4 Donne della Rivoluzione Francese

Harrison W. Mark
da , tradotto da Giselle Martinez
pubblicato il
Translations
Versione audio Stampa PDF

La Rivoluzione francese (1789-1799) cercò di smantellare la società oppressiva dell'antico regime e costruire un mondo nuovo basato sui principi di "Libertà, Uguaglianza, Fratellanza". Questa spinta al cambiamento sociale portò a un nascente movimento femminista a Parigi, mentre emergevano donne leader che si battevano sia per le cause rivoluzionarie sia per quelle femministe.

Club of Patriotic French Women in a Church
Il Club delle Donne Patriote Francesi in una Chiesa Chérieux (Public Domain)

Prima della Rivoluzione, le donne erano considerate cittadine "passive", incapaci di agire politicamente, le cui decisioni dovevano essere prese per loro dagli uomini. In Francia, come in altre società occidentali contemporanee, questa era una delle giustificazioni date per la subordinazione delle donne agli uomini; prima della Rivoluzione, le donne avevano a malapena dei diritti e ci si aspettava da loro solamente di essere buone mogli e madri. Come per molti aspetti della società, questi tradizionali ruoli di genere furono messi in discussione durante la rivoluzione francese.

Le donne fecero sentire le loro voci tramite opuscoli e scesero in strada, creando i loro club politici e milizie esclusivamente femminili.

Le donne dimostrarono la propria capacità di agire politicamente dando inizio e guidando alcuni dei momenti chiave della Rivoluzione; per esempio, la Marcia delle donne su Versailles e l'assassinio di Marat da parte di Charlotte Corday furono entrambi momenti che esemplificarono l'azione di donne che si consideravano patriote. Fecero sentire la loro voce attraverso opuscoli e giornali e scesero persino in strada, creando i propri club politici e milizie esclusivamente femminili. Questo movimento femminista rivoluzionario fu ostacolato dai giacobini nel 1793 e fu annullato dal Codice napoleonico nel 1804, che confermò lo stato delle donne come cittadine di seconda classe.

Le quattro donne discusse in questo articolo divennero ciascuna influenti nella politica rivoluzionaria. Alcune fecero avanzare i diritti delle donne intenzionalmente, mentre altre lo fecero come conseguenza della loro zelante partecipazione alla rivoluzione più ampia. Le prime due, Germaine de Staël e Olympe de Gouges, erano letterate che espressero i loro ideali con penna e carta, intraprendendo discussioni politiche con le élite e gli intellettuali di Parigi nei loro salotti. Le ultime due, Pauline Léon e Théroigne de Méricourt, erano organizzatrici, entrambe fondatrici dei propri circoli politici e partecipanti ad alcune delle azioni più importanti della Rivoluzione. Queste sono solo quattro donne la cui guida influenzò la rivoluzione francese e fece avanzare la causa femminista in uno dei momenti più importanti e turbolenti della storia dei diritti umani.

Germaine de Staël

Anne Louise Germaine de Staël-Holstein (22 aprile 1766 - 14 luglio 1817), conosciuta meglio come Madame de Staël, fu una scrittrice, teorica politica e animatrice di salotto svizzero-francese che raggiunse rilievo politico durante la Rivoluzione. Nata Germaine Necker, era figlia del popolarissimo ministro delle finanze regio Jacques Necker e dell'animatrice di salotto Susanne Curchod. Germaine fu educata nel salotto di sua madre, dove fu esposta per la prima volta alle opere dei filosofi dell'età dei Lumi Jean-Jacques Rousseau e Baron de Montesquieu. Nel 1786, Germaine sposò un diplomatico svedese, il barone Erik Magnus Staël von Holstein, e completò la sua prima commedia in tre atti lo stesso anno. Nel 1788, de Staël raggiunse la fama quando pubblicò un libro molto apprezzato su Rousseau, intitolato Lettere sugli scritti e il carattere di J.J. Rousseau. Al momento della pubblicazione del libro, aveva solo 22 anni.

Portrait of Madame de Staël
Ritratto di Madame de Staël Marie-Éléonore Godefroid (Public Domain)

Con lo scoppio della Rivoluzione nel 1789, de Staël iniziò a partecipare nella politica; sebbene non potesse legalmente ricoprire cariche politiche, frequentava spesso le riunioni dell'Assemblea nazionale e conobbe molti deputati eletti. Aprì il proprio salotto presso l'ambasciata svedese a Parigi, dove ospitava una schiera di nobili francesi, dignitari stranieri e figure politiche influenti. Le cene che organizzava nel suo salotto e nella sua casa di città erano frequentate da personaggi come il marchese de Lafayette, Thomas Paine, Thomas Jefferson e Sophie de Condorcet; queste cene alla moda contribuirono a plasmare il dibattito rivoluzionario pubblico a Parigi. De Staël si dilettava nell'ospitare persone provenienti da tutto lo spettro politico e nel convincerle alla sua causa attraverso il suo carisma personale e le sue raffinate capacità di dibattito.

Durante la fase iniziale della Rivoluzione, de Staël era considerata una radicale, favorevole all'attuazione di una monarchia parlamentare basata sul modello della Gran Bretagna, ma mentre la Rivoluzione continuava in una direzione sempre più radicale, de Staël trovò le sue posizioni più allineate con la fazione moderata dei girondini. Nell'estate del 1793, i giacobini estremisti presero il potere ed epurarono i girondini dal governo. Sebbene inizialmente protetta dall'arresto dallo stato diplomatico di suo marito, l'escalation del Regno del Terrore costrinse de Staël a fuggire a Coppet, in Svizzera. Qui continuò a scrivere sulla politica francese, a un certo punto scrivendo in difesa del carattere della regina Maria Antonietta recentemente giustiziata, sostenendo in parte che la sua diffamazione fosse stata legata alla sua condizione di donna. De Staël tornò in Francia nel 1795 dopo che i giacobini erano stati rimossi dal potere, ma fu costretta nuovamente all'esilio nel 1804, essendo diventata un'accanita oppositrice di Napoleone Bonaparte. De Staël viaggiò quindi per tutta la Germania, facendosi coinvolgere nel movimento del Romanticismo europeo e stringendo amicizia con Lord Byron, prima di tornare a Parigi dopo la Restaurazione borbonica nel 1815.

Olympe de Gouges

Un'altra letterata francese di spicco fu Olympe de Gouges (7 maggio 1748 - 3 novembre 1793), drammaturga e attivista. Nata a Montauban nel sud-ovest della Francia, de Gouges si trasferì a Parigi nel 1768 e pubblicò il suo primo romanzo nel 1784. Usò la sua nuova fama di scrittrice per difendere le cause dei gruppi emarginati; una delle sue prime opere teatrali popolari, L'Esclavage des noirs ("La schiavitù dei neri") sosteneva il movimento abolizionista. L'opera fu però interrotta dopo solo tre rappresentazioni, poiché il commercio degli schiavi inondò i giornali di recensioni negative e pagò disturbatori per interrompere gli spettacoli. Nel 1788, de Gouges scrisse un saggio intitolato Riflessioni sugli uomini negri, in cui collegò gli orrori del colonialismo e della schiavitù ai governi autocratici e alle monarchie. Le sue convinzioni abolizioniste le valsero minacce e attacchi pubblici, non solo da parte dei sostenitori della schiavitù ma anche da parte di coloro che credevano che le donne non appartenessero al teatro. De Gouges rimase risoluta, scrivendo che era determinata ad avere successo nonostante i suoi nemici.

Olympe de Gouges
Olympe de Gouges Alexander Kucharsky (CC BY-SA)

Nel 1789, i rivoluzionari francesi formarono l'Assemblea nazionale costituente, che si impegnò nel compito di redigere una nuova costituzione illuminata per la Francia. Come preambolo a questa futura costituzione, l'Assemblea adottò la Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, uno dei documenti più significativi sui diritti umani della sua epoca. Tuttavia le femministe come de Gouges non poterono fare a meno di notare che la dichiarazione negava alle donne il diritto di cittadinanza e rimaneva vaga sul tema degli altri diritti delle donne. Per sfida, de Gouges iniziò a firmare le sue lettere come "citoyenne" (la forma femminile di cittadino).

Nel 1791, scrisse una risposta ufficiale alla dichiarazione intitolata "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina". La sua versione rispecchiava punto per punto la dichiarazione originale, differendo nell'inclusione delle donne nei diritti che erano stati dati solo agli uomini. De Gouges causò polemiche dedicando il suo testo a Maria Antonietta, che descrisse come "la più detestata di tutte le donne", e dichiarando che la Rivoluzione poteva raggiungere il suo pieno potenziale solo quando le donne fossero diventate consapevoli della loro "condizione deplorevole". "Donne, svegliatevi", scrive de Gouges nel postscript, "la campana della ragione risuona in tutto l'universo: riconoscete i vostri diritti". Gli scritti di de Gouges fecero scalpore con il loro tono sarcastico e militante, e le procurarono potenti nemici; i giacobini detestavano lo spirito beffardo dell'opera di de Gouges e consideravano la dedica alla regina come antirepubblicana. De Gouges, come de Staël, era allineata con i girondini e aveva inizialmente sostenuto una monarchia costituzionale; dopo la caduta dei girondini nell'estate del 1793, chiese che si tenesse un plebiscito affinché il popolo potesse scegliere la propria forma di governo. I giacobini videro ciò come se de Gouges stesse sostenendo un ripristino della monarchia. Fu arrestata, sottoposta a un processo farsa e ghigliottinata il 3 novembre 1793.

Pauline Léon

Germaine de Staël e Olympe de Gouges erano rappresentative della fase iniziale della Rivoluzione, che era stata guidata dal liberalismo moderato e condotta da intellettuali borghesi. Ma mentre la Rivoluzione progrediva, divenne sempre più estremista e militante, poiché più potere cadeva nelle mani di rivoluzionari della classe operaia conosciuti come sanculotti (letteralmente, "senza brache di seta"). Anche gruppi di femministe militanti, o ragazze sanculotte, apparvero durante questo periodo, con una delle più notevoli che fu Pauline Léon (28 settembre 1768 - 5 ottobre 1838). Léon si era radicalizzata fin da giovane età; suo padre era morto quando era ancora bambina, costringendola a farsi avanti per crescere i suoi cinque fratelli minori e aiutare sua madre a gestire l'attività di cioccolateria della famiglia. L'esperienza insegnò a Léon il valore dell'indipendenza, e le aprì anche gli occhi sulle disparità nella società francese, in particolare sulle disuguaglianze presenti nei ruoli di genere.

Likely Depiction of Pauline Léon
Possibile rappresentazione di Pauline Léon  Émile Wattier  (Public Domain)

Léon accolse la Rivoluzione e non perse tempo nel prendere una picca. Partecipò alla Presa della Bastiglia il 14 luglio 1789 e fu presente alla manifestazione antimonarchica su cui spararono le Guardie nazionali nel Massacro del Campo di Marte due anni dopo. Léon detestava i moderati, mostrando un odio particolare per Lafayette, ed era spesso presente alle riunioni del radicale Circolo dei Cordiglieri. A differenza di de Gouges, Léon non era una femminista solo per i diritti delle donne e non combatteva necessariamente per l'uguaglianza di genere. Tuttavia, era un'ardente sostenitrice della Rivoluzione e credeva che le donne dovessero essere in grado di difendere la patria proprio come gli uomini erano in grado di fare. Era una fautrice esplicita del diritto delle donne di portare armi, e parlò persino davanti all'Assemblea nazionale per chiedere la formazione di una milizia armata femminile. Questo non si concretizzò mai ma sarebbe stato incredibilmente radicale, poiché il diritto di portare armi era strettamente associato alla cittadinanza.

La Società delle donne rivoluzionarie e repubblicane sosteneva l'uguaglianza di genere ed era attiva su posizioni politiche di estrema sinistra.

Le opinioni estremiste di Léon si allinearono con i giacobini, ma poiché il club giacobino ammetteva solo membri maschi, trovò necessario formare il proprio club politico. Insieme alla sua cara amica Claire Lacombe, Léon cofondò la Società delle donne rivoluzionarie e repubblicane. La Società sosteneva l'uguaglianza di genere nella politica rivoluzionaria ed era attiva nella politica di estrema sinistra; aiutò nell'insurrezione che portò alla caduta dei girondini il 2 giugno 1793 e innalzò un obelisco in memoria del leader radicale Jean-Paul Marat, dopo il suo assassinio il 13 luglio. La Società creò una petizione controversa alla Convenzione nazionale per rendere obbligatorio per tutte le donne di indossare la coccarda tricolore, che aveva associazioni maschili. La Convenzione approvò tale decreto a settembre, anche se molte donne continuarono a rifiutarsi di indossare la coccarda.

Dopo la morte di Marat, la Società iniziò a virare a sinistra dei giacobini, e si allineò con un gruppo antirobespierrista chiamato gli Arrabbiati; Léon sposò il leader Arrabbiato Theophile Leclerc. Poiché gli Arrabbiati erano visti come rivali dai giacobini, questo mise la Società in contrasto con la Convenzione nazionale dominata dai giacobini; molti giacobini aderirono anche all'idea che le donne non dovessero partecipare alla politica. Per questi motivi, alle donne fu ufficialmente vietato di formare qualsiasi club o organizzazione politica, indipendentemente dall'ideologia, il 30 ottobre 1793. La Società delle donne rivoluzionarie e repubblicane fu sciolta, e Léon stessa fu arrestata, anche se fu rilasciata dopo la caduta di Maximilien Robespierre nel 1794. Dopo il suo rilascio, Léon si ritirò dalla politica per diventare insegnante, continuando nella professione fino alla sua morte nel 1838 all'età di 70 anni.

Théroigne de Méricourt

Una delle organizzatrici più misteriose della Rivoluzione fu Théroigne de Méricourt (13 agosto 1762 - 8 giugno 1817), la cui storia vera deve essere individuata tra le molte bugie e voci raccontate su di lei che persistono ancora oggi. Nacque nella città di Marcourt nel moderno Belgio da una famiglia contadina. Le relazioni tempestose di Théroigne con il padre e la matrigna la portarono a lasciare la sua città natale prima dei 16 anni, dopo di che viaggiò per l'Europa come cantante e cortigiana. Visse una vita avventurosa ancora prima del suo coinvolgimento rivoluzionario e finì a Parigi nel 1789 alla vigilia della Rivoluzione.

Théroigne de Méricourt
Théroigne de Méricourt Auguste Raffet (Public Domain)

Théroigne si interessò particolarmente agli eventi in corso, poiché i suoi viaggi e le sue esperienze l'avevano resa solidale con gli oppressi. Era affascinata dalle riunioni dell'Assemblea nazionale e decise di trasferirsi in Rue de Noailles a Versailles per assicurarsi di non perdere alcuna riunione dell'Assemblea. Poiché il coinvolgimento delle donne negli affari politici era generalmente malvisto, Théroigne partecipava spesso a queste riunioni vestita con un abito da equitazione da uomo e un grande cappello rotondo. Questo sarebbe diventato il suo abbigliamento caratteristico. Théroigne era una donna affascinante, attraente e schietta che non impiegò molto a fare amicizia con alcuni dei deputati dell'Assemblea e a farsi coinvolgere nella politica. Cofondò la breve Società degli amici della legge nel gennaio 1790, che cercava un maggiore coinvolgimento delle province nell'attività rivoluzionaria. Parlò sia al podio dell'Assemblea nazionale sia al Club dei Cordiglieri, dove sostenne ideali radicali e guadagnò rapidamente supporto tra i sanculotti di Parigi.

La nuova notorietà di Théroigne e la sua propensione a vestirsi come un uomo la resero un facile bersaglio per i giornali monarchici. Fu beffardamente definita la "puttana dei patrioti" e fu accusata di aver guidato sia la Presa della Bastiglia sia la Marcia delle donne su Versailles; sebbene abbia effettivamente partecipato alla marcia su Versailles, non la guidò, e non ci sono prove che fosse presente alla Bastiglia. I tabloid la accusarono di combattere soldati e di prostituirsi all'Assemblea nazionale affinché "ogni rappresentante possa giustamente rivendicare di essere il padre di suo figlio" (Hamel, 119).

Women Marching on Versailles
Donne in marcia su Versailles Walter Montgomery (Public Domain)

Questa continua diffamazione influenzò notevolmente Théroigne, che tornò nella sua città natale nel maggio 1790 per allontanarsi dalla politica parigina. Da lì viaggiò a Liegi, dove fu arrestata dalle autorità austriache che erano a conoscenza del suo grande coinvolgimento rivoluzionario dalla stampa monarchica francese. Accusata di essere una spia inviata per fomentare l'insurrezione in Belgio, Théroigne fu tenuta prigioniera per mesi e fu maltrattata notevolmente dalle guardie. Fu rilasciata una volta stabilito che non c'erano prove contro di lei, ma aveva sviluppato problemi di salute significativi mentre era in prigione, inclusi depressione, emicranie e tosse di sangue.

Quando Théroigne tornò a Parigi nel gennaio 1792, fu accolta come un'eroina per la sua prova per mano degli austriaci e fu proclamata dai rivoluzionari un'"Amazzone della libertà". Tenne un discorso al Club giacobino, adornata nel suo ormai famoso abito da equitazione scarlatto e cappello piumato, con una pistola nella cintura e una sciabola al fianco. Théroigne riprese il suo ruolo di oratrice pubblica e attivista, facendo campagna per i diritti delle donne di portare armi e persino tentando di reclutare una milizia femminile. Potrebbe aver contribuito a coordinare le rivolte del 10 agosto 1792, che portarono alla Presa del Palazzo delle Tuileries e alla fine della monarchia francese. Questo fu l'apice della sua popolarità.

Sebbene continuasse a frequentare le riunioni del Club giacobino, la politica stessa di Théroigne iniziò presto ad allinearsi maggiormente con i girondini. Mentre le tensioni tra giacobini e girondini si scaldavano all'inizio del 1793, il moderatismo di Théroigne la rese un bersaglio per i giacobini radicali. Il 15 maggio 1793, Théroigne stava tenendo un discorso filo-girondino nel Giardino delle Tuileries quando fu attaccata da un gruppo di donne simpatizzanti dei giacobini. Fu spogliata nuda e gravemente picchiata; fu probabilmente salvata dalla morte solo dall'intervento del leader giacobino Jean-Paul Marat. Tragicamente, Théroigne subì un grave trauma cranico durante il pestaggio e non si riprese mai completamente. Il suo comportamento divenne sempre più irregolare, al punto che fu dichiarata ufficialmente pazza il 20 settembre 1794. Fu inviata prima a un manicomio nel Faubourg Marceau prima di essere trasferita all'ospedale femminile di La Salpêtrière nel 1807, dove sarebbe rimasta per il resto della sua vita, morendo dopo una breve malattia nel 1817.

Conclusione

Germaine de Staël, Olympe de Gouges, Pauline Léon e Théroigne de Méricourt provenivano da contesti immensamente diversi e differivano notevolmente nelle loro visioni del mondo; mentre de Gouges lottava principalmente per i diritti delle donne e degli schiavi, Léon si impegnò nel femminismo come mezzo per un fine, che era il successo della Repubblica francese. Tuttavia, per la semplice virtù di essere donne politicamente significative, ciascuna di loro sfidò i ruoli tradizionali di genere entrando nella sfera politica.

Domande e Risposte

Chi furono alcune donne influenti della Rivoluzione francese?

Alcune donne influenti durante la Rivoluzione Francese includono la scrittrice Germaine de Staël e Olympe de Gouges, così come le organizzatrici Pauline Léon e Théroigne de Méricourt, solo per citarne alcune.

Cosa fu la Società delle Donne Rivoluzionarie e Repubblicane?

La Società delle Donne Rivoluzionarie e Repubblicane fu un'organizzazione femminile durante la Rivoluzione Francese, cofondato da Pauline Léon e Claire Lacombe. Sosteneva l’uguaglianza di genere e si allineava con la sinistra radicale. Fu inaugurato il 10 maggio 1793 ma fu sciolto nel settembre 1793

Quale fu il ruolo delle donne nella Rivoluzione Francese?

Le donne svolsero un ruolo importante nei momenti chiave della Rivoluzione francese. Ebbero un ruolo determinante nell'incitare e guidare insurrezioni significative, come la Marcia delle donne su Versailles. Singole donne promossero anche la causa dei diritti delle donne, come le varie opere di Olympe de Gouges.

Info traduttore

Giselle Martinez
Giselle Martinez (Milano, 2004) è una studentessa di Storia presso l'Università degli Studi di Milano, specializzandosi in storia politica e culturale del XVIII secolo. Si laureerà nel 2026. Parla 4 lingue: Italiano, Inglese, Francese e Spagnolo.

Info autore

Harrison W. Mark
Harrison Mark è un ricercatore storico e scrittore per World History Encyclopedia. Si è diplomato in storia e scienze politiche presso la State University of New York a Oswego.

Cita questo lavoro

Stile APA

Mark, H. W. (2025, novembre 12). 4 Donne della Rivoluzione Francese. (G. Martinez, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-2207/4-donne-della-rivoluzione-francese/

Stile CHICAGO

Mark, Harrison W.. "4 Donne della Rivoluzione Francese." Tradotto da Giselle Martinez. World History Encyclopedia, novembre 12, 2025. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-2207/4-donne-della-rivoluzione-francese/.

Stile MLA

Mark, Harrison W.. "4 Donne della Rivoluzione Francese." Tradotto da Giselle Martinez. World History Encyclopedia, 12 nov 2025, https://www.worldhistory.org/trans/it/2-2207/4-donne-della-rivoluzione-francese/.

Rimuovi la pubblicità