L'Arte della Guerra in Assiria

Joshua J. Mark
di , tradotto da Elisa Mion
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Assyrian Siege Warfare (by Amplitude Studios, Copyright)
Guerra d'assedio assira Amplitude Studios (Copyright)

L’Assiria originariamente nacque come piccola comunità commerciale avente il proprio centro nell’antica città di Aššur e crebbe fino a diventare il più potente impero del mondo antico prima delle conquiste - dei medesimi territori - da parte di Alessandro Magno e, dopo di lui, dell’impero romano. Sebbene le capacità amministrative degli Assiri fossero notevoli e, all’occorrenza, sapessero dimostrarsi anche abili in campo diplomatico, non furono esattamente questi i mezzi grazie ai quali l’impero si espanse fino a dominare il mondo antico, dall’Egitto a Sud, attraverso il Levante e la Mesopotamia, fino all’Asia Minore; fu invece la loro elevata abilità nell’arte della guerra.

La macchina da guerra assira fu la forza militare più efficiente del mondo antico fino alla caduta dell’impero stesso, nel 612 a.C., circa. Il segreto di tale successo risiedeva in un esercito permanente addestrato professionalmente, nelle armi in ferro, nelle avanzate competenze ingegneristiche, nelle tattiche efficaci e, soprattutto, in una totale spietatezza che finì per caratterizzare gli Assiri agli occhi dei loro vicini e sudditi, e che ancora oggi tende generalmente ad accompagnare la reputazione dell’Assiria. Una frase spesso ripetuta dai sovrani assiri nelle loro iscrizioni relative alle conquiste militari è: "Ho distrutto, ho devastato e ho bruciato con il fuoco" quelle città, quei paesi e quelle regioni che osavano resistere al dominio assiro.

Con i sovrani assiri era meglio non scherzare, e le loro iscrizioni riportano in modo vivido il destino che inevitabilmente attendeva chi osava sfidarli. Lo storico Simon Anglim riporta quanto segue:

Gli Assiri crearono il primo grande esercito e il primo più potente impero al mondo. Ciò era reso possibile da due fattori: le abilità superiori nella guerra d’assedio e il ricorso al terrore puro e assoluto. Era pratica consolidata degli Assiri esigere sempre che si facessero degli esempi di coloro che opponevano resistenza; ciò includeva la deportazione di interi popoli e l'inflizione di orribili punizioni fisiche. Un’iscrizione individuata in un tempio della città di Nimrud narra il destino dei capi della città di Suru, ubicata sulle rive del fiume Eufrate, che si ribellarono al sovrano Assurbanipal e da lui poi riassoggettati:

"Ho eretto un pilastro alle porte della città e ho scorticato tutti i capi che si erano ribellati, ricoprendo quel pilastro con le loro stesse pelli; alcuni li ho murati all’interno del pilastro, altri li ho impalati sul pilastro con dei pali". Pene del genere non erano rare al tempo. Inoltre, le iscrizioni che riportavano questi atti di vendetta efferati venivano esposte in tutto l’impero come monito. Eppure, questa crudeltà ufficialmente sancita sembra aver sortito l’effetto opposto: sebbene gli Assiri e il loro esercito fossero rispettati e temuti, erano soprattutto odiati, e i sudditi del loro impero versavano in uno stato di ribellione quasi perenne. (185-186)

Poiché gli stati vassalli tentavano di staccarsi dall’impero ogni volta che ritenevano di averne possibilità di successo, era necessario un esercito permanente per garantire la stabilità dell’impero dai nemici interni e, dato che regni confinanti, come Urartu e l’Elam, compivano spesso incursioni nei territori assiri, era necessario anche un esercito professionale per la difesa nazionale. Tali considerazioni, tuttavia, non portarono a cambiamenti concreti in ambito militare fino al regno di Tiglath-Pileser III (745 - 727 a.C., circa).

Una pratica abituale dell’Impero assiro era la deportazione di ampie fasce delle popolazioni conquistate.

La più antica armata assira

L’esercito assiro era già formidabile ben prima che il sovrano Tiglath-Pileser III salisse al trono. Già durante il regno di Šamši-Adad (1813 - 1791 a.C., circa), l’esercito assiro aveva dimostrato di essere una forza combattente alquanto efficiente. Nel periodo del medio impero, sovrani come Aššur-Uballit I (1353 - 1318 a.C., circa) impiegavano l’esercito con grande efficacia nella conquista dei territori del regno di Mitanni, mentre il sovrano Adad-Nirari I (1307 - 1275 a.C., circa) espanse l’impero attraverso conquiste militari e sedò rapidamente le ribellioni interne verificatesi.

Adad-Nirari I conquistò completamente il regno di Mitanni e diede inizio a quella che poi sarebbe diventata una pratica ben consolidata dell'impero assiro: la deportazione di ampie fasce della popolazione. Con il regno di Mitanni sotto il controllo assiro, Adad-Nirari I decise che il modo migliore per prevenire qualsiasi futura rivolta fosse quello di allontanare gli ex occupanti del territorio e sostituirli con cittadini assiri. Ciò non va tuttavia inteso come un trattamento crudele nei confronti dei prigionieri. A tal proposito, l'accademica Karen Radner afferma che:

I deportati, il loro lavoro e le loro capacità erano estremamente preziosi per lo Stato assiro, e il loro trasferimento era pianificato ed organizzato con cura. Non dobbiamo immaginare carovane di fuggitivi indigenti, facile preda di carestie e malattie: i deportati dovevano viaggiare nel modo più comodo e sicuro possibile, al fine di raggiungere la loro destinazione in buone condizioni fisiche. Ogni volta che le deportazioni vengono raffigurate nell’arte imperiale assira, uomini, donne e bambini sono rappresentati mentre viaggiano in gruppi, spesso a bordo di veicoli o in sella ad animali, e mai dolorosamente condotti in catene. Non vi è motivo di dubitare di queste evidenze iconografiche, poiché l’arte narrativa imperiale assira non esiterebbe altrimenti a mostrare in modo più esplicito scene di estrema violenza. (1)

I deportati venivano accuratamente selezionati in base alle loro capacità ed inviati nelle regioni in cui i loro talenti potevano essere valorizzati e sfruttati al meglio. Non tutti gli abitanti delle popolazioni conquistate venivano scelti per la deportazione ma i componenti delle famiglie non venivano mai separati. Quelle fasce della popolazione che avevano opposto resistenza attiva agli Assiri venivano uccise o vendute come schiave, ma la popolazione in generale veniva assorbita nell’impero in espansione e i suoi membri venivano considerati cittadini assiri a tutti gli effetti. Questa politica sarebbe stata perseguita anche dai sovrani che succedettero ad Adad-Nirari I fino al crollo dell’impero assiro stesso, nel 612 a.C., circa.

Warfare Scene, Balawat Gate
Scena di guerra, Porta di Balawat Osama Shukir Muhammed Amin (Copyright)

Il sovrano Tiglath-Pileser I (1115 - 1076 a.C., circa) riorganizzò l’esercito ed ampliò ulteriormente l’impero assiro. I successi militari di questi sovrani e di coloro che li succedettero risultano ancor più impressionanti se si considera che avevano a disposizione solo un esercito part-time. Gli eserciti nel mondo antico erano composti da coscritti ed in gran parte erano contadini. Pertanto, le campagne belliche venivano condotte in Estate, nel periodo compreso tra la semina, in Primavera, ed il raccolto, in Autunno. Nei mesi invernali non si combatteva.

Questo schema cambiò durante il regno di Tiglath-Pileser III, che rivoluzionò completamente il modo in cui da quel momento in poi sarebbero state condotte le guerre: egli creò il primo esercito professionale al mondo. Lo storico D. Brendan Nagle scrive a riguardo:

L'esercito era una forza combattente integrata composta da fanteria, cavalleria e forze speciali quali frombolieri e arcieri. Fu il primo esercito a combinare sistematicamente tecniche ingegneristiche e tattiche di combattimento. I suoi ingegneri svilupparono continuamente macchine d'assedio, costruirono ponti, scavarono gallerie e perfezionarono i sistemi di rifornimento e comunicazione. L'ampio ricorso alle armi in ferro consentì di schierare sul campo un gran numero di soldati. (49)

Il sovrano Tiglath-Pileser III marciò verso Nord per sconfiggere il regno di Urartu, che ormai da tempo era un potente nemico degli Assiri, nel 743 a.C., circa.

Un esercito professionale

Il sovrano Tiglath-Pileser III decretò che d'ora in poi gli uomini sarebbero stati reclutati e addestrati come soldati di professione e avrebbero prestato servizio nell'esercito a tempo pieno. Incrementò il commercio e la produzione di armi in ferro, l'acquisto di cavalli, nonché la costruzione di carri da guerra e macchine d'assedio.

Una volta che il suo esercito raggiunse la massima efficienza, lo mise all’opera. Nel 743 a.C., circa, marciò verso Nord per sconfiggere il regno di Urartu, che ormai da tempo era un potente nemico degli Assiri. Con Urartu sotto il controllo assiro, nel 741 a.C., circa, marciò quindi verso Ovest, in Siria, e punì il regno di Arpad, alleato di Urartu. Assediò la città per ben tre anni e, quando quest'ultima cadde, la fece distruggere e ne massacrò gli abitanti. I sopravvissuti furono deportati in altre regioni e territori dell'impero assiro.

Campagne belliche come il lungo assedio di Arpad potevano essere condotte solo da un esercito professionale come quello creato da Tiglath-Pileser III e, come osserva lo storico Dubovsky, questa espansione dell’impero assiro non avrebbe potuto avvenire senza "la nuova organizzazione dell’esercito, il miglioramento della logistica e dell'arsenale" e, in particolar modo, l’uso di armi in ferro anziché in bronzo (153). Le armi in ferro potevano essere prodotte in serie per equipaggiare una forza combattente molto più numerosa di quella che in precedenza era possibile schierare sul campo di battaglia e, ovviamente, erano più resistenti rispetto a quelle in bronzo.

Tuttavia, come spiega Dubovsky, "anche se possiamo constatare un miglioramento nell’armamento di Tiglath-Pileser III, in particolar modo nelle macchine d'assedio, le armi da sole non sono mai in grado di vincere una guerra se non vengono impiegate in una strategia militare attentamente pianificata" (153). I brillanti successi in battaglia di Tiglath-Pileser III risiedevano nelle tattiche militari e nella disponibilità a fare tutto ciò che era necessario per raggiungere i propri obiettivi.

Tiglath Pileser III
Tiglath-Pileser III Osama Shukir Muhammed Amin (Copyright)

Aveva inoltre a sua disposizione la forza militare più numerosa, meglio addestrata ed equipaggiata della storia del mondo fino a quel momento. L'accademico Paul Kriwaczek descrive, nel seguente brano, come quell’esercito avrebbe potuto apparire agli occhi di un avversario attorno al 740 a.C.:

Avrebbe visto, al centro della formazione, il corpo principale della fanteria, falangi compatte di lancieri, con le punte delle armi che brillavano al Sole, disposte ciascuna in dieci file da venti ranghi. Si sarebbe meravigliato - e forse avrebbe tremato - di fronte alla disciplina e alla precisione delle loro manovre, in netto contrasto con lo stile relativamente libero degli eserciti precedenti, poiché le riforme avevano introdotto una struttura di comando altamente sviluppata ed efficace. I fanti combattevano in squadre da dieci, ciascuna guidata da un sottufficiale, e raggruppate in compagnie da cinque a venti squadre sotto il comando di un capitano. Erano ben protetti e ancora meglio equipaggiati, poiché l’Assiria schierava i primissimi eserciti: spade in ferro, punte di lancia in ferro, elmi in ferro e persino scaglie di ferro cucite sulle tuniche a mo' di armatura. Le armi in bronzo non potevano competere: questo nuovo materiale, più economico, più duro, meno fragile, poteva essere affilato meglio e manteneva il filo più a lungo. Tuttavia, nel cuore della Mesopotamia settentrionale non si trovano i minerali di ferro, quindi era stato fatto ogni sforzo per porre tutte le fonti vicine di questo metallo sotto il controllo assiro. Anche i lancieri assiri erano più mobili dei loro predecessori. Anziché sandali, ora indossavano quella che fu probabilmente una delle invenzioni militari assire più influenti e durature di tutte: lo stivale militare. In questo caso, gli stivali erano calzature in pelle alte fino al ginocchio, con suola spessa, chiodate e dotate di piastre di ferro inserite per proteggere gli stinchi, il che rese possibile per la prima volta combattere su qualsiasi terreno, per quanto accidentato o bagnato, in montagna o nelle paludi, e in qualsiasi stagione, d’Inverno o d’Estate. Questo fu il primo esercito adatto a tutte le condizioni atmosferiche e a tutte le stagioni. (236)

Inoltre, v’erano arcieri e frombolieri; gli arcieri erano equipaggiati con il nuovo arco composito, in grado di colpire a lunga distanza e al di sopra della fanteria in avanzata, e, in prima linea, le macchine d’assedio delle truppe d’assalto e

... formazioni di carri, piattaforme mobili per il lancio di proiettili, l’equivalente antico dei carri armati. Questi non erano più trainati a passo lento da asini, ma da animali molto più veloci, più grandi e robusti: i cavalli. Ogni carro era trainato da un massimo di quattro di questi animali. (Kriwaczek, 237).

Assyrian Battle Scene
Scena di battaglia assira Osama Shukir Muhammed Amin (Copyright)

Con questo imponente esercito, Tiglath-Pileser III consolidò definitivamente la vasta estensione dell’impero assiro. Nel 736 a.C., circa, il suo impero comprendeva l’intero areale della Mesopotamia e del Levante, un’area che si estendeva dal Golfo Persico fino all’odierno Iran, attraversando il Mar Mediterraneo e scendendo fino ad Israele. Furono proprio questo impero e questo formidabile esercito ad essere lasciati in eredità al figlio minore di Tiglath-Pileser III, Sargon II (722 - 705 a.C., circa), fondatore della dinastia dei Sargonidi e il più grande sovrano dell’Impero Neo-Assiro.

L'esercito neo-assiro e la guerra d'assedio

Sebbene le macchine d'assedio fossero state impiegate già in precedenza nell'impero, fu durante l'età imperiale neo-assira (934 - 610 a.C., circa, oppure 912 - 612 a.C., circa) che ne venne fatto un uso più efficace e frequente. Anglim scrive:

Più di ogni altra cosa, l’esercito assiro eccelleva nella guerra d’assedio ed era probabilmente la prima forza militare a disporre di un corpo separato di genieri … L’assalto era la loro tattica principale contro le città altamente fortificate del Vicino Oriente antico. Svilupparono una grande varietà di metodi per sfondare le mura nemiche: i genieri venivano impiegati per minare le mura o appiccare incendi al di sotto delle porte lignee, mentre venivano erette rampe per consentire agli uomini di scavalcare i bastioni o tentare uno sfondamento nella parte superiore delle mura, dove lo spessore era minore. Le scale mobili permettevano agli assalitori di attraversare i fossati e di attaccare rapidamente qualsiasi punto delle difese. Queste operazioni erano coperte da schiere di arcieri, che costituivano il nucleo della fanteria. Ma l’orgoglio del treno d’assedio assiro erano le sue macchine d’assedio. Si trattava di torri lignee a più piani con quattro ruote ed una torretta in cima ed uno, o talvolta due, arieti alla base. (186)

Le spedizioni militari del sovrano Sargon II furono un esempio di efficienza, brillante applicazione delle tattiche militari, coraggio e spietatezza.

Il sovrano Sargon II utilizzò con efficacia le macchine d'assedio nelle sue campagne belliche ed ampliò l'impero più di qualsiasi altro al trono prima di lui. Il suo regno è considerato l'apice dell'impero assiro e le sue spedizioni militari furono un esempio di efficienza, brillante applicazione delle tattiche militari, coraggio e spietatezza.

L'assedio assiro meglio documentato, tuttavia, fu quello della città di Lachish, condotto da Sennacherib, figlio di Sargon II (705/4 - 681 a.C., circa). Sennacherib, come ogni altro sovrano assiro, era orgoglioso delle proprie conquiste militari e le fece raffigurare in dettaglio nei rilievi che adornavano i corridoi del suo palazzo presso la città capitale, Ninive.

L’assedio di Lachish (701 a.C., circa) ebbe inizio, come spesso accadeva in tali scontri militari, con l’arrivo di inviati assiri che si presentarono alle mura della città per esigere la resa. Alla popolazione venne detto che, se avesse obbedito, sarebbe stata trattata bene, mentre, se avesse opposto resistenza, avrebbe subito il destino comune a tutti coloro venuti prima. Sebbene fosse ben noto che gli Assiri non mostrassero alcuna pietà, i difensori di Lachish scelsero di correre il rischio e di difendere la loro città. Anglim descrive lo svolgimento dell’assedio una volta che gli inviati furono tornati all’accampamento assiro:

La città venne innanzitutto circondata per impedire qualsiasi via di fuga. Successivamente, furono fatti avanzare gli arcieri; al riparo di scudi giganti, ripulirono i merli. Il sovrano ricorse quindi al collaudato metodo assiro di costruire una rampa in terra vicino alle mura urbiche nemiche, ricoprendola di pietre piatte e facendo avanzare una macchina che univa una torre d’assedio ad un ariete. Gli Assiri sferrarono quindi un assalto su due fronti. La torre venne fatta avanzare lungo la rampa e l’ariete fu puntato contro la parte centrale delle mura urbiche nemiche. Gli arcieri sulla torre ripulirono i merli, mentre quelli a terra si avvicinarono alle mura per coprire l’assalto della fanteria con quelle d’assalto. Il combattimento sembra essere stato intenso e l’assalto probabilmente durò diversi giorni, ma alla fine gli Assiri entrarono in città. L’archeologia ha rivelato che il luogo venne saccheggiato e che centinaia di uomini, donne e bambini furono passati a fil di spada. Il rilievo dell’assedio [di Ninive] mostra prigionieri che implorano pietà ai piedi di Sennacherib. Altri meno fortunati, forse i capi della città, sono stati impalati. (190)

Neo-Assyrian Empire
Impero Neo-Assiro Ningyou (Public Domain)

La rampa in terra citata da Anglim è ancora oggi visibile nel sito di Tel Lachish, in Israele. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce numerosi reperti antichi risalenti all’assedio, tra cui un gran quantitativo di punte di freccia sia degli Assiri che dei difensori, resti di armi e oltre 1.500 teschi. Lachish sarebbe servita da monito alle altre città circa l’inutilità di opporre resistenza all’esercito assiro. Anglim scrive che:

Grazie a queste tecniche d'assedio e terrore, alla tecnologia e alla violenza, gli Assiri divennero i padroni incontrastati del Vicino Oriente antico per ben cinque secoli. Al momento della loro caduta, la loro maestria nelle tecniche d'assedio era diffusa in tutta la regione. (188)

Il fatto che la rampa d'assedio di Lachish sia ancora al suo posto a oltre 2.000 anni dalla sua costruzione, mentre la città che contribuì a conquistare è scomparsa da tempo, testimonia l'abilità degli ingegneri assiri che la realizzarono.

Il figlio e successore di Sennacherib, il sovrano Esarhaddon (681 - 669 a.C., circa), avrebbe adottato le stesse tattiche del padre, così come avrebbe fatto suo figlio, Assurbanipal (668 - 627 a.C., circa), l’ultimo grande sovrano dell’impero assiro, che ottenne un tale successo in battaglia da ridurre in rovina l’intero Elam nel 647 a.C., circa. La storica Susan Wise Bauer scrive che: "Le città elamite furono incendiate. I templi e i palazzi di Susa furono saccheggiati. Per il solo motivo della vendetta, Assurbanipal ordinò che le tombe reali fossero aperte e che le ossa dei re fossero portate via in esilio" (414). Quando saccheggiò e distrusse la città di Susa, lasciò sul posto una tavoletta che riportava il suo trionfo sugli Elamiti:

Ho conquistato Susa, la grande città santa, dimora dei loro dèi, sede dei loro misteri. Sono entrato nei suoi palazzi, ho aperto i tesori dov'erano accumulati argento e oro, beni e ricchezze ... Ho distrutto la ziqqurat di Susa. Ne ho frantumato le lucenti corna in rame. Ho ridotto in polvere i templi dell'Elam; i loro dèi e le loro dee li ho dispersi ai quattro venti. Ho devastato le tombe dei loro re antichi e recenti, le ho esposte al Sole e ho portato via le loro ossa verso la terra di Aššur. Ho devastato le province dell'Elam e sulle loro terre ho seminato sale.

Qualsiasi elamita che potesse vantare anche la più minima pretesa al trono veniva tempestivamente riportato a Ninive come schiavo. In linea con la politica assira, Assurbanipal trasferì quindi un numero enorme di abitanti in tutta la regione, lasciando le città deserte e i campi incolti. Bauer scrive:

Assurbanipal non ricostruì il paese dopo la sua devastazione. Non nominò alcun governatore, non ripopolò nessuna delle città devastate, non fece alcun tentativo di trasformare questa nuova provincia d'Assiria in qualcosa di più che una landa desolata. L’Elam giaceva esposto e indifeso. (414)

Ciò si sarebbe poi rivelato un errore, poiché i Persiani conquistarono gradualmente il territorio che un tempo era stato l’Elam e procedettero a ricostruirne e fortificarne le città. Col tempo, avrebbero contribuito a rovesciare l’impero assiro.

I figli di Assurbanipal, Aššur-etil-Ilani e Sîn-šar-iškun, non ereditarono le sue doti militari né politiche e, già prima della sua morte, erano in lotta tra loro per il controllo dell’impero. Dopo la sua morte, avvenuta nel 627 a.C., circa, la loro guerra civile prosciugò le risorse dell’impero e offrì alle regioni sotto il controllo assiro l’opportunità di liberarsi.

Mentre i principi lottavano per il controllo dell’impero, proprio quell’impero stava sfuggendo loro di mano. Il dominio dell’impero assiro era considerato eccessivamente severo da parte dei suoi sudditi, nonostante i progressi e i lussi che l’essere cittadini assiri potesse comportare, e gli ex stati vassalli insorsero in un'ennesima rivolta.

Senza un sovrano forte al trono e con un impero ormai estremamente esteso, non c’era modo di impedirne la disgregazione. L’intera regione finì per ribellarsi e le grandi città assire, come Aššur, Kalḫu (Nimrud) e Ninive, vennero saccheggiate ed incendiate dai Medi, dai Persiani, dai Babilonesi e da altri popoli. I documenti storici degli Assiri e la cospicua Biblioteca di tavolette in argilla di Assurbanipal a Ninive, che documentavano i loro progressi in medicina, letteratura, religione e conoscenze scientifiche e astronomiche, rimasero sepolti sotto le mura in rovina delle loro città; tuttavia, la loro tecnologia e le loro tattiche militari avevano lasciato un’impronta indelebile sulle civiltà e sulle culture che un tempo avevano conquistato.

Questa innovazione tecnologica ed il loro modello militare furono adottati dagli eserciti di coloro che li succedettero. In seguito, la potenza militare e le tattiche dell'impero romano, comprese le macchine d’assedio e il massacro sistematico di coloro che opponevano resistenza al rispettivo dominio, non fecero altro che sviluppare il modello di guerra che gli Assiri avevano già creato ancora secoli prima.

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Mark, J. J. (2026, luglio 01). L'Arte della Guerra in Assiria. (E. Mion, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-12928/larte-della-guerra-in-assiria/

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Mark, Joshua J.. "L'Arte della Guerra in Assiria." Tradotto da Elisa Mion. World History Encyclopedia, luglio 01, 2026. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-12928/larte-della-guerra-in-assiria/.

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Mark, Joshua J.. "L'Arte della Guerra in Assiria." Tradotto da Elisa Mion. World History Encyclopedia, 01 lug 2026, https://www.worldhistory.org/trans/it/1-12928/larte-della-guerra-in-assiria/.

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