Abu Simbel

Definizione

Joshua J. Mark
da , tradotto da Omar Carminati
pubblicato il
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Disponibile in altre lingue: Inglese, Francese, Spagnolo
The Small Temple, Abu Simbel (by Dennis Jarvis, CC BY-SA)
Il piccolo tempio, Abu Simbel
Dennis Jarvis (CC BY-SA)

Abu Simbel è un antico complesso di templi scavato in una scogliera rocciosa nell'Egitto meridionale e situato sulla seconda cataratta del Nilo. I due templi che compongono il sito furono ricavati durante il regno di Ramesse II (c. 1279 - c. 1213 a.C.) tra il 1264 e il 1244 a.C. o tra il 1244 e il 1224 a.C. La discrepanza nelle date è dovuta alle diverse interpretazioni della vita di Ramesse II da parte degli studiosi. È però certo, sulla base dell'ampio apparato iconografico all'interno del grande tempio, che le strutture furono create, almeno in parte, per celebrare la vittoria di Ramesse sugli Ittiti nella battaglia di Kadesh nel 1274 a.C. Per alcuni studiosi, questo indica la probabile data del 1264 a.C. per l'inizio dei lavori, con la vittoria che sarebbe stata allora fresca nella memoria del popolo. Tuttavia, la decisione di costruire la monumentale opera in quel preciso luogo, al confine con le terre conquistate della Nubia, fa suggerire ad altri studiosi la data del 1244 a.C., con il complesso che potrebbe essere stato costruito come simbolo di potere dopo le campagne nubiane intraprese da Ramesse e i suoi figli.

Qualunque sia la data di inizio dei lavori, si conviene che ci sono voluti vent'anni per finire il complesso e che i templi sono dedicati agli dèi Ra-Horakty, Ptah e al divinizzato Ramesse II (il grande tempio) e alla dea Hathor e alla regina Nefertari (il piccolo tempio). Mentre si crede erroneamente che il nome, "Abu Simbel", fosse usato già nell'antichità. Infatti, il nome è dovuto all'esploratore svizzero Burckhardt, che nel 1813 d.C. fu condotto al sito da un ragazzo di nome Abu Simbel. Burckhardt decise quindi di dare il nome del ragazzo al luogo. L'esploratore, tuttavia, non riuscì a portare il sito alla luce, poiché sepolto nella sabbia fino al collo dei grandi colossi, e in seguito raccontò questa esperienza all'amico ed esploratore Giovanni Belzoni. Fu Belzoni che scoprì e scavò per primo (o saccheggiò) Abu Simbel nel 1817 d.C. e si ritiene probabile che sia stato lui, non Burckhardt, ad essere condotto al sito dal giovane ragazzo e quindi a dare il suo nome al complesso. Come per altri aspetti riguardanti Abu Simbel (come la data in cui iniziarono i lavori), la verità non è chiaramente stabilita e tutto ciò che si sa è che il nome originale del complesso, se aveva una designazione specifica, è andato perduto.

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I due templi

Il grande tempio è alto 30 metri con quattro colossi seduti raffiguranti ramesse II che affiancano l'ingresso.

Il grande tempio è alto 30 metri con quattro colossi seduti che affiancano l'ingresso, due per lato, raffiguranti Ramesse II sul suo trono; ognuno alto 20 metri. Sotto queste figure giganti ci sono poi statue più piccole (ma ancora più grandi della grandezza naturale) che raffigurano i nemici conquistati da Ramesse: Nubiani, Libici e Ittiti. Ulteriori statue rappresentano i membri della famiglia reale e varie divinità protettrici e simboli di potere. Passando tra i colossi, attraverso l'ingresso centrale, l'interno del tempio è decorato con incisioni raffiguranti Ramesse e Nefertari che rendono omaggio agli dèi. La grande vittoria di Ramesse a Kadesh (considerata dagli studiosi moderni più un pareggio che un trionfo egizio) è raffigurata in dettaglio sulla parete nord della sala ipostila. Secondo gli studiosi Oakes e Gahlin, queste incisioni degli eventi che circondano la battaglia,

Presentano un resoconto vivace sia nei rilievi che nel testo. I preparativi per la battaglia sono in corso nell'accampamento egizio. I cavalli vengono imbrigliati o foraggiati mentre un soldato si fa medicare le ferite. È raffigurata anche la tenda del re mentre un'altra scena mostra un consiglio di guerra tra Ramesse e i suoi ufficiali. Due spie ittite vengono catturate e picchiate finché non rivelano la posizione di Muwatalli, il re ittita. Infine, le due parti si impegnano in battaglia, gli Egizi caricano in formazione ordinata mentre gli Ittiti sono confusi, i carri si schiantano, i cavalli scattano e i soldati cadono nel fiume Oronte. Nel testo, Ramesse affronta da solo l'intero esercito ittita, a parte il sostegno offerto dal [dio] Amon che lo difende in battaglia e alla fine gli consegna la vittoria. (208).

Abu Simbel Panorama
Vista su Abu Simbel
Dennis Jarvis (CC BY-SA)

Il piccolo tempio si trova nelle vicinanze ed è alto 12 metri e lungo 28. Questo tempio è anche adornato da colossi sulla facciata anteriore, tre su ambo i lati del portale, raffiguranti Ramesse e la regina Nefertari (quattro statue del re e due della regina) ad un'altezza di 10 metri. Il prestigio della regina è evidente in quanto, di solito, una donna veniva rappresentata su scala molto più piccola rispetto a quella del faraone, mentre ad Abu Simbel Nefertari ha le stesse dimensioni di Ramesse. Il piccolo tempio è anche degno di nota in quanto fu solo la seconda volta nella storia dell'antico Egitto che un sovrano dedicò un tempio a sua moglie (la prima volta fu il faraone Akhenaton, 1353-1336 a.C., che dedicò un tempio alla regina Nefertiti). Le pareti di questo tempio ritraggono Ramesse e Nefertari che fanno offerte agli dèi e la dea Hathor.

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Un sito sacro

La posizione del sito era sacra alla dea Hathor molto prima che vi fossero costruiti i templi e, si pensa, fu scelta da Ramesse proprio per questo motivo. In entrambi i templi, Ramesse è riconosciuto come un dio tra gli dèi e la scelta di costruire in un luogo già sacro avrebbe rafforzato questa impressione tra il popolo. I templi sono anche allineati verso est in modo che, due volte l'anno, il 21 febbraio e il 21 ottobre, il sole splende direttamente nel santuario del grande tempio per illuminare le statue di Ramesse e del dio Amon. Si pensa che le date corrispondano al compleanno e all'incoronazione di Ramesse. L'allineamento delle strutture sacre con il sole che sorge o tramonta, o con la posizione del sole ai solstizi, era comune in tutto il mondo antico (come a Newgrange in Irlanda e Maeshowe in Scozia) ma il santuario del grande tempio differisce da questi altri siti in quanto la statua del dio Ptah, tra le altre, è accuratamente posizionata in modo da non venire mai illuminata. Poiché Ptah era associato al mondo sotterraneo egizio, la sua immagine era mantenuta nell'oscurità perpetua.

Abu Simbel Interior
Interni di Abu Simbel
Man77 (GNU FDL)

La diga di Assuan

Negli anni '60 del Novecento, il governo egiziano progettò la costruzione della diga di Assuan sul Nilo che avrebbe sommerso entrambi i templi (e anche le strutture circostanti come il tempio di File). Tra il 1964 e il 1968, fu quindi condotta un'imponente operazione in cui entrambi i templi furono smantellati e ricollocati 65 metri sull'altopiano delle scogliere, su cui un tempo sedevano, e ricostruiti a 210 metri nord-ovest dalla loro posizione originale. Questa iniziativa è stata guidata dall'UNESCO, con un team multinazionale di archeologi, per un costo di oltre 40 milioni di dollari. È stata prestata molta attenzione nell'orientare entrambi i templi esattamente nella stessa direzione di prima e una montagna artificiale è stata eretta per dare l'impressione dei templi scavati nella parete rocciosa. Secondo Oakes e Gahlin:

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Prima dell'inizio dei lavori, è stato necessario costruire una diga a cassettoni per proteggere i templi dal rapido aumento dell'acqua. Quindi i templi sono stati segati in blocchi, facendo attenzione che i tagli fossero fatti dove sarebbero stati meno evidenti una volta rimontati. Le pareti e i soffitti interni erano sospesi da una struttura portante di cemento armato. Quando i templi furono rimontati, le giunzioni furono riparate da una malta di cemento e sabbia del deserto. Ciò è stato fatto in modo così discreto che oggi è impossibile vedere dove sono stati realizzati i giunti. Entrambi i templi si trovano ora all'interno di una montagna artificiale fatta di macerie e roccia, sorretta da due vaste cupole di cemento armato. (207).

Anche tutte le statue e le stele più piccole che circondavano il sito originale del complesso furono spostate e collocate nelle posizioni corrispondenti ai templi. Tra questi ci sono stele raffiguranti Ramesse che sconfigge i suoi nemici, vari dèi e una stele raffigurante il matrimonio tra Ramesse e la principessa ittita Naptera, che ratificò il trattato di Kadesh. Tra questi monumenti è inclusa la stele di Ashahebsed, il caposquadra che organizzò la manodopera che costruì il complesso. Questa stele racconta che Ramesse decise di costruire il complesso come testimonianza duratura della sua gloria e che perciò gli affidò i lavori. Oggi Abu Simbel è il sito antico più visitato in Egitto dopo le Piramidi di Giza e ha persino un proprio aeroporto per supportare le migliaia di turisti che arrivano ogni anno.

Info traduttore

Omar Carminati
Omar Carminati is an Italian language teacher based in Melbourne, Australia. Born and raised in Italy, Omar moved Down Under in 2017. Passionate about history and philosophy, he spends his time reading, researching and translating.

Info autore

Joshua J. Mark
Scrittore freelance ed ex Professore part-time di Filosofia presso il Marist College (New York), Joshua J. Mark ha vissuto in Grecia ed in Germania ed ha viaggiato in Egitto. Ha insegnato storia, scrittura, letteratura e filosofia all'università.

Cita questo lavoro

Stile APA

Mark, J. J. (2018, maggio 09). Abu Simbel [Abu Simbel]. (O. Carminati, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-287/abu-simbel/

Stile CHICAGO

Mark, Joshua J.. "Abu Simbel." Tradotto da Omar Carminati. World History Encyclopedia. Modificato il maggio 09, 2018. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-287/abu-simbel/.

Stile MLA

Mark, Joshua J.. "Abu Simbel." Tradotto da Omar Carminati. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 09 mag 2018. Web. 06 ott 2022.