Regno d'Israele

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Definizione

Joshua J. Mark
da , tradotto da Aldo Copetti
pubblicato il
Disponibile in altre lingue: Inglese, Cinese, Francese, Turco
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Map of the Levant circa 830 BCE (by Richardprins, GNU FDL)
Mappa del Levante 830 a.C. circa
Richardprins (GNU FDL)

Il Regno d'Israele occupava quella parte di terra che affaccia sul Mar Mediterraneo conosciuta come Levante, corrispondente grosso modo al moderno Stato di Israele. La regione era storicamente nota come parte della Cananea, come Fenicia, Palestina, Yehud Medinata, Giudea e, dopo la sua distruzione da parte dei romani nel 136 d.C., Siria-Palestina.

Secondo la Bibbia, la regione deve il suo nome al patriarca ebreo Giacobbe, anche noto come Israele (da Yisrae'el, che significa 'perseverare con Dio') e, per estensione, anche la sua nazione. Israele era la regione colonizzata da Abramo, sviluppata da suo figlio Isacco e suo nipote Giacobbe, ed in seguito presumibilmente conquistata dal generale ebreo Giosuè intorno al 1250 a.C., a seguito dell'Esodo dall'Egitto sotto la guida di Mosè.

Israele come entità culturale è menzionato per la prima volta nella stele del faraone egizio Merenptah (1213-1203 a.C.)

Israele come entità culturale viene menzionata per la prima volta nella stele del faraone egizio Merenptah (1213-1203 a.C.) in cui si afferma che ''Israele giace devastato, privo del suo seme'' (Kerrigan, 59). Il riferimento sembrerebbe essere ad un popolo, non ad un regno, ma non è stato raggiunto alcun accordo tra gli studiosi su un definitivo significato, neppure sul perchè Israele dovrebbe essere menzionato su una stele che celebra una vittoria egiziana sui libici a meno che gli israeliani fossero parte della coalizione nota come Popoli del Mare, il che è improbabile.

Nel 1080 a.C. circa, gli israeliani avevano già istituito un regno in quelle terre e sviluppato una cultura derivata dalle civiltà precedenti. Come gli studiosi J. Maxwell Miller e John H. Hayes notano:

Circa duemila anni di storia documentata ed impressionanti conquiste culturali hanno preceduto l'inizio della storia israelita e giudaica. Questo primo arco di tempo fu testimone di importanti sviluppi letterari, tecnologici e scientifici, particolarmente in Mesopotamia ed Egitto. [Artefatti] dissotterrati negli antichi siti in Palestina illustrano come gli israeliti ed i giudei fossero eredi di una lunga e sofisticata civiltà. (27-28)

Questa interpretazione della storia è in contrasto con la credenza tradizionale che gli israeliti siano apparsi a Cananea imponendo la loro cultura su di una popolazione pre-esistente a seguito di una conquista militare della regione.

Stele of Merenptah
Stele di Merenptah
Webscribe (CC BY-SA)

Il regno si divise in due a seguito della morte di Re Salomone (965-931 a.C. circa) con il Regno di Israele al nord e di Giuda a sud. Nel 722 a.C. il regno del nord fu distrutto dagli Assiri e la popolazione deportata come da prassi militare assira (dando vita alle cosiddette Dieci Tribù Perdute d'Israele). Giuda fu distrutta dai Babilonesi nel 598-582 a.C. ed i suoi cittadini più influenti furono portati a Babilonia.

I Persiani, a seguito della loro conquista dell'Impero Babilonese, riportarono gli israeliti alla loro terra natia nel 538 a.C. e fecero della regione parte del loro grande impero finchè questo cadde per mano di Alessandro Magno (1356-323 a.C.). A seguito della morte di Alessandro, la regione fu presa da Tolomeo I e poi dall'Impero Seleucide fino al 168 a.C. quando gli israeliti si rivoltarono, sotto la guida dei maccabei che stabilirono la Dinastia degli Asmonei. La regione fu presa da Roma nel 63 a.C. ed il risentimento popolare contro l'occupante risultò in periodi di instabilità più o meno intensa fino alla Rivolta di Bar Kochba del 132-136 d.C. in cui gli ebrei furono sconfitti, Gerusalemme venne distrutta e l'area fu rinominata Siria-Palestina dall'imperatore romano Adriano.

La Narrativa Biblica

I regni di Saul, Davide & Salomone sono stati tradizionalmente descritti come una 'età d'oro' di unità & prosperità.

Secondo la narrativa del libro biblico della Genesi, il patriarca Abramo guidò la sua gente alla terra di Cananea come indicato dal suo dio (12:1-5). Qui Abramo ed in seguito suo figlio Isacco e poi suo figlio Giacobbe (Israele) istituirono la cultura degli ebrei (letteralmente ''erranti''). Giacobbe ebbe dodici figli ma favorì il minore, Giuseppe, facendone infuriare i fratelli che lo vendettero come schiavo agli ismaeliti, che lo rivendettero in Egitto. Una volta lì, raggiunse la fama grazie alla sua abilità di interpretare i sogni, e divenne un potente amministratore che salvò la regione dall'inedia durante una carestia. A quel tempo, i fratelli di Giuseppe e suo padre giunsero e si stabilirono in Egitto come ospiti graditi (Genesi 37, 39-47). Secondo il libro dell'Esodo, con il tempo, gli israeliti divennero troppo numerosi e furono ridotti in schiavitù dagli egizi (1:7-11).

Gli israeliti rimasero in catene finchè non furono liberati da Mosè il Legislatore che li condusse alle terre di Cananea, promesse al suo popolo dal loro dio. Mosè non fu in grado di raggiungere queste terre a causa di un malinteso con questo dio e cedette il comando al suo secondo, Giosuè, il quale guidò gli israeliti alla vittoria contro le popolazioni indigene e divise la terra tra i suoi (Deuteronomio 32:51-52, Giosuè 1-19). Questa versione della storia e della conquista militare della Cananea, va notato, trova riscontro solo nella Bibbia e, mentre le evidenze archeologiche nella regione un tempo nota come Cananea supportano scontri su larga scala nella regione tra il 1250-1150 a.C. circa, le suddette evidenze non corrispondono alla narrativa biblica.

Moses on Mount Sinai
Mosè sul Monte Sinai
Jean-Léon Gérôme (Public Domain)

Che esistesse un generale chiamato Giosuè e che gli ebrei abbiano sottomesso i cananiti è una questione di fede nella narrazione biblica. E' stato stabilito, tuttavia, che qualcosa sia effettivamente accaduto tra il 1250-1150 a.C. circa (il collasso dell'Età del Bronzo) che risultò in una migrazione delle popolazioni indigene, non solo in Cananea, ma ovunque nel Vicino Oriente. Alcuni studiosi moderni rigettano completamente l'affermazione di una conquista e puntano a prove archeologiche per supportare la loro contestazione che gli israeliani siano stati pacificamente assimilati ai cananiti e che la credenza di una conquista della regione da parte di un generale israelita sia emersa molto tempo dopo durante il periodo della Cattività babilonese del 598-538 a.C. e fu codificata come parte della narrativa biblica solo durante il Periodo del Secondo Tempio (circa 515 a.C.-70 d.C.).

La contro-affermazione alla narrativa biblica è che Abramo fosse un amorita in Mesopotamia trasferitosi in Cananea e successivamente gli scriba ebrei, insoddisfatti dei loro legami ancestrali con la Mesopotamia, abbiano creato una nuova storia che mettesse in luce il rapporto unico del loro popolo con l'unico vero Dio dell'universo al fine di stabilire una superiorità politica. Elevarono una divinità cananita minore, Yahweh, al livello di essere supremo ed istituirono delle pratiche religiose per distanziarsi ulteriormente dagli altri abitanti della regione.

Questa teoria, come evidenziano Miller ed Hayes, è altrettanto frutto di congetture e credenze quanto l'accettazione della narrativa biblica ma notano anche che documenti extra-biblici ed evidenze archeologiche suggeriscono che la regione a quei tempi ''era circa un crogiolo, composto da diversi elementi che vivevano sotto varie circostanze politiche e religiose 'ad hoc' [le quali] formarono la base dei successivi regni di Israele e di Giuda'' (78). Secondo questa teoria, non ci fu alcuna conquista ma solamente una graduale assimilazione degli immigrati nella popolazione generale della regione.

I Primi Re

Israele si sviluppò in un regno unitario sotto la guida di Re Davide (1035-970 a.C. circa) il quale consolidò le varie tribù sotto il suo solo comando (avendo preso il posto del primo re d'Israele, Saul, che governò tra il 1080-1010 a.C. circa). Davide scelse la città cananita di Gerusalemme come capitale e si dice vi abbia spostato l'Arca dell'Alleanza. Considerando l'Arca il contenitore della presenza vivente di Dio, il suo trasporto a Gerusalemme ne avrebbe fatto un centro sia politico che religioso di importanza considerevole. Davide intendeva costruire un grande tempio per contenervi l'Arca, ma il compito ricadde nelle mani di suo figlio, Salomone, il cui comando corrisponde al picco della grandiosità israelita come illustrato nella Bibbia.

Mosaic of Temple Facade with Torah Ark
Mosaico della facciata del Tempio con l'Arca della Torah
Dana Murray (CC BY-NC-SA)

Salomone consolidò dei trattati con i regni circostanti come Tiro nel nord, l'Egitto, Sheba e sponsorizzò i progetti di costruzione che resero Gerusalemme una città grande ed opulenta (incluso, ovviamente, il Primo Tempio). I regni di Saul, Davide e Salomone (ma soprattutto degli ultimi due) sono stati tradizionalmente descritti come una 'età d'oro' di unità e prosperità, nonstante gli studiosi abbiano notato che lo stesso resoconto biblico registri difficoltà economiche che portarono alla cessione di alcune città ai Fenici (I Re 9:10-14) e politiche brutali di Salomone che portarono alla scissione di Giuda dal regno dopo la sua morte (I Re 12:1-20).

Dopo il regno di Salomone il regno di divise in due, Israele nel nord della regione con capitale a Samaria & il regno di Giuda nel sud con Gerusalemme come capitale.

La religione del Regno di Israele era enoteistica (un credo in molte divinità concentrato su di un singolo dio più potente tra gli altri) e Davide, come Saul prima di lui, enfatizzò la preminenza del dio Yahweh come centro della venerazione. Davide e Salomone, in particolare, sembra avessero usato questo credo a loro beneficio nel processo di unificazione del popolo, ma a seguito del regno di Salomone, questo si divise in due metà: Israele nel nord della regione con capitale a Samaria ed il Regno di Giuda nel sud con Gerusalemme come capitale. I due regni in seguito talvolta si uniranno in alleanza talvolta si daranno guerra ma non raggiungeranno mai di nuovo la potenza e la ricchezza del regno ai tempi di Davide e suo figlio.

I Re successivi & i conquistatori stranieri

Il Regno di Israele prosperò sotto il controllo dei re Omri (876-869 o 884-872 a.C. circa) ed Ahab (876-853 a.C. circa) ed, in seguito, della dinastia di Jehu (842-746 a.C.) secondo le evidenze archeologiche e la narrativa biblica, ma sembra fosse spesso caratterizzato da instabilità risultanti dalle rivalità tra Israele e Giuda. Ciononostante, sotto il regno di Ahab Israele era una preminente potenza militare come evidenziato dall'inscrizione della Stele di Shalmaneser III di Assiria (859-824 a.C.) il quale afferma che Ahab fosse riuscito a schierare un enorme esercito contro di lui costituito da oltre 2.000 cavalieri e 10.000 fanti (nonostante i moderni studiosi abbiano contestato questi numeri).

Ai tempi del regno di Re Ezechia di Giuda (715-686 a.C. circa), tuttavia, Giuda era divenuto il più potente dei due regni. Nel 722 a.C. il regno di Israele cadde per mano degli Assiri sotto il controllo di Sargon II (722-705 a.C.) e, come da prassi militare assira, la popolazione fu ricollocata in altre regioni (dando origine alle Dieci Tribù Perdute di Israele). Miller ed Hayes notano:

Israele cessò di esistere come regno indipendente piuttosto presto nel periodo di dominio assiro. La sua capitale Samaria fu presa nel 722 a.C., ed il territorio israelita fu incorporato di conseguenza nel sistema di province assire. Giuda mantenne la sua identità nazionale durante questo periodo ma fu quasi totalmente dominata dall'Assiria. (314)

L'eccezione a questo dominio fu la città di Gerusalemme che oppose resistenza all'aggressione assira. Ezechia, secondo la Bibbia, fu testimone della caduta di Samaria e si concentrò sui preparativi necessari a proteggere la sua capitale Gerusalemme. Fu in grado di preparare la città a resistere all'assedio assiro del 703 a.C. guidata dal figlio di Sargon II, Sennacherib (705-681 a.C.) attraverso la costruzione del Tunnel di Siloam e del Broad Wall, che possono essere visti ancora oggi, ma ciononostante pagarono tributo agli assiri divenendo uno stato vassallo.

Star of David on the Walls of Jerusalem
Stella di Davide sulle Mura di Gerusalemme
Ze'ev Barkan (CC BY)

Quando l'Impero Assiro cadde nel 612 a.C. per via di una coalizione guidata dai babilonesi e dai medi, i babilonesi occuparono la regione, saccheggiarono Gerusalemme e distrussero il tempio nel 598 a.C. Il Re babilonese Nebuchadnezzar II (634-562 a.C.) deportò, poi, l'aristocrazia, gli scriba, e gli artigiani qualificati a Babilonia, un evento noto come la Cattività babilonese. Ulteriori campagne militari babilonesi dal 589 al 582 a.C. distrussero il Regno di Giuda.

Babilonia fu conquistata dai persiani sotto Ciro il Grande (-530 a.C.) il quale permise agli ebrei di ritornare alla loro terra natia nel 538 a.C. circa. La distruzione delle loro città e la deportazione da una terra che credevano gli fosse stata promessa dal loro dio, costrinse il clero ebraico a riformare i loro credo religiosi.

La Religione

Prima di questo evento - ed in realtà durante tutta la storia antica di Israele - il sistema di credenze era enoteistico. Nonostante la Bibbia dipinga generalmente un ritratto di persone irremovibili dal loro monoteismo, vi sono prove anche in quella narrativa che essi riconoscessero ed adorassero altre divinità come la dea ugaritica Asherah, il dio fenicio Baal, ed il dio del sole sumero Utu-Shamash tra gli altri. Il dio tribale del deserto Yahweh, come già menzionato, fu posto in rilievo come divinità suprema a partire dal regno di Re Saul.

Così come in altri sistemi di credo (ed in quelli moderni), la fede in Yahweh faceva affidamento su un quid pro quo - un accordo, esplicito o implicito, che ognuno avrebbe ricevuto ciò che desiderava in cambio di qualcos'altro. Le persone avrebbero dovuto onorare Yahweh ed adorarlo e, in cambio, egli li avrebbe aiutati e protetti. Quando i babilonesi distrussero Gerusalemme ed il suo tempio e ne deportarono i citttadini preminenti, bisognò trovare dei motivi che spiegassero il loro abbandono da parte di Dio e, in esilio a Babilonia, il clero ebraico concluse che ciò fosse dovuto al non aver adorato il solo Yahweh. La Cattività babilonese, dunque, fu il punto di svolta nel credo e nella pratica della religione israelita che, a partire da questo momento, sarà caratterizzata da un rigoroso monoteismo.

Second Temple Model
Modello del Secondo Tempio
Dana Murray (CC BY-NC-SA)

L'era che comprende il ritorno degli ebrei alla loro terra e la revisione dei loro credo religiosi è nota come Periodo del Secondo Tempio (515 a.C. - 70 d.C. circa), così chiamata per via della costruzione di un nuovo tempio sul sito di quello di Salomone che era andato distrutto dai babilonesi nel 598 a.C. La Cattività babilonese e la conseguente riforma del credo crearono essenzialmente la religione giudaica così come è conosciuta oggi. L'istituzione della sinagoga, le scuole dei rabbini, e la canonizzazione delle scritture ebraiche possono tutte essere ricondotte a questo periodo anche se ulteriori riforme emergeranno più avanti durante e dopo le guerre giudaiche.

La Rivolta maccabea & la Dinastia asmonea

L'Impero Achemenide (Persiano) mantenne il controllo sulla regione finchè fu conquistato dagli eserciti di Alessandro Magno nel 334 a.C. Come fatto in ogni altra regione conquistata, Alessandro introdusse il credo ed i valori culturali ellenistici nella regione della Giudea, che alcuni ebrei accettarono ed altri respinsero. A seguito della morte di Alessandro nel 323 a.C., la regione precedentemente nota come Regno di Giuda fu presa dal suo generale Tolomeo I, il quale aveva anche il controllo sull'Egitto, ma fu poi persa contro i seleucidi di Siria nel 198 a.C. I seleucidi controllarono la regione fino a che gli editti del loro re Antioco IV Epifane (174-163 a.C.) che istituivano le pratiche religiose ellenistiche nella regione (ed in particolare il tempio a Gerusalemme) portarono alla Rivolta maccabea del 168 a.C. circa.

La Rivolta maccabea (168-160 a.C. circa) si concluse con la vittoria delle forze ebree e la consacrazione del tempio (commemorato dalle festività di Chanukah). Seppur tradizionalmente visto come un'insurrezione dei combattenti per la liberazione religiosa (guidati da Giuda Maccabeo) contro gli occupanti stranieri e l'oppressione religiosa, è possibile che la rivolta abbia avuto inizio come guerra civile tra gli ebrei che avevano adottato l'ellenismo dei seleucidi ed i tradizionalisti che l'avevano respinto ed Antioco IV fu coinvolto come alleato degli ebrei ellenisti.

Qualunque cosa fosse, la vittoria israelita sui seleucidi consentì di fondare la dinastia asmonea che sarà l'ultimo regno ebreo indipendente nella regione. Gli Asmonei (probabilmente così chiamati da Asmoneo, un antenato dei maccabei) intrapresero una politica di espansione con cui si aggiudicarono importanti centri del commercio precedentemente controllati dal ricco Regno di Nabatea presso i loro confini. Queste politiche li portarono in conflitto sia con i re nabatei che con loro stessi per il controllo del regno.

La ricchezza del Regno nabateo e le guerre civili interne alla Dinastia asmonea attirarono l'attenzione di Roma. Nel 64 a.C., Pompeo Magno conquistò Nabatea e, nel 63 a.C., intervenne negli affari asmonei coinvolgendo la regione nel suo successivo scontro con Giulio Cesare. Nonostante i governatori asmonei sedessero ancora sul trono, l'intervento di Roma segnò la fine del regno indipendente. Roma insediò il proprio re Erode il Grande nel 37 a.C. e la Giudea divenne uno stato cliente dell'impero.

Kfar Bar'am Synagogue
Sinagoga di Kfar Bar'am
MASQUERAID (CC BY-SA)

Le Rivolte & la distruzione della Giudea

Il popolo della Giudea resistette all'occupazione romana, tuttavia, le tensioni alla fine scoppiarono nella Prima Guerra Giudaica (anche nota come la Grande Rivolta) del 66-73 d.C. che si concluse con la distruzione ad opera del generale romano Tito di Gerusalemme e l'assedio della fortezza di montagna di Masada. I difensori di Masada si tolsero la vita piuttosto che arrendersi o essere presi come prigionieri e con la loro morte l'ultima resistenza cedette e gran parte della popolazione si disperse o fu venduta in schiavitù.

La seconda rivolta significativa fu la Guerra di Kitos (così chiamata a seguito di una corruzione del nome di Lusio Quieto, il generale romano che sedò la rivolta, anche nota come Seconda Guerra Giudaica) del 115-117 d.C. che risultò in un'ulteriore vasto massacro e deportazione della popolazione. L'ultima, e più significativa, rivolta fu la Rivolta del Bar-Kochba (anche conosciuta come Rivolta del Bar Kokhba e Terza Guerra Giudaica) del 132-136 d.C. Nonostante siano molti i fattori che contribuirono a questo conflitto, il punto di rottura si raggiunse con la decisione dell'imperatore Adriano di costruire una nuova città, Aelia Capitolina, sulle rovine di Gerusalemme e costruire un tempio al dio Giove sul sito sacro agli ebrei: il Monte del Tempio.

Guidata da Simon bar Kochba, la rivolta fu inizialmente un successo ed egli fu in grado di stabilire la propria autorità e governare la regione per tre anni fino a che la ribellione fu soppressa da Roma. Miglialia di persone furono uccise brutalmente ed altre fuggirono. Adriano esiliò tutti gli ebrei dalla regione e ne proibì il ritorno con la pena di morte.

A seguito della distruzione della Giudea e con la conseguente diaspora, Israele cessò di esistere fino alla creazione del moderno Stato di Israele nel 1947-1948 d.C. da parte delle Nazioni Unite. Questo legame tra l'antico Regno d'Israele ed il moderno stato omonimo è stato fortemente contestato nel corso degli anni e continua a rimanere un argomento controverso di dibattito.

Info traduttore

Aldo Copetti
Studente di ingegneria edile-architettura presso l'Università di Napoli Federico II, in Italia. Appassionato di storia, cultura ed arte in tutte le loro forme.

Info autore

Joshua J. Mark
Scrittore freelance ed ex Professore part-time di Filosofia presso il Marist College (New York), Joshua J. Mark ha vissuto in Grecia ed in Germania, ed ha viaggiato in Egitto. Ha insegnato storia, scrittura, letteratura e filosofia all'Università.

Cita questo lavoro

Stile APA

Mark, J. J. (2018, ottobre 26). Regno d'Israele [Kingdom of Israel]. (A. Copetti, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-180/regno-disraele/

Stile CHICAGO

Mark, Joshua J.. "Regno d'Israele." Tradotto da Aldo Copetti. World History Encyclopedia. Modificato il ottobre 26, 2018. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-180/regno-disraele/.

Stile MLA

Mark, Joshua J.. "Regno d'Israele." Tradotto da Aldo Copetti. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 26 ott 2018. Web. 20 lug 2024.