Mari

Henry Curtis Pelgrift
di , tradotto da Elisa Mion
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Labelled map of Mari, modern-day Tell Hariri, Syria (by Attar-Aram syria, CC BY-SA)
Mappa con indicata l'ubicazione di Mari, odierno sito di Tell Hariri, Siria Attar-Aram syria (CC BY-SA)

Mari era una città-stato situata in prossimità della riva occidentale del fiume Eufrate, nel Nord della Mesopotamia (odierna Siria orientale), durante l'Antica Età del Bronzo e l'Età del Bronzo Medio. Considerata una delle prime città pianificate di cui si abbia notizia, si ritiene che Mari sin dal momento della fondazione, sia stata concepita come snodo commerciale e centro di fusione del rame e del bronzo, a metà strada tra Babilonia, nel Sud della Mesopotamia, e la catena montuosa del Tauro, territorio ricco di risorse, nell'odierna Turchia. Per 1.200 anni, Mari fu un importante centro della Mesopotamia settentrionale, fino a quando non venne distrutta da Hammurabi di Babilonia, sovrano regnante dal 1760 al 1757 a.C., circa, svanendo gradualmente dalla memoria e, in senso letterale, anche dal panorama geografico e geopolitico: oggi, infatti, sopravvive solo un terzo della città, mentre il resto è stato spazzato via dal fiume Eufrate.

Geografia e condizioni del sito

Le rovine dell'antica città di Mari si trovano nell'odierno sito di Tell Hariri, in Siria orientale. Nell'Età del Bronzo, l'Eufrate scorreva a circa 4-6 km di distanza dalla città, ma da allora si è spostato più ad Est. Si ritiene che la città sia stata costruita insieme ad un "canale di collegamento" artificiale lungo 10 km, che un tempo attraversava la città e forniva l'acqua essenziale per la sua esistenza, poiché la città stessa era troppo lontana dall'Eufrate per il rifornimento quotidiano a piedi e l'acqua freatica era troppo salata per essere efficientemente utilizzata nei pozzi. A seguito della distruzione di Mari ad opera di Hammurabi, il canale di collegamento di Mari si espanse oltre i confini previsti e finì per erodere due terzi della città, compresa la maggior parte degli edifici risalenti alla terza ed ultima fase di sviluppo urbanistico.

Canali: la linfa vitale di Mari

Oltre a fornire acqua alla città, il canale di collegamento consentiva anche un facile accesso alle navi mercantili in transito nel fiume. Insieme al canale di collegamento, i costruttori della città realizzarono altri due canali di notevole importanza. Il primo era un canale di irrigazione, lungo 16 km e largo 100 m, mentre il secondo era un canale navigabile, lungo 126 km, e passava accanto a Mari, sulla sponda opposta dell'Eufrate, consentendo alle imbarcazioni di aggirare il tortuoso corso del fiume per seguire una tratta pressoché rettilinea; Mari controllava i punti di accesso e traeva profitto dai pedaggi versati.

Innovazioni tecnologiche ed architettoniche

Mari rappresenta uno dei primi esempi di pianificazione urbana complessa e si ritiene che sia stata interamente progettata, prima della sua effettiva costruzione, da un'altra comunità antropica, ad oggi ancora sconosciuta ma strutturalmente complessa. Ciò è evidente nell'assetto generale di Mari, poiché la città fu costruita sotto forma di due anelli concentrici: l'anello esterno era destinato a proteggerla dalle occasionali e violente inondazioni dell'Eufrate, mentre quello interno era progettato per difenderla dagli attacchi militari nemici.

A portion of wall at Mari
Un tratto della cinta muraria di Mari Zukka (CC BY-SA)

I primi esempi di alcune tecnologie siro-mesopotamiche sono stati portati alla luce dagli archeologi presso il sito di Tell Hariri, tra cui la ruota e l'impianto idraulico. Mari era stata costruita in modo tale che l'intera città digradasse gradualmente verso il basso e le strade fossero dotate di complessi sistemi di drenaggio. Ciò consentiva di convogliare in modo sicuro l'acqua piovana proveniente dalle occasionali piogge torrenziali al di fuori della città, senza rischiare di danneggiarne gli edifici, tutti comunemente realizzati in mattoni di fango.

Archeologia e pericoli attuali

Mari venne scoperta nel 1933 da un beduino locale, il quale trovò una statua ed informò il governo francese - era ancora il periodo in cui la Siria era sotto il controllo della Francia -. Da allora, Mari è stato un sito oggetto di scavi archeologici francesi, e la maggior parte della letteratura accademica a riguardo è stata pubblicata in lingua francese. Gli scavi archeologici furono condotti da André Parrot negli anni 1933-1939, 1951-1954 e 1960-1974. Nel 1979 ebbe inizio una nuova spedizione guidata da Jean-Claude Margueron, che diresse gli scavi archeologici fino al 2004.

Dopo essersi ritirato ed aver ceduto le proprie responsabilità scientifiche a Pascal Butterlin, Margueron scrisse un libro su Mari, che sintetizzava 70 anni di studi sul sito mediante una pubblicazione di 159 pagine redatte in lingua inglese, che costituisce la base di questa stessa definizione su World History Encyclopedia. Butterlin ha diretto gli scavi archeologici fino al 2012, in quanto interrotti dalla guerra civile siriana. Dal 2012, Mari ha subito saccheggi su vasta scala, il cui impatto non è stato ancora esattamente stabilito.

Le Tavolette di Mari

Tra il 1933 ed il 1938, gli archeologi hanno portato alla luce oltre 15.000 tavolette a Mari. Molte di queste erano concentrate nell'area del "Grande Palazzo Reale", ma altre provenivano anche da abitazioni private. Sebbene alcune tavolette risalgano ad un periodo precedente, la maggior parte di esse sono collocabili cronologicamente agli ultimi 50 anni di esistenza di Mari e contribuisce a ricostruirne con grande dovizia di particolari il mondo siro-mesopotamico dell'epoca attorno ad essa.

Storia

La storia di Mari come potenza urbana e regionale si estese dal 2950 al 1760 a.C., circa, e questi 1.200 anni di storia furono suddivisi da Margueron in tre periodi principali: Città I, Città II e Città III. Dopo che Hammurabi devastò la città tra il 1760 ed il 1757 a.C., circa, essa cadde nell'oblio. La storia che segue si basa sulle conclusioni di Margueron riguardo alla probabile fondazione ed esistenza di Mari, integrate da altre fonti.

Città I - Nasce una superpotenza

Il periodo più antico della storia di Mari, risalente al 2950-2650 a.C., circa, è stato denominato "Città I" da Margueron.

Tra il 3000 ed il 2900 a.C., circa, una società complessa, non ancora esattamente identificata ma ben organizzata, scelse un'area inospitale nei pressi di un'ansa del fiume Eufrate per costruire la propria nuova capitale.

Tra il 3000 ed il 2900 a.C., circa, una società complessa, non ancora esattamente identificata ma ben organizzata, scelse un'area inospitale nei pressi di un'ansa del fiume Eufrate per costruire la propria nuova capitale. Probabilmente intendeva monopolizzarne l'areale commerciale e la produzione di manufatti in metallo nei territori della Mesopotamia settentrionale. Dopo aver scavato un canale per collegare due anse del fiume, si utilizzò la terra di scavo per rialzare un'area perfettamente circolare che avrebbe costituito il cuore della nuova città e attraverso la quale passava il canale stesso, rendendo abitabile quel luogo in precedenza non interessato dalla presenza antropica. Furono costruite delle fortificazioni e prese forma una grandiosa capitale racchiusa tra due cerchi concentrici, un disegno che Mari avrebbe mantenuto per tutta la sua storia, ben 1.200 anni.

Oltre alla costruzione del canale di collegamento, questi primi abitanti realizzarono altri due canali su entrambi i lati della città. Quello orientale, in corrispondenza del lato Est del fiume, era navigabile. L'altro, invece, era un canale di irrigazione per alimentare i raccolti di Mari.

Fino al 2008 non sono stati rinvenuti edifici religiosi o palaziali nella Città I. Sono state, tuttavia, individuate molte abitazioni e gli scavi di queste ultime dipingono il quadro di una città animata da un'industria vivace e variegata, che produceva differenti tipologie di beni oltre il quantitativo numerico di quelli realizzati in metallo.

Ad un certo punto, attorno al 2650 a.C., la Città I smise di essere abitata per ragioni che restano sconosciute. Nel corso del secolo successivo, i canali s'insabbiarono e la città rimase deserta.

Città II - Rinascita di Mari

Attorno al 2550 a.C., venne fondata una nuova città sulle rovine della Città I, rasa al suolo dai nuovi abitanti; da qui la mancanza di prove materiali relative alla fine della Città I. I nuovi abitanti ricostruirono completamente la città seguendo l'antico tracciato e ne ripulirono i canali.

Gran parte delle conoscenze storiche su Mari relative a questo periodo, denominato "Città II" da Margueron, deriva dai testi rinvenuti nel sito di Ebla, rivale ed alleata - a fasi alterne - di Mari. È noto che Mari controllasse una porzione significativa dei territori della Mesopotamia settentrionale e, durante il regno del sovrano Išbi-Irra, potrebbe aver controllato i territori che si estendevano più a Sud, fino ad Ur, nell'odierno Iraq sud-orientale, che all'epoca era una città costiera. Si sa che, nella seconda metà del XXV secolo a.C., circa, Mari e Kish si allearono con il sovrano Zuzu di Akšak nella sua campagna militare, poi fallita, contro Eannatum, re di Lagaš.

Ebla and Mari during the reign of Iblul-Il of Mari
Ebla e Mari durante il regno di Iblul-Il, sovrano di Mari Attar-Aram syria, using a modified map originally made by Sémhur. (CC BY-SA)

Dal 2420 al 2360 a.C., circa, Mari impose un tributo ad Ebla, a partire dal regno del sovrano Iblul-Il di Mari. Ciò ebbe fine quando una disputa sulle terre controllate da Mari sul versante orientale di un'ansa del fiume Eufrate degenerò in una guerra che alla fine si concluse a favore di Mari. Tuttavia, Ebla riuscì a creare una rotta commerciale settentrionale che collegava città alleate a Nord dei possedimenti di Mari, evitando così di dover dipendere dalla stessa per le merci provenienti da Est. La rivalità tra Mari ed Ebla si concluse con la distruzione di Ebla, attorno al 2350 a.C.

La Città II fu distrutta dal sovrano di Akkad, Narām-Sîn, nipote del sovrano Sargon I "il Grande" di Akkad. Narām-Sîn, intenzionato ad espandere il suo impero, attorno al 2220 a.C., rase al suolo la città assieme alle sue mura.

Città III - Apogeo di Mari e l'impero nel Nord

Mari venne ricostruita sotto il dominio degli Accadi, e questa reincarnazione di Mari è classificata da Margueron come Città III. La città era controllata da governatori locali chiamati Šakkanakku, e questo titolo amministrativo divenne ereditario a partire dal primo sovrano in carica.

Quando l'impero di Akkad cadde, attorno al 2150 a.C., Mari tornò ad essere indipendente e riottenne il dominio sulla Mesopotamia settentrionale. L'uso della titolatura di Šakkanakku continuò, nonostante l'indipendenza di Mari, e fu mantenuto per tutto il resto dell'esistenza della Città III.

Durante i primi 150-200 anni di esistenza della Città III, lo Šakkanakku visse in un palazzo di cui si conoscono solo l'esistenza e l'ubicazione, e del quale si sa che, insieme ad alcuni templi, fu una delle prime strutture ricostruite in seguito alla distruzione della Città II. La mancanza di informazioni deriva dalla demolizione di questo cosiddetto "palazzo fantasma" per far posto al "Grande Palazzo Reale", una struttura imponente con oltre 250 stanze solo al pianoterra!

Remains of the Ziggurat Attached to the Temple of Lions at Mari
Rovine della Ziqqurat annessa al Tempio dei Leoni a Mari Heretiq (CC BY-NC-SA)

Al fine di mantenere la pace nella regione, Mari strinse un'alleanza con la III Dinastia di Ur, che controllava la Mesopotamia meridionale, consolidandola attraverso matrimoni reali. Questa pace durò fino al crollo della III Dinastia di Ur, attorno al 2000 a.C., a seguito delle incursioni degli Amorrei e del degrado interno, quando il Sud precipitò letteralmente nel caos.

Attorno al 2000 a.C., popolazioni nomadiche semitiche note come Amurrū (o Amorrei) invasero la regione della Siria e presero il controllo sulle città della Mesopotamia. È noto che Mari rafforzò le proprie mura nel tentativo di respingere gli Amorrei, ma nel 1830 a.C., circa, ciò si rivelò vano e gli Šakkanakku vennero definitivamente destituiti.

Periodo amorreo

Attorno al 1830 a.C., il sovrano amorreo Yaggid-Lim assunse il controllo di Mari e sostituì la "dinastia degli Šakkanakku" con quella che oggi viene chiamata "Dinastia Lim" o "Dinastia Amorrea". Con un periodo di interruzione degno di nota, il dominio dei discendenti di Yaggid-Lim durò fino al 1761 a.C., circa. L'archivio delle tavolette in argilla incise provenienti da Mari risale a questo periodo e, di conseguenza, sono note molte personalità storiche chiave e numerose vicende. Le tavolette contribuiscono a delineare un quadro del panorama geopolitico, economico e sociale di Mari nei suoi ultimi anni, nonché del più ampio mondo vicino-orientale che la circondava.

Si sa che, durante il suo regno decennale, Yaggid-Lim entrò in conflitto con il sovrano di Ekallatum, il quale conquistò Mari e prese in ostaggio il figlio di Yaggid-Lim, Yaḫud-Lim. Nel 1820 a.C., circa, Yaggid-Lim morì e suo figlio, Yaḫud-Lim, salì al trono. Yaḫud-Lim cercò di accrescere l'influenza di Mari sia sul piano economico sia sul piano militare. Oltre ad ampliare i già imponenti sistemi di irrigazione di Mari e a rafforzare le fortificazioni di Mari e Terqa, inviò truppe anche fino alle città costiere del Levante, ad Ovest, costringendole a versare un tributo a Mari.

Amorite pottery juglet
Brocca in ceramica amorrea Trustees of the British Museum (Copyright)

Nonostante questi sforzi, Mari, durante il regno di Yaḫud-Lim, divenne vassallo di Aleppo, ma ad un certo punto fu costretta a diventare vassallo di un altro Narām-Sîn, questi sovrano di Ešnunna. Narām-Sîn morì attorno al 1811 a.C. e Mari tornò nuovamente indipendente, iniziando a riconquistare il proprio antico territorio. Tuttavia, questa non fu la fine delle difficoltà per il sovrano Yaḫud-Lim.

Gli intrighi degli Amorrei ed i sovrani "assiri"

Nel 1808 a.C., circa, Šamši-Adad - che sarebbe stato poi considerato retroattivamente un sovrano assiro dai successori -, iniziò a conquistare i territori della Mesopotamia settentrionale, assumendo il controllo di Aššur. Quando le ambizioni di Šamši-Adad divennero evidenti, scoppiò una guerra tra lui e Yaḫud-Lim per il controllo della regione. Dopo un certo periodo, Yaḫud-Lim subì una sconfitta e fu in seguito assassinato dal proprio figlio, Sumu-Yamam, attorno al 1798 a.C., il quale governò Mari per due anni prima di essere sconfitto da Šamši-Adad, nel 1796 a.C., circa. A Yasmaḫ-Adad, figlio e co-reggente di Šamši-Adad, venne affidato il governo di Mari in una data incerta, forse attorno al 1788 a.C.

Le lettere tra Yasmaḫ-Adad e suo padre dimostrano che Yasmaḫ-Adad era un sovrano sorprendentemente inefficace e dissoluto, e che doveva ricorrere frequentemente all'aiuto del padre, il quale nutriva un profondo disprezzo per il figlio. Un sovrano di nome Zimri-Lim, nipote o pronipote di Yaḫud-Lim, sconfisse Yasmaḫ-Adad con l'aiuto di Aleppo nel 1776 a.C., circa, dopo la morte di Šamši-Adad, e riconquistò il trono per la dinastia amorrea.

The Investiture of Zimri-Lim
Investitura del sovrano Zimri-Lim Marie-Lan Nguyen (Public Domain)

Zimri-Lim: l'ultimo sovrano di Mari e la fine di Mari

Il sovrano Zimri-Lim cercò di riportare Mari al suo antico splendore e, dopo aver trascorso cinque anni a risolvere controversie con alcune tribù e a combattere contro il Regno di Ešnunna - la cui alleanza era stata sciolta a favore di quella con Aleppo -, consolidò il legame con Aleppo sposando la figlia del re.

Si sa che Mari fosse una società fortemente tribale in quel periodo - con la maggior parte degli abitanti che si autodefinivano "Khanei", un riferimento alle origini degli Amorrei - e sono noti diversi casi in cui i sovrani amorrei, confinati nel palazzo, entrarono in conflitto con i loro connazionali amorrei nomadi. Si ritiene, inoltre, che Zimri-Lim condusse una vita assai sfarzosa.

Attorno al 1766 a.C., una coalizione bellica composta da Babilonia, Mari ed Elam conquistò Ešnunna, ma Mari e Babilonia furono tradite dall'Elam, che in seguito riuscirono comunque entrambe a respingere. Dopodiché, sebbene Zimri-Lim ed Hammurabi di Babilonia non si fidassero l'uno dell'altro, i due reggenti condussero spesso campagne militari congiunte contro molti nemici potenti comuni.

Ancient Syro-Mesopotamia ca. 1764 BCE
Territori dell'antica regione della Siro-Mesopotamia, 1764 a.C., circa Attar-Aram syria, using a modified map originally made by Sémhur. (CC BY-SA)

Nel 1761 a.C., circa, Hammurabi - un tempo alleato di Zimri-Lim - conquistò Mari. Non si sa che fine abbia fatto Zimri-Lim, se sia stato tradito da Hammurabi o sia morto durante una campagna militare. Non si sa nemmeno se Mari sia stata conquistata con la forza - non vi sono prove né di questo né del fatto che Mari si stesse preparando a difendersi - oppure se, trovandosi senza un capo, la città si sia semplicemente arresa ad Hammurabi, il quale poi inviò emissari a saccheggiare le ricchezze del Grande Palazzo Reale nell'arco di soli due anni. In ogni caso, tra il 1759 ed il 1757 a.C., circa, Hammurabi rase al suolo la città di Mari.

Quando Hammurabi incendiò il Palazzo, inavvertitamente cosse le tavolette che si trovavano all'interno - un evento che si è verificato in diverse città antiche, come Ebla ed Ugarit, dove il palazzo si trasformò involontariamente in un forno da ceramica - preservando così le tavolette per i futuri investigatori del sito. Mari non si riprese mai da questa distruzione e la città cadde nell'oblio. Il sito fu abitato solo sporadicamente fino all'epoca dei successori di Alessandro Magno, quando venne definitivamente abbandonato.

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Pelgrift, H. C. (2026, settembre 23). Mari. (E. Mion, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-153/mari/

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Pelgrift, Henry Curtis. "Mari." Tradotto da Elisa Mion. World History Encyclopedia, 23 set 2026, https://www.worldhistory.org/trans/it/1-153/mari/.

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