L'Affare XYZ fu un incidente diplomatico che avvenne tra il 1797 e il 1798 e che coinvolse i diplomatici di Stati Uniti d'America e Francia Rivoluzionaria. Nel bel mezzo delle tensioni crescenti tra le due nazioni, il presidente John Adams inviò degli emissari a Parigi a negoziare un accordo, per giungere poi a scoprire che i Francesi non erano disponibili ad alcun negoziato a meno che gli States non avessero pagato una tangente. Ciò contribuì allo scoppio della Quasi-guerra.
L'affare scoppiò in un periodo in cui la contemporanea Rivoluzione Francese (1789-1799) stava già provocando divisioni all'interno della politica americana. Il Partito nazionalista Federalista - di cui faceva parte il Presidente Adams - era sconvolto dalla violenza della Rivoluzione Francese e voleva allontanare gli Stati Uniti dalla sfera della Francia. Per fare ciò, essi cercarono di promuovere una più stretta collaborazione politica ed economica con la Gran Bretagna, vista come alleato naturale degli Stati Uniti. Ciò fu causa di indignazione nella fazione politica rivale, il Partito Democratico-Repubblicano (i democratici Jeffersoniani), che sosteneva che legami più stretti con la Gran Bretagna non avrebbero fatto altro che minare il repubblicanesimo negli US. Allo stesso tempo, la Repubblica Francese vedeva la relazione nascente tra i due paesi come un atto di aggressione e autorizzò attacchi alle imbarcazioni mercantili americane nel tardo 1796.
Nel 1797, il presidente Adams cercò di risolvere il problema a livello diplomatico e mandò tre inviati in Francia. Essi pensavano di essere ricevuti dal ministro degli Esteri Francese, Charles Maurice de Talleyrand-Périgord; invece, si trovarono di fronte a tre intermediari francesi (indicati nei dispacci in codice come 'X', 'Y', e 'Z') i quali insistevano affinché gli Stati Uniti pagassero una pesante ammenda per poter incontrarsi poi con Talleyrand e iniziare le negoziazioni. Divenuto di pubblico dominio negli Stati Uniti, l'evento infiammò l'opinione pubblica contro i Francesi, il che portò a un crescente supporto per Adams e i Federalisti anti-francesi. Le crescenti tensioni franco-americane portarono a un breve e non dichiarato conflitto chiamato la Quasi-guerra (1798-1800), oltre all'approvazione degli Alien and Sedition Acts del 1798.
Contesto
Nel 1778, il regno di Francia aveva firmato un Trattato di Alleanza con i neonati Stati Uniti. La Guerra d'indipendenza americana era in corso da tre anni, e gli americani avevano più volte dimostrato la propria resilienza e determinazione in battaglia contro i Britannici; tuttavia, era chiaro a tutti che la ribellione Americana sarebbe vacillata in caso di mancato supporto di una potenza Europea. La Francia era felice di impegnarsi in tal senso, ritenendo che una vittoria in America avrebbe umiliato e indebolito il proprio rivale, la Gran Bretagna. La Francia approvvigionò gli americani con armi, munizioni, uniformi, truppe e navi e la guerra si trasformò in un conflitto globale, una minaccia per le colonie britanniche in India e nelle Indie Occidentali, il che costrinse la Gran Bretagna a spargere le sue risorse militari in modo frammentario. I soldati francesi e le loro navi si dimostrarono essenziali per la decisiva vittoria americana nell'Assedio di Yorktown, scontro che consolidò l'indipendenza americana. Sicuramente, i francesi contribuirono in modo importante alla vittoria finale americana e riuscirono a sferrare un colpo al crescente prestigio britannico.
Ma un tale conflitto comportò dei costi enormi, e la Francia spesso si ritrovò sommersa dai debiti. I tentativi di risolvere il problema fallirono e la crisi economica francese sfociò in una rivoluzione. Le notizie della Presa della Bastiglia del luglio 1789 piacquero agli americani, proprio come la proclamazione della Prima Repubblica Francese tre anni dopo. Gli americani erano felicissimi che i loro fratelli in armi francesi stessero seguendo il loro esempio e si stessero liberando dalle catene della monarchia, a tal punto che Thomas Jefferson e i suoi sostenitori diedero il benvenuto alla Repubblica Francese quale "nostra sorella minore" (Wood, 182). Ma poi iniziò la violenza: i Massacri di settembre, il processo e l'esecuzione di Luigi XVI e l'inizio del regno del Terrore che insanguinò le strade di Parigi e gettò la giovane Repubblica Francese nel caos. Sotto al nuovo regime Giacobino, centinaia di migliaia di cittadini-soldato francesi invasero l'Europa, pronti a diffondere la libertà e l'uguaglianza con le baionette. Le Guerre rivoluzionarie francesi scoppiarono presto dato che le grandi potenze europee - Austria, Prussia, Spagna, Portogallo, e Gran Bretagna tra tutte - si armarono contro i francesi.
Persino in quel momento, la Rivoluzione francese era sostenuta negli Stati Uniti, con uomini quali Jefferson che credevano che un po' di violenza fosse il prezzo da pagare per ottenere la libertà. Essi credevano che il Trattato di alleanza del 1778 fosse ancora in vigore e spingevano l'amministrazione Washington affinché offrisse supporto alla loro repubblica sorella. Tuttavia, il presidente George Washington era restio a offrire un tale sostegno. Sapeva che così facendo avrebbe rischiato di inimicarsi la Gran Bretagna, con la quale le relazioni erano già negative, in un periodo in cui gli Stati Uniti erano completamente impreparati per una guerra. Invece, Washington emise un Proclama di Neutralità il 22 aprile 1793, in cui prometteva di mantenere gli Stati Uniti fuori dalle Guerre rivoluzionarie francesi. L'anno seguente, la sua amministrazione negoziò un trattato con la Gran Bretagna - il controverso Trattato Jay (Trattado di Londra del 1794), ratificato dal Congresso nel 1795, che creò legami più forti a livello economico e politico tra Gran Bretagna e Stati Uniti. Mentre ciò portò al raggiungimento dell'obiettivo dell'amministrazione Washington e del Partito Federalista di evitare un'altra guerra con l'Inghilterra, dall'altro lato indignò la fazione Jeffersoniana degli americani (i democratico-repubblicani), che volevano ancora sostenere la Francia e temevano che il trattato avrebbe portato gli Stati Uniti troppo vicini alla sfera di influenza britannica.
La stessa Repubblica Francese rimase indignata dal Trattato Jay, interpretandolo come un'alleanza anglo-americana. I francesi si sentivano particolarmente traditi perché credevano che il Trattato di alleanza del 1778 fosse ancora in vigore e si attendevano un supporto americano. Essi reagirono nel 1796 quando i corsari francesi iniziarono ad attaccare le imbarcazioni americane nelle Indie Occidentali britanniche. Nel giro di un anno, furono catturate quasi 300 navi mercantili americane, le loro ciurme furono spesso soggette a maltrattamenti; in uno di questi, i francesi torturarono il capitano americano della Cincinnatus con viti a pollice per fargli confessare che stava trasportando merci britanniche. Nel mezzo di queste crescenti tensioni, Washington, che si stava preparando a lasciare l'incarico, richiamò James Monroe dall'ambasciata in Francia, temendo che Monroe fosse troppo favorevole ai francesi. Al suo posto, Washington inviò Charles Cotesworth Pinckney, un convinto Federalista dal South Carolina; ma quando Pinckney arrivò a Parigi, i francesi si rifiutarono persino di accoglierlo. Questa era la situazione quando John Adams fu inaugurato come secondo presidente degli Stati Uniti il 4 marzo 1797 - una scontenta fazione filo-francese sul suolo americano, e un'aggressiva Repubblica Francese decisa ad affermare la propria volontà.
Il Presidente Adams si rivolge al Congresso
Il 16 maggio 1797, il Presidente Adams convocò una sessione straordinaria del Congresso per riferire delle crescenti ostilità con la Francia. Esordì affermando che la Francia aveva "inflitto una ferita nel petto americano", ma che era sua intenzione curare qualsiasi infortunio fatto da entrambi i partiti e riparare l'amicizia tra gli States e la Francia. Proprio come Washington aveva evitato la guerra con la Gran Bretagna negoziando il Trattato Jay, Adams intendeva mandare un corpo diplomatico a Parigi per negoziare un accordo per conto proprio. Tuttavia, Adams sottolineava che gli Stati Uniti dovevano essere pronti nel caso in cui tali trattative non fossero andate in porto, e chiese al Congresso il sostegno per costruire l'esercito americano.
Mentre ci stiamo impegnando per limare le differenze con la Francia attraverso negoziazioni amichevoli, con il progredire della guerra in Europa, le depredazioni nei confronti del nostro commercio, le ingiurie personali ai nostri cittadini e l'andamento generale dei nostri affari, ritengo mio dovere raccomandare la vostra considerazione di misure di difesa efficaci (McCullough, 484).
Adams non era un guerrafondaio, ma sapeva che un più forte esercito americano avrebbe aggiunto importanza agli emissari che stava per mandare a Parigi e avrebbe forse scoraggiato i francesi dal compiere azioni troppo avventate. Per questa delicata azione diplomatica, Adams scelse John Marshall, un avvocato quarantaduenne della Virginia, e Elbridge Gerry, un politico cinquantatreenne del Massachusetts che aveva firmato la Dichiarazione di Indipendenza. Marshall e Elbridge dovevano accordarsi con Pinckney, il quale era ancora a Parigi, per poi negoziare un trattato con i francesi in cui sarebbe stata affermata la neutralità americana e si sarebbero ottenute relazioni commerciali. I tre commissari americani sapevano che avrebbero dovuto avere a che fare con il Direttorio francese, l'assemblea dei cinque uomini che governava la Francia e che era nota per la sua corruzione, oltre al Ministro degli Esteri francese, Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord. Con un passato da vescovo cattolico, Talleyrand aveva vissuto per un breve periodo in esilio a Philadelphia durante il Regno del Terrore, ma era tornato dopo alla caduta di Maximilien Robespierre nel 1794. Né Adams né i suoi commissari avevano passato molto tempo con lui quando era in America e perciò non sapevano cosa aspettarsi.
L'affare
Marshall ed Elbridge arrivarono a Parigi nei primi di ottobre del 1797 e, dopo essere stati raggiunti da Pinckney, andarono a richiedere un'udienza con Talleyrand. Essi dovettero attendere diversi giorni prima di ricevere un appuntamento con il Ministro degli Esteri. L'incontro durò appena 15 minuti, durante i quali Talleyrand pretese una spiegazione riguardo al discorso belligerante di Adams di maggio, in cui aveva richiesto un rafforzamento dell'esercito; Talleyrand disse che il discorso del presidente aveva innervosito i Direttori, che si stavano già occupando dei nemici su tutti i fronti, e disse agli inviati che la retorica di Adams era troppo ostile. I commissari insistettero sul fatto che il loro unico desiderio fosse la neutralità, e l'incontro giunse alla sua conclusione. Nei giorni successivi, gli americani furono lasciati in attesa di un altro incontro, ma ogni loro richiesta di vedere Talleyrand non riceveva risposta.
Poi, il silenzio fu brutalmente rotto da tre agenti francesi che proclamarono di essere segreti intermediari che lavoravano per Talleyrand. I loro nomi erano Jean Conrad Hottinguer, Pierre Bellamy e Lucien Hauteval - gli inviati americani si riferirono a loro come 'X, Y, e Z' nei loro dispacci in codice rivolti al Segretario di Stato Timothy Pickering. Gli intermediari informarono gli inviati che Talleyrand era desideroso di aiutare gli Stati Uniti a guadagnarsi il favore del suo governo ma avrebbe potuto fare ciò solo a determinate condizioni. Affinché iniziassero le negoziazioni, gli americani avrebbero dovuto innanzitutto presentare delle scuse formali per il discorso bellicoso anti-francese di Adams del 16 maggio. In seguito, avrebbero dovuto pagare una gentilezza (una tangente) a Talleyrand in persona come segno di buona volontà, e una somma, a detta degli intermediari, di $250,000. In aggiunta, la Repubblica Francese avrebbe richiesto un prestito di $10 milioni come compensazione per gli 'insulti' del discorso del Presidente Adams. Solo in seguito a questi pagamenti Talleyrand avrebbe acconsentito a un altro incontro con gli inviati per negoziare un trattato.
Gli inviati riconobbero queste condizioni per ciò che erano: la richiesta di una tangente. Il 22 ottobre e l'8 novembre, Marshall scrisse lunghi dispacci in codice al Segretario di Stato Pickering in cui spiegava la situazione. Nel frattempo, gli americani provavano a persuadere gli agenti francesi ad aprire le negoziazioni senza dover pagare tali consistenti somme, ma gli agenti rifiutarono. Dal loro canto, essi si mostrarono più impazienti e ricorsero addirittura a minacciare gli Stati Uniti, affermando che qualsiasi nazione che non avesse attivamente aiutato la Francia sarebbe stata trattata da nemica. Quando 'X', 'Y', e 'Z' chiesero ancora se gli americani avrebbero pagato, Pinckney perse la pazienza, gridando, "No! No! Nemmeno un soldo!" (McCullough, 496). Questi dialoghi infruttuosi e informali continuarono fino alla primavera successiva, ma fu presto chiaro che non avrebbero portato a nulla. Il 24 aprile 1798, Marshall e Pinckney presero la via di casa. Gerry, che aveva litigato coi suoi colleghi, decise di restare a Parigi per continuare a provare a raggiungere un accordo. Egli restò in Europa fino all'ottobre 1798, quando anche lui tornò a casa.
Reazione e conseguenza
Il 4 marzo 1798, i dispacci in codice di Marshall giunsero sulla scrivania di Adams, avvertendo il presidente della corruzione e delle minacce a cui erano stati soggetti gli inviati americani. Adams, sostenendo che i dispacci avrebbero potuto causare tensione tra il pubblico, optò per mantenere segreto il loro contenuto. Il giorno seguente, egli informò il Congresso che le negoziazioni erano fallite e, due settimane dopo, richiese formalmente che il Congresso iniziasse ad armare la marina americana e a costruire armi. Il Vice Presidente Thomas Jefferson, visto ancora come un leader del Partito Democratico-Repubblicano filo-francese, si arrabbiò quando ne venne a conoscenza. Chiamò folle il messaggio di Adams al Congresso e iniziò a chiedere ai suoi amici nel Congresso di ritardare ogni atto che avrebbe potuto portare alla guerra. "Se solo riuscissimo a vincere questa stagione", disse al suo alleato James Madison, "Dovremmo essere salvi" (Wood, 242).
Per ritardare la mobilitazione militare, i Democratico-Repubblicani nel Congresso iniziarono a chiedere la pubblicazione dei dispacci di Marshall. Inconsci del loro vero contenuto, i Democratico-Repubblicani credevano che i dispacci avrebbero mostrato che i francesi erano desiderosi di negoziare e che Adams e i suoi alleati Federalisti stavano reagendo in modo esagerato. Il 2 aprile 1798, la House of Representatives approvò una risoluzione con cui si richiedeva ad Adams di pubblicare il testo integrale dei dispacci; il presidente annunciava che si sarebbe impegnato a fare ciò non appena gli inviati americani fossero stati al sicuro al di fuori della Francia. Nel frattempo, consegnò i dispacci al Senato affinché li controllasse in privato. Molti senatori erano sconvolti dal comportamento degli agenti francesi, che mostrava un palese disprezzo per gli Stati Uniti. Anche i senatori che erano ferventi Democratico-Repubblicani non sapevano come giustificare il comportamento francese. Il Senato votò in favore della pubblicazione dei dispacci, e presto il testo integrale fu stampato sui giornali di tutto il paese.
La conseguenza accese l'opinione pubblica americana contro i Francesi. I Federalisti, che per lungo tempo avevano avvertito riguardo i mali della Rivoluzione Francese, sembravano essere stati vendicati, e godettero di un aumento di popolarità; i Democratico-Repubblicani, nel mentre, potevano solamente opporsi alla retorica dicendo che avrebbe potuto portare alla guerra. John Marshall fu accolto da eroe quando tornò a Philadelphia a giugno, e delle dimostrazioni patriottiche anti-francesi esplosero in ogni grande città; una tale francofobia avrebbe portato all'approvazione dei controversi Alien e Sedition Acts in quella stessa estate. Lo slogan "Milioni per la difesa ma neanche un centesimo per il tributo!" divenne un celebre grido di battaglia federalista, nel momento in cui i cittadini americani chiedevano a gran voce la guerra. Il 7 luglio 1798, il Congresso approvò finalmente l'uso della forza contro le navi di guerra francesi nelle acque americane, dando il via a un limitato conflitto navale conosciuto come la Quasi-guerra.
Nonostante questo rinnovato supporto, Adams si astenne ancora dal chiedere al Congresso una dichiarazione ufficiale di guerra e, all'inizio del 1799, inviò un'altra delegazione a Parigi per fare un tentativo finale per il raggiungimento di un accordo di pace prima che il tutto degenerasse ancora di più. Non appena questo nuovo gruppo di inviati arrivò, un nuovo governo regnava in Francia; Napoleone Bonaparte aveva rovesciato il Direttorio con il colpo di stato del 18 brumaio e ora governava come Primo Console. Bonaparte era molto più aperto a restaurare buoni rapporti con gli Stati Uniti rispetto ai Direttori e diede istruzioni a Talleyrand - che fu nominato Ministro degli Esteri - affinché aprisse le negoziazioni. La Convenzione risultante del 1800 cancellò gli insulti dell'Affare XYZ e concluse la Quasi-guerra prima che potesse volgere al peggio. La restaurazione di buone relazioni franco-americane permise l'acquisto della Louisiana, che sarebbe avvenuto tre anni dopo. L'Affare XYZ, perciò, fu un importante episodio all'inizio della storia degli Stati Uniti. Esso portò alla costruzione dell'esercito americano per la prima volta dai tempi della rivoluzione, fu un fattore importante per la Quasi-guerra e per gli Alien e Sedition Acts, e contribuì ad alimentare l'aspra faziosità che si stava sviluppando nella politica statunitense.

