Divinità egizie - La Lista Completa

Joshua J. Mark
di , tradotto da Maurizio Pelle
pubblicato il
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Gli dèi e le dee dell'antico Egitto furono parte integrante della vita quotidiana della popolazione per oltre 3000 anni. Il pantheon egizio contava più di 2000 divinità, molte delle quali ben note – Iside, Osiride, Horus, Amon, Ra, Hathor, Bastet, Thot, Anubi e Ptah tra gli altri –, ma ce n'erano innumerevoli altre, meno conosciute, che erano altrettanto importanti.

Gli dèi più famosi divennero divinità di Stato, mentre altri erano associati a una regione specifica o, in alcuni casi, a un rituale o a un ruolo. La dea Qebhet, ad esempio, è una divinità poco conosciuta che offriva acqua fresca alle anime dei defunti mentre attendevano il giudizio nell'aldilà, e Seshat era la dea delle parole scritte e delle unità di misura, messa in ombra da Thoth, patrono della scrittura e degli scribi.

La cultura dell'antico Egitto si sviluppò dalla comprensione del ruolo vitale svolto da queste divinità nel viaggio immortale di ogni essere umano. La storica Margaret Bunson scrive:

I numerosi dèi dell'Egitto erano il fulcro dei riti cultuali della nazione e delle pratiche religiose personali. Essi svolgevano inoltre un ruolo nei grandi rituali funerari e nella credenza egizia circa la beatitudine eterna postuma. (98)

Le divinità si sono evolute da un sistema di credenze animistiche a uno prettamente antropomorfo e intriso di magia. Heka presiedeva alla magia e alla medicina, ma era anche la forza primordiale, antecedente a tutti gli altri dèi, che rese possibile l'atto della creazione e supportava sia la vita mortale che quella divina. Il valore centrale della cultura egizia era il ma'at - armonia ed equilibrio -, rappresentato dalla dea omonima e dalla sua piuma bianca di struzzo, ed era Heka a conferire autorità a Ma'at, proprio come faceva con tutte le altre divinità.

Heka era la manifestazione del concetto di heka (magia), che va inteso come un insieme di leggi naturali che oggi sarebbero considerate soprannaturali, ma che per gli egizi erano semplicemente il modo in cui operavano il mondo e l'universo. Gli dèi fornivano alle persone tutti i doni utili, ma era l’heka a permettere loro di farlo.

Le divinità avevano nomi, personalità e caratteristiche proprie, indossavano diversi tipi di abiti, consideravano sacri oggetti differenti, si occupavano dei propri ambiti di influenza e reagivano agli eventi in modi del tutto peculiari. Ogni divinità disponeva della propria area di competenza, ma era spesso associata a molteplici aspetti della vita umana.

Hathor, ad esempio, era una dea della musica, della danza e dell'ebbrezza, ma veniva anche considerata un'antica Dea Madre, associata alla Via Lattea come riflesso divino del fiume Nilo, e, nella sua precedente incarnazione come Sekhmet, come una potenza distruttrice. La dea Neith era originariamente una dea della guerra che divenne l'incarnazione della Dea Madre, una figura nutrice, a cui gli dèi si rivolgevano per risolvere le loro dispute. Molte divinità, come Set o Serket, mutarono natura nel corso del tempo, fino ad assumere altri ruoli e responsabilità.

Queste evoluzioni erano talvolta drammatiche, come nel caso di Set, che passò da eroe-dio protettore a entità malvagia e primo assassino del mondo. Serket fu quasi certamente una delle prime Dee Madri, e il suo ruolo successivo di protettrice nei confronti delle creature velenose (in particolare gli scorpioni) e di custode delle donne e dei bambini riflette tali caratteristiche. Bunson scrive:

Gli egizi non consideravano un problema venerare molte divinità, e raramente mettevano da parte le più antiche in favore di quelle nuove. I loro attributi venivano combinati per conciliare credenze religiose, costumi o ideali dissimili. Per ragioni politiche e religiose, ad esempio, il dio tebano Amon, considerato il più influente del Nuovo Regno, fu unito a Ra, un dio solare il cui culto risaliva agli albori della civiltà egizia. Il culto degli dèi mutò nel corso del tempo, grazie alla diffusione di fastose cerimonie su scala locale e poi nazionale. (99)

Il seguente elenco di divinità dell'antico Egitto deriva da svariate opere sull'argomento riportate nella bibliografia che segue. È stato fatto ogni sforzo per creare una lista esaustiva, ma le divinità regionali minori sono state omesse laddove il loro ruolo appaia incerto, o le medesime siano assurte a un rango più elevato. Quando ciò è accaduto, viene segnalato.

Sono inclusi anche nomi di luoghi, come il Campo di Canne o il Lago dei Gigli, che erano regioni dell'aldilà associate agli dèi. Le definizioni delle caratteristiche delle divinità e dei ruoli che ricoprivano sono sintetizzate per chiarezza, ma va notato che non tutte le divinità elencate furono intese allo stesso modo nel corso della lunga storia dell'Egitto.

Osiride, ad esempio, fu con ogni probabilità un dio della fertilità nel Periodo Predinastico dell’Egitto (6000-3150 a.C. circa), ma era già inteso come il Primo Re nel Periodo Protodinastico (circa 3150-2613 a.C.), e fu il dio più popolare nel corso del Nuovo Regno (1570-1069 a.C.), nello stesso periodo in cui Amon era considerato il Re degli Dei. Sebbene questi sviluppi siano talvolta indicati di seguito, gli dèi sono generalmente descritti nei ruoli per cui erano più conosciuti al culmine della loro popolarità.

Indice

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U W Y Z

A

A'ah - Una tra le prime divinità lunari maschili, divenuta Iah (noto anche come Yah) e, infine, Khonsu.

Aken - Custode della barca che traghettava le anime attraverso il Lago dei Gigli fino al Campo di Canne nell'aldilà. Dormiva finché non era chiamato da Hraf-Hef, il burbero Traghettatore Divino. Il suo nome compare solo nel Libro dei Morti.

Aker - L'orizzonte divinizzato, guardiano degli orizzonti orientale e occidentale dell'aldilà. Proteggeva la barca solare di Ra all'entrata negli inferi e mentre ne usciva, rispettivamente al tramonto e all'alba.

Am-Heh - Un dio infernale "divoratore di milioni di individui e dell'eternità". Viveva in un lago infuocato.

Amenet (Amentet) - Una dea che accoglieva i defunti nell'aldilà con cibo e bevande. Conosciuta come "Quella dell'Occidente", Amenet era la consorte del Divino Traghettatore. Viveva su un albero vicino alle porte dell'aldilà. Figlia di Hathor e Horus.

Ammit (Ammut) - "Divoratrice di Anime", una dea con la testa di coccodrillo, il busto di leopardo e la parte posteriore di ippopotamo. Sedeva nell'aldilà sotto la bilancia della giustizia, all’interno della Sala della Verità, e divorava i cuori di quelle anime che non erano state “giustificate” da Osiride.

Amun (Amun-Ra) - Dio del sole e dell'aria. Uno degli dèi più potenti e popolari dell'antico Egitto, patrono della città di Tebe, dove era venerato come parte della Triade tebana composta da Amun, Mut e Khonsu. Re supremo delle divinità in alcuni periodi, sebbene originariamente fosse un dio minore della fertilità. All'epoca del Nuovo Regno era considerato il dio più potente d'Egitto, e il suo culto rasentava il monoteismo. In quel periodo gli altri dèi erano addirittura considerati semplici aspetti di Amon. Il suo sacerdozio era il più influente d'Egitto, e la dignità di Moglie di Amon, conferita alle donne della famiglia reale, era ritenuta quasi alla pari a quella del faraone.

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Amunhotep (Amenhotep), Figlio di Hapu - Dio della guarigione e della saggezza. Insieme a Hardedef e Imhotep, uno dei pochi esseri umani divinizzati dagli egizi. Fu l'architetto reale di Amonhotep III (1386-1353 a.C.). Era considerato così saggio che, dopo la morte, fu divinizzato. Gli erano dedicati un grande tempio nella parte occidentale di Tebe e un centro di cura a Deir el-Bahri.

Amunet - La controparte femminile di Amon, membro dell'Ogdoade.

Anat - Dea della fertilità, della sessualità, dell'amore e della guerra. Era originaria della Siria o di Canaan. In alcuni testi viene indicata come la Madre degli Dei, mentre in altri è una vergine e, in altri ancora, sensuale ed erotica, descritta come la dea più bella. In una versione della Contesa tra Horus e Set, viene data in sposa a Set su suggerimento della dea Neith. Spesso identificata con Afrodite in Grecia, Astarte in Fenicia, Inanna in Mesopotamia e Sauska presso gli Ittiti.

Anta - Un aspetto della Dea Madre Mut venerata a Tanis come consorte di Amon.

Andjety - Antico dio della fertilità associato alla città di Busiris (Andjet). Il suo nome significa "Colui che proviene da Andjet" ed è associato al simbolo del djed. Fu assorbito dalla figura di Osiride e il suo nome venne associato a questa divinità.

Anhur (Han-her) - Conosciuto anche come Onuris dai Greci. Dio della guerra e patrono dell'esercito egizio. Vedi Onuris.

Anqet (Anukit o Anuket) - Dea della fertilità e delle cateratte del Nilo ad Assuan.

Anti - Un dio falco dell'Alto Egitto talvolta associato ad Anat.

Anubi - Dio dei morti associato all'imbalsamazione. Figlio di Nefti e Osiride, padre di Qebhet. Anubi è raffigurato come un uomo con la testa di cane o di sciacallo che porta un bastone. Guidava le anime dei defunti alla Sala della Verità e compariva nel rituale della Pesatura del Cuore dell’Anima nell’aldilà. Probabilmente si trattava dell’originario Dio dei Morti, prima che il ruolo fosse assegnato a Osiride, allorché divenne figlio di Osiride.

Anuke - Una delle più antiche divinità dell'Egitto, In origine dea della guerra e talvolta consorte di Anhur, dio della guerra. Venne associata a Nefti e, in misura minore, a Iside, ed è indicata in alcuni testi come loro sorella minore. Le prime raffigurazioni la mostrano in abiti da battaglia con arco e frecce, ma fu trasformata in una Dea Madre e in una figura protettrice. I Greci l’associavano a Estia.

Apedemak - Un dio della guerra raffigurato come un leone, originariamente ritenuto proveniente dalla Nubia.

Apep (Apophis) - Apep, il serpente celeste, assaltava ogni notte la barca solare di Ra mentre gli inferi verso l'alba. Gli dèi e i defunti “giustificati” aiutavano Ra a respingere il serpente. Il rituale noto come "Rovesciamento di Apophis" veniva eseguito nei templi per aiutare le divinità e le anime dei defunti a proteggere la barca e garantire l'arrivo del giorno.

Apis - Il Toro Divino venerato a Menfi come incarnazione del dio Ptah. Uno dei primi dei dell'antico Egitto, raffigurato sulla Tavola di Narmer (circa 3150 a.C.). Il culto di Apis fu uno dei più importanti e longevi nella storia della cultura egizia.

Arensnuphis - Compagno della dea Iside e venerato principalmente nel suo luogo sacro di Philae. Era rappresentato come un leone o un uomo con un copricapo piumato. Originario della Nubia.

Asclepio (Esculapio) - Dio della guarigione dei Greci, venerato anche in Egitto a Saqqara e identificato con il divinizzato Imhotep. Il suo simbolo, forse derivato dal dio Heka, era un bastone con un serpente attorcigliato, associato ai giorni nostri alla guarigione e alla professione medica e noto come il Bastone di Asclepio.

Ash (As) - Dio benevolo del deserto libico, che offriva le oasi ai viaggiatori.

Astarte - Dea fenicia della fertilità e della sessualità, spesso assimilata ad Afrodite dei Greci, Inanna/Ishtar della Mesopotamia e Sauska degli Ittiti; indicata come Regina del Cielo. Viene data in sposa a Set, insieme ad Anat, dalla dea Neith.

Aten - Il disco solare, originariamente una divinità solare che fu elevata dal faraone Akhenaton (1353-1336 a.C.) alla posizione di unico dio, creatore dell'universo.

Atum (Ra) - Il dio del sole, signore supremo degli dèi, primo dio dell'Enneade (tribunale dei nove dei), creatore dell'universo e degli esseri umani. Atum (Ra) è il primo essere divino che si erge sul tumulo primordiale in mezzo al caos e attinge alle forze magiche di Heka per creare tutti gli altri dèi, gli esseri umani e la vita sulla terra.

Auf (Efu-Ra) - Un aspetto di Atum (Ra).

B

Ba'al - Dio della tempesta originario della Fenicia. Il suo nome significa "Signore", ed era una delle principali divinità di Canaan, venerato in Egitto solo nel periodo tardo del Nuovo Regno (1570-1069 a.C.).

Ba'alat Gebal - Dea fenicia della città di Byblos, divinità protettrice, incorporata nel culto egizio grazie al suo legame con il papiro, che proveniva da Byblos.

Babi (Baba) - Era un dio della virilità raffigurato come un babbuino e simbolo della sessualità maschile.

Banebdjedet - Dio della fertilità e della virilità che appare come un ariete o come un uomo con la testa di ariete, associato alla città di Mendes; in seguito divenne un altro appellativo di Osiride.

Ba-Pef - Dio del terrore, in particolare di quello spirituale. Il suo nome si traduce come "quell'anima". Viveva nella Casa del Dolore nell'aldilà ed era noto per affliggere il re d'Egitto. Non fu mai venerato in un tempio, ma esisteva un culto di Ba-Pef per placare il dio e proteggere il re.

Bastet (Bast) - La bellissima dea dei gatti, dei segreti delle donne, del parto, della fertilità, protettrice del focolare e della casa dal male o dalla sfortuna. Era la figlia di Ra e strettamente associata a Hathor. Bastet era una delle divinità più popolari dell'antico Egitto. Uomini e donne la veneravano allo stesso modo, e portavano con sé talismani del suo culto. Era così universalmente adorata che, nel 525 a.C., i Persiani sfruttarono tale devozione a loro vantaggio per vincere la battaglia di Pelusio: dipinsero, infatti, immagini di Bastet sui loro scudi e condussero animali davanti al loro esercito, sapendo che gli egizi avrebbero preferito arrendersi piuttosto che offendere la loro dea. È raffigurata come una gatta o una donna con la testa di gatto, e il suo principale centro di culto era a Bubastis.

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Bat - Una delle prime dee dall’aspetto di mucca, associata alla fertilità e al successo. È una delle più antiche, risalente al primo periodo predinastico (circa 6000-3150 a.C.). Bat è raffigurata come una mucca o una donna con orecchie e corna di questo animale, ed è con ogni probabilità l'immagine in cima alla Tavola di Narmer (circa 3150 a.C.), poiché era associata al successo del re. Benediceva le persone con il successo grazie alla sua capacità di vedere sia il passato che il futuro. Fu assorbita dalla figura di Hathor, che ne assunse le caratteristiche.

Bennu - Una divinità meglio conosciuta come l'uccello Bennu, il volatile divino della creazione e fonte d'ispirazione per la fenice greca. L'uccello Bennu era strettamente legato ad Atum, Ra e Osiride. Era presente all'alba della creazione come una manifestazione di Atum (Ra) che volava sulle acque primordiali e risvegliava la creazione con il suo grido. In seguito, stabilì ciò che sarebbe stato incluso nella creazione e ciò che non lo sarebbe stato. Era associato a Osiride attraverso l'immagine della rinascita, poiché l'uccello era strettamente legato al sole che moriva ogni notte e risorgeva la mattina seguente.

Bes (Aha o Bisu) - Dio del parto, della fertilità, della sessualità, dell'umorismo e della guerra, popolarmente noto come il dio nano. Tra i più popolari, proteggeva donne e bambini, respingeva il male e combatteva per l'ordine divino e la giustizia. Spesso viene rappresentato più come uno spirito (un "demone", sebbene non nel senso moderno del termine) che come una divinità, ma era venerato come un dio e raffigurato su numerosi oggetti di uso quotidiano, come mobili, specchi e manici di coltelli. La sua consorte era Taweret, la dea ippopotamo del parto e della fertilità. Bes è raffigurato come un nano barbuto con grandi orecchie, genitali prominenti e gambe arcuate, intento ad agitare un sonaglio. È sempre raffigurato in posizione frontale, in atteggiamento protettivo, mentre veglia sui suoi devoti.

Beset - L'aspetto femminile di Bes invocato nella magia cerimoniale. In quanto divinità protettrice, Bes respingeva anche la magia nera, i fantasmi, gli spiriti e i demoni. Il suo aspetto femminile veniva invocato per combattere queste forze.

Buchis - Aspetto del Ka (la forza vitale/il sé astrale) del dio Montu sotto forma di un toro vivo. Raffigurato come un toro nell’atto di correre.

C

(Cavern Deities) Divinità delle Caverne - Un gruppo di dèi senza nome che vivevano nelle caverne degli inferi e punivano i malvagi e aiutavano le anime dei defunti “giustificati”. Sono menzionati nell'Incantesimo 168 del Libro dei Morti egizio e sono rappresentati come serpenti o simili ad essi. L'incantesimo è comunemente noto come "Incantesimo delle Dodici Caverne", e menziona le offerte da destinare loro. Il popolo egizio lasciava per essi delle ciotole di offerte presso le caverne.

(Celestial Ferryman) Traghettatore Celeste (Hraf-haf) - "Colui che guarda dietro di sé", il burbero barcaiolo che traghettava le anime dei defunti “giustificati” attraverso il Lago dei Gigli fino alle rive del paradiso nel Campo di Canne. Hraf-haf era scortese e sgradevole, e l'anima doveva trovare un modo per rispondere con cortesia per poter raggiungere il paradiso. Hraf-haf è raffigurato come un uomo su una barca con la testa rivolta all'indietro.

D

Dedun - Protettore delle risorse, in particolare dei beni provenienti dalla Nubia. Originariamente una divinità nubiana.

Denwen - Una divinità serpente sotto forma di drago circondato dalle fiamme. Deteneva il potere sul fuoco ed era abbastanza forte da sconfiggere gli dèi. Nei Testi delle Piramidi, tenta di uccidere tutti gli dèi con il suo soffio di fuoco, ma viene sopraffatto dallo spirito del re defunto che salva il creato.

Duamutef - Uno dei Quattro Figli di Horus, dio protettore del canopo contenente lo stomaco. Era a capo dell'oriente, aveva le sembianze di uno sciacallo ed era protetto dalla dea Neith.

E

Enneade – Le nove divinità venerate a Eliopoli che formavano il tribunale nel mito di Osiride: Atum, Shu, Tefnut, Geb, Nut, Osiride, Iside, Nefti e Set. Questi nove dei decidono se Set o Horus debba regnare nel racconto "La contesa tra Horus e Set". Erano conosciuti come la Grande Enneade. A Eliopoli era venerata anche una Piccola Enneade composta da divinità minori.

F

Fetket - Il maggiordomo del dio del sole Ra, incaricato di servigli da bere, protettore dei tavernieri.

(Field of Offerings) Campo delle Offerte - Una regione dell'aldilà dedicata a Osiride, situata a ovest. In alcune iscrizioni è sinonimo del Campo di Canne.

(Field of Reeds) Campo delle Canne - Il paradiso egizio nell'aldilà, in cui l'anima veniva ammessa dopo aver superato con successo il giudizio ed essere stata “giustificata” da Osiride. Era un riflesso diretto della propria vita sulla terra, dove si continuava a godere di tutto come prima, ma senza malattie, delusioni o la minaccia della morte.

(Forty-Two Judges) I quarantadue giudici - Le quarantadue divinità che presiedevano insieme a Osiride, Thot e Anubi al giudizio dell'anima nell'aldilà. Una volta che l'anima aveva fatto le Confessioni Negative (Dichiarazione di Innocenza), i Quarantadue Giudici consigliavano Osiride sull'opportunità di accettarle. Avevano nomi come l’Essere dal lungo passo, Colui che Abbraccia il Fuoco, il Demolitore, il Disturbatore, il Possessore dei Volti e il Serpente che Porta e Dà, tra gli altri.

(Four Sons of Horus) I Quattro Figli di Horus - Quattro divinità, Duamutef, Hapy, Imset e Qebehsenuef, che vegliavano sulle viscere o sui defunti nei quattro canopi collocati nella tomba. Ognuno aveva un punto cardinale e un organo interno da custodire, ed era sorvegliato da una dea.

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G

Geb - Dio della terra e delle cose che crescono. Geb è figlio di Shu e Tefnut, marito di Nut, il cielo.

Gengen Wer - L'oca celeste il cui nome significa "Grande Starnazzante". Era presente all'alba della creazione e custodì (o depose) l'uovo celeste contenente la forza vitale. È una divinità protettrice venerata fin dai primissimi tempi della storia dell'Egitto. I seguaci di Gengen Wer si identificavano con i suoi attributi protettivi, e indossavano talismani che ricordavano loro di rispettare la vita e onorare la terra.

H

Ha - Un dio protettore, Signore dei Deserti Occidentali, noto anche come Signore dei Libici. Era il nume del deserto a ovest dell'Egitto, figlio del dio Iaaw, probabilmente un altro dio del deserto. Ha forniva protezione dai Libici e offriva oasi ai viaggiatori del deserto. Raffigurato come un giovane uomo robusto con il simbolo del deserto sopra la testa.

Hapi - Dio della fertilità e del limo del Nilo, associato all'inondazione che faceva straripare il fiume dai suoi argini e depositava la terra fertile da cui dipendevano i contadini per i loro raccolti. Si trattava di una divinità molto antica il cui nome potrebbe derivare da quello del fiume, e simboleggiava la personificazione del fiume in piena. È rappresentato come un uomo con pancia e mammelle grandi, simboli di fertilità e successo.

Hapy - Un dio protettore conosciuto anche come Hapi, annoverato tra i Quattro Figli di Horus che custodivano il canopo contenente i polmoni. Controllava il nord, aveva le sembianze di un babbuino ed era protetto da Nefti.

Hardedef - Figlio del re Khufu (noto anche come Cheope, 2589-2566 a.C.) e autore di un libro intitolato Insegnamento nella saggezza. L'opera era a tal punto pregevole da essere considerata di origine divina, e lui stesso fu divinizzato dopo la morte.

Haroeris - Il nome greco dell'aspetto celeste di Horus il Vecchio (noto anche come Horus il Grande, che appariva nel regno terreno sotto forma di falco).

(Harpocrates) Arpocrate - Il nome greco e romano di Horus il Bambino, figlio di Osiride e Iside. Raffigurato come un giovane ragazzo alato con il dito sulle labbra. Era venerato in Grecia come dio dei segreti, del silenzio e della riservatezza.

Hathor - Una delle divinità più popolari e importanti dell'antico Egitto. Era la figlia di Ra e, in alcune storie, moglie di Horus il Vecchio. Di remote origini, fu inviata da Ra a debellare l'umanità per i suoi peccati. Gli altri dèi implorarono Ra di porre fine al suo sterminio, prima che non rimanesse più alcun essere umano cui impartire la lezione. Ra fece allora tingere di rosso una vasca di birra, per farla sembrare sangue, e la collocò a Dendera, dove Hathor, nella sua sete di vendetta, la bevve. Si addormentò e si risvegliò come la dea benevola amica di tutti. Era la dea protettrice della gioia, dell'ispirazione, della festa, dell'amore, delle donne, della salute femminile, del parto e dell'ebbrezza. Uno dei suoi nomi è "La Signora dell'ebbrezza". Si pensava che vivesse tra i sicomori e per questo era conosciuta anche come "La Signora del Sicomoro". Nell'aldilà prestava aiuto nel guidare le anime dei defunti verso il paradiso, ed era una delle divinità presenti a bordo della barca solare di Ra, a protezione dagli assalti di Apep. È inoltre associata alla gratitudine e al cuore riconoscente. I Greci la assimilavano ad Afrodite. È raffigurata come una mucca o una donna con la testa di mucca e derivò dalla precedente dea Bat. Le sue caratteristiche furono in seguito in gran parte assorbite da Iside.

Hathor-Nebet-Hetepet – Una manifestazione di Hathor nelle vesti di dea madre, venerata a Eliopoli. Rappresentava la parte attiva del dio supremo Atum (Ra), ossia la mano.

Hatmehit (Hatmehyt) - Era una dea dei pesci venerata nella regione del Delta di Mendes. Il suo nome significa "La prima dei pesci". Ha avuto origine dal simbolo totemico del nomo (provincia) della regione intorno a Mendes, che era per l’appunto un pesce.

Haurun - Un dio protettore associato alla Grande Sfinge di Giza. In origine divinità di provenienza cananea correlata alla distruzione: in quanto tale piantò un albero della morte. Quando fu importato in Egitto da lavoratori e mercanti cananei e siriani, divenne una divinità della guarigione. Il suo legame con la Sfinge di Giza è riconducibile a questi lavoratori stranieri, i quali credevano che la Sfinge rappresentasse Haurun e innalzarono un santuario dedicato al loro dio davanti alla stessa. È conosciuto come "Il Pastore Vittorioso" per via di un incantesimo popolare recitato in suo nome al fine di ottenere protezione prima di andare a caccia.

Hedetet - Dea degli scorpioni e protettrice contro il loro veleno, una versione primitiva di Serket.

Heh e Hauhet - Dio e dea dell'infinito e dell'eternità. Heh era raffigurato come una rana e Hauhet come un serpente. I loro nomi significano "infinito" ed erano tra le divinità originarie dell'Ogdoade.

Heqet (Heket) - Dea della fertilità e del parto, raffigurata come una rana o una donna con la testa di rana.

Heret-Kau - Una dea protettrice il cui nome significa "Colei che sta al di sopra degli spiriti". Venerata durante il periodo dell'Antico Regno (circa 2613-2181 a.C.) come spirito vivificante che proteggeva anche le anime dei defunti nell'aldilà. I suoi attributi di nutrice furono in seguito fatti propri da Iside.

Heka – Una delle divinità più antiche e importanti. Era il protettore della magia e della medicina, ma anche la fonte primordiale del potere nell'universo. Esisteva prima degli altri dèi ed era presente all'atto della creazione, sebbene, nei miti successivi, sia visto come il figlio di Menhet e Khnum e parte della triade di Latopolis. È raffigurato come un uomo che porta un bastone e un coltello, e i medici erano noti come Sacerdoti di Heka. La magia era parte integrante della pratica medica nell'antico Egitto, e così Heka divenne una divinità importante per i medici. Si diceva che avesse ucciso due serpenti e li avesse intrecciati su un bastone come simbolo del suo potere; questa immagine (in realtà presa in prestito dai Sumeri) fu tramandata ai Greci, che la associarono al loro dio Hermes, e attribuirono al bastone il nome di “caduceo”. Al giorno d'oggi, il caduceo viene spesso confuso con il bastone di Asclepio nell'iconografia relativa alla professione medica.

Heryshaf - Un dio della fertilità raffigurato come un uomo con la testa di ariete. Risale al Periodo Protodinastico (circa 3150-2613 a.C.) e successivamente fu associato ad Atum (Ra) e Osiride, che ne assimilarono le prerogative.

Heset - Dea del cibo e delle bevande associata alla birra e al divertimento. Fu una delle divinità primordiali, ritratta come una mucca con un vassoio di cibo sulle corna e il latte che scorreva liberamente dalle sue mammelle. La birra era chiamata "il latte di Heset". In seguito fu assorbita da Hathor. Faceva parte della Triade di Eliopoli insieme a Mnevis e Anubi.

Hetepes-Sekhus - Una personificazione dell'Occhio di Ra che appare come una dea cobra nell'aldilà e distrugge i nemici di Osiride. È raffigurata in compagnia di coccodrilli.

Horus - Uno dei primi dèi uccello, tra le divinità più importanti dell'antico Egitto. Associato al sole, al cielo e al potere, fu legato al faraone già a partire dalla Prima Dinastia (circa 3150-2890 a.C.). Sebbene il nome "Horus" possa riferirsi a diverse divinità dalle sembianze di uccello, esso designa principalmente due figure: Horus il Vecchio, uno dei primi cinque dèi nati all'inizio della creazione, e Horus il Giovane, figlio di Osiride e Iside. In seguito alla crescente popolarità del mito di Osiride, Horus il Giovane acquisì sempre maggiore prestigio. Nella narrazione del mito, dopo che Osiride viene ucciso dal fratello Set, Horus viene allevato dalla madre nelle paludi del Delta. Una volta raggiunta la maggiore età, combatte contro lo zio per il regno e vince, riportando l'ordine nel paese. I re d'Egitto, con alcune eccezioni, si identificavano tutti con Horus in vita e con Osiride dopo la morte. Si riteneva che il faraone fosse l'incarnazione vivente di Horus e, attraverso di lui, il dio donasse ogni bene al proprio popolo. Di solito è raffigurato come un uomo con la testa di falco, ma assume anche altre molteplici rappresentazioni. I suoi simboli sono l'Occhio di Horus e il falco.

Hu - Dio della parola, personificazione della prima parola pronunciata da Atum (Ra) all'alba della creazione che diede origine a tutto. Legato a Sia e Heka. Sia rappresentava il cuore, Hu la lingua e Heka la forza sottostante a queste parti anatomiche. Hu è spesso visto come emanazione del potere di Heka o Atum ed è raffigurato nei testi funerari mentre guida l'anima nell'aldilà.

I

Iah (Yah) - Un dio lunare che occupa un posto di rilievo nel calendario egizio. Nella storia della creazione del mondo, Atum si adira per la relazione intima tra Geb (la terra) e Nut (il cielo) e quindi li separa, dichiarando che Nut non potrà dare alla luce i suoi figli in alcun giorno dell'anno. Il dio Thoth apparve e giocò d'azzardo con Iah per cinque giorni di luce lunare. Vinse e divise le ore di luce lunare in giorni in cui, non essendo ricompresi tra quelli decretati da Atum, Nut poteva partorire. Lei diede quindi alla luce i primi cinque dei (Osiride, Iside, Set, Nefti e Horus il Vecchio) nel mese di luglio. Gli egizi regolavano il loro calendario su questi cinque giorni magici. Iah fu infine assimilato dal dio Khonsu.

Iabet - Dea della fertilità e della rinascita, conosciuta come "Quella dell'Oriente" e talvolta associata ad Amenet ("Quella dell'Occidente"). Iabet presiedeva ai deserti orientali e, col tempo, finì per immedesimarvisi. Era anche conosciuta come "Purificatrice di Ra", colei che lavava il sole prima che apparisse nel cielo dell'alba, e personificava la freschezza del sole mattutino. Finì con l’essere assorbita da Iside.

Ihy - Dio della musica e della gioia, in particolare della musica del sistro. Figlio di Hathor e Horus il Vecchio. Era venerato insieme a Hathor a Dendera e invocato in occasione delle feste. La sua venuta al mondo è celebrata nelle iscrizioni murali delle “case della nascita” di Dendera, nella convinzione che la gioia e la musica dovessero accogliere i bambini nel momento di venire alla luce. Raffigurato come un bambino con un sistro.

Imhotep - Visir del re Djoser (circa 2670 a.C.) e artefice del progetto della Piramide a gradoni. Visse dal 2667 al 2600 a.C. circa e fu un poliedrico esperto in molti campi di studio. Il suo nome significa "Colui che viene in pace" e, dopo la sua morte, fu divinizzato come dio della saggezza e della medicina. Fu identificato dai Greci con Esculapio e invocato negli incantesimi di guarigione. I suoi trattati medici affermavano, contrariamente alla credenza convenzionale, che la malattia fosse di origine naturale e non una punizione divina.

Imsety - Un dio protettore, uno dei Quattro Figli di Horus che proteggevano il canopo contenente il fegato. Presiedeva al sud, aveva le sembianze di un uomo ed era protetto da Iside.

Ipy - Una dea madre associata in alcuni testi alla madre di Osiride, conosciuta anche come Opet e "La Grande Opet". È raffigurata come un ippopotamo o una combinazione di ippopotamo, coccodrillo, donna e leone, il più delle volte con testa e zampe di leone, corpo di ippopotamo, braccia umane. Era conosciuta come "Signora della Protezione Magica" e viene menzionata per la prima volta nei Testi delle Piramidi come protettrice e nutrice del re.

Ishtar - La dea mesopotamica dell'amore, della sessualità e della guerra. In origine era Inanna dei Sumeri e degli Accadi, che divenne Ishtar per gli Assiri e influenzò l’evoluzione di altre divinità simili, come Afrodite dei Greci, Astarte dei Fenici, Hathor degli Egizi e Sauska degli Ittiti, tra le altre. Probabilmente fu introdotta in Egitto per la prima volta attraverso il commercio nel Periodo Protodinastico (circa 3150-2613 a.C.), ma acquisì una posizione di rilievo sicuramente dopo la conquista assira dell'Egitto da parte di Assurbanipal, nel 666 a.C.

Iside - La dea più autorevole e popolare della storia egizia. Era associata praticamente a ogni aspetto della vita umana e, con il tempo, fu elevata alla posizione di divinità suprema, "Madre degli Dei", che si prendeva cura delle altre divinità così come faceva con gli esseri umani. È la secondogenita dei Primi Cinque Dei (Osiride, Iside, Set, Nefti e Horus il Vecchio), sorella-moglie di Osiride, madre di Horus il Giovane e simbolicamente intesa come madre di ogni re. Il suo nome egizio, Eset, significa "Dea del Trono", per via della sua associazione con il monarca. Era anche conosciuta come Weret-Kekau, "La Grande Magia", per effetto dei suoi incredibili poteri. Si prendeva cura delle persone in vita e appariva loro dopo la morte per aiutarle a raggiungere in sicurezza il paradiso. Dopo la conquista dell'Egitto da parte di Alessandro Magno nel 331 a.C., il suo culto si diffuse in Grecia e poi a Roma. Era venerata in ogni angolo dell’Impero Romano, dalla Britannia all'Europa continentale e all'Anatolia. Il suo culto fu uno dei principali ostacoli alla diffusione della religione cristiana tra il IV e il VI secolo d.C., e l'iconografia, così come i principi del medesimo, furono incorporati nella nuova fede. L'immagine della Vergine Maria che tiene in braccio suo figlio Gesù deriva direttamente da quella di Iside che culla suo figlio Horus, e la figura di Gesù stesso come Dio morente e risorto è una versione di quella di Osiride.

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Iside-Euteria - Una successiva versione greca di Iside venerata in Egitto: si pensava che le sue lacrime in onore di Osiride causassero l'inondazione del fiume Nilo.

Iusaaset - Una delle primissime dee madri, definita "Nonna degli dèi" e legata ad Atum nel momento della creazione del mondo. È raffigurata nel Periodo Protodinastico (circa 3150-2613 a.C.) come una donna con l'ureo e il disco solare sulla testa, che regge uno scettro e l'ankh, simbolo di vita, ed era associata all'albero di acacia, l'Albero della Vita, considerato il più antico d'Egitto. Era conosciuta come "Signora dell'Acacia", un epiteto successivamente attribuito a Hathor. Era conosciuta dai Greci come Saosis.

Iw - Una dea della creazione venerata a Eliopoli, associata a Hathor e Atum: univa gli attributi di Hathor, Nebet e Hetepet.

J

(Judgement Deities) Divinità del Giudizio - Vedi I quarantadue giudici

(Jupiter-Amun) Giove-Amon - La versione romana di Zeus-Amon, re degli dèi, venerato nell'oasi di Siwa in Egitto.

K

Kabechet (Kebehwet o Qebhet) - In origine era una dea serpente, poi conosciuta come figlia di Anubi e divinità funeraria. Forniva acqua pura e fresca alle anime dei defunti mentre attendevano il giudizio nella Sala della Verità. Era associata a Nefti come amica dei morti.

Kagemni - Visir del re Sneferu (circa 2613-2589 a.C.) e autore del testo sapienziale noto come Istruzioni di Kagemni. Il libro era considerato così importante da essere obbligatorio per i figli della famiglia reale. Fu deificato dopo la morte e venerato come dio della saggezza.

Kek e Kauket - Divinità dell'oscurità e della notte, membri dell’originario Ogdoade di Ermopoli. Kek e Kauket erano gli aspetti maschile e femminile dell'oscurità, ma non erano in alcun modo associati al male. Kek era il dio delle ore che precedevano l’alba, noto come "Portatore della Luce", poiché guidava la barca solare del dio Ra verso il cielo dal mondo sotterraneo. Kauket, il suo corrispondente femminile, era rappresentata come una donna con la testa di serpente, chiamata anche "Portatrice dell'oscurità", che presiedeva alle ore del crepuscolo, nel momento in cui il sole tramontava e guidava la barca solare agli inferi.

Khentekhtai (Khente-Khtai) - Era un dio coccodrillo venerato durante la IV dinastia (circa 2613-2498 a.C.) nella città di Athribis. Il suo nome e le sue qualità protettrici furono in seguito assorbiti da Horus.

Khentiamenti (Khentiamentiu) - Un dio della fertilità di Abido che in seguito divenne una divinità funeraria. Il suo nome significa "Il primo degli occidentali" (indicato anche come "Il più importante degli occidentali") in riferimento al suo ruolo di dio dei morti (associato all'occidente). Il suo nome e i suoi attributi furono in seguito assorbiti da Osiride.

Khenmu (Khnum) - Conosciuto anche come "Il Grande Vasaio", era un’antica divinità dell'Alto Egitto, molto probabilmente originaria della Nubia. Nei miti più antichi era il dio che plasmò gli esseri umani dall'argilla del fiume Nilo, e poi li sollevò in alto affinché la luce di Ra potesse risplendere su di loro e dar loro la vita. Gli esseri umani venivano poi collocati in un grembo da cui venivano alla luce. Khenmu è raffigurato come un dio dalla testa di ariete che simboleggia la virilità e la fertilità. Formava una triade con gli dèi Anuket e Satis a Elefantina, al confine egiziano con la Nubia. È legato al dio Kherty, parimenti dalla testa di ariete, sebbene si tratti di un'entità completamente diversa. È il dio protettore dei vasai e di coloro che si dedicano all’arte della ceramica.

Khepri - Un aspetto di Ra, il dio del sole nella sua forma mattutina, rappresentato dallo scarabeo.

Kherty (Cherti) - Era un dio infernale dalla testa di ariete che accompagnava i defunti nel loro ultimo viaggio nell'aldilà. Nell'Antico Regno (circa 2613-2181 a.C.) si diceva che governasse l'aldilà insieme a Osiride. Kherty regnava sull'ingresso e sui corridoi che conducevano alla Sala della Verità, mentre Osiride regnava sulla Sala e sul Campo di Canne. I defunti venivano accolti da altre divinità al loro arrivo nell'aldilà, e poi condotti alla Sala della Verità per essere giudicati da Kherty. In questo ruolo era benevolo, ma alcune iscrizioni suggeriscono che fosse un nemico dell'ordine che minacciava il re defunto al suo ingresso nell'aldilà. Per contro, è anche descritto come protettore del re.

Khonsu (Kons, Chonsu, Khensu o Chons) - Il suo nome significa "Il Viaggiatore" ed era il dio della luna. Formava una delle triadi più importanti e influenti a Tebe, insieme a suo padre Amon e sua madre Mut. È raffigurato come una mummia che regge il bastone pastorale e il flagello, con un ureo e un disco lunare sulla testa. Khonsu sostituì il precedente dio Montu come figlio di Mut e ne assunse anche le qualità protettrici. All'epoca del Nuovo Regno (1570-1069 a.C.) era estremamente popolare e venerato come il più grande tra gli dèi dopo Amon. Era associato alla guarigione e si credeva che le immagini di Khonsu avessero la capacità miracolosa di guarire istantaneamente i malati.

L

(Lady of the Acacia) Signora dell'Acacia - Uno dei nomi della dea Iusaaset, "Nonna degli Dei", successivamente attribuito a Hathor.

(Lady of the Sycamore) Signora del Sicomoro - Uno dei nomi di Hathor, che si credeva vivesse nel sicomoro, albero sacro al suo culto.

Lago dei Fiori (Lago dei Gigli) - Lo specchio d'acqua nell'aldilà che le anime dei defunti “giustificati” attraversavano per raggiungere il paradiso nel Campo di Canne. Nel Libro dei Morti si dice che le anime “giustificate” fossero in grado di nuotare in questo lago e divertirsi sulle sue rive.

(Lates-Fish) Lates - Il persico del Nilo sacro alla dea Neith, venerato come entità divina a Esna.

M

Maahes (Mahes, Mihos o Mysis) - Era un potente dio solare protettore degli innocenti, rappresentato come un uomo dalla testa di leone che brandisce un lungo coltello, o alternativamente come un leone. Il suo nome è legato alla dea dell'armonia e della verità, Ma'at, e potrebbe significare "Vero davanti a Ma'at". Questa interpretazione è plausibile, poiché i suoi altri nomi sono "Signore del Massacro" e "Il Signore Scarlatto", riferendosi alla punizione di coloro che violavano l'ordine sacro della vita custodito dalla dea. Era comunemente considerato il figlio di Bastet, ma viene anche indicato come figlio di Sekhmet, il che è naturale dato che entrambi erano associati a gatti/leoni. È forse un aspetto del dio Nefertum, altro figlio di Bastet, e formava una triade con Nefertum e Imhotep a Menfi. I Greci lo accostavano alle Furie a causa della sua natura vendicativa.

Ma'at - Dea della verità, della giustizia e dell'armonia, una delle divinità più importanti del pantheon egizio. Fissò le stelle nel cielo e regolò le stagioni. Ma'at incarnava il principio di ma'at (armonia), che era centrale nella cultura dell'antico Egitto. Ma'at accompagnava l'uomo nella vita, era presente sotto la forma di Piuma della Verità al giudizio dell'anima dopo la morte, e continuava a essere presente nel paradiso del Campo di Canne. È raffigurata come una donna che cinge una corona ornata da una piuma di struzzo. Il nome significa "ciò che è retto", e il concetto di armonia permeava ogni aspetto della vita degli egizi. C'è un tempo per ogni azione e aspetto dell'esistenza nel contesto del ma'at, e tutto deve essere riconosciuto e messo in atto al momento opportuno.

Mafdet (Mefdet) - Fu una delle prime divinità della giustizia, la quale pronunciava il giudizio e infliggeva la pena con rapidità. Il suo nome significa "Colei che corre" proprio per suddetta solerzia. È la più antica divinità felina egizia, antecedente sia a Bastet che a Sekhmet. Proteggeva le persone dai morsi velenosi, specialmente degli scorpioni, ed è antecedente a Serket, che in seguito assunse tale prerogativa. Tutte le qualità di Mafdet furono in seguito fatte proprie da altre divinità femminili, ma Mafdet rimase una dea popolare dal Periodo Protodinastico (3150-2613 a.C. circa) fino al Nuovo Regno (1570-1069 a.C.), quando appare come giudice nell'aldilà. È raffigurata come una donna con la testa di gatto, ghepardo, leopardo o lince che impugna la corda e la lama del boia.

Mandulis (Marul o Merwel) - Una divinità solare nubiana venerata dagli egizi a Philae e Kalabsha, località situate nell’estremo Alto Egitto, nei pressi del confine con la Nubia. Il primo tempio a lui dedicato fu eretto a Kalabsha durante la XVIII dinastia (circa 1550-1292 a.C.). Era identificato sia con Ra che con Horus, ed è raffigurato come un falco che indossa un copricapo provvisto di corna (la hemhem), o come un essere umano con la medesima corona, alla quale sono aggrovigliati dei serpenti. Nella sua associazione con Ra appariva come un bambino, a simboleggiare il sole del mattino, e come un adulto a rappresentare le ore più tarde della giornata.

Mau - Il gatto divino che, in alcune storie, è presente all'alba della creazione come un aspetto di Ra. Mau proteggeva l'Albero della Vita, il quale proteggeva i segreti della vita eterna e della conoscenza divina dal malvagio serpente Apep. La storia di Mau e dell'albero è raccontata nell'Incantesimo 17 del Libro dei Morti, dove è evidente che il gatto sia la personificazione di Ra. L'Incantesimo 17 afferma, inoltre, che questa sia l'origine dei gatti sulla terra.

Mehen - Il dio serpente che si avvolgeva attorno a Ra sulla barca solare per proteggerlo dagli attacchi di Apep. Nei primi miti viene raffigurato mentre nell’atto di proteggere Ra mentre Set combatte il serpente.

Mehet-Weret - Un'antica dea del cielo, tra le più antiche dell'Egitto. È la dea celeste della mucca che emerse dalle acque primordiali del caos per dare alla luce il dio del sole Ra all'inizio dei tempi. Il suo nome significa "Grande Alluvione" ed è associata alla fertilità e all'abbondanza. Dopo aver partorito il sole, lo mise tra le sue corna e ogni mattina lo sollevava verso il cielo. Le sue qualità furono in seguito assorbite da Hathor.

Mehit (Meyht) - Era una dea lunare del Periodo Protodinastico (circa 31250-2613 a.C.), identificata con il concetto della Dea Lontana che abbandona Ra e ritorna per portare trasformazione. Di solito raffigurata come una leonessa sdraiata, con tre bastoni che sporgono dietro di essa. Consorte di Anhur.

Mekhit - Dea della guerra, probabilmente originaria della Nubia, raffigurata come una leonessa ruggente associata alla luna. Simboleggiava l'aspetto vendicativo dell'Occhio di Ra. In un mito l'Occhio di Ra parte per la Nubia, dove si tramuta in una leonessa. Il dio Onuris dà la caccia e riporta a Ra tale occhio, il quale diventa (o dà alla luce) Menhit, che poi sarà la consorte di Onuris. Era venerata ad Abido, nel luogo di culto dedicato ad essa e a Onuris. La storia di Menhit, Onuris e l'Occhio di Ra è un esempio del motivo della Dea Lontana, in cui l'occhio lascia Ra e ritorna e viene riportato indietro, portando trasformazione.

Menhit (Menhyt) - Era una divinità solare che rappresentava la fronte del dio solare Ra, raffigurata come una leonessa sdraiata. Era venerata nella regione del Delta e associata a Neith e Wadjet come dea protettrice.

Meretseger - Una dea protettrice dall'aspetto di cobra venerata a Tebe. Sorvegliava, in particolare, la necropoli della Valle dei Re.

Merit - La dea della musica che contribuiva a determinare l'ordine cosmico con l'aiuto di strumenti musicali. Si trattava di una divinità minore, gradualmente eclissata da Hathor. Hathor venne associata specificamente al sistro e alla musica in generale, ma, in precedenza, Merit era la dea che "dirigeva" la sinfonia dell'ordine che accompagnava la creazione.

Meskhenet - Dea del parto e una delle più antiche divinità dell'Egitto. Era presente alla nascita di una persona, creava il suo ka (aspetto dell'anima) e lo infondeva nel suo corpo. In questo modo, determinava il destino della persona attraverso il suo carattere. Era presente anche al giudizio dell'anima nell'aldilà come consolatrice, accompagnando così l'individuo alla nascita, durante la vita e dopo la morte. È raffigurata come un mattone da parto (la pietra su cui le donne si accovacciavano per partorire) con la testa di una donna, o come una donna seduta con un mattone da parto sulla testa. Il suo ruolo di determinare il destino di una persona fu infine assunto dalle Sette Hathor, ma continuò ad essere venerata nelle case nel corso di tutta la storia egiziana.

Mestjet - Una dea dalla testa di leone venerata ad Abido come uno dei molti aspetti dell’Occhio di Ra. Senza dubbio era presente nelle storie della Dea Lontana, come di solito lo sono le divinità associate all’Occhio di Ra, ma ad oggi non sono state trovati miti a tal proposito. È conosciuta solo grazie a un'unica stele di Abido, che la raffigura in piedi con l'ankh in una mano e un bastone nell'altra, mentre una donna e sua figlia si avvicinano per renderle omaggio.

Min - Un'antica divinità della fertilità del Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.). Era il dio dei deserti orientali che vegliava sui viaggiatori, ma era anche associato al fango nero e fertile del delta egiziano. Nelle prime iscrizioni è raffigurato come marito di Iside e padre di Horus, ed è quindi associato a Osiride. E' rappresentato come un uomo che tiene il pene eretto in una mano e il flagello dell'autorità nell'altra.

Mnevis (Mer-Wer o Nem-Wer) - Mnevis era il toro sacro di Eliopoli, considerato un aspetto del dio del sole Ra. Si trattava di un toro vivo selezionato da una mandria per il suo manto completamente nero. Poteva esistere un solo toro Mnevis alla volta, e se ne sceglieva un altro solo dopo la morte del primo. Con il tempo fu assorbito da Apis.

Montu - Un dio falco che acquisì importanza durante l'XI dinastia a Tebe (circa 2060-1991 a.C.). Il suo nome fu adottato da tutti e tre i sovrani della dinastia nella forma di Mentuhotep (Montuhotep), che significa "Montu è soddisfatto". Alla fine fu associato a Ra come dio del sole composito Mont-Ra e fu associato a Horus come dio della guerra. I Greci lo assimilavano ad Apollo.

Mut - Una delle prime dee madri, che molto probabilmente ebbe un ruolo minore durante il Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.), ma in seguito acquisì importanza come moglie di Amon e madre di Khonsu, parte della Triade Tebana. Mut era una divinità protettrice associata a Bastet e Sekhmet. Le erano affidate le persone in vita e, nell'Incantesimo 164 del Libro dei Morti, è descritta come salvatrice delle anime intrappolate dai demoni nell'aldilà. Era anche la protettrice divina del re e dello Stato, che bruciava cospiratori e traditori nel suo braciere fiammeggiante.

N

Nebethetpet - Una dea venerata a Eliopoli come personificazione della mano di Atum, il principio attivo e femminile del dio.

Nefertum (Nefertem) - Dio del profumo e degli aromi dolci. Nacque dal bocciolo del fiore di loto blu all'alba della creazione, ed era originariamente un aspetto di Atum. Il suo nome significa "Bellissimo Atum". In seguito fu considerato una divinità a sé stante e venne associato ai fiori profumati. È collegato alla rinascita e alla trasformazione attraverso il suo legame con il dio del sole e i fiori. Nella medicina egizia veniva invocato per gli aromi destinati alla cura delle malattie, ed era associato all'incenso.

Nehebkau (Nehebu-Kau) - "Colui che unisce il Ka", un dio protettore che, alla nascita, univa il ka (aspetto dell'anima) al corpo, e univa il ka con il ba (aspetto alato dell'anima) dopo la morte. È raffigurato come un serpente e, come Heka, è sempre esistito. Nehebkau nuotava nelle acque primordiali all'alba della creazione, prima che Atum emergesse dal caos per imporre l'ordine.

Nehmetawy - Una dea protettrice il cui nome significa "Colei che abbraccia chi è nel bisogno". Era venerata a Ermopoli, dove era considerata la moglie di Nehebkau. In altre regioni, era la consorte del dio della saggezza e della scrittura Thoth.

Neith - Una delle divinità più antiche e longeve dell'antico Egitto, venerata dal Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.) fino alla dinastia tolemaica (323-30 a.C.), l'ultima a governare l'Egitto prima che fosse conquistato da Roma. Neith era una dea della guerra, dea creatrice, dea madre e dea funeraria, nonché patrona della città di Sais nel delta del Nilo. Rappresentava la divinità più importante del Basso Egitto e continuò a ricoprire una posizione di rilievo nel culto per millenni. Nelle prime raffigurazioni è raffigurata con arco e frecce, e uno dei suoi epiteti era "Signora dell'Arco". Come dea creatrice era identificata con le acque del caos (Nun) prima della creazione e, in questo ruolo, è chiamata "Nonna degli Dei" o "Madre degli Dei". Si pensava che avesse inventato la nascita, ed era strettamente associata alle cose viventi e in crescita. In quanto dea madre, è la mediatrice delle dispute tra gli dei, nota soprattutto come quella che dirime la questione su chi debba governare l'Egitto tra Horus o da Set, quando il tribunale degli dei non riesce a decidere. Divenne famosa anche come dea funeraria che vegliava sui defunti. La sua statua appare insieme a quelle di Iside, Nefti e Serket nella tomba di Tutankhamon. È la dea custode di Duamutef, uno dei Quattro Figli di Horus che vegliano sui canopi nelle tombe, ed è raffigurata anche come giudice imparziale dei defunti nella Sala della Verità.

Nekhbet - Una dea dalla forma di avvoltoio che proteggeva l'Alto Egitto. Era associata a Wadjet, guardiana del Basso Egitto. Le due sono indicate come "Le Due Signore".

Nekheny - Un dio protettore sotto forma di falco, patrono della città di Nekhen nel Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.). I suoi attributi furono infine fatti propri da Horus.

Neper - Dio dei cereali, figlio della dea del raccolto Renenutet. Era la personificazione del grano e veniva associato a Osiride come dio della fertilità. Neper è antecedente a Osiride e potrebbe essere stato una delle prime divinità a prefigurare il mito di Osiride. Il Testo dei Sarcofagi II.95 fa riferimento a lui come al dio "che vive dopo la morte", e le iscrizioni lo mettono in relazione con la figura del Dio Morente e Risorgente, prima che Osiride divenisse popolare.

Nefti - Dea funeraria, una delle prime cinque divinità nate da Geb e Nut dopo la creazione del mondo, moglie di Set, sorella gemella di Iside e madre di Anubi. Il suo nome significa "Signora del Recinto del Tempio" o "Signora della Casa", in riferimento a una casa celeste o a un tempio. È raffigurata come una donna con una casa sulla testa. Nefti è generalmente, ed erroneamente, considerata una divinità minore, mentre in realtà fu venerata in tutto l'Egitto dai periodi più antichi fino all'ultima dinastia. Era considerata la dea oscura rispetto alla luce di Iside, ma ciò non aveva alcuna connotazione negativa, solo di equilibrio. Nefti ha un ruolo di primo piano nel mito di Osiride, ossia allorché assume le sembianze di Iside per sedurre Osiride, quando rivela a Set il luogo in cui si trova il corpo di Osiride e, infine, quando aiuta la sorella a riportare in vita il re defunto. Era conosciuta come "Amica dei Morti" per la sua cura delle anime nell'aldilà, e le prefiche, che incoraggiavano l'espressione aperta del dolore, erano conosciute come gli "Aquiloni di Nefti". Nel testo "I Lamenti di Iside e Nefti" è lei a richiamare l'anima di Osiride dalla morte. Questo testo veniva recitato regolarmente durante feste, funzioni religiose e funerali in tutto l'Egitto.

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Nu (Nun) e Naunet - Nu era la personificazione del caos primordiale da cui nacque il mondo. Naunet è il suo aspetto femminile e sua consorte. Nu è comunemente considerato il "Padre degli Dei", mentre Naunet viene menzionata solo in relazione all'Ogdoade, il gruppo di otto dei primordiali, quattro maschi e quattro femmine, che rappresentano gli elementi originari della creazione. In alcuni miti successivi, la dea Neith è associata a Nu.

Nut - La dea primordiale del cielo che personificava la volta celeste, moglie di Geb (terra), madre di Osiride, Iside, Set, Neftis e Horus il Vecchio. Dopo che il cumulo primordiale emerse dalle acque del caos al momento della creazione, Atum (Ra) mandò i suoi figli Shu e Tefnut a creare il mondo. Quando tornarono, era così felice che versò lacrime di gioia che si trasformarono in esseri umani. Queste creature non avevano un posto dove vivere, e così Shu e Tefnut si accoppiarono per dare alla luce Geb (la terra) e Nut (il cielo). La loro relazione era così intima che turbò Atum, il quale spinse Nut in alto e fissò Geb in basso. Egli decretò inoltre che lei non potesse partorire in nessun giorno dell'anno. Thoth, il dio della saggezza, giocò d'azzardo con Iah, dio della luna, e vinse cinque giorni di luce lunare che trasformò in giorni. Nut poté così dare alla luce i suoi cinque figli in cinque giorni consecutivi di luglio che non facevano parte del piano originale di Atum. In alcune versioni della storia è Khonsu a perdere la scommessa con Thoth.

O

Ogdoade - Gli otto dei che rappresentano gli elementi primordiali della creazione: Nu e Naunet (acqua); Heh e Hauhet (infinito); Kek e Kauket (oscurità); Amun e Amaunet (nascondimento, oscurità). Il concetto di equilibrio, così importante per la cultura egizia, era incarnato nelle varie ogdoadi di dei egizi/spiriti del luogo.

Onuris (Anhur) - Era un dio della guerra e della caccia. Il suo nome significa "Colui che riporta indietro il Lontano", un riferimento alla storia del suo recupero dell'Occhio di Ra dalla Nubia. In questo racconto, l'Occhio di Ra parte dall'Egitto e si trasforma in un leone. Onuris dà la caccia al leone, lo cattura e lo riporta a Ra, dove si trasforma nella dea Mekhit, che diventa poi la sua consorte. Questa storia è un esempio del motivo della Dea Lontana, in cui l'Occhio di Ra si allontana dal dio del sole e poi viene riportato (o ritorna da sé) portando trasformazione. Onuris era considerato un figlio di Ra ed era associato al dio Shu. La sua immagine (come Anhur) appariva sugli stendardi dell'esercito egizio mentre li guidava in guerra, li proteggeva in battaglia e li riportava sani e salvi a casa. Era il dio protettore dell'esercito egizio e dei cacciatori.

Osiride - Signore e giudice dei morti, uno dei Primi Cinque dèi nati da Nut all'alba della creazione, e tra i più popolari dell'Egitto. Il suo nome significa "Potente" o "Mighty". Osiride era originariamente un dio della fertilità che crebbe in popolarità e influenza attraverso il Mito di Osiride, in cui viene ucciso da suo fratello, Set, riportato in vita da sua moglie Iside, genera il dio del cielo Horus e discende negli inferi come Giudice dei Morti. Nel Libro dei Morti viene menzionato frequentemente come il giudice giusto nella Sala della Verità che soppesa i cuori delle anime dei morti contro la piuma bianca di Ma'at. È uno dei primi esempi della figura del Dio che muore e risorge nella mitologia, che ha ispirato la versione successiva di questa figura, Gesù Cristo. I re egizi si identificavano con Osiride nella morte ed egli è solitamente raffigurato come una mummia (che simboleggia la morte) e con la pelle verde o nera (che simboleggia la fertilità della regione del Nilo e la vita). Era così popolare che nell’antico Egitto la gente pagava per farsi seppellire ad Abido, vicino al suo centro di culto, e chi non poteva permetterselo pagava per far erigere monumenti commemorativi a sé o ai propri cari ad Abido, credendo che la vicinanza a Osiride sulla terra garantisse un accesso più facile al paradiso dopo la morte. Il suo culto si fuse naturalmente con quello di sua moglie e il culto di Iside, con il suo simbolismo di salvezza, vita eterna, il dio che muore e risorge, e il figlio divino nato da una madre vergine, avrebbe in seguito influenzato lo sviluppo del cristianesimo primitivo.

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Osiride-Apis - Il toro Apis, tradizionalmente associato al dio Ptah, venne collegato a Osiride man mano che quest'ultimo dio diventava più popolare. A Saqqara, i sacerdoti iniziarono a venerare un dio ibrido che chiamavano Osiride-Apis, che era il dio in forma di toro. Come per Apis, un toro vivo era considerato un'incarnazione del dio. Quando il toro sacro moriva, veniva mummificato con la stessa cura riservata a un re.

P

Pakhet - Dea della caccia in forma di leonessa, il suo nome significa "Colei che graffia" o "Sbranatrice". Era la consorte di Horus, associata agli aspetti vendicativi di Sekhmet e alla giustizia di Iside. Si pensava che cacciasse di notte e terrorizzasse i propri nemici.

Panebtawy - Il dio bambino, personificazione del re come figlio divino di Horus e anche di Horus bambino. Era raffigurato come un ragazzino con il dito sulle labbra, prefigurando la successiva immagine di Arpocrate, la versione greca del bambino Horus. Il suo nome significa "Signore delle Due Terre". Figlio di Tasenetnofret, una dea locale di Kom Ombo, la quale era una manifestazione di Hathor.

Pataikos - Divinità totemiche minori che rappresentavano il potere del dio Ptah. Erano raffigurate come dei nani e portate addosso per protezione.

Picco dell'Ovest - Personificazione della vetta più alta tra le rocce che sovrastavano la Valle dei Re; era venerato dagli operai di Deir el-Medina come nume protettivo.

Peteese e Pihor - Due fratelli umani conosciuti come "i figli di Kuper", annegati nel Nilo nei pressi di Dendur. Furono divinizzati per la loro associazione con Osiride, dovuta alla loro morte nel fiume, e avevano il ruolo di divinità locali protettive. Augusto fece innalzare un tempio in loro onore a Dendur, che è ora esposto al Metropolitan Museum of Art di New York. I rilievi del tempio mostrano i fratelli nell'atto di offrire doni a Iside.

Ptah - Uno dei più antichi dèi egizi. Fa la sua prima apparizione nel Periodo della Prima Dinastia (circa 3150-2613 a.C.), ma con ogni probabilità risale al Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.). Ptah era il grande dio di Menfi, creatore del mondo, signore della verità e divinità principale della città di Menfi e dell'area circostante intorno al 3000 a.C. Era originariamente la figura che si ergeva sul tumulo primordiale del ben-ben nel momento della creazione del mondo. Si trattava verosimilmente di un antico nume della fertilità ed è associato all'albero di moringa, sotto il quale, in un antico mito, amava riposare. Era il protettore degli scultori e degli artigiani, nonché dei costruttori di monumenti, poiché si pensava che avesse scolpito la terra. Talvolta ricordato nel suo aspetto creativo come Ptah-Nun o Ptah-Naunet, lo si collegava alla materia primordiale dell'Ogdoade. È raffigurato come un uomo mummificato che indossa un copricapo a forma di teschio e tiene lo scettro denominato Was, con i simboli dell'ankh e del djed sulla sommità.

Ptah-hotep - Autore di uno dei più famosi Testi di Saggezza, fu deificato dopo la sua morte e onorato con un proprio culto.

Ptah-Sokar-Osiride - Un ibrido di queste tre divinità, associato alla creazione, alla morte e alla rinascita. Adorato nel periodo del Medio Regno (2040-1782 a.C.).

Q

Qebhet - Vedi Kabechet

Qebehsenuef - Uno dei Quattro Figli di Horus, dio protettore e custode del canopo contenente le viscere. Gli era assegnato l'occidente, aveva le sembianze di un falco ed era protetto da Serket.

Qudshu (Qadesh) - Dea siriana dell'amore, consorte del dio della guerra Reshep, assimilata nel culto egizio durante il Nuovo Regno (1570-1069 a.C.). Era la dea del piacere sessuale e dell'estasi sacra, associata a Hathor, Anat e Astarte. Il suo nome significa "Santa", ed è sempre raffigurata come una donna snella e nuda che regge i simboli dell'erotismo e della fertilità: fiori di loto nella mano destra e serpenti o steli di papiro nella sinistra. Era venerata in tutto l'Egitto. Il suo culto rievocava il matrimonio sacro tra Qudshu e Reshep, un rituale a lungo associato al culto di Ishtar/Inanna in Mesopotamia e di Astarte in Fenicia.

R

Ra (Atum o Re) - Il grande solare di Eliopoli, il cui culto si diffuse in tutto l'Egitto, fino a diventare il più popolare durante la V dinastia (2498-2345 a.C.). Le piramidi di Giza sono dedicate a Ra come signore supremo e dio creatore che governava la terra dei vivi e dei morti. Durante il giorno guida la sua barca solare attraverso i cieli, mostrando un differente aspetto di sé ad ogni avanzamento del sole nel cielo, per poi immergersi la sera nel mondo sotterraneo, dove la barca è minacciata dal serpente primordiale Apep (Apophis) e deve essere difesa dagli altri dèi e dalle anime dei defunti "giustificati". Ra era tra le divinità più popolari dell'Egitto. Anche quando il dio Amon acquisì maggiore importanza, la posizione di Ra rimase immutata, ed egli si fuse con Amon per diventare Amon-Ra, il dio supremo.

Raettawy (Raet o Raet-Tawy) - Era l'aspetto femminile di Ra. È associata a Hathor, nonché raffigurata in modo molto simile a quest'ultimo, con l'ureo sulla testa che regge il disco solare e, talvolta, con due piume sopra il disco.

Ra-Harakhte (Raharakty o Ra-Harakhty) - Un dio falco, fusione di Ra e Horus, personificante il sole ai due orizzonti, all'alba e al tramonto. "Harakhte" significa "Horus dell'orizzonte". È raffigurato come un uomo con la testa di falco che porta il disco solare come corona.

Renpet - La dea che personificava l'anno. È rappresentata nelle iscrizioni da un ramo di palma intagliato che simboleggia lo scorrere del tempo, l'immagine geroglifica dell'«anno». Non godeva di un culto formale né disponeva di un tempio, ma era parte integrante della concezione egizia del tempo, caratterizzato, come ogni altra cosa, da personalità e vitalità.

Renenutet (Renenet o Ernutet) - Un'importante dea raffigurata come un cobra, o un cobra che si erge con la testa di una donna. Il suo nome significa "Serpente che nutre", ed era la divinità dell'allattamento e dell'allevamento dei bambini. Con il tempo venne strettamente associata a Meskhenet, dea del parto e del destino, e addirittura la sostituì nel determinare la durata della vita di una persona e gli eventi significativi che le sarebbero capitati. Insieme a Meskhenet, era anche collegata a Neith, e talvolta descritta come la madre di Osiride, con Iside come moglie di Osiride e madre di Horus, nonché come moglie o concubina di Atum. Nell'aldilà appariva come la "Signora della Giustificazione", il che la collegava alla dea Ma'at. Si pensava che proteggesse gli abiti indossati dal re nell'aldilà, e per questo era conosciuta anche come "Signora delle Vesti". Con tali attributi, appariva come un cobra in grado di sputare fuoco e di scacciare i nemici del re. Era anche una divinità del grano conosciuta come "Signora dei Campi Fertili" e "Signora dei Granai", protettrice del raccolto e madre di Nepri, dio del grano. In quanto dea della fertilità, era inoltre legata al fiume Nilo e alla sua inondazione, e quindi a Hapi, il dio del limo del Nilo.

Reret - Una divinità protettrice dalla forma di ippopotamo, il cui nome significa "Scrofa". Rappresentava la costellazione del Dragone, ed era la protettrice della barca solare nell'atto di attraversare gli inferi. In quanto costellazione, è talvolta indicata come Reret-weret ("La Grande Scrofa"), e veniva invocata come Signora dell'Orizzonte. È associata alla più nota dea ippopotamo Taweret e, in quanto dea del cielo e forza protettrice, a Hathor e Nut.

Reshep - Un dio della guerra siriano assimilato nel culto egizio durante il periodo del Nuovo Regno (1570-1069 a.C.). Era il consorte della dea del piacere sessuale e dell'estasi sacra Qudshu (Qadesh), ed era venerato insieme a lei in una triade che includeva il dio della fertilità Min. Il matrimonio sacro di Qudshu e Reshep veniva rievocato dai loro seguaci, collegando il culto a quello di Inanna/Ishtar della Mesopotamia, dove da tempo si praticava lo stesso rituale. Reshep è ulteriormente legato alla Mesopotamia attraverso la sua identificazione nell'iconografia con il dio mesopotamico della guerra Nergal. In quanto dio della pestilenza, è anche legato a Set, dio del caos e delle lande aride. Reshep è sempre raffigurato come un guerriero vigoroso che solleva una mazza da guerra, indossa una gonna e porta una lunga barba in stile mesopotamico.

Ruty - I due leoni gemelli che rappresentavano l'orizzonte orientale e quello occidentale. Il nome significa "Coppia di Leoni". Inizialmente erano associati a Shu e Tefnut come divinità del cielo, e alla fine vennero collegati a Ra e alla barca solare.

S

Sah - Un dio astrale, personificazione della costellazione di Orione, solitamente accoppiato con Sothis (Sopdet) come rappresentazioni delle forme astrali di Osiride e Iside. Viene indicato come "Padre degli dèi" nei Testi delle Piramidi, e svolgeva un ruolo fondamentale nei riti funerari, in cui accoglieva il re nell'aldilà. Conosciuto anche come "Abitante di Orione", il capitolo 186 dei Testi delle Piramidi accoglie l'anima: "Nel nome dell'Abitante di Orione, con una stagione nel cielo e una stagione sulla terra", che può essere inteso come "con una stagione nel cielo dopo una stagione sulla terra". È raffigurato come un uomo che regge l'ankh e lo scettro, in piedi su una barca circondata dalle stelle in un cielo notturno.

Satis (Satet o Satit) - Dea del confine meridionale dell'Egitto con la Nubia, strettamente legata a Elefantina, nella regione di Assuan. Il suo nome compare per la prima volta su vasi di pietra a Saqqara, collocati all'interno delle camere inferiori della Piramide a gradoni di Djoser (circa 2670 a.C.), e si ritiene che sia una divinità risalente al Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.). A volte è vista come la consorte di Khnum, dio del Nilo a Elefantina, dove gli egizi credevano che il fiume avesse origine, ed è associata all'Occhio di Ra e al motivo della Dea Lontana in alcuni racconti, in cui ritorna da un luogo remoto per portare trasformazione. In questa veste è legata alla piena del Nilo. Presenta punti di contatto anche con Sothis (Sopdet), la personificazione della stella Sirio, la cui comparsa nel cielo notturno annunciava la piena. È raffigurata come una donna che cinge la Corona Bianca dell'Alto Egitto con corna di antilope.

Sebiumeker - Un dio guardiano, tra le principali divinità di Meroe, nel Kush, in quanto dio della procreazione e della fertilità. Sebiumeker è associato ad Atum come dio creatore, e potrebbe essere stato il dio supremo del pantheon della regione che oggi corrisponde al Sudan. Le sue statue, insieme a quelle di un altro dio chiamato Tabo, sono state spesso rinvenute vicino alle porte: pertanto, si è dedotto che fosse un dio guardiano. Ad ogni modo, potrebbe non esserlo stato; la sua collocazione presso le porte potrebbe aver avuto un significato legato alla trasformazione, specialmente quando si trovava presso alle soglie dei templi.

Sed - Un'antica divinità sciacallo il cui nome compare per la prima volta sulla Pietra di Palermo della V dinastia (2498-2345 a.C.), ma con ogni probabilità molto più antico. Era il protettore della regalità e del singolo re. Presiedeva al Festival di Sed (noto anche come Festival di Heb-Sed), che si teneva ogni trent'anni di regno al fine di ringiovanire il sovrano. Alla fine fu assimilato da Wepwawet, o forse Wepwawet (il cui nome significa "Colui che apre le vie") era semplicemente uno degli epiteti più noti di Sed. In quanto protettore del re divino, Sed era associato alla giustizia e quindi legato alla dea Ma'at.

Sefkhet-Abwy (Safekh-Aubi) - Vedi Seshat.

Sekhmet - Una delle dee più autorevoli dell'antico Egitto, raffigurata come una donna con la testa di leone. Il nome significa "Potente" ed è solitamente interpretato come "La Potente Femminile". Era associata alla distruzione e alla guarigione, ai venti del deserto e alle brezze fresche; figlia di Ra, compare in una delle storie più importanti relative al motivo dell’Occhio di Ra/Dea Lontana. Quando Ra si stancò dei peccati dell’umanità, mandò Sekhmet a sterminarla. Lei devastò la terra finché gli altri dèi non implorarono Ra di fermarla, prima che gli uomini si estinguessero. Ra fece preparare una vasca di birra tinta di rosso per attirare la sete di sangue di Sekhmet e la lasciò a Dendera, dove lei la bevve e cadde in un sonno profondo; quando si svegliò era divenuta la benevola Hathor. Sekhmet continuò tuttavia a esistere nella sua forma leonina, come protettrice delle forze armate in virtù dei suoi poteri di distruzione e vendetta. Difatti, era conosciuta come "Annientatrice dei Nubiani", e causava anche disastri naturali. Le pestilenze erano conosciute come "Messaggeri di Sekhmet" o "Macellatori di Sekhmet". Così come poteva portare i venti del deserto, poteva anche deviarli, e lo stesso valeva per le pestilenze; proprio come aveva portato la peste, poteva curarla, e, in tal caso, era nota come "Signora della Vita" (veniva spesso invocata negli incantesimi di guarigione e nelle formule magiche dai medici antichi). Era strettamente associata ad altre divinità leonine, come Bastet e Pakhet, e considerata l'aspetto aggressivo e violento della dea Mut.

Sepa - Un dio protettore sotto forma di millepiedi con la testa di asino o le corna, noto come "Il Millepiedi di Horus". Era venerato come la divinità che proteggeva dai morsi di serpente, e a una sua qualche variante era destinato un culto nel Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.). Gli era dedicato un tempio a Eliopoli, dove era associato a Osiride in una forma mummificata che simboleggiava i suoi poteri protettivi nell'aldilà.

Serapide - Il dio ibrido creato da Tolomeo I Soter d'Egitto (r. 323-283 a.C.), primo sovrano della dinastia tolemaica (323-30 a.C.), l'ultima a governare l'Egitto prima che fosse posto sotto il dominio romano. Serapide era una fusione di Osiride e Apis, ma i suoi attributi derivavano dalla fusione di queste due divinità egizie con gli dèi greci Zeus, Helios, Dioniso, Ade e Asclepio. Rappresentava la divinità suprema venerata nel famoso Serapeo, collocato nei pressi della Biblioteca di Alessandria. Tolomeo I voleva creare il tipo di società multiculturale che il suo defunto comandante e modello di riferimento, Alessandro Magno, aveva tentato di realizzare, e Serapide ne era una componente importante. Questa divinità era una fusione completa degli ideali egizi e greci, adatta al tipo di società che Tolomeo I auspicava.

Seret - Una dea protettrice leonina, probabilmente originaria della Libia. È menzionata solo in un'iscrizione della V dinastia (2498-2345 a.C.) come dea di una regione dell'Egitto abitata principalmente da libici: il terzo nomo (provincia) del Basso Egitto. Come le altre divinità leonine, è una feroce protettrice dei suoi seguaci e vendica i torti loro inflitti.

Serket (Selket, Serqet o Serkis) - Una dea protettrice e funeraria, probabilmente originaria del Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.) e menzionata per la prima volta al tempo della Prima Dinastia (circa 3150-2890 a.C.). È nota soprattutto per la sua statua d'oro rinvenuta nella tomba di Tutankhamon. Serket era una dea scorpione raffigurata come una donna con uno scorpione in testa e le braccia protese in una posa protettiva. Potrebbe essere stata una delle prime Dee Madri, evolutasi in una divinità che proteggeva le persone (soprattutto i bambini) dal veleno dello scorpione, e poi in una che difendeva da qualsiasi forma di veleno. Una storia nota come Iside e i sette scorpioni narra di come Iside fosse stata insultata da una donna ricca, e di come Serket, che le aveva mandato sette scorpioni come guardie del corpo, ingiungesse a uno di essi di pungere il figlio della donna. Questi stava per morire a causa del veleno, ma Iside lo salvò e perdonò la donna. In seguito, Serket seguì l'esempio di perdono di Iside e protesse altri bambini dagli scorpioni. I suoi sacerdoti erano in gran parte medici che invocavano il suo nome durante le cure. Nell'aldilà collaborava nella guida delle anime dei defunti verso il paradiso, e sorvegliava un tratto particolarmente pericoloso del percorso. Insieme a Iside, Neith e Nefti, veglia sui Quattro Figli di Horus mentre custodiscono le viscere dei defunti nelle tombe.

Seshat (Sefkhet-Abwy o Safekh-Aubi) - Era la dea della scrittura, dei libri, delle annotazioni e delle misure. Il suo nome significa "La Scriba Femminile" ed era la consorte di Thoth, dio della saggezza e della scrittura (anche se a volte è descritta come sua figlia). È la patrona delle biblioteche, sia pubbliche che private, ed era conosciuta come "Colei che è la Prima nella Casa dei Libri". Era anche la protettrice degli scribi. In quanto dea delle misure, garantiva che il re effettuasse misurazioni corrette quando commissionava la costruzione di templi e monumenti, e lo assisteva nelle misurazioni legate ai rituali. Viene menzionata per la prima volta durante la Seconda Dinastia (circa 2890-2670 a.C.) mentre aiutava il re Khasekemwy in questo ambito. Il suo legame con le misure la rese infine la protettrice dei costruttori, degli architetti e di coloro che si occupavano della contabilità concernente il bestiame, altri animali e i prigionieri catturati in guerra. Sebbene non abbia mai avuto un tempio tutto suo, come osserva R.H. Wilkinson, «in virtù del suo ruolo nella cerimonia di fondazione, era parte integrante di ogni costruzione di un tempio» (167). È raffigurata come una donna che indossa una pelle di leopardo sopra una tunica, e sulla cui testa si trovano una fascia e un bastone sormontato da una stella. Stringe uno strumento di scrittura nella mano destra, e nella sinistra il fusto di palma intagliato che rappresenta lo scorrere del tempo.

Set (Seth) - Dio della guerra, del caos, delle tempeste e della pestilenza. Il suo nome si traduce come "Istigatore della confusione" e "Distruttore". È raffigurato come una bestia rossa con zoccoli fessi e una coda biforcuta, ed è il prototipo della successiva iconografia del diavolo cristiano. Set era originariamente un dio-eroe che scacciava il serpente Apep (Apophis) dalla barca del dio del sole, uccidendolo ogni notte. Era un dio del deserto che portava i venti dannosi delle terre aride nella rigogliosa Valle del Nilo, ed era associato a terre e popoli stranieri. Le sue consorti erano Anat e Astarte, entrambe collegate alla guerra e non autoctone, nonché Taweret, la benevola dea protettrice del parto e della fertilità. Set è spesso descritto come "malvagio", e manifestava effettivamente crudeltà, ma non era considerato dagli antichi egizi come l'incarnazione del male o delle tenebre. Era piuttosto visto come un equilibrio necessario a divinità come Osiride e Horus, che incarnavano tutto ciò che era nobile e buono, la fertilità, la vitalità e l'eternità. Set è meglio conosciuto come il primo assassino del mondo nel Mito di Osiride, secondo il quale uccide suo fratello per usurparne il trono. Iside riporta in vita Osiride, che, non presentandosi nella sua forma integra, discende negli inferi come Signore dei Morti. Iside dà alla luce il figlio di Osiride, Horus, che cresce e sfida Set per il trono. Le loro battaglie, durate ottant'anni, sono descritte nel testo "Le contese di Horus e Set" e in una versione vengono risolte da Iside, mentre in un'altra da Neith, con Horus dichiarato legittimo re e Set bandito nelle terre desertiche.

Shay (Shai) - La personificazione del destino. Shay presiedeva al destino personale di ciascuno ed era associato a dee come Meskhenet e Renenutet. Analogamente alle Parche dell'antica Grecia, nessuno poteva opporsi o ribaltare le decisioni di Shay. Lo studioso Wilkinson cita un testo noto come Istruzioni di Amenemopet, in cui si afferma: "Nessuno può ignorare Shay" (128). Questa espressione rimarca la caratteristica principale di Shay: l'ineluttabilità. Viene raffigurato mentre assiste alla pesatura del cuore dell'anima nell'aldilà, o come un uomo in piedi in una posa tranquilla. Sott la dinastia tolemaica (323-30 a.C.), quando gli dèi egizi furono ellenizzati, era conosciuto come Agathodaimon, la divinità serpente in grado di predire il futuro.

Shed - Un dio protettore che difendeva dai pericoli causati da animali selvatici o nemici mortali. Era invocato da cacciatori e soldati, ed era conosciuto come "Colui che salva" e "L'incantatore". Era signore degli animali selvatici e delle armi, e quindi poteva dominare entrambi per proteggere chi invocava il suo nome. Era anche menzionato per ottenere protezione dagli incantesimi lanciati dai nemici e, forse, dai demoni o dai fantasmi. È raffigurato come un giovane con la testa rasata, tranne che per una ciocca laterale che denota la sua giovane età, e porta una faretra di frecce. Spesso stringe dei serpenti nelle mani come per schiacciarli. Nel tempo le sue caratteristiche furono fatte proprie da Horus, sebbene continuasse a essere venerato nelle abitazioni e sotto forma di amuleti.

Shentayet - Un'oscura dea protettrice il cui nome significa "Vedova"; era associata all'Iside che perse il marito e poi lo riportò in vita. Questo aspetto era indicato come Iside-Shentayet. Probabilmente invocata come protettrice delle vedove, ma i riferimenti a lei sono rari e Iside ricoprì quel ruolo così come molti altri.

Shepet - Una dea protettrice che era un aspetto delle divinità-ippopotamo Reret o Taweret, venerate a Dendera. Nell'iconografia appare come una di queste due, ma con una testa di coccodrillo.

Shesmetet - Una dea protettrice leonina conosciuta come "Signora di Punt" e molto probabilmente introdotta in Egitto attraverso il commercio con Punt. È generalmente considerata un aspetto di Bastet o Sekhmet, ma è possibile che fosse una divinità molto più antica, i cui attributi furono assorbiti da successive dee leonine. Il suo nome è menzionato già nella Prima Dinastia (circa 3150-2890 a.C.) e si ritrova nella cintura di Shesmetet, una serie di perline indossata dai re di quel tempo. È raffigurata come una donna con la testa di leone.

Shezmu - Dio del vino e, in seguito, del profumo e dell'abbondanza: incarnava gli aspetti positivi e negativi dell'ebbrezza. Shezmu è raffigurato nel Testo delle Piramidi 403 mentre uccide e cucina gli dèi per il piacere del re, e nel Medio Regno (2040-1782 a.C.) era rappresentato nell'atto di tormentare le anime dei morti mentre "prende al lazo i dannati e li raduna per il massacro, schiacciando le loro teste come uva in una sanguinosa immagine di distruzione" (Wilkinson, 129). La sua immagine fu addolcita da altre raffigurazioni che mostravano il suo lato benevolo e pacifico come signore del torchio, o che lo collegavano agli oli e ai profumi.

Shu - Il dio primordiale dell'aria, il cui nome significa "Vuoto". Nacque ai primordi della creazione da parte di Atum (Ra), e fu inviato a dar vita al mondo con sua sorella Tefnut (dea dell'umidità). I due rimasero via così a lungo, che Atum iniziò a sentire la loro mancanza e inviò il suo occhio (l'Occhio di Ra) alla loro ricerca. Quando l'occhio tornò con loro, Atum fu talmente felice che pianse, e le sue lacrime crearono gli esseri umani. Lui e Tefnut si accoppiarono e diedero alla luce Geb (la terra) e Nut (il cielo), che Atum spinse in alto, separandoli l'uno dall'altra e fornendo così un luogo in cui gli esseri umani potessero vivere. La nebbia gli era attribuita come "Laghi di Shu" e le nuvole come "Ossa di Shu"; era anche associato alla luce e alla luminosità; venne accostato, infatti, a Thoth e Khonsu, entrambi associati alla luna.

Sia - La personificazione della percezione e della riflessione e identificato con il cuore (sede delle emozioni, del pensiero e del carattere). Sia formava una diade con Hu (che rappresentava la lingua), personificazione dell'autorità della parola pronunciata, e una triade con Hu e Heka, il quale ultimo era il dio della magia e della medicina, ma anche la forza primordiale dell'universo che dava potere alla vita e sosteneva Ma'at. Sia rappresentava l'intelletto, mentre Hu simboleggiava la parola di Ptah (o Atum), che trasformava il pensiero in realtà, e Heka era la forza sottostante che dava loro potere. Sia è raffigurato come un uomo in piedi alla destra di Ptah (in seguito, Atum/Ra), nell'atto di reggere la sua pergamena di papiro. Nella Valle dei Re è dipinto come un membro dell'equipaggio a bordo della barca solare di Ra.

(Sky Bull) Toro del Cielo - La divinità che governava i cieli e l'aldilà come protettore, noto anche come "Toro dell'Occidente" per la sua associazione con l'aldilà. Comunemente considerato il marito delle sette mucche che si vedono con lui.

Sobek - Importante divinità protettrice sotto forma di coccodrillo o di uomo con testa di coccodrillo, Sobek era un dio dell'acqua, ma era anche associato alla medicina e, in particolare, alla chirurgia. Il suo nome significa "Coccodrillo", ed era signore delle paludi e delle zone umide. Nei Testi delle Piramidi si afferma che fosse figlio di Neith, e fu diffusamente venerato a partire dall'Antico Regno (circa 2613-2181 a.C.). In quanto dio delle zone umide era associato alla fertilità e alla procreazione, ma, in quanto dio coccodrillo, anche alla morte inaspettata. Si diceva che separasse le mogli dai loro mariti per capriccio. Sobek viveva su una montagna mitica all'orizzonte da cui governava, ed era quindi legato all'autorità del re, poiché egli stesso era signore di un dominio. Questo legame con l'orizzonte lo associava a Ra e portò alla forma di Ra conosciuta come Sobek-Ra. Sobek è uno delle divinità più note ed era estremamente popolare. I suoi sacerdoti tenevano coccodrilli vivi nei templi, che venivano nutriti generosamente con i migliori tagli di carne e trattati meglio di molti esseri umani dell'epoca. Quando questi coccodrilli morivano, venivano mummificati e sepolti con tutta l'attenzione riservata a una persona. Era anche associato al Nilo, che si diceva non fosse altro che il sudore di Sobek.

Sokar (Seker) - Un dio falco protettore di Menfi, in origine una delle più antiche divinità agricole d'Egitto. La sua festa fu una delle prime a essere celebrata e, fusa con la Festa di Khoiak di Osiride, continuò ad esserlo nel corso di tutta la storia dell'Egitto. Mutò natura da dio dell'agricoltura e della crescita a dio degli artigiani e guardiano della necropoli di Menfi, dopo che Osiride divenne più popolare. Sokar è spesso raffigurato come un tumulo funerario circondato da teste di falco, come un falco o come un uomo dalla testa di falco. È associato all'aldilà come guardiano dell'ingresso agli inferi, e come dio che trasporta l'anima del re defunto sulla sua barca verso il paradiso. Nel tempo è stato associato a Ptah e successivamente a Osiride, per poi fondersi, durante il Medio Regno (2040-1782 a.C.), in Ptah-Sokar-Osiride, una divinità funeraria ibrida che presiedeva all'aldilà.

(Sons of Horus) Figli di Horus - Vedi I quattro figli di Horus.

Sopdu (Soped o Sopedu) - Un dio protettore del confine orientale dell’Egitto che custodiva gli avamposti e i soldati alla frontiera. È raffigurato come un falco con un flagello sull’ala destra o come un uomo barbuto con una corona provvista di due piume. Sopdu era associato a Horus e al re deificato nella sua forma astrale. Wilkinson scrive: «Si dice che il re defunto, nel suo ruolo di Osiride-Orione, ingravidi Iside come la stella Sothis e generi Horus-Sopdu» (211). Nel regno terreno, egli assicurava che le risorse adeguate raggiungessero le guarnigioni del confine orientale e aiutava il re a controllare le popolazioni native di quelle regioni.

Sothis - La personificazione della stella Sirio (la "stella del cane"), la cui apparizione annunciava l'inondazione annuale del Nilo. Era venerata come dea-mucca nel Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.) e associata a Sirio. Era la consorte di Sah, che personificava la costellazione di Orione, ed entrambi erano collegati a Osiride e Iside. In questo ruolo, era la madre di Sopdu e quindi invocata come figura protettrice. Era anche associata a Satis, legata all’inondazione del Nilo in quanto consorte di Khnum. Le prime raffigurazioni di Sothis la rappresentano come una mucca con una pianta tra le corna, mentre le immagini successive la mostrano come una donna che indossa la Corona Bianca dell'Alto Egitto con corna sulla testa, o piume con una stella a cinque punte sopra di lei. Fu gradualmente identificata con Iside, e alla fine fu completamente assorbita da quest'ultima. Iside si riferisce a sé stessa come Sothis in una copia del testo delle Lamentazioni di Iside e Nefti della dinastia tolemaica (323-30 a.C.), a dimostrazione di come l'assimilazione fosse ormai quasi completa in quell'epoca.

(Souls of Nekhen and Pe) Anime di Nekhen e Pe - Spiriti protettori che erano considerati le anime ancestrali della città di Nekhen nell'Alto Egitto (nota anche come Hierakonopolis) e della città di Pe nel Basso Egitto (nota anche come Buto). Questi spiriti univano simbolicamente l'Alto e il Basso Egitto e servivano il re in vita e oltre la morte. Mentre il re era in vita, veniva identificato con Horus, che le anime incoraggiavano, e quando moriva veniva associato a Osiride, che le anime piangevano e onoravano. Le anime di Pe sono raffigurate come uomini con testa di falco e quelle di Nekhen con testa di sciacallo. I membri di entrambi i gruppi sono visibili nelle iscrizioni tombali dei re, nell'atto di inginocchiarsi per onorare l'arrivo del re defunto nell'aldilà.

(Star Deities) Divinità stellari - Dei e dee identificati con il cielo notturno. All'epoca del Medio Regno (2040-1782 a.C.) gli egizi avevano individuato cinque dei pianeti che chiamavano "Stelle che non conoscono riposo", e li avevano associati a divinità: Mercurio, chiamato "Sebegu" (una forma del dio Set); Venere ("Colui che attraversa" e "Dio del mattino"); Marte ("Horus dell'Orizzonte" e "Horus il Rosso"); Giove ("Horus che delimita le Due Terre"); Saturno ("Horus Toro dei Cieli"). Inoltre, la stella Sirio era associata a Sothis e poi a Iside, mentre Orione rappresentava il dio Sah, "Padre degli Dei". L'apparizione di Sirio annunciava l'inondazione del Nilo, la promessa di fertilità, e rappresentava la natura ciclica dell'esistenza, venendo così collegata a Osiride, il dio che muore e risorge, e a Iside, colei che lo fa risorgere. Le stelle erano allora chiamate "Seguaci di Osiride" che attraversavano il cielo notturno secondo uno schema divino. Sah e Sothis nei cieli riflettevano la coppia divina di Osiride e Iside e il dio Sopdu (figlio di Sothis), la forma astrale di Horus. Così, il cielo notturno raccontava le storie più significative della cultura egizia, e garantiva l'eternità al popolo intento a contemplare gli astri.

Sutekh - Il nome semitico del dio Set (Seth) introdotto dal popolo noto come Hyksos durante il Secondo Periodo Intermedio (circa 1782-1570 a.C.). Gli Hyksos identificavano Set con l'aspetto bellicoso del loro dio Baal. Set fu chiamato Sutekh durante il regno di Ramesse II (1279-1213 a.C.) e invocato come avanguardia in guerra.

T

Ta-Bitjet - Una dea protettrice specificamente contro morsi e punture velenosi. Viene spesso invocata negli incantesimi di guarigione ed è associata alla dea Serket. Alla fine fu assorbita da Iside.

Tasenetnofret - Una dea protettrice di Kom Ombo il cui nome significa "La buona sorella" o "La bella sorella". Era una manifestazione locale della dea Hathor, consorte di Horus e madre di Panebtawy.

Tatenen - Un dio della terra che personificava il tumulo primordiale al momento della creazione e simboleggiava la terra d'Egitto. È molto probabilmente lo stesso dio indicato come Khenty-Tjenenet nel periodo dell'Antico Regno (circa 2613-2181 a.C.). Era venerato a Menfi durante il Medio Regno (2040-1782 a.C.) e continuò ad essere venerato principalmente in quella regione per il resto della storia dell'Egitto. Il suo legame con il cumulo primordiale lo collegava a Ptah e, attraverso Ptah, ad Atum e Ra, gli altri nomi del dio creatore/dio del sole. Tatenen era un dio bisessuale, indicato come "Madre di tutti gli dèi" in un testo.

Taweret (Tauret) - Una dea protettrice sotto forma di ippopotamo, la più famosa divinità ippopotamo dell'antico Egitto, associata sia a Iside che a Hathor. E' una dea del parto e della fertilità che fu molto popolare nel corso della storia egiziana. Veniva invocata regolarmente per la protezione dei bambini e per ricevere aiuto durante la gravidanza e il parto. Gli antichi egizi osservarono che femmina dell'ippopotamo era estremamente protettiva nei confronti dei propri cuccioli, il che portò alla creazione di questa dea. L'ippopotamo maschio è molto aggressivo, ed era considerato uno degli animali più pericolosi in Egitto, quindi associato al dio Set: ciò portò a raffigurare Taweret come consorte di Set, anche se le due divinità non avevano nulla in comune. Taweret è strettamente associata a Hathor e chiamata "Seguace di Horus", il che la allontana da Set. È inoltre identificata come la consorte di Bes, il dio nano del parto, della sessualità, dell'umorismo e della guerra. Come Bes, Taweret era raffigurata su oggetti domestici quali mobili, astucci per cosmetici, pentole, cucchiai e nelle immagini della fertilità presenti in casa.

Tayet (Tait) - Dea della tessitura che forniva gli abiti al re. Era venerata fin dall'Antico Regno (circa 2613-2181 a.C.), dove era raffigurata mentre custodiva la testa del re, lo proteggeva dopo la morte, raccoglieva le sue ossa e gli assicurava l'accoglienza da parte degli altri dèi nell'aldilà. In seguito fu associata all'imbalsamazione, e si diceva che tessesse la stoffa per le tende di imbalsamazione e le bende utilizzate per avvolgere la mummia, note come "fasce preparate dalle mani di Tayet", il che la associava a Nefti.

Tefnut - Dea dell'umidità, sorella di Shu, figlia di Atum (Ra) alla creazione del mondo. Shu e Tefnut furono i primi due dei creati da Atum, sia accoppiandosi con la sua ombra sia sputando. R. H. Wilkinson osserva che il suo nome rappresenta il suono dello sputo e che era spesso raffigurata «da un paio di labbra che sputano, nei testi tardivi» (183). È la dea dell'atmosfera del mondo inferiore, la terra, proprio come Shu è il dio dell'atmosfera superiore sopra la terra. Tefnut è la madre di Geb (terra) e Nut (cielo), nati affinché gli esseri umani avessero un posto dove vivere. È raffigurata più spesso come una donna seduta con una testa di leone o un serpente con una testa di leone.

Tenenit (Tenenet o Tjenenet) - Dea della birra e del parto. Il suo nome deriva da "tenemu", che significa "birra". Era la consorte del dio Montu e associata a Meskhenet come dea delle nascite reali. È la protettrice dei birrai.

Tetradi - Rappresentazioni della completezza che a volte corrispondono ai quattro punti cardinali della bussola e sono meglio rappresentate dai Quattro Figli di Horus. L'equilibrio era un concetto importante per gli antichi egizi e i numeri due, quattro e otto figurano in modo significativo nelle rappresentazioni delle divinità (così come il tre, il sei e il nove). Ogni dio maschio ha una controparte femminile o un aspetto femminile; le quattro dee Iside, Neith, Nefti e Serket vegliano sui Quattro Figli di Horus, e l'Ogdoade era il gruppo degli otto dei delle sostanze creative.

Thoth - Dio della scrittura e della saggezza, della verità e dell'integrità, una delle divinità più importanti del pantheon egizio, venerato dal Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.) fino alla dinastia tolemaica (323-30 a.C.), l'ultima a governare l'Egitto. Probabilmente fu in origine un dio lunare, figlio di Atum (Ra), ma i testi successivi lo indicano come figlio di Horus. Thoth è raffigurato in alcuni testi come un babbuino, ma per lo più come un uomo con la testa di ibis che tiene in mano uno strumento per scrivere. A lui viene attribuita l'invenzione della scrittura ed era il custode degli archivi delle divinità. Era conosciuto come "Signore del Tempo" e "Colui che conta gli Anni", perché teneva traccia dello scorrere del tempo e, attraverso la potente magia della conoscenza divina delle parole, garantiva al re un lungo regno, affinché potesse mantenere l'ordine sulla terra. Era il protettore delle biblioteche e degli scribi. In ogni storia che lo riguarda, Thoth è l'amico divino e il benefattore dell'umanità che ha donato alle persone la comprensione attraverso il dono della parola scritta. In una storia appare mentre scommette i cinque giorni necessari a Nut per dare alla luce i Primi Cinque Dei e in altre mentre media tra gli dèi e consegna messaggi. Nell'aldilà sta accanto a Osiride, e custodisce i registri nella Sala della Verità, durante il rituale della Pesatura del Cuore. La sua consorte era Seshat, sua figlia o sua moglie, che era la sua controparte femminile e anche divinità protettrice delle biblioteche e dei libri.

Tjenenyet - Una dea protettrice della XII dinastia (1991-1802 a.C.), verosimilmente venerata già in precedenza. Era la consorte del dio Montu ed era venerata principalmente a Hermonthis (Armant), vicino a Tebe.

(Tree Goddesses) Dee degli alberi - Molte dee egizie erano associate agli alberi, in particolare Iside, Hathor e Nut. Anche le divinità maschili erano talvolta collegate a un determinato albero, ma sembra che ciò avvenisse solo in alcuni miti. Hathor era notoriamente associata al sicomoro ed era conosciuta come "Signora del Sicomoro", ma anche Iside era legata a questo albero. Si pensava che la pratica di seppellire un corpo in una bara di legno rappresentasse il ritorno del defunto nel grembo della Dea Madre.

Triadi - Importanti raggruppamenti di tre divinità, solitamente un dio-padre, una dea-madre e un dio-figlio; le due più note sono la Triade tebana di Amon, Mut e Khonsu e la Triade di Abido di Osiride, Iside e Horus. Esistono tuttavia esempi di altre triadi che non seguivano questo schema, come quella di Amon-Ra-Ptah, in cui tutti e tre gli dèi rappresentavano lo stesso potere celeste (il sole). Le triadi sono presenti anche nelle raffigurazioni dell'aldilà, dove sono raggruppate divinità con testa di ariete, leone e sciacallo.

Tutu - Un dio protettore noto come "Colui che tiene a distanza i nemici", venerato durante l'ultima parte della storia dell'Egitto. Combatteva i demoni e la magia nera, ed era raffigurato come un leone che avanza a grandi passi, con testa umana, grandi ali e un serpente al posto della coda.

U

Uat-Ur - La personificazione del Mar Mediterraneo. Vedi Wadj-Wer.

Uajyt (Wadjet o Uto) - Associata a Nekhbet, una dea protettrice del Basso Egitto. È raffigurata come un serpente con la testa di donna. Nel Basso Egitto è un aspetto di Wadjet, sorella di Nekhbet.

Unut (Wenet o Wenut) - Una dea protettrice venerata a Ermopoli e conosciuta come "La Velocissima". Era raffigurata come una donna con la testa di coniglio o come un serpente con la testa di coniglio, ed è spesso indicata come "la dea coniglio". Era associata al dio Wenenu, immortalato come un uomo con la testa di coniglio e identificato come un aspetto di Osiride, o talvolta di Ra. È conosciuta principalmente grazie agli amuleti che ne riportano l'immagine.

W

Wadjet - Una grande dea protettrice e patrona del Basso Egitto, una delle divinità più antiche del pantheon egizio, rappresentata come il cobra che si erge, che divenne l'insegna del re (l'ureo). Era anche chiamata Uajyt nella sua forma aggressiva, ed era il contrappeso alla più materna Nekhbet, sua sorella. Wadjet era venerata come una dea importante nel Periodo Predinastico (circa 6000-3150 a.C.) e nel Periodo Protodinastico (circa 3150-2613 a.C.), nonché la divinità suprema del Basso Egitto, rappresentata spesso insieme a Nekhbet, che simboleggiava l'Alto Egitto. Era la figlia di Ra e una delle dee protagoniste delle storie sull'Occhio di Ra. All'alba della creazione fu inviata da Ra come suo occhio per trovare Shu e Tefnut, quando questi erano partiti per creare il mondo. Piantò le prime piante di papiro e ne delimitò i campi nel delta del Nilo; aiutò Iside ad allevare Horus in quel luogo mentre si nascondevano da Set. Tra i suoi titoli c'è quello di Weret-Hekau, che significa "Grande della Magia", e veniva regolarmente invocata per ottenere protezione contro demoni, sfortuna o fantasmi.

Wadj-Wer (Uat-Ur) - La personificazione del Mar Mediterraneo, il cui nome significa "Il Grande Verde". Recenti studi hanno modificato la visione tradizionale di questo dio, e ora si ritiene che egli simboleggiasse i laghi, le paludi e le lagune della regione del Delta prossima al Mediterraneo. Wilkinson rileva iscrizioni che fanno riferimento all'attraversamento a piedi del "grande verde", il che indicherebbe un passaggio via terra, anziché via mare, della regione del Delta. Era venerato già durante l'Antico Regno (circa 2613-2181 a.C.), e continua ad essere nei periodi successivi, specialmente per mezzo di amuleti protettivi e iscrizioni tombali.

Waset (Wosret) - Una dea protettrice della città di Tebe il cui nome significa "La Potente". Era la personificazione della città, conosciuta anche come "Waset". In origine era un aspetto di Hathor, ma emerse con un proprio carattere e una propria iconografia distinti già all'epoca del Medio Regno (circa 2040-1782 a.C.). È raffigurata come una donna che impugna lo scettro Was, l'ankh e un bastone adornato con nastri, ma anche con arco e frecce e un'ascia che rappresenta la potenza militare di Tebe.

Weneg - Un dio protettore menzionato per la prima volta nel periodo dell'Antico Regno (circa 2613-2181 a.C.) che reggeva il cielo e manteneva l'ordine tra i cieli e la terra. È strettamente associato al concetto di Ma'at e alla dea Ma'at, che personificava l'armonia, in quanto fungeva da mediatore imparziale tra gli dèi nelle loro dispute.

Wenenu - Un dio protettore, aspetto di Osiride o talvolta di Ra, consorte di Unut. È raffigurato come un uomo con la testa di coniglio.

Wepset - Una dea protettrice il cui nome significa "Colei che brucia", distruttrice dei nemici di Osiride. È solitamente rappresentata come un serpente, e nella fase più tarda come una donna che indossa l'ureo con le corna e il disco solare sopra la testa. È protagonista di storie riguardanti l'Occhio di Ra ed è una delle personificazioni del motivo della Dea Lontana, in cui l'Occhio di Ra si allontana dal dio ed è riportato indietro, o ritorna da sé, portando trasformazione.

Wepwawet (Wepiu o Wepuaut) - Una delle divinità maschili più antiche, nonché la più remota rappresentazione di un dio sciacallo: è antecedente ad Anubi, con cui viene spesso confuso. Il suo nome significa "Colui che apre le vie", e questo è stato interpretato come l'apertura della via per il re in battaglia, della strada verso l'aldilà e o della via alla nascita. È raffigurato sulla Tavola di Narmer (circa 3150 a.C.) ed è associato a Wadjet. Venne strettamente associato a Horus e, come Wepwawet-Ra, al dio del sole Ra. È raffigurato come uno sciacallo, a volte con una sciarpa e un falco davanti a sé.

Werethekau (Weret-Hekau) - Un'importante dea protettrice o, più spesso, un epiteto applicato ad altre divinità femminili come Iside. Il nome significa "Grande della Magia" ed è associato all'ureo e alla corona del Basso Egitto. Wadjet è conosciuta come Weret-Hekau, come Iside, ma il nome sembra aver designato anche una specifica dea protettrice raffigurata come un serpente che si erge, sebbene questa possa essere semplicemente Wadjet nella sua forma aggressiva.

Y

Yah - Vedi Iah.

Yam - Il dio fenicio del mare che combatté contro il signore Baal per il controllo del mondo. Entrò nel pantheon egizio attraverso il commercio e si fece strada nella mitologia egizia grazie alle storie delle sue battaglie con Set. Era la personificazione del mare in tempesta ed era molto temuto. Non gli furono mai dedicati templi, ma se ne fa menzione in alcuni manoscritti, il che indica che fosse motivo di preoccupazione per i marinai, i quali potrebbero aver indossato amuleti con la sua immagine come protezione.

Z

Zenenet - Un altro nome di Iside nella città di Hermonthis (l'odierna Armant), nei pressi di Tebe.

Domande e Risposte

Qual era la divinità più potente nell'antico Egitto?

Amon (noto anche come Amon-Ra) era il dio più potente dell'antico Egitto.

Qual era la dea più popolare nell'antico Egitto?

Iside era la dea più popolare nell'antico Egitto, sebbene anche le dee Hathor, Bastet e Neith godessero di grande venerazione.

Qual era la paura più grande degli antichi Egizi?

Gli antichi Egizi temevano la fine più di ogni altra cosa. La loro vita nell'aldilà era un'immagine speculare della loro vita terrena, garantendo loro la continuità dell'esistenza laddove gli dèi li avessero giudicati degni.

Quanti dei e dee avevano gli antichi Egizi?

Nell'antico pantheon egizio si contano oltre 2.000 divinità. Alcune di queste furono in seguito assorbite da altre.

Quale durata ebbe la religione degli antichi Egizi?

L'antica religione egizia durò dal 6000 a.C. circa fino all'avvento del cristianesimo nella regione, nel IV secolo d.C.

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Mark, J. J. (2026, maggio 06). Divinità egizie - La Lista Completa. (M. Pelle, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-885/divinita-egizie---la-lista-completa/

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Mark, Joshua J.. "Divinità egizie - La Lista Completa." Tradotto da Maurizio Pelle. World History Encyclopedia, maggio 06, 2026. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-885/divinita-egizie---la-lista-completa/.

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Mark, Joshua J.. "Divinità egizie - La Lista Completa." Tradotto da Maurizio Pelle. World History Encyclopedia, 06 mag 2026, https://www.worldhistory.org/trans/it/2-885/divinita-egizie---la-lista-completa/.

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