La Stele moabita [Stele di Mesa]

Definizione

William Brown
da , tradotto da Giuseppe E. Bertagna
pubblicato il
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Disponibile in altre lingue: Inglese, Francese
Moabite Stone (by Paterm, CC BY-SA)
La Stele moabita
Paterm (CC BY-SA)

La Stele moabita, altrimenti nota come Stele di Mèsa, contiene un’antica iscrizione di Mèsa, re di Moab durante la fine del IX secolo a.C. i cui elementi corrispondono a degli eventi nella Bibbia ebraica. L’iscrizione descrive due aspetti su come Mesa ha condotto Moab alla vittoria contro l’antico Israele. Dapprima egli afferma di aver sconfitto l’antico Israele su molti fronti, catturando o reclamando molte città e uccidendone gli abitanti. In secondo luogo, Mèsa sostiene di aver ricostruito o riparato molte città e edifici, tra cui una fortezza, la residenza del re e delle cisterne per la conservazione dell’acqua. Purtroppo, le ultime cinque righe dell’iscrizione sono rovinate. Quindi, gli studiosi non sono sicuri di come finisca esattamente la storia riportata nella Stele moabita.

Di seguito, considereremo prima come è stata scoperta la Stele moabita. Successivamente, presenteremo un breve riassunto della stele, insieme a una traduzione completa. Per comprendere lo scopo del testo, considereremo brevemente la funzione della Stele moabita. Avendo identificato la funzione della Stele moabita nella storia, considereremo come essa illumini la storia più ampia della regione. Infine, saranno discusse due questioni pressanti: la divinità moabita Chèmos e come è rappresentata la religione e la politica nella Stele moabita.

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Ritrovamento

La Stele moabita fu scoperta nel 1868 d.C. a Diban, in un periodo in cui gli studiosi cercavano iscrizioni e altre prove a sostegno della storicità della Bibbia. Così, quando lo studioso Charles Clemont-Ganneau seppe che il missionario F.A. Klein aveva scoperto una grande pietra con delle iscrizioni a Diban (o Dibon), mandò due persone per raccogliere ulteriori informazioni. La prima persona fece una copia del testo. Per ragioni sconosciute, la seconda suscitò l’ira degli abitanti del villaggio. Questo portò alla frantumazione della Stele moabita. Dopo aver acquistato e localizzato i vari frammenti sul mercato delle antichità, Clermont-Ganneau ha potuto ricostruire l’intera Stele.

MOAB SI TROVAVA A EST DELL’ANTICO ISRAELE E DI GIUDA, AL DI LÀ DEL MAR MORTO.

Misura 1,15 metri di altezza e 60-68 centimetri di larghezza. 33 linee di scrittura sono leggibili sulla pietra. La lingua scritta è molto probabilmente moabita. Attualmente, la pietra moabita originale si trova nel Museo del Louvre di Parigi. Una copia è esposta all’Istituto Orientale dell’Università di Chicago.

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Riassunto della Stele moabita

La Stele moabita è scritta in prima persona, e chi parla è Mèsa, re di Moab. Mèsa regnò dall’850 a.C. circa fino alla fine del IX secolo a.C. Moab si trovava a est dell’antico Israele e di Giuda attraverso il Mar Morto. A sud di Moab c’era Edom e a nord di Moab c’era Ammon.

L’iscrizione apre descrivendo chi è Mèsa. Inoltre, dichiara lo scopo della Stele stessa: “perché egli (Chèmos, la divinità moabita) mi salvò da tutti gli assalitori e perché mi fece aver la meglio su tutti i miei nemici.” L’avversario è specificato essere Israele, perché il re Omri di Israele aveva catturato porzioni di Moab. Nel periodo in cui il figlio di Omri era re (circa 850 a.C.), Mèsa cominciò a riconquistare il territorio perduto, ricostruendo, uccidendo gli abitanti e prendendo schiavi gli israeliti (righe 7-21). La sezione successiva del testo descrive varie opere che Mèsa afferma di aver compiuto per il bene superiore: ricostruire città, costruire cisterne per l’acqua, riparare strade e fornire terra per i pastori (righe 22-31). Sfortunatamente, le ultime cinque righe del testo sono poco chiare e interrotte. Sebbene sia congetturale, è molto probabile che queste righe specifichino ulteriormente le alleanze stabilite da Mesa o altre campagne completate da Mèsa.

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Mesha Stele - Moabite Stone
Stele di Mesa - Stele moabita
Henri Sivonen (CC BY)

Il testo della Stele moabita

[1] Io sono Mesha figlio di Kemosh(-yat) re di Moab il Dibonita. Mio padre regnò su Moab per trent’anni e io regnai dopo mio padre.

[2] Feci questo altoluogo per Kemosh in Qerihoh, altoluo(go di sal)vezza perché egli mi salvò da tutti i predatori e perché mi fece aver la meglio su tutti i miei nemici.

[3] Ora Omri re di Israele, egli oppresse Moab per molti giorni perché Kemosh era adirato con la sua terra. Gli successe suo figlio e disse anche lui: Opprimerò Moab! Fu nei miei giorni che egli disse così,
ma ebbi la meglio su di lui e sulla sua casa. Ora Israele era perita di perdizione perenne,

[4] ma Omri (ri)occupò la terra di Madaba. Abitò in essa nei suoi giorni e per metà dei giorni di suo figlio, per quarant’anni,
ma Kemosh la restituì nei miei giorni. Io costruii Baal-maon[4], feci in essa il canale dell’acqua e costruii Kiryaten.

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[6] Ora gli uomini di Gad avevano abitato nella terra di Atarot da sempre e il re di Israele aveva costruito per sé Atarot. Ma io combattei contro la città e la presi. Uccisi tutto il popolo della città come spettacolo per Kemosh e per Moab. Riportai da là Ari’el il suo condottiero

[7] e lo trascinai davanti a Kemosh in Keriot.
Posi in essa gli uomini di Sharon e gli uomini di Maharat.Poi Kemosh mi disse: Va’, prendi Nebo a Israele! Andai di notte, combattei contro di essa dallo spuntar dell’alba a mezzogiorno. La presi e (la) uccisi tutta, settemila uo(mi)ni e (ragaz)zi, e inoltre donne e (ragaz)ze e donne incinte, perché a Ashtar-Kemosh l’avevo votata. Presi da là i (va)si di YHWH e trascinai essi davanti a Kemosh.

[8] Ora il re di Israele aveva costruito Yahaz[10] e aveva abitato in essa mentre fece guerra contro di me. Ma Kemosh lo cacciò da davanti a me (e) io presi da Moab duecento uomini, tutto il suo meglio?. Li portai contro Yahaz e la presi annettendola a Dibon.

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[9] Sono io che ho costruito Qerihoh, le mura delle ‘foreste’ e le mura dell’acropoli, io ho costruito le sue porte e io ho costruito le sue torri. Sono io che ho costruito la reggia e io ho fatto gli argini del cana(le per la sorgen)te dentro la città.? Poiché non c’erano cisterne dentro la città a Qerihoh, dissi a tutto il popolo: Fatevi ciascuno una cisterna nella sua casa.
Sono io che ho scavato fossati? per Qerihoh con prigionieri di Israele.

[10] Sono io che ho costruito Aroer,io ho fatto la strada nell’Arnon. Sono io che ho costruito Bet-bamot poiché era distrutta. Sono io che ho costruito Bezer[13] poiché (era) in rovina

[11] con cinquanta (uomi)ni di Dibon, poiché tutta Dibon era soggetta. Sono io che ho regna(to sulle) centinaia nelle città che ho annesso al paese.

[12] Sono io che ho costruito anche Madaba e Bet- diblaten. E Bet-Baal-maon, portai là i miei pastori per pascere il gregge del paese.

[13] E Hauronen, — abitò in essa — Ma Kemosh mi dis(se): Scendi, muovi guerra a Hauronen! Io scesi, mossi guerra alla città e la presi. E così vi abitò Kemosh nei miei giorni. E—— da là die(ci/ venti) —-l’anno —

[14] Sono i(o) che ———————–

(A. Niccacci, La stele di Mesha)

Funzione storica della Stele moabita come giustificazione divina

Nella Stele moabita, Mesa impiega le stesse strategie imperiali di altri re dell’antico Vicino Oriente: “Un re deve convincere il suo dio (i suoi dei) e i suoi sudditi che le sue azioni militari hanno cause giuste, al fine di ottenere sia il sostegno divino che quello pubblico” (Na’aman 1997). Nella Stele moabita Mesa realizza questo notando che Israele aveva soppresso Moab. Inoltre, menziona due volte che Chèmos, la principale divinità moabita, gli ha ordinato di andare a conquistare le città di Nebo e Horonaim. Così facendo, Mesa forniva una giustificazione divina per le guerre che conduceva contro Israele. Una retorica simile è presente in testi come l’iscrizione di Tel Dan di un re arameo e 1 Samuele 23:2, entrambi i quali illustrano come i re avessero bisogno di giustificare le loro campagne militari davanti alle rispettive divinità e ai loro sudditi. Vale a dire che la Stele moabita e la sua iscrizione sono essenzialmente una forma di propaganda di Mesa, intesa a giustificare le sue azioni sia alle divinità che al popolo. Sfortunatamente, gli scavi archeologici a Dhibān, mal pianificati, insieme al problematico recupero della Stele moabita, rendono difficile identificare come la Stele moabita abbia funzionato nel più ampio contesto archeologico.

Storia

Alcuni aspetti dell’iscrizione della Stele moabita concordano con l’unica altra fonte storica contemporanea, cioè 2 Re 3. Secondo 2 Re 3:4, Acab aveva soggiogato Mesa. Poi, “appena Acab morì, il re di Moab si ribellò contro il re d’Israele” (2 Re 3:5). Successivamente, Ieoràm, figlio di Acab, attaccò Moab: “Quando i moabiti entrarono nell’accampamento d’Israele, gli israeliti li attaccarono, iniziarono a colpirli e li misero in fuga. Poi entrarono in Moab e, man mano che avanzavano continuarono a colpire i moabiti” (2 Re 3:24). In altre parole, i moabiti furono soppressi dall’antico Israele durante i regni di Omri (885-874 a.C. circa), Acab (874-853 a.C.) e Ieoràm (854-841 a.C.).

Detail, Moabite Stone
Dettaglio della Stele moabita
Mbzt 2012 (CC BY)

La Stele moabita include una cronologia simile: “Omri era re in Israele, ed egli oppresse Moab per molti giorni perché Chèmos era adirato con la sua terra. Gli successe suo figlio e anche lui disse: ‘Opprimerò̀ Moab!’” (Gibson 2017) Benché il figlio non sia menzionato per nome, si tratta molto probabilmente della prole di Omri, cioè Ieoràm. Questo è un punto di contatto più evidente tra la Stele moabita e 2 Re 3. Contemporaneamente, la Stele moabita non menziona come Omri, Acab e Ieoràm andarono in campagna contro i moabiti. Similmente 2 Re non fornisce dettagli su come Mesa si impadronisse del territorio israelita.

DOPO IL REGNO DI MESA, PERÒ, LA FORTE ENTITÀ POLITICA ILLUSTRATA NELLA STELE MOABITA NON RIESCE A MATERIALIZZARSI

Inoltre, 2 Re 13:20 commenta i moabiti come segue: “...Eliseo morì e fu sepolto. Di solito, all’inizio dell’anno entravano nel paese bande di predoni moabiti.” Se Eliseo morì intorno all’inizio dell’VIII secolo a.C., ciò suggerisce che Mesa annetté con successo alcune regioni di Israele durante il suo regno, in qualche momento tra l’840 a.C. e l’800 a.C.; tuttavia, le incursioni moabite nel territorio israelita dopo il regno di Mesa furono di natura minore (cioè gruppi di moabiti rispetto all’entità politica moabita).

Le incursioni dei moabiti, nella forma di bande di predoni, piuttosto che come un’unica entità politica unificata entro la fine del IX secolo a.C. possono essere corroborate da prove archeologiche, che “dagli scavi presso Diban emergono poche prove che esistesse una dinastia reale” durante il IX secolo a.C. (Dever 2016) In altre parole, Mesa sembra aver tentato di rendere Moab un’entità politica più forte durante il suo regno. Sebbene i leader moabiti siano menzionati in documenti neo-assiri nell’VIII e nel VII secolo a.C. dopo il regno di Mesa, l’entità politica forte e indipendente immaginata nella stele moabita non riuscì comunque a materializzarsi. È importante, però, che questa interpretazione sia soggetta a cambiamenti, poiché gli studi sull’archeologia moabita antica sono problematici e poco numerosi.

Per questo motivo, è necessario avvicinarsi criticamente alla Stele moabita, o ai 2 Re come fatto considerando che riguarda la storia. Invece, la Stele moabita deve essere supportata da altri testi storici, iscrizioni e dati archeologici per identificare il grado in cui la Stele moabita rifletta conflitti regionali più ampi e il grado in cui invece rifletta pregiudizi personali.

La divinità moabita: Chèmos

Come divinità ctonia (degli inferi), Chèmos appare in alcuni testi già alla fine del III millennio a.C. a Ebla, in Siria. Più tardi lo si ritrova nei testi di Ugarit intorno al 13° secolo a.C. ed è presente anche come divinità ctonia in testi neo-assiri (8° secolo a.C. circa). Nel testo della Stele moabita è menzionato dieci volte come principale divinità moabita. Quindi, anche se Chèmos è particolarmente significativo per Moab nel IX secolo a.C., ha funzionato in molte culture di tutto il Levante prima di Moab.

Oltre alla Stele moabita, gli studiosi sanno che Chèmos era importante per i moabiti sulla base di altri siti archeologici e dei nomi di re moabiti nei testi neo-assiri. Un’altra iscrizione moabita, per esempio, è una breve iscrizione dedicatoria, in cui Mesa afferma di aver costruito e dedicato un tempio a Chèmos. La costruzione di templi per gli dèi come mezzo per mostrare devozione alla divinità e assicurarsi il favore divino era comune in tutto l’antico Vicino Oriente.

Religione e politica nella Stele moabita

In tutto il Vicino Oriente antico, religione e politica erano inseparabili. È così anche per il racconto contenuto nella Stele moabita. In primo luogo, si dice che la principale divinità moabita, cioè Chèmos, sia stata la causa dell’oppressione di Moab e del successo di Israele in guerra e in politica: “Omri era re in Israele, ed egli oppresse Moab per molti giorni perché Chèmos era adirato con la sua terra”. (Gibson 1971) Mesa, quindi, sostiene di essere diventato il rimedio e il mezzo per riconquistare la terra per volontà di Chèmos. Sentimenti simili sono espressi in tutta la Bibbia ebraica, nelle iscrizioni assire e in quelle babilonesi.

In secondo luogo, uno dei modi in cui Mesa stabilì il suo dominio politico sull’antico Israele fu attraverso l’impiego di azioni simboliche e religiose. Così, dopo aver sconfitto la città israelita di Atarot, affermò di aver “portato indietro da lì il portafuoco del dio Daudoh, e lo trascinò davanti a Chèmos a Kerioth” (adattato da Gibson 1971; disegni da Na'aman 1997). Na’aman suggerisce che il portafuoco del dio Daudoh era un oggetto originariamente appartenente a Moab, un oggetto che un re di Israele aveva precedentemente catturato (Na’aman 1997). In quanto tale, dimostra come la restituzione del materiale religioso al suo giusto posto fosse un modo per dimostrare il potere politico.

Terzo, Mesa dimostrò il suo successo nella regione subordinando divinità e materiali religiosi estranei a Moab davanti a Chèmos: “Da lì presi i vasi di Yahweh e li trascinai davanti a Chèmos” (Gibson 1971, n. 16, ln. 17-18). Piuttosto che sconfiggere una nazione semplicemente reclamando le loro città e uccidendo gli abitanti, Mesa confermò il suo successo portando gli oggetti religiosi di Yahweh al cospetto di Chèmos. Così facendo, Mesa subordinò ritualmente Yahweh a Chèmos. Tale azione illustra come il suo tentativo di stabilire il dominio politico sull’antico Israele sia stato realizzato attraverso la subordinazione della divinità primaria dell’antico Israele alla divinità primaria di Moab.

Conclusione

Pur essendo una delle migliaia di iscrizioni antiche, la Stele moabita è una delle iscrizioni più lunghe. Come tale, può essere estremamente utile per ricostruire la storia. Tuttavia, dobbiamo stare attenti a riconoscere che anche le iscrizioni hanno pregiudizi sia impliciti che espliciti. Questi pregiudizi possono risultare in una comprensione distorta della storia. Come tale, essa deve, come ogni iscrizione, essere supportata da altri dati. Inoltre, le nostre letture di tali iscrizioni antiche dovrebbero fare attenzione a non distinguere fortemente tra “politica” e “religione”. Come è stato dimostrato, queste categorie erano più intrecciate nel mondo antico di quanto lo siano nel nostro mondo.

Bibliografia

Info traduttore

Giuseppe E. Bertagna
Owner of the translation agency GEB Traduzioni which provides services in localization and translation of various languages.

Info autore

William Brown
William Brown runs The Biblical Review and was the Review Manager for Ancient History Encyclopedia. He is proficient in Hebrew, Akkadian, and Greek, and has published a few articles in academic journals and Ancient History Encyclopedia.

Cita questo lavoro

Stile APA

Brown, W. (2019, febbraio 11). La Stele moabita [Stele di Mesa] [Moabite Stone [Mesha Stele]]. (G. E. Bertagna, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-17859/la-stele-moabita-stele-di-mesa/

Stile CHICAGO

Brown, William. "La Stele moabita [Stele di Mesa]." Tradotto da Giuseppe E. Bertagna. World History Encyclopedia. Modificato il febbraio 11, 2019. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-17859/la-stele-moabita-stele-di-mesa/.

Stile MLA

Brown, William. "La Stele moabita [Stele di Mesa]." Tradotto da Giuseppe E. Bertagna. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 11 feb 2019. Web. 03 ott 2022.