Giacomo Puccini

Mark Cartwright
da , tradotto da Aldo Copetti
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Photo-portrait of Giacomo Puccini (by Unknown Artist, Public Domain)
Ritratto fotografico di Giacomo Puccini Unknown Artist (Public Domain)

Giacomo Puccini (1858-1924) fu un compositore italiano noto soprattutto per le sue opere La Bohème, Tosca, Madama Butterfly e Turandot. Puccini traeva ispirazione da una vasta raccolta di fonti letterarie, e la sua musica tardo-romantica con le immortali melodie ne enfatizzava i forti personaggi, il dramma, e il ritmo serrato delle sue opere commoventi, che rimangono oggi più popolari che mai.

Giovinezza

Giacomo Puccini nacque a Lucca, in Toscana, il 22 dicembre 1858. Proveniva da una lunga stirpe di musicisti che avevano ricoperto la carica di organista alla Cattedrale di San Martino di Lucca fin dal secolo precedente. Il padre di Giacomo - Michele (1813-1864) - era non solo organista alla cattedrale ma anche maestro del coro e direttore della scuola di musica locale - l'Istituto Pacini; morì quando Giacomo aveva appena sei anni. Sfortunatamente per la tradizione di famiglia, Giacomo - pur interessato alla musica - intraprese una carriera completamente diversa da quella dei suoi antenati.

Giacomo - quinto di otto figli - fu cresciuto da sua madre, Albina, la quale si assicurò che egli imparasse a suonare l'organo e a cantare. Giacomo iniziò a cantare al coro della cattedrale all'età di dieci anni. Frequentò l'Istituto Pacini e si diplomò nel 1880 con un componimento dal titolo Messa di Gloria. Grazie al supporto finanziario di un cugino e l'ottenimento di una borsa di studio, Giacomo si trasferì al Conservatorio di Milano. Puntando a una posizione molto più prestigiosa di quella di organista a Lucca, il destino di Giacomo fu segnato nel 1876 quando assistette a una messa in scena dell'Aida di Giuseppe Verdi (1813-1901) a Pisa. La magia dell'opera tragica di Verdi, ambientata nell'antico Egitto, convinse Puccini che anch'egli avrebbe dovuto guadagnarsi da vivere scrivendo opere.

La storia di una tragica eroina soprano che muore cantando sarà utilizzata più e più volte da Puccini.

Il componimento di laurea del giovane compositore al Conservatorio fu Capriccio Sinfonico, un promettente pezzo orchestrale, ma fu Le Villi - un'opera in atto unico - ad aprire le porte a Puccini. L'opera fu messa in scena al Teatro dal Verme di Milano nel 1883. La carriera professionale di Puccini ebbe inizio nel 1884 quando eseguì dei brani tratti dalla sua opera a una festa privata a cui era presente Giulio Ricordi, il noto editore di Verdi, tra gli altri. Ricordi aggiunse Puccini al gruppo di artisti di cui era editore e gli commissionò un'altra opera. Ne risultò l'Edgar, che debuttò al Teatro La Scala di Milano nel 1889. Il pubblico de La Scala è da sempre difficile da conquistare e - a differenza della prima - la seconda opera di Puccini fu un fiasco. Il compositore stesso la considerò un ''errore'' (Thompson, 174).

Western Classical Music, c. 1700-1950
Musica classica occidentale, 1700-1950 circa Simeon Netchev (CC BY-NC-ND)

Puccini si mosse su un terreno più sicuro per la sua terza opera - Manon Lescaut - un libretto già ben collaudato utilizzato da Jules Massenet per la sua opera Manon (1884), basata a sua volta sul romanzo del 1731 L'histoire du chevalier des Grieux et de Manon Lescaut dell'Abbate Prévost. Puccini scelse anche un'altra città per il debutto: Torino, il primo febbraio 1893. Manon Lescaut fu un successo straordinario - il compositore fu obbligato a fare 30 chiamate alla ribalta - ed ebbe ulteriori produzioni a Londra e Filadelfia nel 1894. La carriera del compositore era finalmente lanciata. La storia di Manon Lescaut, raccontata in quattro atti, vede Des Grieux innamorarsi di Manon e la fuga dei due per sfuggire alle grinfie del vecchio Géronte. Nonostante ciò, Manon è attratta dalla vita lussuosa che Géronte può offrirle e lascia Des Grieux. Géronte sospetta che Manon abbia riacceso la sua relazione con il rivale, la fa arrestare ed in seguito deportare. Des Grieux sale a bordo della nave che porta via Manon e i due si riuniscono per un breve istante prima che Manon muoia fra le sue braccia. Gli spettatori la adorarono. La storia di una tragica eroina soprano che muore cantando sarà utilizzata più e più volte da Puccini.

Come una volta Puccini ordinò a una soprano durante le prove, ''devi camminare su nuvole di melodia''.

La personalità e lo stile musicale

Il New Oxford Companion to Music descrive il metodo di lavoro del compositore come segue: ''Puccini era un lavoratore lento, difficile da soddisfare in materia di argomenti e libretto, intraprendeva continuamente nuovi progetti per poi abbandonarli'' (1508). La stessa fonte fornisce la seguente panoramica sul carattere di Puccini: ''L'intensa tristezza che permea gran parte della sua musica riflette il suo stesso temperamento. Perché sotto il compositore di successo con la sua inclinazione per gli sport sanguinari, le auto veloci e le donne vi era un uomo solo e sensibile'' (1509). Una volta il compositore si definì ''un potente cacciatore di uccelli selvatici, di belle donne e di buoni libretti'' (Steen, 812).

Puccini fu un compositore unico in quanto mostrò scarso interesse nell'adattare la musica del passato o nell'adottare le innovazioni dei suoi contemporanei. Come nota uno storico:

Qualunque cosa egli fosse, era completamente estraneo alle tendenze intellettuali del suo tempo. Musicalmente parlando, Puccini non aveva debiti con nessuno... Da qualche parte, in qualche modo, sviluppò uno stile personale, inimitabile, che si distingue tra le opere italiane del suo tempo come il canto di un usignolo in uno stormo di storni.

(Schonberg, 473-4)

Photograph of Puccini and Toscanini
Fotografia di Puccini e Toscanini Unknown Artist (Public Domain)

Il compositore aveva ''un infallibile senso teatrale e un persuasivo dono melodico, uniti a un gusto per le trame sentimentali che ancora portano il pubblico alle lacrime'' (Thompson, 153). Alcuni critici considerano le melodie di Puccini troppo dolci per il loro gusto - Igor Stravinsky (1882-1971) una volta descrisse Madama Butterfly ''stucchevole musica per violino'' (Steen, 811) - e i suoi libretti troppo piatti e rudimentali per essere considerati vera arte, ma queste considerazioni sono forse il motivo per cui le sue opere rimangono così popolari tra il pubblico. Le opere di Puccini sono ''dirette, semplici da seguire, e animate da personaggi che affrontano problemi che suscitano una reazione empatica in tutto il pubblico'' (Schonberg, 475). Soprattutto, la musica supporta l'azione. Come una volta Puccini ordinò ad una soprano durante le prove, ''devi camminare su nuvole di melodia'' (Schonberg, 483).

La vita familiare e lo scandalo

Il successo delle sue opere consentì a Puccini di vivere agiatamente per il resto della sua vita. Nel 1891 acquistò una villa nel paesino di Torre del Lago poco distante dalla natia Lucca; oggi è chiamata Villa Puccini, ed è un museo dedicato al compositore. Qui visse con la sua amante dal 1886 - Elvira Gemignani - che era già sposata (con un compagno di studi di Puccini). La coppia iniziò questa tresca quando Elvira divenne allieva di Puccini. Ebbero un figlio, Antonio (nato nel dicembre 1886), e infine si sposarono nel gennaio 1904 dopo la morte del marito di Elvira.

La tragedia colpì la famiglia nel 1909 quando una domestica, Doria Manfredi, fu ripetutamente accusata da Elvira (senza alcuna prova) di avere una tresca con Puccini. Puccini aveva un passato da gran seduttore, ma in questo caso pare fosse innocente. Doria, infamata da queste accuse, si tolse la vita ingerendo un veleno; un successivo esame medico ne rivelò la verginità. La famiglia di Doria portò a processo Elvira per diffamazione e vinse la causa: Elvira fu condannata a trascorrere 5 mesi in carcere. Lo scandalo portò al trasferimento di Puccini prima a Milano e poi a Parigi; il suo matrimonio sopravvisse a malapena.

The Puccini Family
La famiglia Puccini Unknown Artist (CC BY-SA)

Le Grandi Opere

La Bohème

La seguente opera di Puccini è divenuta una delle preferite in assoluto dagli amanti dell'opera di tutto il mondo. La Bohème sembrò incredibilmente moderna quando debuttò al Teatro Regio di Torino il primo febbraio 1896. Il libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa - raccontato in quattro atti - è ambientato nel mondo degli artisti di Montmartre a Parigi e basato sul romanzo di Henri Murger, Scènes de la vie de Bohème. Quattro bohèmien condividono una soffitta: Rodolfo (un poeta), Marcello (un pittore), Schaunard (un musicista), e Colline (un filosofo). Rodolfo si innamora della loro vicina Mimi, ma ella muore tragicamente di tubercolosi. Quando Puccini terminò la scrittura del tragico finale, annotò ''dovetti alzarmi, e stando in piedi nel mezzo dello studio, solo nel silenzio della notte, piangevo come un bambino. Fu come vedere mio figlio morire'' (Steen, 820).

Curiosamente, Puccini segnò il punto in cui Mimi muore nel suo manoscritto disegnando un teschio con le ossa incrociate al margine. Il debutto de La Bohème fu diretto da Arturo Toscanini (1867-1957). I critici non ne rimasero impressionati, ma le vendite dei biglietti raccontarono una storia diversa. Puccini poté permettersi di ampliare la sua villa e comprare uno yacht a cui diede - forse inevitabilmente - il nome Mimi I.

Tosca

Tosca debuttò al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900. La Bohème era stata un'opera moderna, Tosca aggiunse un realismo quasi brutale al mix con un libretto in tre atti colmo di stupri, omicidi, esecuzioni e suicidi. Il libretto, anch'esso di Illica e Giacosa, si basava sull'opera La Tosca di Victorien Sardou. Ambientato a Roma durante le Guerre rivoluzionarie francesi (1792-1802), Tosca è una cantante e amante di Cavaradosi, un pittore, che è convinta abbia una tresca con la Marchesa Attavanti. Un sinistro ufficiale di polizia, il Barone Scarpia, arresta e tortura Cavaradosi per scoprire dove si trovi il console fuggitivo Angelotti. Scarpia vuole Tosca per sé e ne conquista il favore promettendole di liberare Cavaradosi con una falsa esecuzione. Tosca pugnala e uccide Scarpia, ma l'esecuzione di Cavaradosi si rivela reale ed egli viene ucciso dal plotone d'esecuzione. Per la disperazione, Tosca salta dai bastioni del castello verso la morte. La storia fu giudicata troppo sconvolgente da molti critici, ma il pubblico la adorò. Con i proventi, Puccini acquistò un'auto, ma - mentre era a bordo con l'autista - ebbe un incidente vicino Lucca rompendosi una gamba; un incidente che lo lasciò zoppo per il resto della vita.

Poster for La Bohème
Locandina de La Bohème Adolfo Hohenstein (Public Domain)

Madama Butterfly

Puccini tornò finalmente a La Scala per il debutto di Madama Butterfly nel febbraio 1904. La storia è basata sugli eventi reali raccontati nell'opera Madame Butterfly di David Belasco (1853-1931) a sua volta adattamento del racconto Madame Butterfly di John Luther Long che a sua volta aveva mescolato le memorie di Jennie Correll - moglie di un missionario in Giappone - con il racconto del 1887 Madame Chrysanthème di Pierre Loti. La storia, dunque, aveva già viaggiato parecchio quando Puccini la distillò in un'altra opera strappalacrime, questa volta in soli due atti. Il libretto fu ancora una volta composto da Illica e Giacosa. L'opera presenta una geisha giapponese, Cio-Cio-San, anche nota come Butterfly, che crede di aver sposato Pinkerton - un luogotenente della Marina degli Stati Uniti. Pinkerton parte per poi fare ritorno in Giappone con la sua moglie americana. Butterfly - nella disperazione totale - dice addio a suo figlio e si toglie la vita. L'opera non fu accolta favorevolmente al debutto, ma Puccini la modificò - in particolare estendendola a tre atti. Portata in scena a Brescia al Teatro Grande nel maggio 1904, il pubblico la amò. Madama Butterfly è da allora un pilastro del repertorio operistico mondiale. Sempre più ricco con ogni opera, Puccini acquistò una nuova auto - questa volta una Lancia - e una seconda imbarcazione, che battezzò Butterfly.

Puccini si rivolse ancora una volta a un romanzo di David Belasco per la sua opera successiva, La fanciulla del West. L'opera debuttò al New York Metropolitan Opera nel dicembre 1910. L'illustre cast comprendeva Emmy Destin (1878-1930) ed Enrico Caruso (1873-1921). Un successo strepitoso, il direttore di banca di Puccini deve essere stato ancora una volta felicissimo, e il compositore si regalò il terzo yacht - stavolta chiamato Minnie in onore della Golden Girl del West.

Puccini decise di far debuttare la sua opera successiva - La rondine - a Vienna, nonostante si fosse trasferito nella neutrale Monte Carlo nel 1917 a causa della Prima Guerra Mondiale (1914-18). Con l'Italia e l'Austria nemiche in guerra, la decisione del compositore di accettare un incarico da Vienna ne danneggiò la popolarità in patria. Il trio di opere in atto singolo del compositore Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi - collettivamente intitolate Il trittico - debuttò a New York nel dicembre del 1918.

Madama Butterfly Poster
Locandina di Madama Butterfly Leopoldo Metlicovitz (Public Domain)

Turandot

La dodicesima e ultima opera di Puccini fu Turandot. Il libretto è di Giuseppe Adami e Renato Simonov. Ancora una volta la storia ruota attorno a un'eroina sfortunata, la schiava Liù. Il libretto in tre atti è basato su una fiaba del drammaturgo veneziano del XVIII secolo Carlo Gozzi e forse attinge degli elementi da Le mille e una notte. Turandot è una principessa maligna che sfida i suoi pretendenti a risolvere tre enigmi. Il Principe Calaf risolve gli enigmi e sfida a sua volta Turandot a scoprire il suo vero nome entro il giorno successivo; se ci riuscirà, lui pagherà con la vita. Turandot tortura la fedele schiava di Calaf, Liù, per scoprire la sua identità segreta, ma Liù si uccide per proteggere il suo padrone (chissà se ispirata dal tragico destino della domestica Doria). Per una volta, l'opera ha un lieto fine - una ravveduta Turandot sposa Calaf - ma questa volta la tragedia giunse nella vita reale quando Puccini morì prima che l'opera fosse completa. Mancavano ancora due scene, e così Franco Alfano aggiunse il duetto finale della canzone d'amore basato sulle bozze di Puccini. Turandot debuttò due anni dopo la morte del compositore a La Scala il 25 aprile 1926. Nuovamente fu Toscanini a dirigere l'orchestra e, proprio mentre Liù moriva sul palco, egli fermò la musica, depose la bacchetta e informò il pubblico: ''A questo punto dell'opera, il compositore morì'' (Sadie, 294). Il pubblico la amò, e l'aria Nessun dorma divenne particolarmente popolare.

Le opere più note di Puccini

Le opere più note composte da Giacomo Puccini, con la data della loro prima messa in scena fra parentesi, includono:

Manon Lescaut (1893)
La Bohème (1896)
Tosca (1900)
Madama Butterfly (1904)
La fanciulla del West (1910)
La rondine (1917)
Il trittico (1918)
Turandot (1926)

Morte ed Eredità

Nel 1921 - con la salute in declino - Puccini si trasferì dalla sua villa per vivere in una nuova a Viareggio, pur mantenendo Torre del Lago come residenza di caccia. Giacomo Puccini morì di infarto a Bruxelles il 29 novembre 1924. Fumatore accanito per tutta la vita, all'epoca era in cura per un cancro alla gola. Puccini si era unito al partito fascista, e il dittatore Benito Mussolini pronunciò l'orazione funebre durante una funzione nel Duomo di Milano, dove Toscanini diresse l'orchestra. Puccini fu sepolto a Torre del Lago.

La Turandot di Puccini si rivelò l'ultima grande opera di un compositore universalmente ammirata dal pubblico. L'opera fu in gran parte rimpiazzata dal cinema e altri tipi di teatro come forme d'intrattenimento più popolari. L'enfasi di Puccini sul personaggio e sullo sviluppo di una storia coerente raccontata in musica e parole ne hanno fatto ''il precursore dei compositori di musical nel XX secolo'' (Steen, 819). L'opera tornò alla ribalta più avanti nel corso del secolo e, oggi, pochi teatri d'opera in tutto il mondo programmerebbero una stagione senza una delle opere di Puccini. Lo storico della musica e biografo di Puccini Julian Budden fornisce le seguenti ragioni per la duratura popolarità del lavoro di Puccini: "La sua suprema padronanza dell'arte operistica, il suo dono melodico e la sua sincerità emotiva si combinano per mantenere le sue opere fresche oggi come quando furono scritte" (Arnold, 1509).

L'articolo è dedicato al padre dell'autore, David Cartwright. Da un amante dell'opera all'altro e ai ricordi indelebili delle notti a Praga e Verona.

Domande e Risposte

Per cosa è principalmente noto Giacomo Puccini?

Giacomo Puccini è principalmente noto per essere stato un compositore d'opera - in particolare - de La Bohème, Tosca, Madama Butterfly e Turandot.

Qual è il componimento più noto di Puccini?

Tra i componimenti musicali più noti di Giacomo Puccini vi sono Nessun Dorma da Turandot e O mio babbino da Gianni Schicchi.

In cosa Puccini è diverso da Verdi?

Tra le differenze tra le opere di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini vi sono l'interesse del primo per le figure storiche o letterarie mentre il secondo preferisce libretti con eroine più moderne e tragiche al centro della storia.

Info traduttore

Aldo Copetti
Studente di ingegneria edile-architettura presso l'Università di Napoli Federico II, in Italia. Appassionato di storia, cultura ed arte in tutte le loro forme.

Info autore

Mark Cartwright
Mark è uno scrittore a tempo pieno oltre che ricercatore, storico ed editore. Altri suoi interessi riguardano l'arte, l'architettura, e la scoperta delle idee che le civiltà condividono. Laureato in filosofia politica (Università di York), è direttore editoriale della World History Encyclopedia.

Cita questo lavoro

Stile APA

Cartwright, M. (2026, dicembre 30). Giacomo Puccini. (A. Copetti, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-21941/giacomo-puccini/

Stile CHICAGO

Cartwright, Mark. "Giacomo Puccini." Tradotto da Aldo Copetti. World History Encyclopedia, dicembre 30, 2026. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-21941/giacomo-puccini/.

Stile MLA

Cartwright, Mark. "Giacomo Puccini." Tradotto da Aldo Copetti. World History Encyclopedia, 30 dic 2026, https://www.worldhistory.org/trans/it/1-21941/giacomo-puccini/.

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