Superiore a tutti gli altri re, di statura eroica,
coraggioso discendente di Uruk, toro selvaggio in preda alla furia!
Quando marciava in testa, era l'avanguardia,
quando marciava in coda, era un compagno su cui i suoi stessi compagni potevano contare!
(Prologo, Tavoletta I, Epopea di Gilgameš)
Acquisizione
Nel 2011, il Sulaymaniyah (Slemani) Museum, nel Kurdistan iracheno, ha acquisito un gran numero di tavolette in argilla. Dopo la drammatica caduta del regime di Saddam Hussein in data 9 Aprile del 2003 ed il saccheggio dell'Iraq Museum e di altri musei in Iraq, il Sulaymaniyah Museum (sotto la guida del Consiglio dei Ministri del Kurdistan iracheno) avviò un'iniziativa nell'ambito di un programma di amnistia. Il museo pagò i contrabbandieri per "intercettare" i reperti archeologici mentre erano in viaggio verso altri paesi. Non venivano poste domande su chi vendesse il reperto o sulla sua provenienza. Il Sulaymaniyah Museum riteneva che questa condizione impedisse ai contrabbandieri di vendere la loro merce ad altri acquirenti (a livello locale) o a commercianti di antichità (al di fuori dell'Iraq), cosa che altrimenti avrebbero potuto svolgere con facilità e senza incorrere in alcuna conseguenza legale.
Un ingente lotto di tavolette in argilla è giunto dal Sud dell'Iraq a seguito di scavi illegali effettuati dopo il mese di Aprile del 2003. Nessuna di esse è stata sottratta dall'Iraq Museum, poiché nessuna tavoletta recava un numero di acquisizione da parte dell'Iraq Museum, un numero di inventario o nemmeno un numero di scavo. Pertanto, la loro provenienza precisa rimane un mistero. Tuttavia, a volte è possibile formulare un'ipotesi plausibile basandosi sul testo cuneiforme riportato su una tavoletta. Ciò si è rivelato vero in alcune occasioni: alcuni studiosi, infatti, erano piuttosto certi che delle tavolette fossero state portate alla luce presso il sito dell'antica città di Larsa (l'odierna Tell as-Senkereh, nella provincia di Dhi Qar, in Iraq) da parte dei saccheggiatori.
In quell'occasione, fortunatamente presente al museo, il Professor Farouk Al-Rawi (Department of Languages of Cultures of the Near East, SOAS, University of London) individuò immediatamente che una delle tavolette era in realtà la Tavoletta V dell'Epopea di Gilgameš; la tavoletta venne traslitterata e nel mese di Giugno del 2014 Al-Rawi e George pubblicarono un articolo a riguardo. Recentemente, il Professor Al-Rawi si è recato nella provincia di Sulaymaniyah, nel Kurdistan iracheno, per svolgere ricerche su alcune tavolette in argilla acquisite dal Sulaymaniyah Museum. L'ho incontrato molte volte e abbiamo chiacchierato a lungo. Il Professor Al-Rawi e il mio caro amico, Hashim Hama Abdullah (Direttore del Sulaymaniyah Museum), mi hanno riferito che il Professor Al-Rawi ha individuato un'altra tavoletta dell'Epopea di Gilgameš (tra quel lotto) e ne ha completato la corrispondente traslitterazione.
Scoperta
Nel 2011, nell'ambito di quella vasta collezione di tavolette in argilla, il Sulaymaniyah Museum ha acquisito un piccolo frammento, di forma vagamente triangolare. Il prezzo finale pattuito, dopo alcune trattative, è stato di circa 300 USD (dollaro statunitense). Dopo un'operazione di pulizia, il testo cuneiforme inciso sulla superficie è risultato molto chiaro. «Fa parte della Tavoletta II dell'Epopea di Gilgameš», ha affermato il Professor Al-Rawi. In data 7 Aprile del 2019 l'ho intervistato in merito a questa tavoletta e al suo significato.
Questo frammento giunto fino a noi fa parte di una grande tavoletta. Il testo indica che la tavoletta è un frammento della Tavoletta II dell'Epopea di Gilgameš. È molto probabile che la tavoletta originale completa contenesse i testi sia della Tavoletta I sia della Tavoletta II, su un unico grande supporto materiale. Lo stile narrativo e le iscrizioni cuneiformi indicano che questo poema non fa parte della cosiddetta versione babilonese standard, successiva al 1200 a.C., ma appartiene alla cosiddetta versione paleo-babilonese, risalente al regno di Rim-Sîn di Larsa, ovvero, attorno al 1800 a.C. (tenendo a riferimento la cronologia media).
Il breve testo di questa tavoletta racconta di come la sacra prostituta del tempio, Šamkat (nome letto anche Šamkhat, Šamḫat o Samhat), adescasse e convincesse Enkidu a recarsi nella grande città di Uruk per incontrare e combattere contro il sovrano Gilgameš. Un punto molto interessante sollevato dal Professor Al-Rawi è che Enkidu, quando si rivolgeva a Gilgameš, era solito dire «Ah Gilgameš». Ci sono molti altri aspetti che non posso rivelare poiché l'articolo del Professor Al-Rawi non è stato ancora pubblicato. Tuttavia, questo breve testo presenta alcune differenze o variazioni rispetto ad altre versioni del racconto della Tavoletta II.
Epopea di Gilgameš
Ho letto l'Epopea di Gilgameš diverse volte. Ne esistono differenti versioni. Solo due sono state ricostruite parzialmente e sono quindi considerate come versioni "principali":
- la versione babilonese standard (in accadico), compilata e curata da Sîn-lēqi-unninni (attorno al 1200 a.C.), con i relativi incipit e prologo che iniziano con il verso "Colui che vide l'abisso"; le dodici tavolette di questa versione sono state rinvenute nella Biblioteca di Assurbanipal, a Ninive;
- la versione paleo-babilonese, antecedente a quella babilonese standard, che risale attorno al 1800 a.C.; l'incipit di questa versione inizia con il verso "Superiore a tutti gli altri re".
Esistono poemi sumerici molto più antichi e, sebbene possano essere considerati versioni primitive rispetto a quella babilonese standard, narrano storie tra esse non correlate. Il Professor Al-Rawi mi ha riferito che il Sulaymaniyah Museum possiede uno (o molto probabilmente due) di questi poemi sumerici più antichi dell'Epopea, ma non sono ancora stati traslitterati.
La maggior parte del testo della versione paleo-babilonese è incompleta perché le tavolette pertinenti sono frammentarie o presentano numerose lacune significative. I nomi di tali tavolette (ad esempio, la Tavoletta di Yale e la Tavoletta della Pennsylvania) sono stati coniati in base alla loro attuale ubicazione conservativa accademica. Questa tavoletta appena scoperta appartiene alla "versione paleo-babilonese"; che ne direste di chiamarla "Tavoletta di Slemani"? Il Sulaymaniyah Museum è il più grande museo del Kurdistan iracheno e il secondo più grande museo dell'Iraq dopo l'Iraq Museum di Baghdad.
Sono molto grato al Professor Farouk Al-Rawi per il suo gentile aiuto: senza la sua preziosa collaborazione, questo articolo non sarebbe mai stato pubblicato. Un ringraziamento speciale va anche al signor Hashim Hama Abdullah, Direttore del Sulaymaniyah Museum, per il suo instancabile sostegno, come sempre. Sono inoltre grato alla signorina Nyan Naser Hassan e al signor Hemin Nuri per il loro gentile aiuto.

