Giulia Agrippina o Agrippina Minore (6 novembre 15 - 19/23 marzo 59 d.C.) fu una donna di grande rilievo durante i primi anni dell'Impero Romano. Nipote di Tiberio (r. 14-37 d.C.) e di Claudio (41-54 d.C.), di cui divenne moglie, la donna era anche sorella di Caligola (r. 37-41 d.C.) nonché madre di Nerone (54-68 d.C.). Agrippina cercò, inoltre, di manipolare il figlio giovane e inesperto, ben presto però Nerone iniziò a diffidare della crescente influenza della madre e, dopo averla allontanata dal palazzo imperiale, la fece uccidere in circostanze poco chiare.
Primi anni di vita
Agrippina nacque il 6 novembre del 15 d.C. a Oppidia Ubiorum (in seguito ribattezzata Colonia Claudia Ara Agrippinensium su richiesta della stessa Agrippina) nell'odierna Germania. I genitori erano Germanico, nipote dell'imperatore romano Tiberio, e Agrippina Maggiore, figlia di Marco Agrippa e di Giulia, a sua volta figlia di Augusto. Agrippina aveva otto fratelli, ma solo cinque superarono l'infanzia; tra questi c'era il futuro imperatore Caligola.
Trascorse l'infanzia a Roma mentre i genitori si trovavano nelle province; Germanico morì ad Antiochia nel 19 d.C. Si presume che sia morto a causa di una malattia, tuttavia in molti sospettarono che dietro il decesso ci fosse la mano dello schivo imperatore Tiberio. Agrippina Maggiore iniziò a rivendicare i diritti della propria famiglia e, sebbene all'inizio venne vista da Tiberio solo come un fastidio, il prefetto della Guardia Pretoriana, Seiano riconobbe nella donna una minaccia alla propria influenza e le mise contro l'imperatore. Agrippina Maggiore e i figli maschi più grandi vennero esiliati e incarcerati; nessuno sopravvisse oltre il 33 d.C. Nel frattempo, alla giovane Agrippina, una ragazza che non rappresentava una minaccia per l'imperatore, venne permesso di sposare Gneo Domizio Enobarbo a Roma nel 28 d.C. Lo sposo proveniva da una prestigiosa famiglia di rango consolare, legata ad Augusto per via della madre di Domizio, Antonia Maggiore, la prima figlia di Ottavia, sorella di Augusto. L'altra figlia di Ottavia, Antonia Minore, era la nonna di Agrippina, il che rendeva i due sposi consanguinei.
Il regno di Caligola
Negli ultimi anni della sua vita, dopo l'esecuzione di Seiano per tradimento, Tiberio adottò il figlio minore di Germanico, di nome Gaio e soprannominato Caligola. Tiberio morì nel 37 d.C. e fu in quell'anno che Agrippina Minore diede alla luce il suo unico figlio, Lucio Domizio Enobarbo, il futuro Nerone. Il nuovo imperatore, Caligola, conferì vari onori alle tre sorelle, Drusilla, Livilla e Agrippina: ad esempio, i loro nomi vennero inclusi nei giuramenti e potevano sedere accanto all'imperatore stesso durante i giochi. Lo stretto rapporto che Caligola aveva con le tre sorelle è attestato da alcune delle sue prime monete, che mostravano le tre donne sul rovescio. Svetonio sostiene che «viveva in abituale incesto con tutte le sue sorelle e, durante i grandi banchetti, le faceva sdraiare a turno nel posto accanto al proprio, mentre sua moglie occupava quello superiore» (Vita di Caligola, 24.1).; tuttavia, è probabile che si tratti solo di un'invenzione.
Drusilla morì nel 38 d.C., probabilmente a causa di una febbre, e di conseguenza il marito Lepido, considerato il successore di Caligola, perse il proprio prestigio e iniziò a complottare con le due sorelle sopravvissute contro l'imperatore. Il comportamento imprevedibile, provocatorio e arrogante di Caligola lo aveva alienato dal Senato, e le sorelle vedevano in Lepido un potenziale protettore. I dettagli non sono chiari, ma il complotto fallì. Lepido venne prontamente giustiziato, mentre Livilla e Agrippina furono accusate di adulterio e costrette all'esilio. Agrippina era ancora in esilio quando il marito morì due anni dopo; il figlio, il giovane Lucio, rimase a Roma con la zia, Domizia Lepida.
Matrimonio con Claudio
Caligola venne assassinato all'inizio del 41 d.C. Il suo successore e zio, Claudio, richiamò Agrippina e Livilla dall'esilio. Mentre quest'ultima venne giustiziata dall'imperatore pochi anni dopo, forse a causa degli intrighi orditi dalla moglie di Claudio, Messalina, Agrippina iniziò a cercare un nuovo marito. Fece delle avance al futuro imperatore Galba (r. 68-69 d.C.), il quale, sposato, la respinse; secondo quanto riportato, Agrippina fu anche schiaffeggiata dalla suocera di Galba per il suo comportamento. Alla fine sposò lo zio di Lucio, Passieno Crispo, che aveva appena divorziato ed era anche un discendente dello storico Sallustio. Passieno, ricco oratore, garantì ad Agrippina una protezione sufficiente durante la crescita del giovane Lucio. Nel 47 d.C., tuttavia, Crispo morì e Agrippina ne ereditò l'immensa ricchezza; Svetonio suggerisce che fu Agrippina stessa ad avvelenarlo, ma, come al solito, ciò non può essere provato.
Un anno dopo Messalina venne giustiziata e Claudio dichiarò che non intendeva risposarsi. Tuttavia, Pallante, un influente liberto di Claudio, lo convinse a sposare la nipote Agrippina. Poiché erano strettamente imparentati, il Senato romano approvò una legge speciale per consentire a Claudio di sposare Agrippina. Le ragioni del matrimonio non sono chiare, tuttavia, l'imperatore ormai anziano finì per adottare il figlio di Agrippina, al quale fu dato un nuovo nome, Nerone Claudio Cesare Druso Germanico, e che divenne comunemente noto come Nerone. Il legame tra Claudio e Agrippina fu ulteriormente rafforzato dal matrimonio di Nerone e Ottavia, figlia di Claudio e Messalina. Tacito suggerisce che fu Agrippina a manipolare Claudio affinché nominasse Nerone suo erede, eppure la scelta poteva sembrare sensata a Claudio, dato che suo figlio biologico, Tiberio Britannico, era più giovane di Nerone e soffriva di epilessia.
Agrippina divenne sempre più importante durante il regno di Claudio. Le fu concesso il titolo di Augusta: l'ultima donna vivente ad aver ricevuto tale titolo era stata la moglie di Augusto, Livia Drusilla, e anche lei aveva dovuto attendere la morte del marito. Agrippina era una tra i consiglieri più fidati del marito. Plinio il Vecchio nota che sedeva accanto a Claudio durante i giochi organizzati per celebrare il prosciugamento del lago Fucino, “vestita con un mantello militare interamente ricamato in oro senza l’aggiunta di altri materiali” (Storia Naturale, XXXIII.19); era presente anche quando Claudio ricevette a Roma il capo britannico sconfitto Cartacaco. Tacito, tuttavia, nota anche il suo comportamento tirannico, che portò alla morte di molte figure strettamente legate a Nerone, come Domizia Lepida, la quale si era presa cura del nipote durante l'esilio di Agrippina. Per quanto feroce potesse essere, convinse Claudio a richiamare Seneca (4 a.C. - 65 d.C.) dall'esilio - l'imperatore lo aveva esiliato all'inizio del suo regno - e a mettere Nerone sotto la sua tutela, insieme al neo-nominato prefetto del pretorio Afranio Burro.
Nerone e la morte
All'età di 63 anni, Claudio morì nel 54 d.C. Tacito, Dione Cassio e Svetonio sono convinti che Agrippina lo abbia avvelenato visti i ripensamenti sui ruoli di Britannico e Nerone, ma ciò non può essere provato. Quello che sappiamo per certo è che Agrippina, subito dopo la morte dell'imperatore, fece imprigionare e giustiziare Narciso, uno dei liberti più influenti di Claudio nonché uno dei suoi nemici. Nerone succedette a Claudio senza opposizione; il defunto imperatore era estremamente odiato dal Senato e quindi l'ascesa al trono del giovane Nerone venne considerata l'inizio di una nuova età dell'oro. Agrippina, in quanto madre del nuovo imperatore, divenne sempre più influente; iniziò persino ad apparire sul fronte di alcune monete insieme all'imperatore stesso. Il potere e il prestigio raggiunti da Agrippina erano senza precedenti per una donna; tuttavia, la situazione sarebbe cambiata molto presto.
Per cominciare, Nerone non amava Ottavia e preferiva la liberta Claudia Acte; ciò era inaccettabile per Agrippina, che vedeva il matrimonio come garanzia di legittimità. Neanche Seneca e Burro furono d'aiuto; essi iniziarono a minare l'influenza di Agrippina per il proprio tornaconto. Anche Pallante, il principale sostenitore di Agrippina, venne allontanato dalla corte. Nonostante tutto ciò, Agrippina cercò di mantenere il potere e, secondo Tacito, si presentò persino “in diverse occasioni dinanzi al figlio mezzo ubriaco, vestita in modo seducente e pronta all’incesto” (Annali, XIV.2). In ogni caso, l’immagine di Agrippina continuò ad apparire sulle monete almeno fino al 57 d.C. Non sembra tuttavia troppo azzardato ipotizzare una lotta di potere tra Agrippina e i tutori di Nerone per influenzare il giovane imperatore. A quanto pare, Agrippina, vedendo che la sua influenza stava svanendo, iniziò ad avvicinarsi a Britannico; il ragazzo, tuttavia, morì nel 55 d.C., forse avvelenato da Nerone o forse a causa di un attacco epilettico. Poco dopo, Agrippina fu allontanata dalla corte.
Sebbene Agrippina non fosse più a corte, conservò la propria influenza grazie alle relazioni familiari e all'illustre padre Germanico. Nerone aveva buoni motivi per temerla, soprattutto perché avrebbe potuto sposare uno dei suoi rivali, Rubellio Plauto, scatenando una guerra civile. L'imperatore decise quindi di eliminare la potenziale minaccia uccidendo la madre. Tacito suggerisce che Nerone volesse sbarazzarsi di Agrippina perché lei non approvava il matrimonio con Poppea Sabina. Ciò sembra tuttavia improbabile, dato che Nerone sposò Poppea solo nel 62 d.C., ben dopo la morte di Agrippina.
I dettagli dell'omicidio di Agrippina vengono riportati da Tacito e Cassio Dione: secondo loro, nel 59 d.C., Nerone disse alla madre di volersi riconciliare con lei durante la festa dei Quinquatria. Mentre Agrippina stava tornando alla villa, la nave su cui si trovava affondò in un incidente premeditato. Agrippina riuscì a salvarsi, ma Nerone inviò il suo Praefectus classis (comandante della flotta) per portare a termine l'esecuzione. Secondo quanto riferito, Agrippina disse al suo carnefice di colpirla al ventre colpevole di aver generato il proprio assassino. Questa versione è probabilmente una mistificazione e, sebbene i dettagli esatti della morte di Agrippina non siano chiari, è possibile che Nerone l'abbia sorpresa a complottare contro di lui e che lei si sia suicidata.

