Budicca: regina degli Iceni, flagello di Roma

Articolo

Joshua J. Mark
da , tradotto da Marco Di Paolo
pubblicato su 18 gennaio 2012
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Disponibile in altre lingue: Inglese

Budicca (morta nel 61 d.C.) fu la regina celtica della tribù degli Iceni che condusse la rivolta contro l'occupazione romana nell'Anglia orientale, in Inghilterra. Le fonti antiche riportano che Budicca era particolarmente dotata di carisma tanto da riuscire a unire tribù che normalmente non avrebbero mai sposato la stessa causa degli Iceni. Budicca era la moglie del re degli Iceni Prasutago, alleato indipendente di Roma. Questo particolare status fece si che il suo regno fosse diviso tra Budicca, le sue figlie e l'imperatore di Roma, Nerone. Alla morte del re, però, Roma si impadronì dei territori iceni. Budicca fu fatta fustigare, mentre le sue figlie furono violentate dai Romani, per aver osato sostenere che Roma avrebbe dovuto riconoscere loro dei diritti.

Boadicea Haranguing the Britons
Budicca arringa i Britanni
John Opie (1761–1807) (Public Domain)

Budicca chiamò presto a raccolta la sua tribù e attaccò la città di Camulodunum (l'odierna Colchester), ordinò il massacro degli abitanti e bruciò l'insediamento. Il governatore romano Gaio Svetonio Paolino, occupato nelle operazioni militari sull'isola di Anglesey, nota ai romani come Mona, fece presto ritorno sull'isola principale per mettere fine alla rivolta di Budicca. Nel frattempo, la regina attaccò e distrusse Londinium (Londra) e Verulamium (St.Albans), sterminando oltre 80.000 cittadini Romani. Lo storico romano Tacito racconta:

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Gli indigeni si dilettavano nelle operazioni di saccheggio e non facevano altro che questo. Evitarono i forti e presidi militari, privilegiando i luoghi dove sapevano il bottino essere grasso e le difese scarse. I caduti tra Romani e cittadini provinciali ammontavano a circa settantamila unità, poiché i Britanni né catturavano e neppure usavano rivenderli, né praticavano lo scambio di prigionieri. Non perdevano tempo e tagliavano loro la gola, li impiccavano, bruciavano, crocifiggevano - come se, consapevoli che la punizione sarebbe giunta presto, cercassero di ottenere la propria vendetta il prima possibile.
(Annali, Libro XIV, 33).

Cassio Dione, un altra fonte primaria della rivolta condotta da Budicca, scrive,

Budicca lanciò il suo esercito contro i Romani; il fato volle che questi ultimi fossero senza un capo, visto che il loro comandante Paolino era partito per una campagna sull'isola di Mona. Questo rese possibile a Budicca il saccheggio di due città romane e, come ho già detto, di compiere un indescrivibile carneficina. Quelli che venivano catturati vivi dai Britanni venivano fatti oggetto di qualsiasi possibile forma di oltraggio. Le peggiore atrocità commessa dai loro selvaggi aguzzini è descritta qui di seguito: spogliate dei loro vestiti, le donne appartenenti alle classi sociali più distinte e alla nobiltà venivano impiccate, i seni venivano loro amputati, quindi cuciti alla bocca in modo da far sembrare che le vittime li stessero mangiando; dopodiché queste venivano impalate con bastoni acuminati. Tutto questo facevano, mentre si consumavano sacrifici, banchetti, e si abbandonavano ad ogni sorta di comportamento sfrenato, non solo presso i loro luoghi sacri, ma in particolare nel bosco sacro di Andate. Così essi chiamano la Vittoria, e la venerano con estrema riverenza. (Libro LXII).

Queen Boudicca
La regina Budicca
Mark Cartwright (CC BY-NC-SA)

Budicca, nel 61 d.C., fu sconfitta da Svetonio nella battaglia di Watling Street, poiché questi scelse con attenzione il luogo dello scontro in modo da favorire le sue forze in inferiorità numerica. Il governatore fu anche aiutato dal fatto che le truppe sotto il comando di Budicca erano talmente certe della propria vittoria da tagliarsi autonomamente la via di fuga con i propri carri, il bestiame da trasporto e le famiglie al seguito: queste ultime con loro per assistere alla vittoria finale sui Romani. I Britanni, nonostante in numero superiore ai Romani, furono messi in fuga dalle forze comandate da Svetonio (il quale aveva occupato una migliore posizione sul campo) e rimasero intrappolati tra l'avanzata dell'esercito romano e le impedimenta (bagagli). Le truppe di Budicca erano così numerose che, compresse in uno spazio ristretto, non ebbero modo di contrattaccare né di combattere, trasformando il loro vacillare in una vera e propria ritirata. Il risultato fu un massacro. Secondo Tacito, né donne né bambini furono risparmiati, "Fu una magnifica vittoria, paragonabile ai fasti trionfali del passato di Roma. Secondo un resoconto quasi ottantamila Britanni furono passati per le armi. I nostri caduti ammontavano a circa quattrocento, mentre i feriti raggiungevano un numero leggermente superiore.
Budicca si diede la morte con il veleno" (Annali, Libro XIV, 37)."

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La vicenda della ribellione condotta da Budicca è ulteriormente descritta da Cassio Dione:

...in Britannia i Romani affontarono una terribile tragedia. Due insediamenti urbani furono saccheggiati, ottantamila tra Romani e loro alleati persero la vita, e l'isola non fu più sotto il pieno controllo di Roma. Inoltre, causa di ancor maggior vergogna per loro fu il fatto che dietro queste disgrazie vi era l'opera d'una donna...ella fu il motore della rivolta, capace di infiammare il desiderio eversivo dei locali e convincerli a combattere contro i Romani, la persona che questi considerarono adatta al ruolo di comandante in capo, responsabile di ogni mossa dell'esercito durante la guerra. Si trattava proprio di Budicca, appartenente alla famiglia reale dei Britanni, in possesso di una spiccata intelligenza ben maggiore di quanto normalmente se ne trova nelle donne... Ella era molto alta, terribile nell'aspetto, il suo sguardo feroce, la sua voce penetrante; una grande chioma castano chiara le arrivava fino ai fianchi; attorno al collo portava una lunga collana d'oro ed indossava una tunica variopinta su cui poggiava uno spesso mantello, assicurato da una spilla. Così sempre appariva (Storia Romana, LXII.1-2).

A lungo si è creduto che la tomba di Budicca si trovasse al di sotto del binario 10 della stazione di King's Cross a Londra (dando origine a moltissimi miti e leggende legate a questo luogo), poi questa teoria ha perso credibilità. Una statua di Budicca e delle sue figlie venne commissionata dal Principe Alberto ed ultimata nel 1905. Oggi si trova tra il Parlamento ed il ponte di Westminster a Londra; la città che, un tempo, lei stessa aveva raso al suolo.

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Informazioni sul traduttore

Marco Di Paolo
Marco sta per ottenere una Laurea Magistrale in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione presso Unibo di Ravenna con una tesi sull'arte del coinvolgimento tra video games e Fonti Classiche.

Sull'autore

Joshua J. Mark
Scrittore freelance ed ex Professore part-time di Filosofia presso il Marist College (New York), Joshua J. Mark ha vissuto in Grecia ed in Germania ed ha viaggiato in Egitto. Ha insegnato storia, scrittura, letteratura e filosofia all'università.

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Stile APA

Mark, J. J. (2012, gennaio 18). Budicca: regina degli Iceni, flagello di Roma [Boudicca: Queen of the Iceni, Scourge of Rome]. (M. D. Paolo, Traduttore). World History Encyclopedia. Recuperato da https://www.worldhistory.org/trans/it/2-97/budicca-regina-degli-iceni-flagello-di-roma/

Stile Chicago

Mark, Joshua J.. "Budicca: regina degli Iceni, flagello di Roma." Tradotto da Marco Di Paolo. World History Encyclopedia. Ultima modifica gennaio 18, 2012. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-97/budicca-regina-degli-iceni-flagello-di-roma/.

Stile MLA

Mark, Joshua J.. "Budicca: regina degli Iceni, flagello di Roma." Tradotto da Marco Di Paolo. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 18 gen 2012. Web. 28 nov 2022.