Compagnia olandese delle Indie orientali

Definizione

Kim Martins
da , tradotto da Giovanni De Simone
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Disponibile in altre lingue: Inglese, Olandese, Francese, Tedesco, Portoghese, Turco
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The VOC Wharf and Warehouse in Amsterdam (by Joseph Mulder, Public Domain)
Il pontile e il magazzino della VOC ad Amsterdam
Joseph Mulder (Public Domain)

La compagnia olandese delle Indie orientali (VOC) fu creata nel 1602 dagli Stati Generali dell'allora repubblica delle Sette Province Unite. Alla compagnia fu concessa per statuto un'autorizzazione della durata di 21 anni, che le dava il diritto di commercio in esclusiva con l'Asia per acquistare spezie, come la noce moscata, il macis e i chiodi di garofano. Alla fine, ottenne il monopolio sul commercio delle spezie, la cui domanda era molto alta in Europa dato che venivano usate a scopo culinario e medicinale.

Verso la metà del Seicento, la VOC aveva approssimativamente 50.000 impiegati che lavoravano sia in Asia che nei Paesi Bassi. Tra il 1602 e il 1799, anno in cui la compagnia venne formalmente dissolta, si calcola che le sue navi abbiano compiuto circa 5.000 viaggi tra i Paesi Bassi e le Indie orientali alla ricerca delle ambite spezie, trasportando complessivamente un milione di persone verso l'Asia.

Anche se il suo scopo primario della compagnia era il commercio, in Asia, nel XVII secolo, la compagnia si trasformò in una potenza coloniale con il diritto di stipulare trattati, costruire fortificazioni e condurre operazioni militari. La compagnia olandese delle Indie orientali mise fine al monopolio portoghese sul commercio delle spezie. Al suo apogeo, il capitale azionario della società aveva un valore di 78 milioni di fiorini olandesi (approssimativamente 7,9 trilioni di dollari statunitensi).

La formazione della compagnia olandese delle Indie orientali

La compagnia olandese delle Indie orientali nacque dalla fusione di sei piccole compagnie private dei Paesi Bassi che operavano nelle Indie orientali. Queste aziende mercantili avevano tentato di penetrare nel redditizio commercio delle spezie controllato dai portoghesi. L'agguerrita concorrenza che si facevano tra di loro però, indeboliva gli sforzi olandesi di creare una proficua rete commerciale in grado di sfidare i portoghesi.

LO HEEREN ZEVENTIEN ("I DICIASSETTE GENTILUOMINI") ERA IL CONSIGLIO CENTRALE DELLA VOC.

Nel 1597, una di queste sei compagnie (Compagnie van Verre) inviò una flotta di quattro navi nelle Indie orientali al comando di Cornelis de Houtman (1565-1599), marinaio e mercante olandese. Fu la prima spedizione olandese nelle Indie orientali, e nonostante solo 87 membri su 249 della ciurma originale sopravvissero, il viaggio dimostrò che era possibile sfidare i portoghesi.

Sulla base del successo di Houtman e per porre fine alla rivalità tra le compagnie, gli Stati Generali, che erano il più alto organo amministrativo della repubblica, decisero di riunirle in una singola società di capitali. Il 20 marzo 1602 venne garantita alla società un'autorizzazione della durata di 21 anni e un capitale di 6,4 milioni di fiorini. Prese il nome di "compagnia unita delle Indie orientali", o Vereenigde Oost-Indische Compagnie (VOC), passata alla storia come "compagnia olandese delle Indie orientali". Essenzialmente, dunque, la VOC fu una fusione imposta dallo stato tra aziende di navigazione private, chiamate voorcompagnie (traducibile come "imprese preesistenti").

Johan van Oldenbarnevelt
Johan van Oldenbarnevelt
Rijksmuseum (Public Domain)

L'avvocato e uomo di stato Johan van Oldenbarnevelt (1547-1619) contribuì a convincere le sei compagnie a unirsi. Gli olandesi erano nel pieno della Guerra degli ottant'anni (1568-1648), scatenata da una rivolta delle 17 province meridionali dei Paesi Bassi contro la Spagna. Queste province finirono sotto il dominio spagnolo nel 1556, e presero il nome di Paesi Bassi spagnoli. Van Oldenbarnevelt vide nella creazione di una compagnia olandese delle Indie orientali unita sia un'impresa economica che un modo per combattere per l'indipendenza olandese. Anche se Van Oldenbarnevelt fu giustiziato per tradimento nel 1619 all'età di 71 anni, è considerato il padre fondatore della VOC.

La struttura operativa e il sistema finanziario della VOC

La VOC era formata da sei kamers, o camere. Queste camere rappresentavano i porti delle città di Amsterdam, Delft, Rotterdam, Zeeland (Middelburg), Hoorn ed Enkhuizen. Ogni camera aveva un consiglio d'amministrazione e un consiglio centrale o direzione generale chiamato Heeren Zeventien ("i diciassette gentiluomini"). La sede era ad Amsterdam. Il consiglio centrale era composto da otto amministratori provenienti da Amsterdam, quattro da Zeeland e uno ciascuno per Delft, Rotterdam, Hoorn ed Enkhuizen. Il diciassettesimo amministratore o "posto" veniva scelto a rotazione tra le camere più piccole per controbilanciare la forte posizione di Amsterdam, nonché per dargli una qualche grado di influenza nel processo decisionale.

La VOC assunse il controllo delle varie flotte delle compagnie, ma le sei camere avevano un'alta indipendenza, e mantennero i propri magazzini e uffici, l'equipaggiamento delle navi e i propri mezzi nel reclutamento di forza lavoro.

Lo statuto della compagnia aveva 46 articoli, e l'articolo 10 permetteva di acquistare azioni della VOC. Alla "offerta pubblica iniziale" dell'agosto 1602 parteciparono 1.143 investitori. Le compagnie preesistenti a loro volta avevano raccolto capitali da investitori privati. La VOC è considerata la prima società per azioni al mondo a emettere azioni pubbliche. Nonostante il diciassettesimo amministratore, Amsterdam rimase in posizione egemone, fornendo il 57% del capitale totale, che ammontava a 6,4 milioni di fiorini.

Lo statuto stabiliva che la società sarebbe stata liquidata dopo dieci anni, affinché potesse essere restituito il capitale agli azionisti, che a quel punto potevano scegliere di reinvestire in una compagnia subentrante. Grazie al suo spettacolare successo commerciali in Asia, nel luglio 1612 gli Stati Generali permisero alla VOC di ignorare questa clausola di liquidazione.

Jan Pieterszoon Coen, Governor General of the Dutch East Indies
Jan Pieterszoon Coen, governatore generale delle Indie orientali olandesi
Westfries Museum (Public Domain)

Il sistema finanziario "a rotazione" o back-to-back (cioè, basato su operazioni finanziarie con le quali una società costituisce un deposito presso una banca come garanzia di un finanziamento di uguale entità che la banca stessa assegnerà a un beneficiario indicato dalla società garante), inizialmente limitò la scala delle operazioni della compagnia. La liquidità delle camere dipendeva dal successo delle spedizioni precedenti. Quando le navi facevano ritorno in Europa, il carico veniva venduto e i profitti venivano reinvestiti in nuovi viaggi. Questo sistema di finanziamento però si rivelò pieno di difetti. Se una nave veniva persa in mare o catturata dai portoghesi, oppure nel caso di un calo della domanda di spezie (come accadde alla fine del XVIII secolo), la VOC soffriva di problemi liquidità.

CIRCA FINO AL 1760, IL PROFITTO ANNUALE DELLA COMPAGNIA ERA DI SEI MILIONI DI FIORINI.

Questo problema venne intuito da Jan Pieterszoon Coen (1587-1629), ufficiale della VOC e governatore-generale in Asia per due mandati (1619-1923 e 1627-1629). Coen sostenne che la compagnia avrebbe dovuto essere coinvolta nel sistema commerciale asiatico a un livello che andava oltre il commercio di prodotti per i mercati europei, e che avrebbe dovuto controllare le località chiavi (come le cosiddette "isole delle spezie", cioè, le Molucche) con l'utilizzo della forza militare e di avamposti permanenti.

Alcuni amministratori si opposero a Coen, ma gli Stati Generali chiesero che la VOC armasse le sue navi e conducesse operazioni militari per contrastare i portoghesi e la crescente minaccia posta dall'Inghilterra. Nel 1609, per esempio, William Keeling (1577-1619), un capitano della compagnia delle Indie Orientali, ottenne il permesso di costituire una base commerciale fortificata nelle isole Banda, e di acquistare noce moscata dai bandanesi.

Dutch East India Company's Warehouse and Living Quarters
Magazzino e alloggi della compagnia olandese delle Indie orientali
Pieter van den Broecke (Public Domain)

La politica del "commercio armato" adottata dagli Stati Generali, nel 1617 portò gli amministratori a presentare una petizione, sostenendo che una compagnia commerciale non dovesse sostenere il fardello finanziario degli interessi militari del paese. Nel 1609, le spese militari annuali della VOC ammontavano a oltre 400.000 fiorini, che comprendevano la costruzione di forti, l'acquisto di navi a 100.000 fiorini l'una, nonché l'equipaggiamento e i cannoni di queste navi.

La VOC aveva una flotta di circa 150 navi, che andavano nelle Indie orientali passando per il Capo di Buona Speranza, fermandosi in vari porti per ottenere spezie e altri prodotti. I viaggi potevano durare fino a tre anni, e l'equipaggio infatti doveva firmare per almeno un triennio. Durante il viaggio, le navi avevano bisogno di costose riparazioni. Ciò significava anche che le camere dovevano aspettare di più per poter vendere il carico. Il problema venne risolto creando una testa di ponte permanente in Asia, che permise di stabilire solide relazioni commerciali e negoziare i prezzi migliori.

NEL 1619, BATAVIA (ATTUALE JAKARTA) DIVENNE IL PRINCIPALE CENTRO AMMINISTRATIVO E MAGAZZINO DELLA VOC.

Un impero basato sulle spezie

Nel 1605, una flotta della VOC, sotto il comando dell'ammiraglio Steven van der Hagen (1563-1621), assediò la fortezza portoghese ad Ambon (la Fortaleza Nossa Senhora da Annunciad), presso le isole delle spezie. Gli olandesi la ribattezzarono Kasteel Victoria, e diventò la principale base e polo commerciale della VOC in Asia fino al 1619.

Questa mossa strategica gli assicurò il monopolio del commercio dei chiodi di garofano, perché Ambon era un punto chiave lungo la rotta commerciale euroasiatica. Il forte era presidiato da soldati, e furono siglati trattati con i governanti locali per assicurarsi il monopolio. Frederick de Houtman (1571-1627) fu nominato primo governatore-generale della VOC (1605-1611). Era il fratello di Cornelis de Houtman e, nel 1618, mentre navigava a bordo della Dordrecht, una nave della compagnia, scoprì accidentalmente una porzione della costa occidentale dell'Australia.

Nel 1619, Batavia (attuale Jakarta) divenne il principale centro amministrativo e magazzino della VOC. Rimase la capitale coloniale delle Indie orientali olandesi fino al 1942, quando i giapponesi espulsero gli olandesi e cambiarono il nome della città in Djakarta. Jan Pieterszoon Coen percepì il bisogno di una sede in oriente per la VOC, e un centro amministrativo permanente dove le merci potessero essere stoccate e inviate in Europa. Coen era convinto che per espandere l'influenza della VOC fosse necessario l'uso della forza. Nel maggio 1619, con una flotta di 17 navi e 1.000 soldati, attaccò i regni di Banten e Jayakarta: bruciò la città di Jayakarta e costruì Batavia sulle sue rovine.

Dutch East India Company Trading Regions
Le regioni in cui commerciava la compagnia olandese delle Indie orientali
Nicolaas Visscher II Koninklijke Bibliotheek (Public Domain)

Coen era un amministratore duro, e la sua strategia fu quella di occupare le Isole Banda per assicurarsi il monopolio di noce moscata e macis. Nel 1621, con una flotta di 13 navi e 1655 soldati e 250 mercenari giapponesi, sbarcò a Lontor (attuale Banda Besar), la città più grande delle Banda: le case dei bandanesi vennero incendiate, e più di 10.000 di loro morirono, cioè, circa il 90% della popolazione (anche se le cifre variano). Questo episodio è noto come il "massacro di Banda".

Nel maggio 1621, gli Orang Kaya (cioè, i capi locali) furono uccisi, e ogni bandanese che veniva catturato o che era scappato venne venduto come schiavo. La coltivazione di noce moscata sulle Isole Banda implicava l'importazione di schiavi da Java. La compagnia olandese delle Indie orientali adesso aveva il monopolio della produzione di noce moscata e macis e, intorno al 1760, il suo profitto annuale era di sei milioni di fiorini.

Avendo sviluppato un'estesa rete commerciale intra-asiatica, l'impero delle spezie in mano alla VOC arrivò a comprendere:

  • Ceylon (Sri Lanka). Nel 1638, la compagnia prese il controllo della città portuale di Galle, sulla parte occidentale dell'isola, dove si trovavano le piantagioni di cannella. Gli amministratori della VOC si stabilirono a Colombo, ed esportavano tra le 8.000 e le 10.000 balle di cannella.
  • Formosa (Taiwan). Tra il 1624 e il 1662, la VOC mantenne un insediamento a Fort Zeelandia, che diventò la base per il commercio nel Mar Cinese Meridionale. Gli olandesi furono coinvolti nel commercio di seta grezza, argento e oro.
  • Vietnam. Nel 1633, i governanti Trinh garantirono alla VOC dei privilegi commerciali, e gli olandesi fondarono una base commerciale ad Hoi An. C'era una domanda crescente di seta tonchinese proveniente dal Vietnam settentrionale.
  • India. La VOC iniziò a commerciare in India nel 1604, e costruì uno stabilimento a Pulicat (Pazhaverkadu), nell'India sudorientale, sulla Costa del Coromandel. Vennero costruite ulteriori stazioni a Surat, in Bengala, sulla Costa del Malabar e a Konkan, che commerciavano in seta, indaco e calicò (tessuto di cotone grezzo molto apprezzato dalle donne olandesi).
  • Siam (Tailandia). La compagnia aveva una forte presenza ad Ayutthaya. Il re Ekathotsarot (1560-1610) concesse delle terre alla VOC nel 1606. Gli olandesi ci costruirono un forte, dove radunarono merci siamesi come pelli di cervo, corna di bufalo, pelli bovine e gumlac, che venivano vendute in Giappone.
  • Giappone. Il governo militare dello shogunato Tokugawa (1603-1867) restrinse le attività della VOC alla sola Dejima, una piccola isola nel porto di Nagasaki. Dejima era un'isola artificiale costruita per i portoghesi, ma lo shogunato, adottando una politica isolazionista, espulse gli stranieri. Tuttavia, agli olandesi fu permesso di restare, ma vennero trasferiti a Dejima nel 1641. Gli olandesi introdussero telescopi e microscopi in Giappone, mentre la vendita della seta del Tonchino fruttava alla VOC 710.000 fiorini.

Le esplorazioni della VOC

La continua ricerca di opportunità commerciali portò la VOC ad avventurarsi in acque inesplorate. I due viaggi più grandi furono quelli di Abel Janszoon Tasman (1603-1659) e Willem de Vlamingh (1640-1698). Abel Tasman diventò un capitano della compagnia olandese delle Indie orientali nel 1634. Il governatore-generale di Batavia, Anthony van Diemen (1593-1645), voleva espandere l'influenza olandese in Asia. La VOC, inoltre, era interessata alla ricerca di oro e argento e di un passaggio attraverso il Pacifico verso il Cile.

Abel Tasman, al comando della Heemskerck e della Zeehaen, partì da Batavia nell'agosto del 1642, alla ricerca delle sconosciute terre meridionali (Terra Australis Incognita). A novembre, avvistò la costa ovest della Tasmania, un'isola remota al largo dell'Australia., che l'esploratore battezzò "Terra di Van Diemen". Navigando verso est, Tasman avvistò l'sola del Sud della Nuova Zelanda.

Abel Tasman
Abel Tasman
National Library of Australia (Public Domain)

Gli olandesi avevano già mappato vaste distese delle coste settentrionali e occidentali dell'Australia, ma Tasman fu il primo a spingersi a sud. Nel 1644, partendo ancora una volta da Batavia, Tasman ebbe il compito di mappare le coste settentrionali e occidentali australiane, e di esaminare le opportunità commerciali di un ipotetico insediamento olandese. La VOC restò delusa, perché la Nuova Olanda (nome dato all'Australia dagli olandesi) non fu una fonte di potenziale ricchezza.

Nel 1696, Willem de Vlamingh fu inviato alla ricerca di due navi della compagnia, la Ridderschap van Holland ("il cavalierato d'Olanda"), che si era perso lungo il viaggio verso Batavia nel 1694, e la Vergulde Draeck ("il drago dorato"), disperso nel 1656. Ricevette anche istruzioni per cartografare le parti della Nuova Olanda non ancora mappate dagli olandesi. Anche se non trovò alcuna traccia delle due navi, de Vlamingh e il suo equipaggio cartografarono 1.500 chilometri di litorale, sbarcarono sull'isola di Rottnest e si avventurarono nella risalita del fiume Swan, diventando i primi europei a vedere il cigno nero dell'Australia occidentale.

Willem de Vlamingh
Willem de Vlamingh
Australian National Maritime Museum, Sydney (Public Domain)

Nel febbraio del 1697, de Vlamingh trovò la targa di peltro lasciata semisepolta nella sabbia dall'esploratore olandese Dirk Hartog nel 1616, sull'isola dell'Australia occidentale chiamata per l'appunto “isola di Dirk Hartog". La targa venne sostituita, e una testimonianza della visita di de Vlamingh venne trascritta a bordo della Geelvinck ("il fringuello giallo").

La VOC perse interesse nei confronti dell'Australia. Nel 1756 la compagnia mandò le ultime navi verso il continente australe, la Rijder e la Buis, per esplorare il Golfo di Carpentaria (Australia settentrionale). Anche se i viaggi di Tasman e de Vlamingh non portarono a successi commerciali, la VOC giocò un ruolo importante nell'esplorazione e nella mappatura dell'Australia molto prima che il capitano James Cook (1728-1779) mettesse piede sulla battigia di Botany Bay nel 1770.

Il declino della compagnia olandese delle Indie orientali

La VOC è stata paragonata alle moderne multinazionali per via del suo consiglio d'amministrazione, vendita pubblica di azioni e per la sua portata globale. La compagnia aveva il suo esercito privato, coniava la propria valuta, negoziava trattati e agiva come uno stato coloniale a tutti gli effetti. Tuttavia, alla fine del XVIII secolo, la compagnia andò in bancarotta, e il governo la dissolse formalmente il 31 dicembre 1799.

Dutch East India Company Coinage
Monete della compagnia olandese delle Indie orientali
Svdmolen (GNU FDL)

Le ragioni del declino della compagnia comprendono:

Gli alti costi amministrativi. La VOC spendeva molto per ufficiali militari, soldati e impiegati che servivano a mantenere il suo monopolio commerciale. Nel 1766, per esempio, le spese militari ammontavano a 12,2 milioni di fiorini.

La corruzione. Gli ufficiali della compagnia che lavoravano in Asia conducevano commerci illegali per arricchirsi personalmente. Lo stipendio annuale del governatore-generale era di 14.000 fiorini, ma Joan van Hoorn (1653-1711), che assunse tale carica per cinque anni (1704-1709) tornò a casa con dieci milioni di fiorini.

Rivalità e conflitti. Gli olandesi si scontrarono con gli inglesi e la compagnia britannica delle Indie orientali (EIC), dato che quest'ultima fondava le proprie basi commerciali in Asia. Nel 1623, ad Amboyna (attuale Ambon), gli olandesi provarono a giustiziare dieci inglesi, nove giapponesi e un mercante portoghese dopo che questi confessarono, sotto tortura, la loro intenzione di attaccare il forte olandese e assassinare il governatore-generale. Questo incidente, noto come "massacro di Amboyna", in ultima analisi contribuì allo scoppio delle guerre anglo-olandesi (1652-1784) - la quarta guerra anglo-olandese vide la distruzione della flotta olandese da parte della marina britannica, con la severa compromissione delle rotte tra Asia ed Europa. Gli olandesi eliminarono inesorabilmente gli altri concorrenti per il controllo delle isole delle spezie, ma ciò ebbe un costo economico. La VOC iniziò a spendere molto compromettendosi con le questioni locali, in particolare nelle guerre di successione giavanesi (1703-1755).

Le spezie non erano più così richieste. Altri prodotti, come tè, caffè e zucchero, ampliarono la loro posizione sul mercato internazionale e rivaleggiarono con le spezie per importanza economica. Emersero nuovi cibi e nuovi stili per prepararli, che fecero calare il desiderio di spezie come beni di lusso. Allo stesso modo, grazie al contrabbando, piante e semi vennero coltivati altrove. La noce moscata, inizialmente originaria delle isole delle spezie, arrivò nei Caraibi, mentre gli inglesi portarono chiodi di garofano e noce moscata dal sud-est asiatico all'India.

L'eredità della VOC

La compagnia olandese delle Indie orientali - che durò oltre 200 anni - è stata più di una società commerciale. La VOC ha rivoluzionato il commercio a lunga distanza, connettendo oriente e occidente grazie a un efficiente catena di rifornimento che trasportava spezie, porcellana, tessuti e altri prodotti, divenendo una potenza coloniale in Asia.

Domande e risposte

Cos'era la compagnia olandese delle Indie orientali?

La compagnia olandese delle Indie orientali, spesso considerata la prima società per azioni al mondo, venne creata nel 1602 quando gli Stati Generali misero insieme sei piccole compagnie private dei Paesi Bassi che operavano nelle Indie orientali. La compagnia venne chiamata "compagnia unita delle Indie orientali", o Vereenigde Oost-Indische Compagnie (VOC), passata alla storia come "compagnia olandese delle Indie orientali".

Cosa faceva la compagnia olandese delle Indie orientali?

Lo scopo della compagnia olandese delle Indie orientali era il commercio, particolarmente ottenendo un monopolio sul traffico delle spezie in Asia. Nel corso delle sue attività, la compagnia diventò una potenza coloniale in Asia, nel corso del XVII secolo, con il potere di stipulare trattati, costruire fortificazioni e condurre operazioni militari.

Cosa accadde alla compagnia olandese delle Indie orientali?

La compagnia olandese delle Indie orientali esistette per oltre 200 anni, dal 1602 fino alla sua dissoluzione per mano del governo olandese il 31 dicembre 1799.

Da cosa fu causato il declino della compagnia olandese delle Indie orientali?

Il declino della compagnia olandese delle Indie orientali fu causato da diversi fattori: gli alti costi amministrativi, la corruzione, l'elevato costo per armare le navi della compagnia per combattere i suoi rivali (come la compagnia britannica delle Indie orientali) e il calo della domanda di spezie alla fine del XVIII secolo.

Bibliografia

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Info traduttore

Giovanni De Simone
Ho conseguito la laurea in Lingue e Mediazione Culturale con il massimo dei voti presso l'Università di L'Aquila. Ho una grande passione per la storia e sono convinto che l'attività di traduzione possa arricchire la conoscenza di ciascuno di noi.

Info autore

Kim Martins
Kim vive in Nuova Zelanda ed è una scrittrice freelance. Ha una laurea in Storia e un master in Scienze del caos e della complessità. Si interessa specialmente di fiabe, mitologia ed esplorazione nel primo periodo dell'era moderna.

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Martins, K. (2023, ottobre 31). Compagnia olandese delle Indie orientali [Dutch East India Company]. (G. D. Simone, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-22368/compagnia-olandese-delle-indie-orientali/

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Martins, Kim. "Compagnia olandese delle Indie orientali." Tradotto da Giovanni De Simone. World History Encyclopedia. Modificato il ottobre 31, 2023. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-22368/compagnia-olandese-delle-indie-orientali/.

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Martins, Kim. "Compagnia olandese delle Indie orientali." Tradotto da Giovanni De Simone. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 31 ott 2023. Web. 13 giu 2024.