Pietro Perugino

Definizione

Mark Cartwright
da , tradotto da Federica Lomoro
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Disponibile in altre lingue: Inglese, Spagnolo
Delivery of the Keys to St. Peter by Perugino (by Pietro Perugino, Public Domain)
Consegna delle chiavi a San Pietro da parte del Perugino
Pietro Perugino (Public Domain)

Pietro Perugino (ca 1450-1523 EC), vero nome Pietro di Cristoforo Vannucci, fu un artista rinascimentale italiano che dipinse affreschi per la Cappella Sistina in Vaticano, ed era molto richiesto in tutta Italia per la decorazione di interni di chiese e per la realizzazione di ritratti di esponenti della classe dominante. Il Perugino aveva un forte interesse nel creare un senso di spazialità nei suoi lavori, specialmente tra l'azione principale in primo piano ed elementi di architettura, resi con grande precisione, sullo sfondo. L'uso dello spazio e della prospettiva da parte di questo artista fu di grande influenza su molti artisti rinascimentali che seguirono, in particolare sul suo allievo Raffaello (1483-1520 EC).

Gioventù

Pietro di Cristoforo Vannucci nacque attorno al 1450 EC a Città della Pieve, vicino Perugia nell'Italia centrale, motivo per cui è più comunemente conosciuto col nome di Pietro Perugino. Nato in una famiglia umile, Perugino visse in povertà fino a quando riuscì ad affermarsi come artista. È probabile che Perugino avesse studiato come allievo del celebre artista umbro Piero della Francesca (ca 1420-1492 EC), il cui interesse nel colore e nella prospettiva matematica ebbe una chiara influenza sull'apprendista. Sembra anche probabile che il Perugino divenne assistente dell'artista fiorentino Andrea del Verrocchio (ca 1435-1488 EC), che istruì celebrità rinascimentali del calibro di Leonardo da Vinci (1452-1519 EC). In effetti, la prima comparsa del Perugino nelle fonti storiche è a Firenze nel 1472 EC, all'epoca la vera capitale italiana della pittura.

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Lo stile del Perugino

A Perugia, il Perugino istituì una bottega dove insegnava a giovani artisti, tra cui, dal 1499 EC, Raffaello.

I dipinti del Perugino erano molto diversi da quelli dei pittori fiorentini. L'artista umbro preferiva porre le sue figure in primo piano, lasciando alle loro spalle un largo spazio che si estendeva fino a raggiungere, sullo sfondo, elementi architettonici raffigurati con molta precisione. Il Thames and Hudson Dictionary of the Italian Renaissance dà la seguente concisa descrizione di ciò che, nello specifico, caratterizzava il lavoro del Perugino:

Statiche, discrete, graziosamente classiche nella posa ed abbigliate in materiali morbidi, relativamente pesanti che ricadono in pieghe semplici, le sue figure marcano la svolta rispetto alla linearità di metà secolo. La sua resa pittorica di elementi architettonici è allo stesso modo caratterizzata da semplicità senza fronzoli, austera, priva di dettagli non necessari. (244)

La Cappella Sistina

Nel 1475 EC venne commissionata al Perugino la realizzazione di affreschi per l'interno del Palazzo Comunale di Perugia. Essendosi affermato come artista degno di nota, la sua reputazione si diffuse quindi oltre l'Umbria e la Toscana. Intorno al 1478 EC, Papa Sisto IV (r. 1474-1481 EC) gli commissionò la realizzazione di un affresco per la Basilica di San Pietro (la versione antica) a Roma. Il Papa dovette essere soddisfatto del risultato a San Pietro, perché nel 1481 ca EC incaricò l'artista di dipingere un affresco per il muro interno destro della Cappella Sistina a Roma. Era un compito prestigioso, dato che la cappella avrebbe accolto il lavoro di molti dei migliori artisti rinascimentali italiani. Alcuni storici suggeriscono che il Perugino potrebbe aver supervisionato l'intero progetto di decorazione della cappella.

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Pietro Perugino Portrait
Ritratto di Pietro Perugino
Raphael (?) (Public Domain)

L'opera presente nella Cappella Sistina Consegna delle chiavi a San Pietro è un buon esempio dell'amore del Perugino per la presentazione di scene con un senso di spazialità. In questo caso, sembrano esserci ettari di spazio tra, da un lato, le figure in primo piano, e dall'altro la chiesa e gli archi di trionfo, scrupolosamente delineati sullo sfondo. Le tecniche prospettiche utilizzate includono le linee convergenti sulla pavimentazione al centro della scena, e le dimensioni gradualmente più piccole delle figure in secondo piano. L'equilibrio esatto della scena - visibile nella corrispondenza degli archi, nelle caratteristiche architettoniche della chiesa, e nella disposizione delle figure in primo piano - è ancor più enfatizzata dalle linee asimmetriche degli alberi sullo sfondo.

Questo capolavoro ha un'altra caratteristica interessante, ovvero il testo scelto dall'artista per accompagnarlo. Al di sopra dell'affresco e della sua controparte sulla destra (l'Ultima Cena di Cosimo Rosselli), un'iscrizione su un'unica riga recita: “Turbamento di Gesù Cristo, autore della legge”. Inoltre, come prova della relazione di subordinazione degli artisti rinascimentali nei confronti dei loro illustri committenti, i due archi di trionfo raffigurati nell'affresco portano la seguente stravagante frase di elogio: “Tu, Sisto IV, inferiore per ricchezze, ma superiore a Salomone in saggezza, hai consacrato questo vasto tempio" (Paoletti, 305).

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Perugino dipinse anche un affresco dell'Assunzione della Vergine sulla parete dell'altare della Cappella Sistina, ma questo sarebbe stato coperto tra il 1536 e il 1541 EC dall'affresco di Michelangelo Il Giudizio Universale. Non fu un caso unico, altri artisti infatti subirono un simile trattamento durante i decenni del Rinascimento. Fortunatamente, un disegno dell'affresco perduto è sopravvissuto, probabilmente eseguito da uno studente della bottega del Perugino. Esso mostra papa Sisto inginocchiato come offerente, recante in dono la cappella decorata alla Vergine mentre San Pietro stesso tocca la sua spalla con la chiave dei cancelli del Paradiso.

La bottega di Perugia

Intorno al 1496 EC Perugino realizzò affreschi per il Collegio del Cambio di Perugia. Fu poi la volta della sua Crocifissione con Santi per la chiesa di Santa Maria Maddalena de' Pazzi a Firenze. Nel 1498 EC dipinse una rinomata pala d'altare raffigurante la Vergine con Bambino con San Michele e San Raffaele, ora esposta alla National Gallery di Londra.

Tornato a Perugia, il Perugino fondò una bottega dove istruiva giovani artisti, tra cui, dal 1499 EC, una futura celebrità del Rinascimento, Raffaello Sanzio. Raffaello avrebbe ereditato dal suo maestro la ricerca della creazione di un senso di spazialità nei suo dipinti e affreschi - ad esempio, nel suo Sposalizio della Vergine del 1504 EC (Pinacoteca di Brera, Milano). Il Perugino aprì inoltre una bottega a Firenze, contemporaneamente a quella di Perugia. Molto richiesto in tutta Italia, continuava a ricevere commissioni, specialmente per ritratti, da Mantova, Napoli, Orvieto e Siena. Pale d'altare raffiguranti la Vergine Maria e i santi erano un prodotto popolarissimo delle botteghe del Perugino, dove l'artista e i suoi allievi realizzavano disegni ispirandosi a modelle in carne ed ossa. Questi disegni - di teste, busti, varie posture, ecc. - venivano poi combinati tra loro per creare un insieme originale di figure per ciascuna pala d'altare. Questa efficienza non era molto apprezzata dai critici d'arte, specialmente dai rivali fiorentini, che deridevano l'usanza del Perugino di riciclare le idee artistiche che gli avevano fruttato un così grande successo all'inizio della sua carriera. Neppure Michelangelo era impressionato dal lavoro del Perugino, che definiva primitivo. L'offesa fu tale da spingere il Perugino a rivolgersi ad un magistrato riguardo la faccenda, cosa che peggiorò ulteriormente la sua reputazione.

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Battle Between Love & Chastity by Perugino
La battaglia tra amore e castità di Perugino
Web Gallery of Art (Public Domain)

Fra il 1500 e il 1504 EC, al Perugino fu commissionata quella che dovette essere un'opera altamente gratificante, un dipinto per la cattedrale della sua città natale. Il soggetto di questo lavoro, oggi ospitato al Museé de Beaux-Arts di Caen, in Francia, è il matrimonio tra Giuseppe e Maria. Fu una scelta molto appropriata, poiché la reliquia più preziosa custodita nella cattedrale era un anello che si sosteneva fosse proprio quello donato a Maria.

Ultimi lavori e morte

Uno degli ultimi lavori importanti del maestro fu la Lotta tra Amore e Castità, dipinto per Isabella d'Este (1474-1539 EC), moglie di Gianfrancesco II Gonzaga (1466-1519 EC), allora signore di Mantova. L'opera fu realizzata tra il 1503 e il 1505 EC, ed è oggi ospitata al Louvre di Parigi. Come capitò ad altri artisti che realizzarono dipinti per Isabella, il Perugino fu obbligato a seguire istruzioni molto precise per realizzare il soggetto (ci è pervenuta una lunga lettera di Isabella al riguardo), e ciò portò, come per altri artisti, alla realizzazione di un'opera molto diversa dai suoi soliti lavori. Il dipinto ha la notevole dimensione di 1.91 x 1.6 metri (6'3.5” x 5'3”). Raffigura Artemide/Diana e Atena/Minerva, simboli della castità, che combattono vittoriosamente contro Afrodite/Venere e Cupido, simboli della lascivia. La scena mostra ancora la preferenza del Perugino per la disposizione delle figure su una linea unica in primo piano, e vi è la solita abbondanza di spazio alle loro spalle, ma le figure sono molto più estrose di quelle osservate nei lavori precedenti. Vi è inoltre la palese assenza di elementi architettonici, per non rischiare di entrare in contrasto con il volere di Isabella ponendo sulla scena una pittoresca costruzione in rovina.

Nel 1508 EC il Perugino era ancora abbastanza rispettato da ottenere una commissione per dipingere dei tondi (medaglioni decorativi) sul soffitto della Stanza dell'Incendio nel Palazzo Vaticano. Tuttavia, fu il suo ex allievo Raffaello, la nuova stella dell'arte rinascimentale, che vinse la commissione, molto più prestigiosa, degli affreschi sulle pareti della stessa stanza. Lavorando fino alla fine dei suoi giorni, il Perugino morì di peste a Fontignano, vicino Perugia, nel 1523 EC. Si guadagnò un capitolo nella rinomata storia degli artisti rinascimentali Le vite de' più eccellenti pittori, scultori, e architettori (1550 EC, revisionata 1568 EC) di Giorgio Vasari (1511-1574 EC), anche se dovette condividere il capitolo con l'allievo che ne aveva offuscato la fama durante la sua stessa vita, Raffaello.

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Info traduttore

Federica Lomoro
Linguista e traduttrice, Federica è laureata in cinese e giapponese. Dalla Città Eterna all'Estremo Oriente, è sempre pronta a scoprire qualcosa di nuovo sulle antiche civiltà e sul modo in cui hanno plasmato il mondo in cui oggi viviamo.

Info autore

Mark Cartwright
Mark è autore di opere storiche e vive in Italia. Si interessa in particolare di ceramica, architettura, mitologia di tutto il mondo e di scoprire le idee comuni a tutte le civiltà. È laureato in Filosofia politica ed è il Direttore Editoriale della WHE.

Cita questo lavoro

Stile APA

Cartwright, M. (2020, settembre 17). Pietro Perugino [Pietro Perugino]. (F. Lomoro, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-19153/pietro-perugino/

Stile CHICAGO

Cartwright, Mark. "Pietro Perugino." Tradotto da Federica Lomoro. World History Encyclopedia. Modificato il settembre 17, 2020. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-19153/pietro-perugino/.

Stile MLA

Cartwright, Mark. "Pietro Perugino." Tradotto da Federica Lomoro. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 17 set 2020. Web. 15 ago 2022.