Religione di Urartu

Mark Cartwright
di , tradotto da Elisa Mion
pubblicato il
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Bas Relief of Teisheba (by James Wiener, CC BY-NC-SA)
Bassorilievo con raffigurazione del dio Teišeba James Wiener (CC BY-NC-SA)

La religione dell'antica civiltà di Urartu, che fiorì principalmente in parte dei territori dell'antica Armenia tra IX e VI secolo a.C., circa, era una commistione unica di divinità e simbolismo indigeni, hurriti e mesopotamici. Il pantheon vedeva al vertice una triade, quest'ultima costituita da Ḫaldi, Teišeba e Šivini, principali destinatari dei sacrifici e dei templi costruiti in loro onore. Iscrizioni, dediche e rappresentazioni artistiche testimoniano l'importanza della religione nella cultura urartea e, in particolar modo, nella guerra.

Il pantheon di Urartu

Gli dèi della religione urartea erano numerosi, ma elencati in modo chiaro in un'iscrizione del IX secolo a.C., circa, rinvenuta in una nicchia, tra le montagne vicino alla capitale Tušpa (Van). L'elenco, inciso in duplice copia, menziona ben 79 divinità ed i vari sacrifici che dovevano essere offerti a ciascuna di esse. Il gran numero di divinità può essere spiegato dal fatto che la religione urartea adottò divinità e pratiche degli Hurriti e di altre antiche culture mesopotamiche, che si mescolarono con le divinità urartee autoctone. Inoltre, una caratteristica dell'espansione territoriale del regno di Urartu era l'assimilazione delle divinità locali nel pantheon ufficiale dei conquistatori. Molte di queste divinità locali erano dei veri e propri totem e rappresentavano elementi importanti oppure caratteristiche naturali di rilievo quali l'acqua, la terra, il Sole, le montagne, le grotte e gli alberi. Altre divinità ancora erano legate ad antiche credenze di natura animale.

Tutte le guerre venivano condotte in nome di Ḫaldi; prima di ogni campagna militare si chiedeva la sua benedizione e, al termine, gli veniva presentato un resoconto dell'esito.

Le tre divinità più importanti di Urartu erano Ḫaldi (Khaldi), dio della guerra e divinità suprema; Teišeba, dio della tempesta e del tuono, probabilmente ispirato al dio hurrita Tešub; e Šivini, il dio del Sole, spesso raffigurato come un uomo inginocchiato che regge un disco solare alato, e quindi probabilmente in qualche modo a ripresa del dio egizio con lo stesso significato, Ra. La consorte di Ḫaldi era Arubani (o Bagmaštu nella parte orientale del regno di Urartu, in particolar modo, a Muṣaṣir/Ardini), la dea più importante; la consorte di Teišeba era Ḫuba (nota anche come Khuba), mentre quella di Šivini era Tušpuea (anche nota come Tušpues). Le strette relazioni culturali intercorrenti tra Urartu ed Assiria sono nuovamente illustrate dall'applicazione urartea degli ideogrammi assiri relativi agli dèi Adad e Šamaš rispettivamente ai propri dèi Teišeba e Šivini.

Tra le altre divinità importanti figurano Sielardi, la dea della Luna, Epaninaue, la dea della terra, Dsvininaue, una dea del mare o dell'acqua, Babaninaue, la dea delle montagne, e Sardi, la dea delle stelle. Alla maggior parte delle città veniva assegnato un proprio dio o una propria dea locale, che spesso prendeva il nome dall'insediamento stesso come, ad esempio, "il dio della città di Kumanu". Gli esempi più celebri di tali convenzioni denominative furono la capitale Tušpa, che prese il nome da Tušpuea, e l'importante città di Teišebaini, fondata ed intitolata a Teišeba dal sovrano Rusa II (685 - 645 a.C., circa).

Ḫaldi

Ḫaldi era sempre stato una divinità importante, ma fu il sovrano Išpuini, verso la metà del IX secolo a.C., circa, ad elevarlo a capo degli dèi. Divinità di origine straniera, come il dio supremo in molte altre culture antiche, il suo ruolo e la sua funzione rimangono tuttora oscuri. Sappiamo, però, che egli era strettamente legato alla guerra e che tutte le battaglie venivano condotte in suo nome; prima di ogni campagna militare si chiedeva la sua benedizione e, al termine, gli veniva presentato un resoconto dell'esito. Ḫaldi è inoltre l'oggetto di un numero d'iscrizioni a lui dedicate superiore a quello di qualsiasi altro dio. La sua importanza era tale che gli Urartei venivano talvolta chiamati "figli di Ḫaldi". Il sovrano regnante era noto come "servo di Ḫaldi" e molte iscrizioni terminano con la frase "Per volontà di Ḫaldi" (Ḫaldini išmasini).

Bas Relief of Haldi
Bassorilievo con raffigurazione del dio Ḫaldi James Wiener (CC BY-NC-SA)

A Ḫaldi furono dedicati templi costruiti appositamente in suo onore, caratterizzati da torri quadrate con angoli rinforzati. Come ci si potrebbe aspettare da un dio della guerra, i suoi templi erano adornati con offerte sotto forma di armi, quali spade, lance, archi e frecce, oltre ad armature, elmi e scudi. Infatti, talvolta, un tempio di Ḫaldi viene definito la "casa delle armi". Un'iscrizione assira risalente al regno di Sargon II (722 - 705 a.C., circa), che saccheggiò Ardini attorno al 714 a.C., elenca in dettaglio l'enorme quantità di armi dedicate e conservate nel tempio di Ḫaldi in quella città:

25.212 scudi di bronzo, 1.514 giavellotti di bronzo ... E 305.412 spade … Una grande spada, un'arma che portava alla cintura … d'oro; 96 giavellotti d'argento … Archi e lance d'argento, intarsiati d'oro e montati; 12 scudi pesanti … 33 carri d'argento (citato in Chahin, 140).

Inoltre, anche in tempo di pace, Ḫaldi continuò ad occupare un posto di rilievo nella memoria degli Urartei, e tutte le opere pubbliche, quali strade, canali e palazzi, venivano costruite in suo nome.

Architettura sacra

Come già osservato, furono costruiti dei templi e, sebbene nessuno di essi sia giunto fino a noi, alcuni dettagli possono essere ricavati da fonti esterne, quali i rilievi assiri contemporanei. Uno di questi rilievi proviene dal palazzo del sovrano assiro Sargon II e raffigura il tempio di Ḫaldi ad Ardini prima che fosse saccheggiato attorno al 714 a.C. L'edificio sorge su un'alta piattaforma e presenta un portico esastilo (facciata a sei colonne) ed un frontone triangolare. Il tetto a due falde è sormontato da un ornamento a forma di lancia, mentre dalle pareti esterne pendono degli scudi. Una grande urna s'erge su entrambi i lati dell'ingresso. Non solo i templi, ma anche le fortezze erano associate a divinità particolari; ad esempio, due fortezze nei pressi del Lago Sevan erano conosciute come "la fortezza del dio Ḫaldi" e "la fortezza del dio Teišeba".

I templi, dotati di terreni agricoli propri, costituivano un elemento importante della comunità e dell'economia.

I templi, dotati di terreni agricoli propri, costituivano un elemento importante della comunità e dell'economia. Rappresentavano, inoltre, uno strumento per imporre il dominio sia culturale sia politico sui popoli subalterni. Come già accennato, alcune divinità straniere furono importate nel pantheon urarteo; d'altra parte, però, e soprattutto nei territori settentrionali meno avanzati, considerati "barbarici" rispetto alle altre culture orientali, i sovrani urartei imposero le proprie divinità. Il re Rusa II, ad esempio, fece costruire un tempio dedicato al dio della tempesta Teišeba nella zona di Sevan, appena conquistata.

Offerte, sacrifici e sepolture

Le cerimonie e i rituali in onore degli dèi si svolgevano in spazi rituali all'aperto appositamente dedicati, circondati da muretti di contenimento, nei suddetti templi e presso false porte scavate nelle pareti rocciose, note come "Porte degli Dèi". Per onorare gli dèi venivano sacrificati animali, in genere, tori, vacche, capre e pecore. Altre offerte includevano cibo, armi e beni preziosi, oltre a libagioni di vino.

Urartian Male God Figurine
Figurina di divinità maschile, Urartu The British Museum (Copyright)

I membri della famiglia reale e dell'élite di Urartu venivano sepolti in tombe, queste ultime solitamente scavate nei promontori rocciosi. Nella capitale Tušpa si trova una necropoli reale costituita da camere scavate nella montagna su cui sorgeva la città. Esempi simili si possono trovare nei siti delle fortezze. Le tombe sono composte da una, due o tre camere, con l'ingresso sigillato da una grande lastra di pietra. Diverse tombe reali, saccheggiate ormai da tempo, recano ancora iscrizioni che descrivono le gesta e le campagne militari del sovrano in questione. Tra le tombe rinvenute intatte, molte contengono sarcofagi in pietra con coperchi semicircolari. Insieme al defunto, venivano sepolti oggetti preziosi, armi, scudi e persino mobili, una pratica che suggerisce che gli Urartei credessero in un aldilà e che questo fosse abbastanza simile a quello terreno da rendere necessarie tali provviste.

Arte sacra

L'arte sacra comprende statuette in bronzo raffiguranti divinità di spicco quali Ḫaldi, Teišeba e Šivini. Ḫaldi è spesso raffigurato come un uomo, con o senza barba, in piedi su un leone, simbolo del suo coraggio, della sua potenza e della sua virilità. Al contrario, Teišeba è raffigurato in piedi su un toro mentre impugna dei fulmini. Alcune statuette di divinità non sono identificabili, come una dea raffigurata in osso, e vi sono anche strane figure ibride quali l'uomo-pesce, l'uomo-uccello e l'uomo-scorpione. Queste ultime creature, spesso dipinte sulle pareti interne dei magazzini, erano probabilmente considerate spiriti protettori. Grandi calderoni di bronzo venivano prodotti in numero significativo, e i loro bordi sono spesso decorati con teste di dee alate, forse rappresentazioni di Tušpuea. Talvolta, nelle pitture murali sono raffigurate anche processioni di divinità. Infine, come forse ci si potrebbe aspettare da un dio della guerra, Ḫaldi è spesso raffigurato su armi incise, cinture, scudi e medaglioni.

This article was made possible with generous support from the National Association for Armenian Studies and Research and the Knights of Vartan Fund for Armenian Studies.

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Cartwright, M. (2026, ottobre 12). Religione di Urartu. (E. Mion, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-16792/religione-di-urartu/

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Cartwright, Mark. "Religione di Urartu." Tradotto da Elisa Mion. World History Encyclopedia, ottobre 12, 2026. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-16792/religione-di-urartu/.

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Cartwright, Mark. "Religione di Urartu." Tradotto da Elisa Mion. World History Encyclopedia, 12 ott 2026, https://www.worldhistory.org/trans/it/1-16792/religione-di-urartu/.

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