La Storia Segreta dei Mongoli è una cronaca scritta nel XIII secolo e.c. (con alcune aggiunte posteriori) ed è il testo mongolo medievale più antico e importante. Il libro tratta le origini del popolo mongolo, la salita al potere e il regno di Gengis Khan (r.1206 - 1227 e.c.) e il regno del figlio e successore Ogodei Khan (r. 1229 - 1241 e.c.). Scritto da un punto di vista mongolo, a differenza della maggior parte delle altre fonti medievali che trattano l'Impero Mongolo, questo testo è una fonte inestimabile per la conoscenza delle loro leggende, storie orali e scritte e con la sua rassegna su Gengis Khan e i suoi ordini imperiali, ci fornisce una prospettiva unica su uno dei leader più importanti della storia mondiale. Il titolo include la parola "segreto" perché solo i membri della famiglia imperiale e coloro che godevano di favori speciali, oppure solo i Mongoli, erano autorizzati a leggerlo, anche se altre versioni circolavano in luoghi remoti come il Tibet.
Datazione
La Storia Segreta dei Mongoli fu scritta nel XIII secolo e.c. con alcune parti scritte forse già intorno al 1228 o 1229 come indicato nel colofone sopravvissuto. La data esatta di composizione non è menzionata esplicitamente nel testo, ma indicata più vagamente come "Anno del Topo". Fortunatamente la data è ulteriormente indicata come il periodo del gran kurultai nell'Isola Kode, un incontro tra i leader mongoli più anziani per eleggere il nuovo Khan. Si tratta molto probabilmente dell’incontro in cui venne formalmente eletto Ogedei Khan nel 1228 e.c. (un titolo che inizialmente rifiutò, ma che accettò l’anno successivo). Pertanto il 1228 e.c. è l'anno del Topo. Tuttavia, poiché una parte del testo riguarda il successivo regno di Ogedei, logicamente queste sezioni furono aggiunte in una data successiva, probabilmente a metà del XIII secolo e.c. Il 1240, 1252 e il 1264 e.c. furono tutti Anni del Topo, ma se la cronaca fosse stata scritta in una delle due date successive, sarebbe strano che la morte di Ogodei non fosse stata menzionata. Inoltre non fu tenuto alcun kurultai in quegli anni. È anche vero che alcune parti del materiale pre-Ogodei sembrano aggiunte successivamente al 1229 e.c. poiché vi sono delle discrepanze ed errori nelle date, talvolta anche di 12 anni. Infine ci sono chiari cambiamenti editoriali, ad esempio in alcune grafie che riflettono l'evoluzione della lingua mongola che indicano che il testo fu in qualche misura rivisto dopo il 1229 e.c. forse fino al XIV secolo e.c.
Autore dell'Opera
L'autore della Storia Segreta non è noto ma a giudicare dallo scopo dell'opera, è chiaramente evidente che fu scritta da qualcuno che aveva accesso ai meccanismi interni della corte imperiale mongola. Uno dei nomi proposti come probabile candidato è quello di Sigi-quduqu, figlio adottivo di Gengis Khan. Un altro possibile candidato è l'anziano ministro Onggud Cingqai e il terzo nome è quello di Tatatonga il custode del sigillo di Gengis Khan. Alcuni studiosi hanno suggerito che i due Khan, i protagonisti dell'opera, fossero stati coinvolti nella scrittura in prima persona.
Due Versioni Superstiti
Del libro oggi sopravvivono due versioni differenti. La versione più corta è scritta in lingua mongola e fu copiata nelle cronache mongole del XVI secolo Altan Tobci (Nova). Inoltre è sopravvissuto un frammento della versione originale in uiguro proveniente dal Tibet. La seconda versione delle cronache, la più lunga, è scritta in cinese e fu creata come testo di esercitazione per le traduzioni mongole - cinesi durante la Dinastia Ming (1368 - 1644 e.c.). Sebbene le traduzioni della seconda versione derivassero dall'originale mongola, vi sono tuttavia un buon numero di imprecisioni e ambiguità, date dalla non corretta interpretazione dei termini originali. Il fatto che i traduttori abbiano fatto alcune interpretazioni personali è suggerito da certe discrepanze nel confronto tra le due versioni. Il colofone sopravvissuto appartiene alla versione più lunga.
Contenuto
La versione più lunga della Storia Segreta è costituita da 12 capitoli, 282 paragrafi ed è divisa in quattro parti. La prima parte tratta delle leggende mongole, più una saga poetica e non vi sono date. La seconda parte è più storica, anche se afferma di contenere quelli che furono i discorsi diretti dei personaggi coinvolti, e tratta degli antenati, dell’ascesa e del regno di Gengis Khan, fondatore dell’Impero Mongolo (1206-1368 e.c.). Ogni anno è trattato in sequenza e particolare attenzione è riservata a come Gengis Khan sottomise e strinse alleanze con le numerose tribù della steppa asiatica. La terza parte consiste in documenti aggiuntivi relativi alla parte precedente, in particolare i jarliq, o ordini imperiali. La quarta parte riguarda il regno del figlio e successore di Gengis, Ogedei Khan, fino circa al 1240 e.c. poco prima della sua morte avvenuta nel 1241 e.c. Questa ultima parte è scritta nello stesso stile della seconda parte, il che suggerisce che siano state scritte dalla stessa persona. La versione più corta della Storia Segreta, sebbene sembri essere la versione più pura rispetto al testo cinese più lungo, manca di alcuni paragrafi particolari e dell'intera quarta sezione. Alcuni studiosi hanno interpretato questo come prova che la Storia Segreta originale si concludesse con la morte di Gengis Khan e che la quarta parte sia un'aggiunta successiva, anche se inserita dallo stesso autore.
Affidabilità
Il valore della Storia Segreta come fonte storica è dibattuto tra gli studiosi, in particolare le parti iniziali poichè non hanno un confronto con fonti esterne; questo è il problema quando si tratta di testi antichi che sono unici, in quanto unica fonte di quelle vicende. Tuttavia sarebbe poco saggio liquidare la Storia Segreta come una pura invenzione, quando tratta argomenti su cui non abbiamo altre informazioni. Inoltre il testo contiene diversi aspetti negativi di Gengis Khan, per esempio il fatto che abbia ucciso il suo fratellastro, questo per tanto sembra rispondere a qualsiasi critica secondo cui la Storia Segreta potrebbe essere una rappresentazione totalmente di parte della superiorità mongola, anche se comunque rimane molto favorevole.
Quando il testo descrive gli eventi del XII secolo si dimostra, se non nei dettagli di ogni evento, generalmente attendibile se confrontato con fonti cinesi e persiane. Infine, come fonte mongola, la cronaca offre un punto di vista unico su come i Mongoli stessi percepissero il loro impero e la propria storia. L'attenzione dell'opera verso gli affari tribali e verso l'importanza della conquista della Cina, rispetto alle altrettanto vittoriose campagne in Asia Occidentale e in Europa Orientale differisce sorprendentemente dal modo in cui la storia dei Mongoli è trattata in altre fonti contemporanee e, si potrebbe anche dire, nei manuali moderni. In Mongolia la Storia Segreta è oggi considerata uno dei testi più importanti della letteratura nazionale ed è sia analizzata che studiata a memoria nelle scuole.
Estratti
Di seguito vi sono alcuni estratti della cronaca, presi dalla traduzione di F.W. Cleaves, che sebbene usi un inglese datato, rimane una traduzione completa e molto apprezzata.
La madre di Gengis Khan descrive la nascita di suo figlio:
Quando egli uscì con forza
dal mio caldo ventre,
nacque stringendo
un grumo nero di sangue
tra le sue mani.
Come il cane Khasar
che morde la propria placenta;
Come la pantera
che si slancia verso un precipizio;
Come il leone
che non riesce a reprimere la sua furia;
Come il pitone
che dice "devo ingoiare le mie prede vive";
come il girfalco
che si avventa contro la propria ombra.
(Ch. II, S78)
Genghis Khan in seguito alla vittoria sul popolo Merkide:
Abbiamo fatto in modo che i loro petti diventassero vuoti.
Abbiamo tagliato a pezzi i loro fegati.
Abbiamo reso vuoti i loro letti.
Abbiamo posto fine
agli uomini della loro stirpe.
E abbiamo abusato delle donne rimaste vive.
(Ch. III, S113)
Gengis Khan descrive con gratitudine il lavoro delle sue guardie personali:
Le mie guardie dal cuore sincero
che nella tempesta che sta arrivando,
nel freddo che farebbe tremare chiunque,
nella pioggia battente,
stanno dritte, senza prendere risposo,
Attorno alla mia tenda, con un’intelaiatura di graticcio,
hanno reso il mio cuore in pace,
mi hanno fatto giungere al trono della gioia.
Le mie fedeli guardie notturne,
che, in mezzo ai nemici che seminavano disordine,
attorno alla mia tenda con una fascia di feltro,
senza chiudere occhio,
sono rimaste in piedi, respingendo il loro assalto.
(Ch. IX, S230)
Ogodei Khan descrive i suoi miglioramenti sulla rete statale dei messaggeri:
Noi, quando i messaggeri si affrettano, li facciamo affrettare, facendoli girare tra il popolo. E il cammino dei messaggeri che corrono è lento. Ed è una sofferenza per la nazione e per il popolo. Ora noi, decidendo la questione una volta per tutte: se far venire i custodi delle stazioni di posta e i custodi dei cavalli da posta dalle diverse migliaia delle diverse regioni, stabilendo sedi fisse per le stazioni di posta, senza farli girare tra il popolo se non per questioni urgenti, non sarebbe sufficiente?
(Ch. XII, S279)
