degli alberi
  13. La prima cosmogonia e cosmologia dell'uomo
  14. I primi ideali morali
  15. Il primo “Giobbe”
  16. I primi proverbi e detti
  17. Le prime favole sugli animali
  18. I primi dibattiti letterari
  19. I primi parallelismi biblici
  20. Il primo “Noè”
  21. Il primo racconto di resurrezione
  22. Il primo “San Giorgio”
  23. Il primo caso di prestito letterario
  24. La prima età eroica dell'uomo
  25. La prima canzone d'amore
  26. Il primo catalogo bibliotecario
  27. La prima età dell'oro dell'umanità
  28. La prima società “malata”
  29. I primi lamenti liturgici
  30. I primi messia
  31. Il primo campione di lunga distanza
  32. Le prime immagini letterarie
  33. Il primo simbolismo sessuale
  34. La prima Mater Dolorosa
  35. La prima ninna nanna
  36. Il primo ritratto letterario
  37. Le prime elegie
  38. La prima vittoria dei lavoratori
  39. Il primo acquario

Gli scavi archeologici iniziati negli anni '40 dell'Ottocento hanno portato alla luce insediamenti mesopotamici risalenti al 10.000 a.C., indicando che la fertilità della regione tra i due fiumi avesse permesso a cacciatori-raccoglitori nomadi di stanziarvisi, addomesticare animali e dedicarsi all'agricoltura; seguì il commercio, e, con una certa prosperità, i processi di conurbazione che diedero vita alla città. È generalmente ritenuto la scrittura venisse inventata in conseguenza del commercio, onde meglio tenere l'inventario e permettere comunicazioni a lunga distanza.

Cultura e religione

La Mesopotamia era in antichità nota quale sede di cultura e apprendimento, e si ritiene che Talete di Mileto (585 a.C. circa, noto come “il primo filosofo”) abbia là studiato. Poiché i Babilonesi ritenevano l'acqua il «principio primo» da cui tutto ebbe origine, ed essendo Talete celebre per la medesima tesi, appare probabile che egli abbia compiuto i suoi studi in quella regione."

Ricerca e attività intellettuali erano tenute in alta considerazione in Mesopotamia, e presso le scuole (principalmente dedicate alla classe sacerdotale), e le quali si diceva fossero numerose quanto gli stessi templi, s'insegnava lettura, scrittura, religione, legge, medicina, e astrologia. Il panteon delle culture mesopotamiche comprendeva oltre 1000 divinità e numerosi miti, tra i quali quello della creazione, l'Enūma Eliš; e si ritiene altresì che racconti biblici come, tra gli altri, quello della Caduta dell'uomo e del Diluvio universale abbiano avuto origine nella tradizione mesopotamica, avendo chiaro precedente in testi come Il mito di Adapa e l'Epopea di Gilgameš, il più antico racconto mai scritto a noi pervenuto. I mesopotamici credevano di essere collaboratori delle divinità, e che la terra fosse pervasa di spiriti e demoni (questi ultimi non da intendersi nell'accezione cristiana contemporanea).

Hero Overpowering a Lion
Eroe che sconfigge un leone Thierry Ollivier (Copyright)

L'inizio del mondo credevano scaturisse da una vittoria degli dèi contro le forze del caos, vittoria che tuttavia non impediva il caos ritornasse; pertanto i mesopotamici ritenevano d'esser d'aiuto nel mantenimento dell'equilibrio dell'universo e nel tenere a bada le forze della distruzione attraverso rituali giornalieri, pratiche funerarie appropriate, e finanche i semplici doveri sociali. Il lavoro che si svolgeva ogni giorno, si credeva, onorava gli dèi tanto quanto l'ossequio per gli anziani e il reciproco rispetto.

Il lavoro

Sia gli uomini che le donne lavoravano duramente, e, “trattandosi di una società fondamentalmente agraria, le occupazioni primarie erano coltivazione e allevamento di bestiame” (Bertman, 274). Altre occupazioni includevano quella di scriba, guaritore, artigiano, tessitore, vasaio, ciabattino, pescatore, sacerdote. Bertman prosegue:

In cima alla società erano monarchi e sacerdoti serviti da ampio personale di palazzo e tempio. Con l'istituzione di eserciti stabili e il diffondersi di imperialismi aggressivi, ufficiali militari e soldati di professione presero ad occupare preminente posto nella forza lavoro in espansione in Mesopotamia. (274)

Le donne godevano di diritti quasi pari a quelli degli uomini e potevano possedere terreni, chiedere il divorzio, gestire attività in proprio e stipulare contratti commerciali. I contratti, gli accordi commerciali e la corrispondenza venivano redatti in scrittura cuneiforme su tavolette di argilla e firmati con l'impronta del sigillo cilindrico personale, che fungeva da segno di riconoscimento. Una volta che la tavoletta si era asciugata, veniva talvolta inserita in una busta di argilla e sigillata, in modo che solo il destinatario, una volta rotto il sigillo, potesse leggere la lettera o il contratto. La scrittura cuneiforme era utilizzata per le lingue semitiche come il babilonese e altre, come il sumero, e rimase in uso fino a quando non venne sostituita dalla scrittura alfabetica. Anche le ricevute per le merci ricevute erano scritte su tavolette cuneiformi (come tutto il resto, compresa la letteratura), che sono durate molto più a lungo dei documenti scritti su papiro o carta.

Queen Puabi's Seal
Il sigillo della regina Puabi Osama Shukir Muhammed Amin (Copyright)

La più antica ricevuta al mondo relativa alla birra proviene dalla Mesopotamia ed è nota come “Ricevuta di Alulu” (circa 2050 a.C.), redatta nella città di Ur. I primi produttori di birra e vino, così come i guaritori della comunità, erano inizialmente donne. Sembra che questi mestieri siano stati poi assunti dagli uomini, quando divenne evidente che si trattava di occupazioni redditizie. Il lavoro svolto, tuttavia, non era mai considerato semplicemente un “lavoro”, ma un contributo alla comunità e, per estensione, agli sforzi degli dei per mantenere il mondo in pace e in armonia.

Edifici e governo

Il tempio, al centro di ogni città e spesso edificato su d'una piattaforma sopraelevata, simbolizzava la preminenza della divinità poliade anche adorata dalle altre comunità che rientravano nella medesima sfera di influenza politico-amministrativa. Le città mesopotamiche, tra le prime a sorgere nel mondo, erano prevalentemente edificate con mattoni essiccati al sole. Bertman prosegue ancora:

L'architettura domestica della Mesopotamia crebbe, per così dire, dal suolo stesso su cui insisteva; diversamente dall'Egitto, la Terra tra i due fiumi, massime nel suo meridione, era priva di roccia da estrarre e con cui costruire, e la relativa assenza di legname spinse altresì al massiccio utilizzo delle risorse che più di tutte erano a portata di mano: l'argilla fangosa degli argini fluviali, e i giunchi e le canne delle paludi — con queste materie, i Mesopotamici furono i primi al mondo a creare colonne, archi e strutture dotate di tetto.” (285).

Le comuni dimore erano costruite su d'una struttura portante di fasci di canne legate insieme e inseriti nel terreno sbancato, mentre le dimore più complesse erano erette con mattoni essiccati, una pratica successivamente adottata anche in Egitto. Edifici istituzionali e complessi templari, le celebri ziggurat (piramidi a gradoni tipiche dell'area), erano costruiti con mattoni di argilla cotti in forno e poi dipinti.

Prima dell'ascesa dei re, i sacerdoti si ritiene detenessero una teocrazia di fatto attraverso leggi e precetti religiosi.

Si credeva che gli dèi presiedessero alla pianificazione urbanistica e al lavoro nei cantieri, tanto che l'esecuzione di ogni progetto includeva la recitazione di alcune specifiche preghiere ritenute di massima importanza onde ingraziarsi la riuscita del lavoro e la prosperità dei futuri occupanti dell'edificio.

Quali che fossero la cultura o il regno dominante, o l'impero avente supremazia su tutta la regione, lungo tutto il periodo storico il ruolo vitale del divino nella vita di tutti i giorni rimase inalterato: questa particolare e riverente religiosità caratterizzava profondamente l'esistenza dei contadini quanto del re, come sottolinea la storica Helen Chapin Metz:

La precarietà dell'esistenza nella Mesopotamia meridionale ingenerò una religiosità e una devozione significativamente sviluppate e pervasive. Centri di culto come Eridu, risalenti anche al 5000 a.C., erano assurti meta di pellegrinaggio e oggetto di devozione già da prima dell'ascesa di Sumer; molte delle maggiori città mesopotamiche emersero e ascesero nelle aree intorno luoghi cultuali pre-sumeri, di fatto creando e rafforzando la stretta relazione tra religione e governo (2).

Il ruolo del monarca fu istituito e si stabilizzò dopo il 3600 a.C. — e, diversamente dalla classe sacerdotale regnante che lo aveva preceduto, il re interagiva direttamente con i sudditi e, onde accertarsi il suo volere fosse chiaro, emanava leggi di sua concezione. Prima dell'ascesa dei re, i sacerdoti si ritiene detenessero una teocrazia di fatto attraverso leggi e precetti religiosi interpretati da segni e auspici; il re, invece, pure agli occhi del pubblico placando e onorando gli dèi, ne venne ritenuto rappresentate sufficientemente potente onde interpretarne il volere attraverso la sua voce in prima persona.

Shalmaneser III
Shalmaneser III A.K. (Copyright)

Ciò è chiaramente riscontrabile nel famoso Codice di Hammurabi di Babilonia (r. 1792 – 1750 a.C.) — quantunque casi di governanti che affermavano avere diretto contatto con il divino si verificassero già prima, segnatamente come nel caso del re accade Naram-Sin (r. 2254 – 2218 a.C.), il quale non ebbe anzi scrupolo a definirsi dio incarnato. Il monarca era responsabile per il benessere della sua gente, e un buon re che governi in conformità al volere divino si riteneva potesse specchiarsi nella prosperità della regione sotto il suo controllo.

Nonostante ciò, anche sovrani efficienti come Sargon di Akkad (r. 2334 – 2279 a.C.) dovettero tuttavia guardarsi da continue insurrezioni e rivolte di fazioni ed intere regioni che ne contestarono la legittimità; essendo la Mesopotamia una regione vasta e popolata da diversi gruppi etnici e culturali, il tentativo di un singolo sovrano d'imporre le leggi di un governo centrale veniva invariabilmente sempre resistito da qualcuno.

La Storia della Mesopotamia

Onde più linearmente comprendere l'intricata storia e gli alterni sviluppi delle civiltà che là fiorirono, è bene adottare le seguenti cronologizzazioni:

Neolitico pre-ceramico

Conosciuta anche come Età della Pietra (circa 10.000 a.C., sebbene alcune testimonianze suggeriscano una presenza umana molto più antica), esistono prove archeologiche di insediamenti rudimentali e primi segni di conflitti tra tribù, molto probabilmente per il controllo di terreni fertili destinati alla coltivazione e di pascoli per il bestiame. In questo periodo l'allevamento si diffuse sempre più, segnando il passaggio da una cultura di cacciatori-raccoglitori a una cultura agraria. Ciononostante, lo storico Marc Van De Mieroop osserva:

Più che un netto e definitivo passaggio dal sistema di caccia e raccolta all'agricoltura, si verificò un processo di lunga durata, non scevro tra l'altro di andirivieni, durante il quale gli individui, pur facendo crescente affidamento su risorse direttamente controllabili, ancora potevano e dovevano integrare la propria dieta con la caccia di animali selvatici. L'agricoltura permise però un incremento di stanziamenti continuativi e poi definitivi delle persone (12).

Con il crescere degli insediamenti, si resero col tempo necessari più sofisticati approcci architettonici alla costruzione di dimore permanenti.

Neolitico ceramico (7000 a.C. circa)

È attestabile a questo periodo un più diffuso uso di utensili e vasellame ceramico, e una specifica cultura inizia ad emergere nella Mezzaluna Fertile. Secondo lo studioso Stephen Bertman, “in quest'epoca la tecnologia all'avanguardia era proprio la realizzazione di utensili”, la sofisticatezza dei quali crebbe sia nella lavorazione litica sia nella creazione di armi. Il Bertman nota inoltre come “l'economia neolitica fosse prevalentemente basata su agricoltura e zootecnia” (55) e più stanziale rispetto a quella più mobile e volatile delle fasi precedenti. I progressi architettonici seguirono naturalmente la nascita degli insediamenti permanenti, così come gli sviluppi nella produzione di ceramiche e utensili in pietra, che risalgono a un periodo precedente a quello di Ubaid (circa 6500-4000 a.C.).

Età del rame (5900 – 3200 a.C.)

Nota anche come Calcolitico a seguito della transizione da utensili in pietra a quelli in rame. Quest'epoca include il cosiddetto periodo della Cultura di Ubad, e prende il nome dal sito iracheno di Tell al-ʿUbaid, dove il maggior numero di artefatti a esso databili sono stati rinvenuti; i primi templi mesopotamici vennero allora edificati e primi processi di inurbamento raccolsero preesistenti sporadici insediamenti di singole dimore in villaggi non fortificati. Questi villaggi sarebbero divenuti, durante il Periodo di Uruk (4000– 3100 a.C.), vere e proprie città come Eridu, Uruk, Ur, Kish, Nuzi, Lagash, Nippur e Ngirsu in Sumer, e Susa in Elam.

Mappa della Civiltà Sumera
Civiltà sumera, 4300 - 2335 a.C. circa Simeon Netchev (CC BY-NC-ND)

Uruk è spesso menzionata come città più antica, ma è uno status che condivide con Eridu ed Ur. Il Van De Mieroop scrive che “la Mesopotamia fu la più densamente urbanizzata regione del mondo antico” (in Bertman, 201), e le città sia sulle sponde di Tigri ed Eufrate che più lontane stabilirono uno stretto sistema di commercio che comportò, per l'epoca, una rimarchevole prosperità.

Assistiamo inoltre all'invenzione della ruota (3500 a.C. circa) e della scrittura (3500/3600 a.C. circa), ad opera dei Sumeri; la sostituzione del sacerdozio regale con la monarchia vera e propria, e la prima vera e propria guerra di cui ci giunga documentale testimonianza, tra i regni di Sumer ed Elam (2700 a.C.), che vide i primi vittoriosi. Durante il Periodo Protodinastico (2900 – 2350/2334 a.C. circa) le città e i governi si stabilizzarono, e le innovazioni del periodo precedente vennero migliorate e diffuse.

La crescente prosperità della regione è testimoniata dalle sfarzose decorazioni di templi e santuari, dalla sofisticatezza di vasellame e figurine votive fittili (ivi anche incluse bambole e modellini di carri per i bambini), e dall'uso di sigilli personali (cilindri di materiale duro incisi perché, rotolati, imprimano il disegno a rilievo su superfici bidimensionali di argilla, così da denotarne la proprietà a mo' di firma personale) — questi ultimi possono essere paragonati a una odierna carta d'identità o patente, tanto che lo smarrimento o il furto di un sigillo corrispondeva a un odierno furto d'identità con carta di credito.

Ancient Mesopotamia from Cities to Empires
L'antica Mesopotamia: dalle città agli imperi Simeon Netchev (CC BY-NC-ND)

Prima età del bronzo (3000 – 2119 a.C.)

Durante questo periodo, il bronzo sostituì il rame quale materiale per utensili ed armi. L'ascesa della città gettò le basi per una stabilità economica e politica che avrebbe condotto all'Impero Accadico (2350/2334 – 2154 a.C.) e alla rapida crescita delle città di Akkad e Mari, due dei più prosperi centri del tempo. La stabilità culturale risultò inoltre in linguaggi artistici più maturi e disegni e progetti più intricati in architettura e scultura, e

in un numero di specifiche invenzioni fondamentali, quali l'aratro, la ruota e il carro, la navigazione a vela, il sigillo cilindrico - la forma d'arte più distintiva dell'antica Mesopotamia e pervasiva dimostrazione dell'importanza della proprietà nella vita giornaliera del Paese” (Bertman, 55-56).

L'Impero Accadico di Sargon il Grande fu il primo regno multinazionale del mondo, e sua figlia Enḫeduanna (2300 a.C. circa) il primo autore letterario il cui nome ci sia noto. La biblioteca di Mari custodiva oltre 20.000 libri in tavolette in cuneiforme, e lo stesso edificio era considerato tra i più distinti della regione. Dopo la caduta dell'Impero accadico per mano dei Gutiani, la Mesopotamia entrò nel cosiddetto periodo gutiano (dal 2141 circa al 2050 circa a.C.).

Hammurabi, re di Babilonia (1792-1750 a.c.), ascese dalla relativa oscurità ma detenne il potere per 43 anni.

Media età del bronzo (2119 – 1700 a.C.)

L'espansione dei regni assiri (Assur, Nimrud, Sharrukin, Dur e Ninive) e l'ascesa della dinastia babilonese (Babilonia e Caldea) intensificò sia il dinamismo commerciale che gli scontri bellici. La tribù dei Gutei, feroci nomadi che abbatterono l'Impero Accadico, dominò la politica mesopotamica fino alla sconfitta ad opera dei regni alleati di Sumer, quali governarono durante il periodo di Ur III (dal 2112 circa al 2004 circa a.C.). Gli Amorrei, gli Elamiti e i Gutiani posero fine alla civiltà sumera intorno al 1750 a.C.

Hammurabi, re di Babilonia, ascese dalla relativa oscurità di un regno minore inserito in un complesso sistema di città-stato, ma detenne il potere per 43 anni. Viene maggiormente ricordato per il suo famoso codice di leggi, inscritto su d'una stele votiva. Babilonia divenne il centro nevralgico per la ricerca e l'attività intellettuale e i conseguimenti artistici e letterari. Ma fu fenomeno di breve durata cui seguirono i saccheggi degli anatolici Ittiti e la supremazia dei Cassiti.

Map of the Middle Assyrian Empire
Il regno medio-assiro (1365 - 1000 a.C., circa) Simeon Netchev (CC BY-NC-ND)

Tarda età del bronzo (1700 – 1100 a.C.​​​​​​​)

L'ascesa della dinastia cassita (una tribù dei monti Zagros prevalentemente oggi ritenuta di origine iraniana) e la conquista di Babilonia mutarono gli equilibri di potere e di cultura. Al cosiddetto Collasso dell'età del bronzo precedette la scoperta della metallurgia del ferro, cui sia Ittiti che Cassiti avevano fatto efficace ricorso per gli armamenti.

La cultura babilonese iniziò a declinare, e alla supremazia cassita successe quella elamita, poi i semiti Aramei s'imposero. Il piccolo regno d'Assiria intraprese un serie di campagne militari di successo, e poté imporsi saldamente quale potere sovranazionale particolarmente prospero durante i regni di Tiglatpileser I (r. 1115 – 1076 a.C.) e Assurbanipal II (r. 884 – 859 a.C.) i quali ne consolidarono ulteriormente la forza. Il Collasso dell'età del bronzo (1250 – 1150 a.C.. circa) lasciò il più delle città mesopotamiche distrutte o indebolite, e gli seguì una breve “era buia”.

Ashurnasirpal II Wall Relief
Rilievo parietale raffigurante il sovrano Assurnasirpal II Geni (CC BY-SA)

Età del ferro (1000 – 500 a.C.​​​​​​​)

Quest'epoca vide la meteorica ascesa ed espansione di conquista del cosiddetto Impero neo-assiro, sotto Tiglatpileser III (r. 745 – 727 a.C.), nonché la rapida ascesa al potere e le conquiste di quell'impero sotto il dominio di grandi re assiri qual Sargon II (r. 722 – 705 a.C.), Sennacherib (r. 705 – 681 a.C.) Esarhaddon (r. 681 – 669 a.C.) Assurbanipal (r. 668 – 627 a.C. circa) il quale conquistò Babilonia, Siria, Israele ed Egitto. L'impero subì un declino rapido quando la sua ascesa, a cagione dei disordini interni e degli attacchi esterni ad opera dei Medi e degli Sciti nel 612 a.C.

Le tribù degli Ittiti e dei Mitanni consolidarono i rispettivi poteri in questo periodo, il che portò alla nascita degli imperi neo-ittita e neobabilonese. Il re Nabucodonosor II (regno 605/604-562 a.C.) di Babilonia distrusse Gerusalemme (588 a.C.) in questo periodo e costrinse gli abitanti di Israele all’«esilio babilonese». Inoltre, fu responsabile di un'ampia attività edilizia a Babilonia, realizzando edifici famosi come la Porta di Ishtar e la grande ziggurat nota come Etemenaanki (associata alla “Torre di Babele” della Bibbia). La caduta di Babilonia per mano di Ciro II di Persia (il Grande, regno circa 550-530 a.C.) nel 539 a.C. pose di fatto fine alla cultura babilonese.

Ishtar Gate (Artist's Impression)
Porta di Ištar (rappresentazione artistica) Mohawk Games (Copyright)

Antichità classica e tarda antichità (500 a.C. – VII sec. d.C)

Dopo la presa di Babilonia, l'intera Mesopotamia divenne parte dell'Impero achemenide; questo periodo assisté al rapido declino culturale della regione, principalmente nella perdita della conoscenza della scrittura cuneiforme. La successiva conquista di Alessandro Magno nel 331 a.C. ellenizzò la cultura, ma, quantunque lo stesso macedone tentò di far tornare Babilonia ai fasti della conoscenza, i suoi giorni di gloria erano ormai passati.

Dopo la morte di Alessandro, il suo generale Seleuco (regno: 305-281 a.C.) prese controllo della regione e fondò la Dinastia seleucide, che fondò l'Impero seleucide (312-63 a.C.), regnante fino al 63 a.C. — soppiantato poi dai Parti, i quali soccombettero successivamente a loro volta al dominio sassanide (224-651). I Sasanidi onorarono l'eredità delle precedenti civiltà mesopotamiche e ne preservarono il contributo

Map of the Parthian Empire in the 2nd Century
Mappa dell'Impero partico nel II secolo Simeon Netchev (CC BY-NC-ND)

Tra l'Impero partico (247 a.C.-224 d.C.) e i Sasanidi, l'Impero romano si affermò nella regione intorno al 198 (sebbene Roma vi fosse già approdata nel 116-117, per poi ritirarsi). I Romani migliorarono significativamente le infrastrutture delle proprie colonie grazie all'introduzione di strade e sistemi idraulici più efficienti, e introdussero il diritto romano nel territorio. Ciononostante, la regione fu costantemente coinvolta nelle guerre condotte dai vari imperatori romani, prima contro i Parti e poi contro i Sasanidi, per il controllo del territorio e delle risorse.

Ciò che della cultura mesopotamica restava fu spazzato via dalla conquista araba musulmana nel VII secolo d.C. la quale introdusse unità di legge, lingua, religione e cultura sotto l'Islam. Come notato dal Bertman, la storia dell'antica Mesopotamia si conclude proprio con la conquista islamica nel 651. Oggi, le grandi città che sorgevano lungo il Tigri e l'Eufrate si configurano come montagnole di sabbia, detriti e mattoni nelle pianure aride, non tutte ancora interessate da spedizioni archeologiche; la Mezzaluna terra fertile si è isterilita a cagione dell'intervento umano (erosione del terreno ed eccessivo sfruttamento agricolo, sviluppo urbano incontrollato) e del cambiamento climatico.

Il lascito della Mesopotamia

Numerosi degli aspetti più basilari della vita moderna conservano ancora oggi il lascito della Mesopotamia, uno fra tutti la divisione sessagesimale di minuti ed ore. La Metz conclude:

Siccome il benessere della comunità dipendeva dall'attenta osservazione dei fenomeni naturali, le attività scientifiche e proto-scientifiche occupavano larga parte del tempo dei sacerdoti. I Sumeri ad esempio credevano ogni dio essere rappresentato da un numero: il numero 60, sacro ad An, era la loro unità base di calcolo. I minuti in un'ora e i gradi del cerchio sono concetti sumerici. Lo squisitamente sviluppato sistema agricolo e irriguo che permise ai sumeri di accumulare surplus produttivo permise lo sviluppo di grandi città (4).

L'urbanizzazione, la ruota, la scrittura, l'astronomia, la matematica, l'energia eolica, l'irrigazione, la zootecnia, e i tanti racconti che alla fine sarebbero stati riscritti come le Scritture ebraiche e avrebbero fornito la base per l'Antico Testamento cristiano provenivano tutti dalla terra della Mesopotamia.

Ruins of Uruk
Rovine di Uruk SAC Andy Holmes (RAF) (Open Government License)

La succitata lista di primati mesopotamici snocciolati dal Kramer nel suo libro La Storia inizia a Sumer è sorprendente, eppure i contributi alla cultura del mondo non si limitano ad essi. I Mesopotamici ebbero influenza sulle culture d'Egitto e di Grecia per tramite di commercio a lunga distanza e diffusione culturale, e, attraverso queste culture, ebbero un certo impatto su quella cultura romana che avrebbe poi impostato lo standard di sviluppo e diffusione della civiltà occidentale. La Mesopotamia in genere, e Sumer nello specifico, hanno infuso al mondo alcuni dei suoi caratteri culturali più duraturi; e, quantunque le città e i grandi palazzi siano in rovina da millenni, il loro lascito all'era moderna è trapelato e continuato.

Nell'Ottocento, archeologi di varie nazionalità si recarono in Mesopotamia onde effettuare scavi che corroborassero i racconti biblici veterotestamentari. La Bibbia era erroneamente ritenuta il più antico libro del mondo, e i miti nelle sue pagine essere composizioni originali; gli archeologi alla ricerca di prove fisiche a supporto delle Scritture, però, s'imbatterono nell'esatto opposto quando furono scoperte le antiche tavolette di argilla e si capì che i segni su di esse non erano semplici decorazioni, ma una forma di scrittura.

I caratteri cuneiformi vennero decifrati nel 1872 dallo studioso e traduttore George Smith (1840 – 1876). Le storie del Diluvio universale e dell'Arca di Noè, la Caduta dell'uomo, e il concetto di Giardino dell'Eden — persino il Lamento di Giobbe — tutte erano state scritte secoli prima in Mesopotamia.

Flood Tablet of the Epic of Gilgamesh
Tavoletta del Diluvio dell'Epopea di Gilgamesh Osama Shukir Muhammed Amin (Copyright)

Quando il cuneiforme fu finalmente interpretabile, l'antica Terra tra i fiumi si aperse alla contemporaneità e trasformò la concezione di sé e del mondo delle persone. La scoperta della Civiltà sumera e delle storie delle tavolette in cuneiforme infuse nuova libertà di ricerca e impegno intellettuale in tutti gli ambiti della conoscenza; si comprese che le narrazioni bibliche non erano originale lavoro della cultura ebraica, e che il mondo fosse ovviamente assai più antico di essa e di quanto le Chiese affermavano — c'erano civiltà sorte, succedutesi e cadute da prima del Grande Egitto, e se le contrariate affermazioni da parte delle autorità religiose e della cultura dominante erravano in questo proposito, forse potevano sbagliarsi anche su molto altro.

Lo spirito di ricerca e la sete di conoscenza del tardo Ottocento avevano battuto già lunga strada nella sfida ai paradigmi di pensiero universalmente accettati quando Smith decifrò il cuneiforme, ma le scoperte circa la cultura e la religione mesopotamica incoraggiarono ulteriormente questo processo. Nell'antichità, la Mesopotamia influenzò e cambiò il mondo con le sue invenzioni, innovazioni ed idee; nel mondo contemporaneo, ha potuto letteralmente sovvertire i nostri modi di concepire la Storia e il nostro posto in essa.

Domande e Risposte

Cos'è oggi la Mesopotamia?

La Mesopotamia corrisponde oggi ai territori dell'Iraq, della Siria, del Kuwait e di una parte della Turchia.

Cosa significa "Mesopotamia"?

"Mesopotamia" è un termine greco che significa "tra due fiumi" e si riferisce al Tigri e all'Eufrate.

Per cosa è famosa la Mesopotamia?

La Mesopotamia è nota come la «culla della civiltà» per via delle numerose innovazioni culturali e invenzioni che hanno avuto origine in quella regione, tra cui la scrittura, la ruota, la città, l’irrigazione, la vela e molte altre.

La Mesopotamia è la civiltà più antica del mondo?

La Mesopotamia è una delle civiltà più antiche del mondo, insieme alla civiltà della valle dell'Indo e all'antico Egitto.

Bibliografia

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Info traduttore

Alfonso Vincenzo Mauro
Interprete e traduttore a Vietri sul Mare (SA). Condirettore del festival di cultura 'La Congrega Letteraria', a Vietri sul Mare. Corso di laurea in Storia, Universita' degli Studi di Napoli 'Federico II'.

Info autore

Joshua J. Mark
Joshua J. Mark è cofondatore e direttore dei contenuti della World History Encyclopedia. In precedenza è stato professore al Marist College (New York), dove ha insegnato storia, filosofia, letteratura e scrittura. Ha viaggiato molto ed ha vissuto in Grecia e Germania.

Cita questo lavoro

Stile APA

Mark, J. J. (2026, marzo 28). Mesopotamia: L'inizio dei tempi. (A. V. Mauro, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-34/mesopotamia/

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Mark, Joshua J.. "Mesopotamia: L'inizio dei tempi." Tradotto da Alfonso Vincenzo Mauro. World History Encyclopedia, marzo 28, 2026. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-34/mesopotamia/.

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Mark, Joshua J.. "Mesopotamia: L'inizio dei tempi." Tradotto da Alfonso Vincenzo Mauro. World History Encyclopedia, 28 mar 2026, https://www.worldhistory.org/trans/it/1-34/mesopotamia/.

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