Deianira

Joshua J. Mark
di , tradotto da Babeth Étiève-Cartwright
pubblicato il
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Nessus Abducting Deianira (by Metropolitan Museum of Art, Copyright)
Nesso rapisce Deianira Metropolitan Museum of Art (Copyright)

Deianira (o Deianeira) era la seconda moglie dell’eroe greco e semidio Eracle (meglio conosciuto come Ercole, figlio del dio Zeus e della mortale Alcmena). Era figlia del re Eneo e della regina Altea di Calidone. Durante il periodo delle famose Dodici fatiche di Ercole (Dodici fatiche di Ercacle), questi intraprese una sorta di avventura secondaria per salpare con Giasone e gli Argonauti e, in questo viaggio, incontrò l’eroe Meleagro, figlio di Eneo. Quando Meleagro nacque, le Parche predissero che sarebbe vissuto fino a quando un ceppo, che in quel momento ardeva nel focolare di famiglia, non si fosse consumato. Sua madre strappò immediatamente il ceppo dal fuoco, lo bagnò con dell’acqua e lo nascose in un armadio.

Molti anni dopo, quando Meleagro uccise intenzionalmente i propri fratelli in seguito alla caccia al cinghiale di Calidona, Altea, accecata dal dolore, recuperò il ceppo, lo gettò nel fuoco e Meleagro morì. Ercole incontrò in seguito lo spirito di Meleagro durante la sua dodicesima fatica, quando scese negli Inferi per riportare il cane a tre teste Cerbero che custodiva le porte dell’Ade. Meleagro gli disse di essere turbato perché la sorella Deianira era rimasta nubile sulla terra. Chiese ad Ercole di tornare nel mondo dei mortali e di sposarla, affinché non invecchiasse e non rimanesse senza amore nella casa del padre. Ercole promise al fantasma che avrebbe sposato la donna, se ne avesse avuto la possibilità.

Incontro tra Deianira ed Ercole

Una volta completate le sue fatiche, Ercole visse ulteriori avventure, e non viene mai menzionato se abbia mai ripensato a Meleagro e alla sua richiesta. Certamente c’erano molti altri eventi urgenti a occupare la sua mente. Uccise il principe Ifito di Oichalia e, per espiare questo peccato, si vendette come schiavo alla regina Omfalē, la quale lo costrinse a indossare abiti femminili e a dedicarsi al ricamo insieme alle dame di corte.

Una volta liberato da Omfalē, si lanciò in ulteriori avventure, quali la conquista di Troia, la guerra contro i Titani e una missione di vendetta contro il re Augia, che riteneva lo avesse ingannato in precedenza venendo meno a un accordo che avevano stipulato. Trascorsero diversi anni prima che Ercole giungesse a Calidone e incontrasse Deianira.

Deianira non era interessata a sposare nessuno dei suoi pretendenti, e forse non pensava nemmeno al matrimonio, finché non si innamorò di Ercole.

Che egli si ricordasse o meno della promessa fatta a Meleagro sembra irrilevante, poiché si innamorò rapidamente della bellissima principessa, che era così indipendente da guidare personalmente il proprio carro da guerra ed era esperta nelle arti belliche. Sembra inoltre che Meleagro non dovesse preoccuparsi dello stato civile della sorella, poiché era di tale bellezza e fascino da avere molti pretendenti desiderosi di sposarla. Lei non era interessata a sposare nessuno di loro e, forse, non pensava nemmeno al matrimonio finché non si innamorò di Ercole.

Quando Ercole dichiarò le proprie intenzioni, la maggior parte dei pretendenti si ritirò, ma uno di loro, il dio del fiume Acheloo, non volle tirarsi indietro di fronte alla sfida di un mortale. Lottò contro Ercole per la mano di Deianira e continuava a cambiare forma proprio quando Ercole era sul punto di vincere. Alla fine si trasformò in un toro e caricò Ercole, il quale gli spezzò una delle corna e non gliela restituì finché il dio non si arrese, cosa che fece rapidamente; dopodiché, Ercole e Deianira si sposarono.

Matrimonio di Deianira ed Ercole

La nuova coppia visse felicemente per un certo tempo a Calidone, finché Ercole non uccise accidentalmente il coppiere di suo suocero. Sebbene si fosse trattato di un incidente e il re lo avesse perdonato, Ercole non riusciva a perdonare se stesso e decise quindi di lasciare il regno insieme a Deianira. Durante il loro viaggio, giunsero al fiume Eveno e lì incontrarono il centauro Nesso, che si offrì di trasportare Deianira sulle spalle. Una volta raggiunta l’altra sponda, però, egli tentò di violentarla ed Ercole lo colpì con una delle sue frecce.

Si trattava delle stesse frecce che Ercole aveva intinto nel sangue del mostro a nove teste noto come Idra durante la seconda delle sue Dodici fatiche, per intingerne le punte nel veleno, poiché il sangue dell’Idra era estremamente letale. Nesso, quindi, stava morendo rapidamente mentre il veleno gli scorreva nelle vene, quando disse a Deianira che il suo sangue possedeva una qualità speciale come filtro d’amore e che lei avrebbe dovuto raccoglierne un po’ in una fiala.

Se mai avesse avuto il sospetto che Ercole potesse amare un’altra donna, le disse, avrebbe dovuto spruzzare il sangue sulla sua tunica e lui sarebbe rimasto innamorato di Deianira per sempre, senza mai nemmeno notare altre donne. Nesso capiva, ovviamente, che il suo sangue, ormai avvelenato, sarebbe stato letale per qualsiasi mortale, e questa era il suo modo di vendicarsi della freccia di Ercole.

Gilded Bronze Hercules
Statua di Ercole in bronzo dorato Mark Cartwright (CC BY-NC-SA)

Ercole e Deianira lasciarono il cadavere di Nesso in riva al fiume e proseguirono il viaggio. Si stabilirono nella città di Trachis, misero su famiglia e, ancora una volta, furono felici per un certo periodo, finché Ercole non partì in guerra contro Eurito, il quale, proprio come Augia, lo aveva insultato in passato. Uccise Eurito e prese come concubina sua figlia Iole (che aveva già conquistato in una gara di tiro con l’arco, ma alla quale Eurito gli aveva negato il premio). Un’altra versione del mito narra come aiutò Artemide ad uccidere un cinghiale che stava devastando il regno e ricevette Iole in dono.

Ercole organizzò quindi un banchetto per celebrare la vittoria e chiese a Deianira di inviargli la sua migliore tunica da indossare durante la festa. Deianira, temendo che Ercole ora preferisse Iole a lei, immerse la tunica nel sangue di Nesso e poi ne lavò via le macchie, lasciando solo il veleno. Non appena Ercole indossò la tunica, fu colto da atroci dolori e cominciò a bruciare. Si strappò la tunica di dosso, ma il veleno si era già incrostato sulla sua pelle.

Essendo un semidio, non poteva morire rapidamente e così soffrì mentre il veleno gli penetrava nel corpo, diventando sempre più debole finché, distendendosi su una pira funeraria che egli stesso aveva costruito, morì. La sua parte immortale fu presa da suo padre Zeus per dimorare tra gli dei. Deianira, rendendosi conto di essere stata ingannata da Nesso e di aver ucciso suo marito, si impiccò.

Deianira nella letteratura

La sua storia è raccontata con grande empatia nella tragedia del drammaturgo greco Sofocle Le donne di Trachis (scritta intorno al 450 a.C.) e anche dal poeta romano Ovidio (43 a.C. – 14 d.C. circa) nelle sue Eroidi, dove uno dei capitoli è presentato come una lettera di Deianira a Ercole mentre questi era lontano, in cui lei esprime il proprio amore per lui e gli chiede quando potrà tornare da lei.

È presente anche nell’opera Hercules Oetaeus (Ercole sul monte Eta) del drammaturgo romano Seneca (noto anche come Seneca il Giovane, 4 a.C.–65 d.C.), dove viene descritta come una donna vendicativa e gelosa che uccide Ercole per rancore. Gli storici hanno messo in dubbio che l’opera sia stata effettivamente scritta da Seneca, ma, chiunque ne sia l’autore, si è ispirato fortemente all’opera precedente di Sofocle, mantenendo molte delle stesse scene e lo stesso svolgimento narrativo e discostandosene in modo significativo solo per quanto riguarda il personaggio di Deianira.

Questa versione di Deianira, sebbene rappresenti una lettura molto meno compassionevole della storia, è in linea con il significato del suo nome: "distruttrice di uomini". Le versioni precedenti della sua storia la presentano generalmente come colei che, inconsapevolmente, causa la morte di Ercole per amore nei suoi confronti e come un personaggio compassionevole che incontra una fine tragica.

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Mark, J. J. (2026, luglio 08). Deianira. (B. Étiève-Cartwright, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-13077/deianira/

Stile CHICAGO

Mark, Joshua J.. "Deianira." Tradotto da Babeth Étiève-Cartwright. World History Encyclopedia, luglio 08, 2026. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-13077/deianira/.

Stile MLA

Mark, Joshua J.. "Deianira." Tradotto da Babeth Étiève-Cartwright. World History Encyclopedia, 08 lug 2026, https://www.worldhistory.org/trans/it/1-13077/deianira/.

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