Uniamoci al team di Word History Encyclopedia che intervista Frank Holt sul suo nuovo libro When Money Talks: A History of Coins and Numismatics (Quando i soldi parlano: Una storia delle monete e della Numismatica), pubblicato da Oxford University Press.
Kelly (WHE): Grazie per essere qui con me oggi. Vorrebbe cominciare col dirci un pò di cosa tratta il suo libro?
Frank (Autore): Grazie a voi per avermi invitato. Nel titolo del libro troviamo un primo indizio: Una storia delle monete e della Numismatica. Le monete sembrano essere qualcosa di molto scontato, il genere di oggetto che uno porta in giro in grande quantità ma di cui non si fa molto caso; invece esse sono quasi una enciclopedia che si apre sul mondo della nostra storia. Studiando le monete per anni, sono rimasto affascinato dalla quantità di informazioni che si possono estrarre dall'analisi di una singola moneta. Quello che chiamiamo Numismatica è semplicemente lo studio delle monete e la loro classificazione, quindi il mio libro racconta la storia del denaro in generale, sotto forma di monete, e la storia dello studio delle monete antiche in particolare. Le monete si incominciarono a studiare quasi subito da quando furono inventate e questo studio dura fino ai nostri giorni.
La moneta venne introdotta intorno al 630/620 a.C. quindi circa 2600 anni fa. Nel libro parlo di come venivano gestite le transazioni economiche prima dell'invenzione della moneta. Una volta introdotte (la moneta come noi la conosciamo viene inventata dai Lidi) l'idea venne copiata velocemente dalle popolazioni confinanti della Grecia e si espanse. Da questo punto in poi la moneta divenne un fattore estremamente importante nella storia del mondo, non solo per ragioni economiche ma anche perchè su di esse si parlava della vita sociale, intellettuale, artistica religiosa e militare.
Come risultato di ciò, essendo io uno storico sempre alla ricerca di informazioni e dati, ho trovato nelle monete molte risposte e spiegazioni. Come dico all'inizio del libro, non mi sono interessato alla storia per denaro ma, al contrario, mi sono appassionao al denaro per la loro testimonianza della storia. Quando ero studente universitario, mi sono interessato alla storia di quei greci che le conquiste di Alessandro Magno avevano lasciato in Afganistan. Questa è una storia bellissima ma che può essere veramente compresa in pieno solo attraverso la lettura e lo studio (Numismatica) delle monete che furono lasciate dalla spedizione macedone. Il mio professore mi disse allora: Bene, vuoi studiare questo fatto? Allora è meglio che cominci a imparare qualcosa sulle monete. Così ho cominciato e ho continuato a studiare le monete fino ad oggi.
Kelly: Wow, è veramente incredibile che qualcosa di così piccolo, e come diceva prima, quasi insignificante ai notri occhi, possa raccontarci così tanto dei tempi antichi, fornendoci informazioni che non saremmo in grado di prendere da nessuna altra parte.
Frank: In qualche modo è proprio il fatto di essere piccolo e banale che lo rende così importante per noi. Io penso alle monete come a piccoli dischi di memoria nei quali si possono stipare un sacco di dati come testi, immagini, idee e tutto su quella piccola superficie. Perchè è semplice e banale, perchè viene utilizzata nella vita quotidiana e trasportata dappertutto. Per questo direi che le monete sono diventate il primo mezzo di comunicazione di massa della storia. Sebbene ovviamente ammiriamo le magnifiche iscrizioni, gli obelischi e i grandiosi edifici, sono le monete in realtà a raccontarci cosa accadeva in parecchi periodi storici che coprono non solo l'antichità ma anche il modo medievale e moderno.
Kelly: Nel suo libro ha una visione globale oppure si è focalizzato su una particolare area geografica?
Frank: Poichè sono un'esperto di storia antica, e più specificatamente di storia greca e romana, direi che ma mia inclinazione è di occuparmi di più di quel periodo storico. Quando cerco di trovare un esempio di come le monete fossero utilizzate per fare questo o quello, le prime cose che mi vengono in mente riguardano il mio campo di studi. Tuttavia potrei dire che un'aspetto veramente positivo di scrivere questo libro è stato quello di sfidare me stesso a muovermi oltre le frontiere della mia ricerca e, per esempio, pensare a come le monete fossero utilizzate nel mondo islamico, nell'Asia dell'Est, nel mondo medievale fino ai nostri giorni. Nel libro parlo anche di argomenti come le criptovalute e del futuro della monetazione. Direi che mi espando in una finestra temporale di 2600 anni ma, gli esempi che ho inserito, sono presi piuttosto dal periodo della storia antica.
Kelly: Mi sembra veramente una grande impresa; penso che ci siano stati molti usi differenti della moneta nel corso di un periodo di tempo così lungo.
Frank: Assolutamente sì! La varietà delle monete è impressionante; ci sono decine di migliaia di diverse monete greche e altrettante decine di migliaia di differenti monete romane per non dimenticare tutte le emissioni monetarie che si sono succedute da allora nello sviluppo della storia universale. Di solito sfido i miei studenti a dare uno sguardo alle attuali monete che circolano negli Stati Uniti, quelle che loro utilizzano di più o sono più familiari. In effetti quando osservano la moneta molto spesso non sanno dirmi che presidente è rappresentato, non hanno idea di chi sia, ma subito dopo trovano una gran quantità di dati storici che li riguardano. Allora dico loro che l'educazione meno cara che possano trovare per imparare la storia è quella di prendere una manciata di monete che hanno in tasca e studiarle, perchè riusciranno a tiravi fuori un numero incredibile di eventi storici.
Kelly: E' proprio vero, ci sono così tante informazioni su una moneta. Anche adesso sto pensando ad ancuni tipi differenti; ad esempio so che quando si sono svolte le Olimpiadi, la nostra moneta da due dollari è stata prodotta con bande di colore differenti e uno poteva collezionare tutti e cinque i colori diversi. E queste monete speciali furono emesse solo per un breve periodo di un paio di mesi.
Frank: Giusto, le monete tendono a "fossilizzarsi" molto velocemente, ma se lei pensa alle monete americane le generazioni future, tipo a 2000 anni da ora, potranno confondersi su quanto tempo Abramo Lincoln sia stato presidente perchè è rimasto impresso sulle monete per molto tempo e George Washington e Thomas Jefferson anche di più. Le nostre monete tendono a cambiare molto lentamente e quando lo fanno viene fatto in modo significativo. In questo momento abbiamo una nuova serie di monete da un quarto di dollaro che ritraggono le donne importanti della storia americana.
Invece, nel mondo antico, dove le monete erano anche utilizzate come mezzo di comunicazione di massa, esse cambiavano in modo molto regolare. Era un pò come prendere un quotidiano e leggere chi fosse oggi imperatore a Roma. A volte la risposta poteva essere differente da un giorno all'altro. Le monete erano la risposta a domande quali: "Chi è l'imperatore a Roma oggi?", "Abbiamo vinto qualche grande battaglia recentemente?", "Qualcuno ha costruito magnifiche strutture o monumenti?" oppure "Quali sono gli dei o le dee che sono importanti oggi?". Le monete erano un messaggio importante di quello che stava accadendo nel mondo intorno a noi e quindi dovevano trasformarsi ad un ritmo molto più veloce di quello attuale. Però, anche oggi, ci sono dei cambiamenti significativi nelle emissioni monetarie, e quando questi avvengono ce ne accorgiamo subito.
Kelly: La cosa affascinante è che ad esempio, quando si fa una ricerca su un imperatore romano, sono sempre le monete con la sua immagine ad essere trovate per prime. Ma anche durante il regno di un imperatore le monete possono cambiare perchè qualche volta ci sono stati due imperatori che si dividevano il potere.
Frank: Assolutamente sì, e non dimentichiamoci delle loro mogli! L'imperatrice è spesso rappresentata sulle monete, qualcuna delle più belle è stata emessa per commemorarne la morte e mostra il trono vuoto con lo scettro e un pavone che rappresenta il simbolo della resurrezione nella vita ultraterrena. Non pensiamo spesso a imperatori con queste caratteristiche toccanti e sentimentali, ma le monete ci raccontano anche questo. Anche i figli sono spesso rappresentati quindi direi che gli imperatori non avevano il monopolio del ritratto sulle monete che comunque, oltre ai tratti della loro vita privata, continuano a fornire dati e informazioni sulla storia delle loro realizzazioni pubbliche e conquiste militari.
Kelly: Avere anche la possibilità di vedere un pezzo della vita privata di chi ha vissuto nell'antichità è sicuramente eccezionale. Ci potrebbe spiegare ora perchè ha deciso di scrivere questo libro e perchè ha voluto raccontarci la storia della moneta.
Frank: Ho insegnato Numismatica all'università per più di 40 anni ormai; sebbene non dia corsi tutti gli anni lo faccio con una certa frequenza e il mio corso viene sempre molto apprezzato. Spesso gli studenti mi dicono: "Non so bene cosa sia la numismatica, mi sono iscritto perchè mi hanno detto che siete un bravo professore e il suo corso ha qualcosa a che fare col mondo antico così ho deciso di iscrivermi". Una volta che cominciano a studiare ed osservare le monete più a fondo e a capire quanto si può imparare da esse si scatena in loro una fiamma di curiosità. Questo mi dà una grande motivazione ed energia a continuare con il mio corso. Ho insegnato da parecchi anni e credo di avere sviluppato molte idee interessanti a riguardo delle monete. Alcune di queste sono nel libro. Trattare le monete come se fossero esseri senzienti, per esempio, non è un modo usuale di rapportarsi alle monete.
Ho scritto e pubblicato otto libri riguardo a questo poi mi sono deciso a scrivere qualcosa per un pubblico più ampio, sopratutto per qualcuno che non avesse mai guardato una moneta. Vorrei raggiungere una platea più vasta, quindi ho richiesto una sovvenzione al National Endowment for the Humanities; loro hanno un programma per esperti che permette di focalizzarsi su argomenti che sono raramente dibattuti nel mondo accademico, come la numismatica, e di produrre un libro che possa raggiungere il grande pubblico. Ho richiesto quindi la sovvenzione e, per mia fortuna, l'ho ottenuta. Questo finanziamento mi ha dato il tempo di espandere quello che sapevo sulle monete: sapevo molto su poche monete e poco su tante monete quindi non sapevo molto su molte monete ma con la sovvenzione ho avuto l'opporunità di fare una ricerca più estesa.
In qualche modo lo vedo come la mia opportunità di restituire alla numismatica quelle gioie che mi ha regalato inaspettatamente. Non ho mai collezionato monete da ragazzo, non avrei mai voluto occuparmi di numismatica, la mia passione era la storia antica. Il caso ha voluto che mi orientassi però verso la numismatica e quindi volevo condividere questa gioia che ho ricevuto con il maggior numero di lettori possibile.
Kelly: E' veramente bello capire che ha voluto scrivere questo volume con l'intenzione di dare la possibilità a tutti di imparare qualcosa di bello ed entusiasmente sulle monete e sulla numismatica. Durante le tue ricerche ha dovuto imparare e approfondire molto sulle monete in aggiunta alla sua base di storia. C'è qualcosa di particolarmente sorprendente, eccitante o interessante che ha imparato scrivendo il libro?
Frank: Molte cose sicuramente. Sono laureato in letteratura Inglese oltre che in Storia ed ho una grande passione per la poesia romantica inglese. Una delle cose che volevo fare scrivendo il libro era quella di mostrare non solo come le monete fossero posizionate nella nostra vita economica ma anche come sono utilizzate nella letteratura. Dove troviamo le monete nelle commedie di Aristofane o Plauto? Come appaiono le monete nelle nostre attuali serie televisive? Dove le troviamo nella nostra letteratura contemporanea? Una delle cose che ho trovato molto eccitante è stata di vedere in quanti posti diversi sono stato capace di trovare e raccogliere informazioni dalle monete. Se lo avessi saputo prima che niente poteva essere così intrecciato alla poesia da una parte e alle monete dall'altra. Il risultato è che interagiscono l'una con l'altra molto bene.
Kelly: Ovviamente ha studiato moltissime monete. Qual'è la sua favorita o il suo tipo favorito?
Frank: Suppongo che la risposta ovvia sia una specifica moneta o un gruppo di monete di cui ho pubblicato un libro o una monografia. Naturalmente le ho trovate talmente interessanti e affascinanti da spendere il mio tempo a scrivere a loro riguardo. Ho scritto un libro che parla delle monete dei primi re greci indipendenti della Bactria, quello che oggi è l'Afganistan; sono affascinato da queste monete. Ci sono poi le monete di Alessandro Magno ed in particolare quei medaglioni che mostrano scene di battaglie con elefanti e carri. E' stata veramente una grande sfida il cercare di interpretare di cosa si trattasse. Qualche volta si è davanti ad una moneta così unica e straordinaria che uno si domanda se sia una moneta autentica. Esiste un un medaglione dove Alessandro è un dio; ci sono opinioni contrastanti a riguardo di questo artefatto. Se fosse autentico, se fosse stato emesso da Alerssandro stesso proverebbe senza ombra di dubbio che quell'uomo credeva e voleva che tutti lo vedessero come l'incarnazione di Zeus, quindi un dio. Durante i miei studi non ho mai trovato nessuna moneta o gruppo di monete a cui non valesse la pena di dare un secondo sguardo. C'è sempre qualcosa, in ogni moneta, che vale la pena di approfondire ma direi che ce ne sono poche che si distinguono, almeno per me.
Kelly: C'è molto dibattito sulla falsificazione delle monete?
Frank: Certamente, questo è un grande problema perchè noi vorremmo poterci fidare delle evidenze che abbiamo e quindi abbiamo dovuto sviluppare una serie di metodologie per provare l'autenticità di una moneta. Qualche volta la situazione è semplice e diretta: nel migliore dei mondi possiamo studiare una moneta che è stata trovata in uno scavo archeologico controllato, che è stata registrata, fotografata e studiata. Quindi la catena di possesso dell'oggetto è chiara e verificable. Putroppo la grande maggioranza delle monete non si trova in questo tipo di contesto. Vengono trovate in campi durante le arature oppure in tesoretti scoperti con metal detector e così via. In alcuni casi le monete sono trasferite in modo controllato nelle mani di accademici, però nella maggioranza non sono certificate. Quindi, quando ti capita di osservare un pezzo unico, dove cioè non esistono altri esempi dello stesso tipo, non possiamo essere sicuri di chi l'ha trovato, in che circostanze o condizioni, allora bisogna essere più cauti nel legare un peso storico a quella moneta. E' un problema. La maggior parte delle persone pensa che le monete false siano un problema per i collezionisti che hanno investito soldi nel loro acquisto ed hanno paura di rimanere "scottati", invece è un tormento per gli accademici sopratutto perchè si vogliono presentare dati e conclusioni basati su un'evidenza autentica.
Kelly: Mi verrebbe da pensare che gli archeologi del passato non abbiano assegnato la stessa importanza che date voi oggi a questo problema della provenienza.
Frank: Anche oggi ci sono molti archeologi che vedono la moneta come un semplice marker temporale; ho parlato con archeologi e sono stato con archeologi che puliscono la moneta tirando via ogni cosa, cercando di trovare la data scritta sulla moneta. Non farebbero la stessa cosa con alcun altro artefatto che venga rinvenuto nel loro scavo. Non frizionerebbero un'anfora fino a cancellarne la superficie, bisogna anche dire però che sempre più archeologi si rivolgono ad esperti numismatici quando ritrovano monete sui siti di scavo.
Kelly: Quindi potremmo dire che ora si sta andando verso una esperienza collaborativa dove si cerca di catturare la prospettiva di ogni esperto che sia necessario per analizzare i ritrovamenti sul sito.
Franck: Direi proprio di sì. Gli archeologi sono consapevoli che le monete ci parlano di tante cose e non solo di cronologia temporale. Se sei interessato alla rete commerciale, oppure ti stai interessando di periodi dove c'è stagnazione economica devi osservare le monete molto da vicino. La consapevolezza riguardante il valore più esteso della numismatica è molto aumentata. Nel libro parlo di come la numismatica e l'archeologia siano nate e cresciute nel periodo del Rinascimento dove si rivitalizzava l'eredità dell'antico e abbiano sostanzialmente lo stesso obiettivo. Poi, specialmente nel ventesimo secolo, queste due discipline cominciarono a dividersi, e questa divisione, in qualche modo, esiste fino ad ora. Io cerco di dare qualche suggerimento su come si possa ricucire questa distanza andando verso il futuro così che l'archeologo ed il numismatico non si sentano estranei ma complementari come quando tutto è cominciato. Secondo me questo divario ha a che fare col fatto che la numismatica ha ancora una forte componente collezionistica. I numismatici accademici spesso lavorano insieme a collezionisti di monete in una maniera che gli archeologi "puristi" definirebbero non accettabile; quindi è necessario trovare la strada per una soluzione pratica e fattibile a questo problema.
Kelly: In definitiva, chiunque lavori in un sito archeologico, o chiunque lavori nell'archeologia, vorrebbe estrarre la maggior quantità possibile di informazioni da quel sito. Se questo vuol dire non lavorare più alla vecchia maniera, e cioè lavorare anche con collezionisti, allora penso che pian piano cominceranno a cambiare.
Frank: Esatto. Ci sono alcuni che affermano che poichè una moneta non è di chiara e certificata provenienza, allora non possa venire trattata come fosse un oggetto storico. Se si concorda con questa affermazione allora abbiamo automaticamente eliminato il 99,9% delle milioni di monete che sono disponibili per lo studio oggi. Per ritornare alla mia analogia del ritrovamento dei papiri perduti della storia di Tolomeo su Alessandro Magno, anche se non avessero la certificazione di provenienza non penso che ci sarebbero molti classicisti che rifiuterebbero di dargli almeno un'occhiata. Naturalmente dobbiamo essere molto prudenti con un simile oggetto; se risulterà essere autentico allora sarà qualcosa di insostituibile, mentre se sarà considerato un falso bisognerà dimostrarlo in modo definitivo in modo da poterci passare sopra e continuare.
Vorrei cogliere questa occasione per ringraziare tutti quelli che mi hanno accompagnato nella realizzazione del libro. E' il mio nono lavoro ma, per molti motivi, è uno dei miei favoriti ed è stato possibile completarlo grazie agli studi eccellenti che ho avuto la fortuna di percorrere all'università. La American Numismatic Society a New York mi ha accolto come studente qualche anno fa e mi ha fornito le fotografie che danno, secondo me, un tocco speciale a questo libro. Studenti, colleghi, altri numismatici, cerco di ringraziarne almeno la maggior parte nel libro ma non riuscirò mai a ringraziarli tutti abbastanza e spero che quando arriverò al mio libro numero 12 o 20 e così via, li potrò continuare a ringraziare.
Kelly: Frank, la ringrazio tantissimo per essere stato oggi qui con me e la World History Encyclopedia!
Frank: Grazie infinite anche a voi.

