Breve storia del collare per cani

Articolo

Joshua J. Mark
da , tradotto da Thomas Di Maria
pubblicato il
Disponibile in altre lingue: Inglese, Francese, Indonesiano, Spagnolo
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Oggigiorno, tutti usano il collare per cani, ma pochi conoscono la sua lunga e illustre storia. Chi ha la fortuna di avere al proprio fianco un amico a quattro zampe, sta prendendo parte a una tradizione millenaria ogni volta che mette il collare al proprio cane per portarlo fuori a spasso.

Il collare per cani unisce le persone globalmente sia nel presente che nel passato, indipendentemente dalla nazionalità, religione e appartenenza politica.

Warring States Period Dog Collar
Collare per cani del Periodo degli Stati Combattenti
Gary Todd (Public Domain)

Secondo l’Associazione dei Medici Veterinari Americani (American Veterinary Medical Association), negli Stati Uniti sono 43.346.000 le famiglie che posseggono un cane, mentre secondo le statistiche della compagnia assicurativa americana per animali domestici Rainwalk Pet Insurance, nel 2022 il numero di famiglie sale a 70 milioni. In un sondaggio del 2017 da parte dell'Insurance Information Institute è emerso che gli americani hanno speso 69,4 miliardi di dollari per il proprio cane solo in quell’anno; invece, nella recente infografica sul cibo per cani intitolata A Pup Above, basata sui dati del sondaggio condotto dall'APPA (American Pet Products Association) nel 2021-2022, si stima che le spese annue di chi possiede un cane si aggirino intorno ai 1.480 dollari (di questi, 81 dollari sono spesi in snack per cani). Non deve sorprendere quindi che i cani siano oggigiorno gli animali domestici più amati e diffusi, sebbene la frase “migliore amico dell’uomo” abbia una storia ben più lunga. Infatti, il cane e l’uomo camminano l’uno a fianco dell’altro sin dall’antichità e il collare per cani è stato onnipresente in ogni periodo storico.

La più antica rappresentazione di cani al guinzaglio

LA PIÙ ANTICA RAPPRESENTAZIONE DI QUELLI CHE SEMBRANO CANI AL GUINZAGLIO SI TROVA A SHUWAYMIS, NELLA PARTE NORDORIENTALE DELL’ARABIA SAUDITA.

Il modello base del collare per cani è rimasto più o meno lo stesso sin dai tempi dell’antica Mesopotamia, anche se ornamenti e stile potevano variare. È proprio da queste piccole o grandi variazioni che si poteva capire il valore e il ruolo attribuito ai cani nelle varie epoche e culture.

La più antica rappresentazione di quelli che sembrano cani al guinzaglio, in cui figurava anche una sorta di collare, si trova a Shuwaymis, nella parte nordorientale dell’Arabia Saudita. David Grimm, autore di un articolo uscito nel novembre 2017 per la rivista Science Magazine, descrive il lavoro di Maria Guagnin, archeologa all'Istituto Max Planck di scienze della storia dell'umanità a Jena in Germania. Guagnin e il suo team hanno catalogato più di 1.400 incisioni di arte rupestre a Shuwaymis e nella regione di Jubbah, in cui sono anche raffigurati cani da caccia. In particolare, a Shuwaymis è stata ritrovata un'incisione risalente a 8000 anni fa che mostra tredici cani e un cacciatore; due dei cani sono legati al cacciatore da delle linee, interpretate come guinzagli.

Collari in Mesopotamia

Il ritrovamento delle prime forme di collari per cani nell'area dell’antica Mesopotamia e nelle zone limitrofe non ci sorprende, dato che con molta probabilità gli abitanti dell'antica Mesopotamia (probabilmente i Sumeri) inventarono i collari per cani. Tuttavia, non è ancora chiaro dove i cani siano stati addomesticati per la prima volta. L'originale collare della Mesopotamia non era altro che una corda legata attorno al collo dell'animale per tenerlo sotto controllo. Col tempo, la corda venne sostituita da un collare in stoffa o in cuoio, agganciato a un guinzaglio o a un lungo bastone.

Man & Dog Plaque, Sippar
Targa in terracotta raffigurante un uomo e un cane, Sippar
Osama Shukir Muhammed Amin (Copyright)

In Mesopotamia, i cani venivano associati a Gula, la dea sumerica della guarigione e della salute, poiché era noto che i cani guarissero le proprie ferite leccandosele; ma anche a Inanna/Ishtar, dea dell'amore, del sesso e della guerra, spesso raffigurata mentre teneva i propri cani con un guinzaglio legato a collari spessi. Pertanto, i cani divennero simbolo di salute, vitalità e protezione – da minacce naturali e sovrannaturali– come si può vedere in statuette e amuleti.

Con lo sviluppo della civilizzazione, anche i collari subirono dei cambiamenti. Negli anni della caduta dell'impero Assiro (612 a.C.), tra i nobili erano diffusi collari dotati di ornamenti. Ma in generale, il collare era passato dall'essere una semplice fune a una sorta di guinzaglio attaccato ad un collare stretto, spinto da sopra la testa del cane per farlo calzare attorno al collo.

Collari nell'Antica Persia

Si dice che nell'antica Persia i collari per cani fossero piuttosto ricchi di ornamenti: a quanto pare i cani nelle classi alte indossavano collari di lino con bardature in oro. Invece, i collari nelle classi più basse erano di semplice stoffa o di cuoio. Comunque, indipendentemente dalla classe sociale, i cani erano usati come protezione, per seguire il gregge, per cacciare, e per tenere compagnia. In generale, i persiani attribuivano loro un grande valore, tanto che il proprio posto nell'aldilà veniva stabilito in base a come una persona aveva trattato i cani durante la sua esistenza. Per tale motivo chi se lo poteva permettere faceva indossare al proprio cane un collare di alta qualità.

Persian Silver Plaque Depicting Hunting Dogs
Targa in argento persiana raffigurante cani a caccia
The Trustees of the British Museum (CC BY-NC-SA)

Tuttavia, in molte raffigurazioni dell'antica Persia i cani erano privi di collare, come negli oggetti in ceramica rinvenuti nell'antica città di Susa e nelle prime raffigurazioni di scene di caccia, in cui cani senza collare inseguivano la selvaggina. Nell'arte sasanide (224-651 d.C.) si possono notare degli scorci di collari ornati tipici tra i cani delle classi alte, ma non ci sono prove di collari per cani nelle classi basse. Questi ultimi devono essere tuttavia esistiti se si considera che ogni classe sociale dava lo stesso valore al cane.

Collari nell'Antico Egitto

Gli antichi egizi amavano gli animali più di qualsiasi altra cultura, e questo si rifletteva anche nei collari per cani, i cui modelli variavano da semplici a complessi. Anche in Egitto le prime forme di collare erano una semplice corda, diventando dei veri e propri collari durante l'Antico Regno (2613-2181 a.C.). Durante il Medio Regno, i collari si svilupparono ulteriormente e, nel Nuovo Regno (1570-1069 a.C.), diventarono delle opere d'arte che celebravano il cane mediante forme e ornamenti intricati. I cani erano associati al dio sciacallo Anubi, guida nell'aldilà, motivo per cui i collari divennero sempre più sofisticati a dimostrazione della grande importanza di cui i cani godevano all'epoca. Due collari per cani rinvenuti nella tomba del nobile Maiherpri (vissuto durante il Nuovo Regno) presentavano borchie di metallo, immagini di fiori di loto e di cani a caccia. Su uno di essi figura addirittura il nome del cane: Tantanuit: apparve così per la prima volta il nome del cane sul collare, una pratica per noi oggi consolidata.

Seated Dog, Tomb of Nebamun
Cane seduto, tombda di Nebamun
The Metropolitan Museum of Art (Copyright)

Collari nell'Antica Grecia

I contatti commerciali tra Grecia e antico Egitto influenzarono con molta probabilità il collare greco, la cui funzione non era solamente di tenere fermo l'animale, bensì anche di proteggerlo da altri predatori, tipo i lupi. Da queste esigenze si svilupparono il collare a strozzo e il collare con borchie appuntite, ancora usati oggi. I greci inoltre attribuivano grande importanza ai cani, come si evince dalla loro presenza nella mitologia e nella letteratura greca: si pensi al Cerbero, il cane a tre teste che fa da guardia all'ingresso dell’Ade, o ad Argo, il fedele cane di Ulisse. Anche Platone sosteneva che i cani erano degli "animali filosofi" poiché riescono a distinguere persone amiche da quelle ostili e il vero dal falso senza aver bisogno di istruzioni.

Questa considerazione nei confronti dei cani si riflette negli elaborati ornamenti e nei colori vivaci dei collari, come si può vedere nei tipici boccali greci chiamati rhyton, o in altri oggetti per la tavola, decorati con immagini di cani con collare. Dato che pochi sono i collari greci che ci sono pervenuti, la maggior parte di quello che sappiamo sui collari per cani nell'Antica Grecia deriva quindi da queste raffigurazioni.

Collari nell'Antica Roma

I romani ereditarono il concetto di collare per cani dagli etruschi, come si nota nei dipinti delle tombe etrusche degli Auguri, datate tra il 530-520 a.C., là dove inizialmente si pensava che raffigurassero rituali ben più antichi. In una di queste raffigurazioni tombali si vede un cane con indosso un collare chiodato, i cui chiodi sono puntati verso il collo dell'animale. In questo modo l’animale si inferociva a tal punto da attaccare non appena si sganciava il guinzaglio. Un collare simile si usava durante i giochi nell'arena nell'Antica Roma, a dimostrazione dell'influenza che il collare etrusco ebbe su quello romano.

I romani presero inoltre ispirazione dalle innovazioni greche, come il collare a strozzo e il collare a borchie. Tra i tipi di collari romani erano vi erano semplici collari di cuoio, collari spessi con borchie appuntite, indossati in guerra da cani di razza molossa, e collari dai colori vivaci, indossati da cani da corsa. Indipendentemente dal tipo e dallo scopo, il collare romano aveva la caratteristica di essere pratico e utile. Anche il collare dorato menzionato da Plinio il Vecchio (I. 23-79) venne fatto indossare da un cane perché si pensava potesse calmarlo e farlo smettere di abbaiare inutilmente.

Roman Guard Dog Mosaic
Mosaico del cane da guardia romano
Robin Dawes (CC BY-NC-ND)

Il cane maltese, razza preferita dalle donne della nobiltà romana, indossava un collare delicato, spesso ornato con delle campanelle, mentre il vertragus, antenato dei piccoli levrieri italiani e usato come cane da corsa, indossava un collare leggero. I collari spessi di cuoio o di metallo venivano fatti indossare da cani da lotta e da razze usate nell'esercito romano.

Collari in Mesoamerica

GLI AZTECHI CREDEVANO CHE I CANI ESISTESSERO da PRIMA DELL'UOMO E CHE DOVESSERO GODERE DELLO STESSO ALTO RISPETTO CHE SI DAVA AI PIÙ ANZIANI.

In Mesoamerica, il collare per cani si sviluppò in maniera autonoma in culture come i Maya, gli Aztechi e i Taraschi, in cui i cani servivano come protezione, fonte di cibo e come spirito guida. Il tipo di collare variava in base alla provenienza sociale del padrone e, a giudicare da incisioni e graffiti, i collari con più ornamenti venivano indossati dai cani degli strati più alti della società. Il rispetto nei confronti dei cani si manifestava nei colori e negli ornamenti dei collari. Gli Aztechi credevano che i cani esistessero da prima dell'uomo e che dovessero perciò godere dello stesso alto rispetto che si dava ai più anziani.

In tutte e tre le culture sopra citate, i cani venivano visti come collegamento tra il mondo civilizzato degli umani e il mondo naturale degli spiriti e degli dèi. I cani, infatti, accompagnavano le anime verso il paradiso dopo la morte, guidandole attraverso i pericolosi meandri degli inferi.

Collari in Cina e in Giappone

Un simile rispetto per i cani si ritrova anche nella cultura cinese e giapponese. Il ruolo del cane come spirito guida e protettore si riflette nei collari ornati con ciondoli e soprattutto con campanelle, le quali si pensava tenessero lontani fantasmi e spiriti maligni. In Cina e in Giappone i fantasmi erano fra le principali preoccupazioni e i cani erano visti come una protezione sicura da questi.

Chinese Ceramic Dog
Statua cinese di un cane in ceramica
Wikipedia User: Rosemania (CC BY)

I fantasmi infatti temevano i cani, mentre questi ultimi non avevano problemi ad affrontarli. Particolarmente simboliche di queste credenze erano le campanelle attaccate ai collari per cani, tanto che in Cina le madri agghindavano addirittura i vestiti dei propri bambini con delle campanelle, convinte che i fantasmi li scambiassero per cani e li lasciassero in pace.

Sviluppi successivi

Anche in Scandinavia i cani erano considerati protettori dell'anima, come si evince dalla loro presenza nei racconti dell'aldilà e dal fatto che venivano seppelliti insieme ai loro padroni come forma di protezione. Quando i Vichinghi irruppero in Europa, intorno al 790-1100 d.C, queste loro credenze si mescolarono a quelle dei territori che stavano occupando e il misterioso fascino dei cani si protrasse anche durante il Medioevo.

Tuttavia, in Europa i cani avevano un ruolo pratico, simile a quello nell'Antica Roma, tale per cui venivano usati per trainare carretti, fare da guardia, o arricchire i padroni vincendo lotte fra cani. Lo status e il ruolo dei cani si poteva riconoscere dai collari: quelli dei ricchi erano di qualità superiore, ma rimanevano pur sempre pratici.

Harold Godwinson on a Hunt, Bayeux Tapestry
Harold Godwinson durante una battuta di caccia, arazzo di Bayeux
Thincat (Public Domain)

Alla caduta dell'Impero Bizantino nel 1453 e quando i Turchi Ottomani bloccarono la Via della Seta, si iniziarono a cercare nuove rotte commerciali: iniziò così l'Età delle Scoperte, durante la quale i capitani europei salparono in mare con i propri equipaggi. Tra i capitani più famosi (o malfamati) vi era Cristoforo Colombo, il cui impiego dei cani nelle sue conquiste nel Nuovo Mondo è ben documentato. In una sua spedizione del 1494 riuscì a sbaragliare la resistenza degli indigeni in quell’area che oggi corrisponde alla Jamaica, sguinzagliando i suoi mastini contro di loro. Non avendo mai visto quegli animali, gli indigeni batterono in ritirata e Colombo riuscì così nella conquista.

I cani di Colombo indossavano dei collari spessi di cuoio con delle borchie che conferivano loro un aspetto ancor più minaccioso. Lo stesso tipo di collare, seppure con qualche variazione, appare più avanti durante la Conquista del Messico da parte degli spagnoli nel XVI secolo. Questo tipo di collare ricorda per molti versi quello usato dai cani da guerra romani. Con molta probabilità questo tipo di collare ebbe origine nell'Antica Roma, anche se non è da escludere che si sia sviluppato in modo autonomo. A detta di Colombo, i cani che accompagnavano le conquiste degli europei erano più importanti delle truppe stesse e un aspetto dell'efficacia di questi cani erano appunto i collari spessi dotati di borchie appuntite.

Conclusione

I collari per cani presero forme più raffinate durante il Rinascimento europeo (XVI secolo) e raggiunsero l'apice del della forma e degli ornamenti durante l'Illuminismo (XVIII secolo), in cui le classi alte compravano collari ornati per i loro cani, spesso con tanto di targhetta in cuoio o metallo su cui erano scritti il nome del cane, il nome del padrone e l'indirizzo. Questa moda continuò fino all'Età Vittoriana, favorita dalla famosa regina Vittoria (1837-1901), sempre in compagnia del suo cane, alla morte del quale l'interesse della regina si spostò verso i gatti.

16th-century CE Dog Collar
Collare per cani celtico (XVI secolo)
Michiel2005 (CC BY-NC)

Anche altre culture hanno contribuito allo sviluppo del collare per cani. Per citare due esempi: i Celti svilupparono un collare largo per tenere fermi cani grossi come i levrieri irlandesi; gli indiani d'America invece svilupparono una imbracatura apposta per cani, i quali venivano usati per trainare slitte e carretti.

Nonostante il modello usato oggi sia quello sviluppato durante l'Età Vittoriana, il collare per cani porta con sé secoli di storia e di modifiche. L'uomo ha portato a spasso il cane nello stesso modo da sempre, e questo semplice gesto continua una tradizione in atto da millenni che abbraccia virtualmente ogni cultura di questo pianeta.

Domande e risposte

Qual è la più antica testimonianza del collare per cani?

La più antica testimonianza del collare per cani si trova in incisioni di arte rupestre di 8000 ani fa, nell'area di Shuwaymis, l'odierna parte nordorientale dell'Arabia Saudita.

Chi ha inventato il collare per cani?

Di preciso, non sappiamo dove sia stato inventato il collare per cani, ma si presume che con molta probabilità venne inventato nell'Antica Mesopotamia, nella regione del Sumer.

In quale cultura antica si trovano i collari più elaborati?

Nelle varie epoche, molte culture antiche svilupparono collari elaborati. Tuttavia, in antico Egitto, durante il periodo del Nuovo Regno (circa 1570-1069 a.C.) si trovano i collari con più ornamenti e dettagli di quel tempo. Sui collari vi era scritto addirittura nome del cane.

Quando vennero aggiunte le campanelle ai collari per cani?

Non sappiamo la data precisa, ma questa pratica iniziò nell'antica Cina per scacciare i fantasmi e gli spiriti maligni, i quali temevano sia i cani che il suono delle campanelle. Quindi le campanelle sui collari per cani offrivano una doppia protezione dalle minacce sovrannaturali.

Bibliografia

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Info traduttore

Thomas Di Maria
Hi! My name is Thomas and I am a translation aficionado as well as foreign languages lover. Among my interests are literature in general, videogames, history and music (I am a saxophone player myself).

Info autore

Joshua J. Mark
Scrittore freelance ed ex Professore part-time di Filosofia presso il Marist College (New York), Joshua J. Mark ha vissuto in Grecia ed in Germania, ed ha viaggiato in Egitto. Ha insegnato storia, scrittura, letteratura e filosofia all'Università.

Cita questo lavoro

Stile APA

Mark, J. J. (2022, giugno 27). Breve storia del collare per cani [A Brief History of the Dog Collar]. (T. D. Maria, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/2-1605/breve-storia-del-collare-per-cani/

Stile CHICAGO

Mark, Joshua J.. "Breve storia del collare per cani." Tradotto da Thomas Di Maria. World History Encyclopedia. Modificato il giugno 27, 2022. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-1605/breve-storia-del-collare-per-cani/.

Stile MLA

Mark, Joshua J.. "Breve storia del collare per cani." Tradotto da Thomas Di Maria. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 27 giu 2022. Web. 21 giu 2024.