Thutmose III nella battaglia di Meghiddo

Joshua J. Mark
di , tradotto da Giuseppe E. Bertagna
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L'antico sito di Meghiddo è stato teatro di numerose battaglie nell'antichità ed è noto soprattutto per aver dato origine al termine Armaghedòn, la traduzione greca dell'ebraico Har-Meghiddòn ('Monte di Meghiddo') contenuta nel libro biblico di Rivelazione 16:16; ed è anche questa l'unica occasione in cui compare questo termine nella Bibbia e indica il luogo della battaglia finale tra le forze del Dio cristiano e quelle del suo avversario Satana. Tuttavia Meghiddo è citata almeno 12 volte nelle Scritture ebraiche (l'Antico Testamento) in relazione a una serie di conflitti militari tra gli israeliti e vari avversari.

Aerial View of Megiddo
Veduta aerea di Meghiddo Photo Gallery Israeli Ministry of Tourism (CC BY-ND)

Ad ogni modo, molto prima che gli scribi ebrei descrivessero queste battaglie, Meghiddo era già famosa per uno scontro che aveva visto coinvolta una coalizione di re provenienti da Canaan e dalla Siria, in rivolta contro il faraone Thutmose III (1458-1425 a.C.) d'Egitto. Thutmose III fu uno dei più grandi strateghi militari dell'antico Egitto, che ampliò i confini del paese per fondare l'impero egizio e elevò la sua nazione al rango di superpotenza. Sebbene le regioni che divennero province egiziane prosperassero in queste circostanze, continuavano comunque a cercare occasioni per affermare la propria indipendenza e riconquistare la propria autonomia.

L'impero egiziano fu fondato da Ahmose I (circa 1570-1544 a.C.), la cui vittoria sugli hyksos del Basso Egitto segna l'inizio del periodo noto come Nuovo Regno d'Egitto (1570 ca. - 1069 ca. a.C.), e ogni faraone che gli succedette mantenne o ampliò i confini. Thutmose III, tuttavia, sarebbe andato oltre chiunque altro. In vent'anni condusse 17 campagne militari coronate da successo, immortalate sulle pareti del tempio di Amon a Karnak, ma il resoconto più dettagliato riguarda la sua prima e più famosa campagna, quella di Meghiddo.

Contesto della battaglia

Thutmose III era il figlio e successore di Thutmose II (1492-1479 a.C.), ma quando suo padre morì aveva solo tre anni e quindi la sua matrigna, Hatshepsut (1479-1458 a.C.), assunse il trono in qualità di reggente. Poco dopo aver assunto questa carica, tuttavia, Hatshepsut ruppe con la tradizione e prese il potere. Thutmose III trascorse la sua giovinezza alla corte di Tebe, dedicandosi all'addestramento militare e seguendo il tipo di istruzione prevista per un principe del Nuovo Regno.

Dopo i suoi primi anni di regno nella funzione di faraone, Hatshepsut non organizzò alcuna campagna militare di rilievo, ma mantenne le sue forze armate al massimo livello di efficienza e, quando Thutmose III dimostrò d’esserne all'altezza, lo nominò comandante delle sue truppe. Fu una delle regine più potenti, intraprendenti ed efficienti della storia dell'Egitto e, alla sua morte, lasciò a Thutmose III un paese prospero con un esercito ben organizzato e altamente addestrato.

Thutmose III
Thutmose III Tjflex2 (CC BY-NC-ND)

Hatshepsut aveva mantenuto l'impero in equilibrio per l'intera durata del suo regno, ma alla sua morte i re di Meghiddo e Càdes si ribellarono contro il suo successore, che a quanto pare ritenevano debole. In realtà, nel mondo antico era piuttosto comune che gli stati vassalli si ribellassero contro un nuovo sovrano per approfittare del passaggio di potere e conquistare la propria indipendenza. È possibile, infatti, che Hatshepsut avesse previsto tutto ciò, dato che sembrano esserci alcune prove secondo cui la prima campagna militare di Thutmose III sarebbe stata commissionata da lei; tale ipotesi è tuttavia contestata. L'alleanza tra i cananei di Meghiddo e i siriani di Càdes attirò altre popolazioni scontente del dominio egiziano, che radunarono le loro forze alle porte della città di Meghiddo tra la fine del 1458 e l'inizio del 1457 a.C.

La battaglia di Meghiddo

Thutmose III non perse tempo: mobilitò le sue truppe e marciò da Tebe verso la città. L'esercito percorse 240 chilometri in 10 giorni e si fermò a Gaza per riposarsi, prima di proseguire verso la città di Yehem, dove Thutmose III si fermò per consultarsi con i suoi alti ufficiali. C'erano tre strade che potevano percorrere dalla vicina città di Aruna per raggiungere Meghiddo: un passo stretto che avrebbe costretto l'esercito a marciare in fila indiana e altre due strade più larghe che avrebbero consentito uno spostamento più rapido e agevole. I generali sostenevano di avere informazioni secondo cui il nemico li stava aspettando alla fine dello stretto valico e che, inoltre, l'avanzata sarebbe stata lenta e difficile, con l'avanguardia che avrebbe raggiunto il luogo dello scontro mentre la retroguardia era ancora in marcia.

Thutmose III ascoltò i loro consigli, ma non era d'accordo con le loro argomentazioni. Secondo il resoconto della battaglia redatto dal suo scriba militare Tjaneni, Thutmose III si rivolse ai suoi comandanti dicendo:

Giuro, per quanto Ra mi ami, per quanto mio padre Amon mi favorisca, per quanto le mie narici siano rinvigorite dalla vita e dalla soddisfazione, che la mia maestà procederà lungo questa via di Aruna! Chi di voi lo desidera, percorra quelle strade di cui parlate; chi di voi lo desidera, segua la mia maestà! 'Ecco', diranno questi nemici che Ra detesta, 'sua maestà ha forse imboccato un'altra strada perché ha avuto paura di noi?' – Così diranno. (Pritchard, 177)

I generali si adeguarono immediatamente alla sua decisione, dopodiché Thutmose III si rivolse al suo esercito. Li esortò a marciare rapidamente lungo la stretta strada e assicurò loro che avrebbe guidato lui stesso le truppe in prima linea, dicendo: "Non permetterò che il mio esercito vittorioso preceda la mia maestà in questo luogo!" (Pritchard, 177). I carri e i carri da trasporto furono smontati e trasportati, mentre gli uomini conducevano i cavalli in fila indiana attraverso il passo per sbucare nella valle di Qina, nei pressi di Meghiddo.

Megiddo
Meghiddo albedo20 (CC BY-NC-ND)

Non trovarono alcun nemico ad attenderli; anzi, la coalizione aveva ipotizzato che Thutmose III avrebbe scelto una delle due vie più agevoli e aveva dispiegato truppe pronte a difendere entrambe le posizioni. La decisione di Thutmose III di scegliere la via più difficile gli garantì il vantaggio dell'effetto sorpresa. Non poteva però attaccare immediatamente, poiché la maggior parte del suo esercito era ancora dispiegata lungo il passo dell'Aruna. Ci sarebbero volute più di sette ore di marcia alla retroguardia per raggiungere il proprio re.

Thutmose III ordinò alle truppe di riposarsi e rifocillarsi nei pressi del torrente Qina. Per tutta la notte, ricevette personalmente i rapporti delle sentinelle e impartì gli ordini relativi al rifornimento delle truppe e alla loro disposizione in campo di battaglia per il giorno seguente. Schierò il suo esercito in modo che l'ala meridionale si trovasse su una collina sopra il torrente Qina e l'ala settentrionale su un'altura a nord-ovest di Meghiddo; il re avrebbe comandato personalmente l'attacco e avrebbe guidato le truppe dal centro. Il racconto di Tjaneni recita:

Sua Maestà partì su un carro d’oro finissimo, adornato con le sue armature da battaglia, simile a Horus, il Potente di Braccio, un signore dell’azione come Montu, il Tebano, mentre suo padre Amon gli rafforzava le braccia… Allora Sua Maestà prevalse su di loro alla testa del suo esercito. [i nemici] videro che Sua Maestà aveva il sopravvento su di loro e fuggirono a perdifiato verso Meghiddo, con i volti stravolti dalla paura. Abbandonarono i loro cavalli e i loro carri d’oro e d’argento, affinché qualcuno potesse trascinarli in questa città afferrandoli per le vesti. La gente aveva chiuso le porte della città per non farli entrare, ma calò delle vesti per tirarli su all'interno della città. (Pritchard, 179)

Il rapporto di Tjaneni sottolinea che, se l'esercito avesse inseguito il nemico in fuga attraverso il campo e lo avesse annientato mentre fuggiva, la battaglia si sarebbe conclusa in modo decisivo quel giorno stesso. Al contrario, i soldati «si dedicarono anima e corpo alla conquista dei beni del nemico» sul campo di battaglia e permisero agli avversari non solo di raggiungere il rifugio della città, ma anche di organizzare le difese (Pritchard, 179). Thutmose III ordinò che venisse scavato un fossato attorno a Meghiddo e che attorno al fossato venisse eretta una palizzata. A nessuno proveniente dall'interno della città era permesso uscire, se non per arrendersi o se convocato da un ufficiale egiziano per negoziare.

L'assedio durò almeno sette, forse otto mesi, prima che i capi della coalizione consegnassero la città. Thutmose III offrì condizioni molto generose, che equivalevano a una promessa da parte dei suoi avversari di non inscenare un'altra ribellione contro l'Egitto; Nessuno dei capi fu giustiziato e la città rimase intatta. Thutmose III destituì effettivamente i capi della rivolta dalle loro cariche e nominò al loro posto nuovi funzionari fedeli all'Egitto. Portò inoltre i loro figli in Egitto come ostaggi, per assicurarsi che si comportassero bene. Per quanto possa sembrare crudele, gli ostaggi erano ben accuditi e continuavano a vivere con lo stesso tenore di vita a cui erano abituati. I bambini venivano educati alla cultura egizia e, una volta raggiunta la maggiore età, venivano rimandati nelle loro terre con un senso di gratitudine e fedeltà nei confronti del faraone egizio.

Significato della battaglia

L'elenco del bottino riportato in Egitto dalla campagna, che comprendeva prigionieri di guerra, schiavi, ostaggi, armi e armature, carri d'oro e d'argento, gioielli e metalli preziosi, oltre al bestiame, sarebbe bastato a definirlo un trionfo schiacciante. Oltre a sedare la ribellione e ad arricchire il tesoro dell'Egitto, tuttavia, la vittoria garantì a Thutmose III il controllo della Canaan settentrionale e gli fornì una base da cui lanciare campagne militari in Mesopotamia. I grandi principi delle città mesopotamiche che non avevano aderito alla coalizione inviarono di propria iniziativa un tributo all'Egitto per ingraziarsi – e, si sperava, assicurarsi la protezione – del grande re guerriero e eroe della battaglia di Meghiddo, la cui fama divenne ben presto leggendaria.

La vittoria di Thutmose III sulla coalizione a Meghiddo gli valse fin da subito una grande fama e garantì il successo di tutte le sue future campagne militari.

Negli anni successivi, conquistò la Siria e i territori dei Mitanni – entrambi coinvolti nella rivolta di Meghiddo – prima di rivolgere la propria attenzione ai confini meridionali dell'Egitto per sconfiggere i Nubiani ed espandere i possedimenti egiziani in quella regione. Come a Meghiddo, faceva sempre affidamento sull'effetto sorpresa e non si lasciava mai scoraggiare dalle difficoltà o dagli ostacoli che si frapponevano alla vittoria. La sua vittoria sulla coalizione a Meghiddo gli valse fin da subito una grande fama e rese praticamente certo il successo di tutte le sue future campagne, poiché il nemico sapeva in anticipo di trovarsi di fronte a un avversario invincibile.

È probabile che questa battaglia sia venuta in mente all'autore dell'Apocalisse, dato che la descrizione delle forze di Satana e di Dio nella narrazione biblica è simile a quella della coalizione e dell'esercito di Thutmose III nell'iscrizione ufficiale di Tjaneni a Karnak. In entrambi i casi, gli autori descrivono la vittoria delle forze del bene sulla coalizione del male. Non c'è dubbio che lo scriba autore dell'opera biblica conoscesse la battaglia di Meghiddo, poiché la storia della grande vittoria di Thutmose III contro le forze unite dei suoi nemici rimase ben nota per secoli a seguire.

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Mark, J. J. (2026, maggio 27). Thutmose III nella battaglia di Meghiddo. (G. E. Bertagna, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-1101/thutmose-iii-nella-battaglia-di-meghiddo/

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Mark, Joshua J.. "Thutmose III nella battaglia di Meghiddo." Tradotto da Giuseppe E. Bertagna. World History Encyclopedia, maggio 27, 2026. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-1101/thutmose-iii-nella-battaglia-di-meghiddo/.

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Mark, Joshua J.. "Thutmose III nella battaglia di Meghiddo." Tradotto da Giuseppe E. Bertagna. World History Encyclopedia, 27 mag 2026, https://www.worldhistory.org/trans/it/2-1101/thutmose-iii-nella-battaglia-di-meghiddo/.

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