Ruolo di Cesarea Marittima nel commercio del Mediterraneo

Patrick Scott Smith, M. A.
da , tradotto da Giuseppe E. Bertagna
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Cesarea Marittima era situata sulla costa orientale del Mar Mediterraneo. Costruita da zero nel 22-10 a.C. dal re cliente di Roma, Erode il Grande (ca. 37-4 a.C.), la sua posizione rispetto al traffico marittimo e la vicinanza alle rotte commerciali storiche indicano un piano mirato a ottenere entrate, rendendo Cesarea una porta commerciale verso l'Occidente.

Roman Harbor Scene
Scena di un porto romano Carole Raddato (CC BY-SA)

Principali attori

Il contesto dell'esistenza di Cesarea risiede nella rivalità tra Roma e Partia: il più destro concorrente di Roma. Con la sconfitta nella battaglia di Carre nel 53 a.C. e la ritirata dalla Media nel 36 a.C., il fallimento nel conquistare le redditizie rotte settentrionali della seta dei Parti attraverso la Mesopotamia spinse Roma a chiedere la pace nel 20 a.C. Di conseguenza, gli sforzi di Roma per consolidare il proprio dominio sul Mar Mediterraneo e sul Vicino Oriente assunsero un carattere commerciale. Nel tentativo di controllare le redditizie rotte commerciali sud-est/ovest attraverso l'Arabia e il Mar Rosso, Cesarea avrebbe fatto da trampolino di lancio. Come snodo fondamentale della rete commerciale orientale dell'antica Roma, Cesarea era collegata nei primi secoli del primo millennio con Gaza, Petra, Sidone, Tiro, Alessandria e città come Bosra. Più lontani erano i centri commerciali di Antiochia e Patara.

Nella traiettoria diretta di Cesarea si trovavano le importanti città di Gaza, Petra e Bosra.

In quanto importante centro commerciale delle zone settentrionali del Mediterraneo, Antiochia beneficiava della sua posizione all'estremità occidentale della Via della Seta della Mesopotamia. Oltre a essere un importante centro di produzione di vino e olio d'oliva e di follatura dei prodotti tessili, Antiochia svolse un ruolo fondamentale nella distribuzione della seta proveniente dalla Cina, del lapislazzuli dall'antico Afghanistan, dei coloranti dal Levante e della seta tessuta da Damasco.

A ovest di Antiochia, sulla costa meridionale dell'Anatolia (l'odierna Turchia), sorgeva la città costiera di Patara, che forniva servizi di esportazione. Poiché le testimonianze della tradizionale produzione agricola e dell'allevamento in Anatolia risalgono ai primi secoli del II millennio a.C., la produzione di rame, oro, argento, ferro e piombo in Anatolia fu documentata da Plinio e Strabone. Come aggiunge James Muhly:

L'Anatolia è una terra ricca di risorse naturali, tra cui giacimenti minerari e foreste rigogliose, i due elementi necessari per una grande industria metallurgica. Calcoli recenti forniscono le seguenti cifre: 415 grandi zone ricche di rame, oltre 136 complessi giacimenti di minerale di piombo-zinco-rame e quasi 200 giacimenti di argento-piombo, oltre a numerosi giacimenti di oro, zinco, antimonio, arsenico e ferro. (858-59)

Indagini moderne confermano inoltre che, dal 3000 a.C. al periodo ottomano, l'Anatolia era un importante produttore di rame e forse anche di stagno, ingredienti essenziali per la produzione del bronzo.

Poi, condividendo la costa orientale del Mediterraneo, ci sono le due città-stato fenicie di Sidone e Tiro. Poiché Cesarea fu costruita sulle rovine della Torre di Stratone, che prendeva il nome dal re Stratone I (365-352 a.C.) di Sidone, Strabone riferisce che aveva una propria "stazione per le navi" (16.2.27). Con la sua posizione al centro delle rotte commerciali e marittime a nord di Alessandria e a 120 km tra Gaza e Sidone, la Torre di Stratone riflette l'importanza commerciale di Sidone. Un tempo fornitrice di navi e merci per la Persia, Sidone era anche un importante produttore di beni di lusso come vetro, coloranti e abiti ricamati. Appena a sud di Sidone, anche l'isola di Tiro costituiva un centro commerciale molto importante. Oltre al suo famoso tessuto tinto di viola, secondo il racconto biblico in 1 Re 7:13-45, Salomone chiese aiuto a Tiro per fabbricare e fornire prodotti rifiniti in bronzo per il tempio.

Map of the Roman Rule in the Levant, c. 200 CE
Mappa della tetrarchia erodiana nel Levante, 200 d.C. circa Simeon Netchev (CC BY-NC-ND)

Sebbene la loro influenza commerciale fosse diminuita con il controllo della costa fenicia da parte dell'impero seleucide (312-63 a.C.) e successivamente dei Romani, Sidone e Tiro continuarono a svolgere un ruolo importante nella rete commerciale del Mediterraneo orientale. Al contrario, mentre Tiro e Sidone erano note per i loro prodotti, a ovest del Nilo, sulla costa settentrionale dell'Africa, Alessandria spediva merci dall'Egitto. Oltre alla produzione e all'esportazione di tessuti e papiri, con Roma come principale consumatore, l'Egitto spediva comunemente i suoi prodotti oleosi e cerealicoli a bordo delle famose navi alessandrine. Una di queste navi, la Isis, descritta da Luciano, aveva una lunghezza di 55 metri e una larghezza di 14 metri; con una profondità della stiva di 13,5 metri, poteva trasportare 1200 tonnellate di prodotti.

Infine, nell'orbita diretta di Cesarea si trovavano le importanti città di Gaza, Petra e Bosra. Gaza fungeva da canale di accesso ai mercati occidentali, ricevendo merci dall'Africa, dall'Arabia, dall'India e dall'Indonesia, tra cui le più redditizie erano probabilmente il pepe e l'incenso. Gaza fu una delle prime città a passare sotto il controllo diretto di Cesarea quando Augusto (ca. dal 31 a.C. al 14 d.C.) la concesse a Erode nel 30 a.C. Tuttavia, poiché i nabatei di Petra erano importanti commercianti e intermediari per le merci provenienti dall'Oriente attraverso l'Arabia e il Mar Rosso tramite il loro porto di Leuce, l'interesse romano per Gaza, Petra e i collegamenti con il Mar Rosso sarebbe stato pienamente realizzato quando l' imperatore romano Traiano (ca. 98-117 d.C.) annesse il regno nabateo come Provincia Arabia nel 106 d.C. Inoltre, tra le principali città consumatrici nell'area regionale di Cesarea figurano Gerusalemme, Samaria e Bosra. Per Roma – forse per eliminare gli intermediari nabatei – l'importanza commerciale di Bosra sarebbe aumentata quando in seguito avrebbe soppiantato Petra come centro commerciale della regione per diventare la capitale romana dell'Arabia, dopodiché fu rapidamente costruita una strada per collegare Bosra al Mar Rosso.

Una città costruita per il commercio

Grazie ai collegamenti con i principali attori commerciali, il centro commerciale forse più importante per Roma nel Mediterraneo orientale era la città portuale di Cesarea Marittima. Mentre normalmente pensiamo alla crescita delle città in termini di espansione e sviluppo incrementali, l'aspetto rimarchevole di Cesarea è che la città fu costruita pronta per essere abitata come parte del programma edilizio di Erode il Grande. L'infrastruttura di Cesarea Marittima comprendeva strade lastricate, acquedotti, un tempio, palazzi, un anfiteatro, un teatro e, fondamentale per lo scopo della città, un porto colossale. Tuttavia, sebbene Erode avesse costruito il complesso urbano/portuale, Roma prese subito provvedimenti per assumerne il controllo. Come sottolineano Barbara Burrell et al., nel 6 d.C., dopo la morte di Erode , il suo palazzo «divenne la residenza ufficiale del governatore romano, e il suo regno divenne una provincia romana, con Cesarea come porto principale e capitale amministrativa» (56). Inoltre, la presenza a lungo termine di Roma è riconoscibile dal recente ritrovamento nel palazzo di "due piedistalli a forma di colonna con iscrizioni in onore di quattro procuratori romani risalenti al II secolo e all'inizio del IV secolo d.C." (Netzer, 112).

Caesarea Maritima
Cesarea Marittima DerHexer (CC BY-SA)

Quindi, adiacente a Cesarea, poiché il commercio tra le nazioni costiere del Mediterraneo avveniva principalmente via mare, il porto di Erode costituiva un braccio essenziale al servizio della città. Inoltre, sebbene la città fosse stata costruita per servire gli interessi commerciali di Roma, essa serviva anche agli interessi militari della città; di conseguenza, il porto artificiale, senza baia naturale o promontorio su cui costruire, fu costruito come una fortezza sul mare. Sostenendo una sovrastruttura di torri, cortine murarie e merli, utilizzando blocchi del peso fino a 50 tonnellate, i suoi frangiflutti (moli) erano disposti su un percorso circolare per mitigare l'erosione. In linea con la descrizione di Flavio Giuseppe del porto come un "rifugio circolare" (Antichità, 15.9.6) con due moli larghi 30,5 metri, il braccio meridionale si estendeva per 305 metri a ovest verso il mare, curvando poi verso nord per 488 metri. Anche il molo settentrionale si estendeva per 305 metri a ovest. Entrambi i bracci terminavano all'ingresso nord-occidentale del porto, largo 18 metri. Con una superficie di quasi 40 acri d'acqua; in confronto, il porto di medie dimensioni Leptis Magna, ampliato da Settimo Severio (ca. 193-211 d.C.) alla fine del II secolo d.C., occupava una superficie di 25 acri. Il porto fu quindi sicuramente costruito per ricevere merci di massa. Imbarcazioni di ogni tipo e dimensione solcavano il porto: dalle navi da guerra alle enormi navi granarie e alle grandi navi per il trasporto di pietre e vino, fino alle più piccole galee mercantili.

Relazioni

Poiché nell'antichità i viaggiatori comuni viaggiavano su navi mercantili, il racconto del Nuovo Testamento sulla parte marittima dei viaggi dell'apostolo Paolo aiuta a identificare alcuni dei principali snodi e rotte commerciali del Mediterraneo e i collegamenti di Cesarea con essi.

Nel contesto in cui la Siria e l'Anatolia erano dominate da Roma nel 63 a.C., durante la prima tappa del suo primo viaggio in Asia, Paolo si imbarcò su una nave carica di merci proveniente da Antiochia e diretta a ovest verso la costa meridionale dell'Anatolia. Al contrario, nell'ultima tappa del suo terzo viaggio, Paolo avrebbe lasciato Patara, anch'essa sulla costa meridionale dell'Anatolia, per recarsi a Cesarea. Di conseguenza, poiché l'Anatolia provvedeva al proprio fabbisogno agricolo e riceveva beni di lusso da Antiochia, con l'appetito agrario del Mediterraneo sud-orientale soddisfatto grazie ad Alessandria, le merci caricate a Patara per Cesarea erano, data la prodigiosa produzione di metalli dell'Anatolia, probabilmente di natura metallica e spedite sotto forma di lingotti. Una volta che la nave proveniente da Patara raggiungeva la costa fenicia, segno di successive operazioni di manutenzione, la sua prima tappa era Tiro, seguita da Tolemaide, prima della distribuzione finale a Cesarea. Poiché Tiro era nota anche per i suoi prodotti metallici raffinati e "Cesarea aveva una licenza da Roma per coniare monete di bronzo che venivano utilizzate come mezzo di scambio nell'economia in rapido sviluppo della zona", tale domanda di questo tipo di produzione suggerisce nuovamente un carico di metalli proveniente dall'Anatolia (Bull, 27).

Map of the Journeys of Paul the Apostle, c. 46-63 CE
Mappa dei viaggi dell'apostolo Paolo, 46-63 d.C. circa Simeon Netchev (CC BY-NC-ND)

Infine, riflettendo anche il ruolo più ampio di Cesarea nel commercio mediterraneo, quando lasciò Cesarea nel suo ultimo viaggio come prigioniero diretto a Roma, Paolo si imbarcò su una nave di Adramìttio proveniente dall'Anatolia occidentale e diretta a Mira, sulla costa meridionale dell'Anatolia. Dopo aver lasciato Cesarea, la nave fece scalo a Sidone, poco più a nord sulla rotta verso Mira, un centro di stoccaggio del grano, il che indica che probabilmente aggiunse i prodotti di Sidone alle merci che già trasportava, forse avorio o gusci di tartaruga dall'Africa, papiro dall'Egitto o spezie e incenso dall'Oriente. A Mira, Paolo sarebbe stato trasferito su una nave alessandrina, carica di grano, diretta a Roma.

Per quanto riguarda Gaza, Petra e Bosra, Cesarea non solo possedeva i mercati di Gaza e collaborava con Alessandria, ma controllava anche i flussi commerciali provenienti da Petra grazie alla sua posizione lungo la rotta verso Gaza. Come sottolinea Gary Young, l'incenso veniva infatti trasportato da Petra a Gaza via terra. Grazie al controllo di Gaza, con i suoi mercati diversificati, Cesarea era in grado di dominare non solo il commercio marittimo, ma anche quello terrestre verso le città consumatrici dell'entroterra, come Bosra. Nel caso di Bosra, dove era di stanza la Legio III Cyrenaica, nell'ambito del programma di Augusto di colonizzare l'impero romano con i veterani dell'esercito romano, era logico che il personale in pensione si stabilisse lì dopo anni di interazioni personali e commerciali all'interno del proprio ambiente geografico. Come già detto, l'importanza di Bosra per Roma è dimostrata dal fatto che essa soppiantò Petra come capitale dell'Arabia romana.

Una posizione strategica

Nel periodo intorno al 200 a.C., perle, gemme, gusci di tartaruga e seta venivano trasportati dalla Cina verso ovest dai mercanti indiani. Il nardo, il costus, la cannella, lo zenzero e il pepe arrivarono tutti nel Mediterraneo attraverso la rotta carovaniera terrestre che attraversava l'India nord-occidentale, l'Afghanistan e l'Iran fino a Seleucia, vicino all'odierna Baghdad, dove seguiva le rotte lungo il Tigri e l'Eufrate fino alla Mesopotamia settentrionale, che l'impero partico (dal 247 a.C. al 224 d.C.) arrivò a controllare. Da lì, però, si distribuiva in tre direzioni: a sud verso i porti di Tiro e Sidone, a ovest verso Antiochia, oppure verso l'Asia Minore per raggiungere il mare a Efeso. Una seconda rotta prevedeva il carico delle navi nei porti nord-occidentali dell'India, che costeggiavano la costa occidentale e poi risalivano il Golfo Persico per scaricare la merce alla sua estremità. Da lì, i cammelli trasportavano la merce fino a Seleucia. Una terza rotta era interamente marittima: le navi partivano dai porti nord-occidentali dell'India alla volta delle coste meridionali dell'Arabia, dove venivano scaricate su imbarcazioni greche che le trasportavano attraverso il Mar Rosso fino all'Egitto. Lì venivano venduti, lavorati e poi spediti da Alessandria in tutte le zone del Mediterraneo.

Durante il primo periodo augusteo, si registrò un drastico aumento dei prodotti orientali che giungevano a Roma dall'Occidente.

Durante il primo periodo augusteo, si registrò un drastico aumento dei prodotti orientali che giungevano a Roma dall'Occidente: seta, cotone decorato, conchiglie, gusci di tartaruga, corallo, avorio, nardo, aloe, incenso, mirra e spezie come pepe, cannella e cassia. Inoltre, anche le merci provenienti dalla Cina meridionale raggiungevano l'Occidente attraverso il Mar Rosso. Come afferma Roberta Tomber, «Nella complessa rete di regioni, è stato il Mar Rosso a fungere da canale di transito per le merci provenienti dall'Oriente verso l'impero romano ». (57). Era proprio questo mercato redditizio che Roma voleva conquistare. Oltre alle prove della presenza nabatea nella città portuale romana di Pozzuoli nel 2003, su una delle isole Farasan all'estremità meridionale del Mar Rosso, gli archeologi hanno trovato un'iscrizione dedicata all'imperatore Antonino Pio (ca. 138-161 d.C.), che menziona la Legio II Traiana Fortis, una legione creata da Traiano. Sebbene sia probabile che la presenza romana nell'arcipelago di Farasan fosse un distaccamento della legione principale in Egitto, questo ritrovamento testimonia il continuo interesse romano e la possibile espansione nel Mar Rosso:

Traiano diede inizio a un periodo di espansione romana nel Mar Rosso che ebbe importanti conseguenze commerciali. Questa politica fu perseguita con coerenza anche dai suoi successori, raggiungendo probabilmente il suo apice sotto Marco Aurelio; ha fornito il contesto giusto per l'espansione commerciale romana in Oriente. (Nappo, 71)

Di conseguenza, nel loro desiderio di ampliare la propria rete commerciale nel Vicino Oriente, pur limitata alle rotte commerciali sud-est/ovest, mentre Roma cercava di controllare i mercati egiziani e africani e le importantissime rotte commerciali attraverso l'Arabia e il Mar Rosso, Cesarea era in una posizione ideale per diventare una porta d'accesso verso l'Occidente.

Port Scene, Fresco from Stabiae
Scena portuale, affresco proveniente da Stabia Unknown (Public Domain)

Situata sulla costa orientale del Mediterraneo, tra l'Egitto a sud e le città portuali fenicie di Tiro e Sidone a nord, la posizione strategica di Cesarea rispetto al traffico commerciale rivela un progetto mirato a ottenere profitti. In primo luogo, trovandosi sulla costa, appena a sud di Tiro, Cesarea aveva ora accesso alle rotte carovaniere che collegavano nord e sud tra Tiro e l'Egitto. Poi, quando le merci provenienti dall'Egitto e dall'Africa venivano trasportate via mare lungo la costa orientale verso nord per essere distribuite in tutto il Mediterraneo, l'ampio porto di Cesarea era comodo per le navi che salpavano da Alessandria in direzione nord. Infine, con il controllo di Roma sul Mar Arabico e sul Mar Rosso e, come già menzionato, il controllo di Cesarea su Petra e la proprietà di Gaza, Cesarea aveva ora accesso ai prodotti che Gaza riceveva dall'Oriente e ai prodotti dell'Arabia meridionale, come il redditizio incenso trasportato dai cammelli da Petra a Gaza.

Conclusione: Non tutte le strade portano a Roma

Sebbene le prove stiano rivelino un ampio sviluppo commerciale in tutto il Mediterraneo all'inizio del primo millennio e sebbene Roma fosse ancora il principale polo di attrazione per l'attività commerciale all'interno dell'impero, esistono importanti eccezioni. Da un lato, i legionari romani e gli ausiliari erano di stanza in tutto il Mediterraneo e consumavano cibo e beni materiali. Quindi, con 300'000 veterani a cui affidare una terra, Augusto fondò 75 colonie. 28 in Italia, mentre le altre nella Gallia romana, in Spagna, Grecia, Africa, Macedonia, Siria e Anatolia.

Tutti questi insediamenti, generalmente di piccole dimensioni – solitamente un paio di migliaia di veterani, che potevano arrivare a formare una città di 10-15'000 abitanti – contribuirono all'urbanizzazione e alla romanizzazione dell'impero. ... Man mano che le colonie si consolidavano, svilupparono un orgoglio competitivo di identificazione romana le aristocrazie locali gareggiavano per diventare romane nell'abbigliamento, nelle azioni e nel nome. (Rodgers, 86-87)

Nel caso di Bosra, questo paradigma di crescita coloniale è indicato nell'Est con la stazione della Legio III Cyrenaica di Bosra e la promozione a capitale dell'Arabia romana con il nome di Colonia Bosra. Inoltre, mentre la raffinazione e la rielaborazione dei prodotti orientali in Italia è nota, come menziona Young:

È probabile che molti dei beni che sono stati infine acquistati per il consumo a Roma o in altri mercati dell'impero abbiano subito una forma simile di rielaborazione dopo il loro arrivo in Oriente. È molto importante tenerlo presente, poiché implica che la maggior parte del denaro speso per le merci potrebbe benissimo essere andate non ai commercianti stranieri o agli "intermediari", ma piuttosto a coloro che commerciavano e rielaboravano le merci all'interno dello stesso impero. Una volta sottoposti a questa lavorazione, questi beni venivano poi trasportati al punto vendita finale, che poteva trovarsi in qualsiasi luogo all'interno dell'impero stesso. (23)

Pertanto, non tutti i prodotti sfusi o rielaborati venivano trasportati a ovest verso Roma, ma venivano fabbricati e commercializzati in tutte le direzioni. Cesarea avrebbe avuto un ruolo importante in questo, diventando così un vivace centro commerciale e, come nel caso della zecca, anche un centro di rielaborazione. Senza dubbio, Cesarea inizialmente aveva in programma di servire una vasta area, e non tutto l'avorio, il guscio di tartaruga, l'olio, il grano, i tessuti e il papiro provenienti dall'Africa e dall'Egitto o i lucrosi beni provenienti dall'Oriente sarebbero finiti a Roma. Oltre alle merci destinate al personale militare in servizio e in pensione in tutto il Mediterraneo, quando le province romane orientali cominciarono a rispecchiare Roma nella struttura e nei gusti, aumentò il consumo delle stesse merci. Inoltre, lo scarico delle merci provenienti da Patara a Tiro e Cesarea per la distribuzione nella regione del Mediterraneo orientale dimostra che il flusso commerciale non era limitato alle merci provenienti dall'Oriente, dall'Africa e dall'Egitto che si spostavano verso nord e verso ovest, ma era bidirezionale. Di conseguenza, anche se Cesarea inviava e riceveva attivamente merci dall'Anatolia, quando la regione del Mediterraneo orientale iniziò a sviluppare una propria rete commerciale, Cesarea era in grado di interagire con essa in modo significativo, implementando così una rete commerciale per Roma che iniziò a muoversi in tutte le direzioni.

Bibliografia

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Info traduttore

Giuseppe E. Bertagna
Titolare dell'agenzia di traduzioni GEB Traduzioni, che fornisce servizi di localizzazione e traduzione in diverse lingue.

Info autore

Patrick Scott Smith, M. A.
Patrick Smith, MA, ha presentato ricerche per l'American Schools of Oriental Research e la Missouri Academy of Science. Come scrittore per l'Associazione per lo Studio scientifico della Religione ha vinto nel 2015 il Frank Forwood Award per l'Eccellenza nella Ricerca.

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A., P. S. S. M. (2026, gennaio 26). Ruolo di Cesarea Marittima nel commercio del Mediterraneo. (G. E. Bertagna, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-2575/ruolo-di-cesarea-marittima-nel-commercio-del-medit/

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A., Patrick Scott Smith, M.. "Ruolo di Cesarea Marittima nel commercio del Mediterraneo." Tradotto da Giuseppe E. Bertagna. World History Encyclopedia, gennaio 26, 2026. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-2575/ruolo-di-cesarea-marittima-nel-commercio-del-medit/.

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A., Patrick Scott Smith, M.. "Ruolo di Cesarea Marittima nel commercio del Mediterraneo." Tradotto da Giuseppe E. Bertagna. World History Encyclopedia, 26 gen 2026, https://www.worldhistory.org/trans/it/2-2575/ruolo-di-cesarea-marittima-nel-commercio-del-medit/.

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