I Sette Viaggi di Zheng He

Mark Cartwright
da , tradotto da Omayma Ghendi
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L'ammiraglio Zheng He (conosciuto anche col nome di Cheng Ho, c. 1371-1433) fu un esploratore eunuco musulmano cinese che fu mandato dall'imperatore della dinastia Ming, Yongle (r. 1403-1424) a svolgere sette missioni diplomatiche per incrementare il commercio e assicurarsi il pagamento dei tributi da parte delle potenze straniere. Tra il 1405 e il 1433 Zheng He fu al comando di enormi flotte cariche di merci commerciali e doni di grande valore e raggiunse luoghi lontani come Hormuz nel Golfo Persico e Mogadiscio nell’Africa orientale. Seguendo rotte marittime già conosciute, ma trovandosi spesso ad essere il primo cinese a sbarcare in molte delle sue destinazioni, Zheng He è considerato uno dei più grandi esploratori cinesi di tutti i tempi. I suoi viaggi potrebbero non aver portato grandi successi in termini di nuovi scambi commerci o tributi duraturi per la corte imperiale, ma le conoscenze, le idee e i beni esotici che riportò in patria – dai gioielli alle giraffe – suscitarono un interesse verso i paesi stranieri e una consapevolezza delle loro ricchezze contribuendo al crescente ruolo della Cina nel commercio mondiale nei secoli successivi. Anche se la sua scia non fu subito seguita, Zheng He aveva indicato la via.

Chinese Junk Ship
Giunca cinese National Maritime Museum, Greenwich (CC BY-NC-ND)

La Politica Estera dell' Imperatore Yongle

I sette viaggi marittimi di Zheng He sono uno dei simboli più duraturi dell' ardente desiderio della dinastia Ming nell'estendere le relazioni internazionali durante il regno del terzo imperatore Yongle. I predeccessori di Yongle furono cauti fino a raggiungere una sorta di isolazionismo per quanto concerne gli affari esteri, in gran parte per timore di una conquista militare da parte dei popoli vicini in particolare i Mongoli. Più sicuro del proprio trono imperiale avendolo conquistato dopo una guerra civile durata tre anni, Yongle forse cercava una forma di legittimità internazionale per la sua posizione di imperatore.

TRADIZIONALMENTE I TRIBUTI DALL’ESTERO NNO CONFERMATO LA VANITA CINESE CHE LA PROPRIA CULTURA FOSSE SUPERIORE A QUELLA DEGLI ALTRI POPOLI.

La tradizionale presentazione di tributi agli imperatori cinesi da parte di altri stati più piccoli del Sud-est asiatico era concessa per prevenire un’invasione oppure per ottenere una promessa teorica di protezione in caso di invasione da parte di una terza potenza o ancora perché le missioni diplomatiche che portavano quei tributi erano autorizzate a svolgere attività commerciali durante la loro permanenza in Cina. Il tributo spesso di valore molto inferiore rispetto ai beni che l'imperatore donava è sempre stato un simbolo di approvazione, indicativo che l' imperatore era davvero il Figlio del Cielo e il sovrano più potente sulla terra. Questo comportamento confermava anche la vanità cinese di ritenere la propria cultura superiore a tutte le altre. Il sistema era caduto in disuso durante la dinastia mongola Yuan (1276-1368), ma Yongle voleva farlo rinascere. Quale modo migliore per convincere i potenti funzionari della burocrazia imperiale che lui fosse il prescelto, se non facendo inginocchiare ambasciatori stranieri nella Città Proibita e offrire loro un ricco campione delle ricchezze del loro paese?

Un altro possibile motivo, almeno per quanto rigurda i viaggi iniziali verso il Sed-est Asiatico, potrebbe essere stato quello di scoprire informazioni sulla vita dell'imperatore Jianwen deposto (r. 1398-1402) e quindi assicurarsi che non fomentasse una ribellione per riconquistare il trono usurpato da Yongle. La grandezza delle flotte coinvolte ha anche portato alcuni studiosi a suggerire che le spedizioni fossero più interessate a una forma di colonialismo piuttosto che alla semplice diplomazia e commercio, ma questa opinione non è ampiamente condivisa.

Ammiraglio Zheng He

Youngle avrebbe inviato molte missioni diplomatiche attraverso rotte terrestri verso territori come Samarcanda e Tibet, ma l'uomo scelto per guidare le più importanti spedizioni marittime dell'imperatore in ambito diplomatico fu Zheng He. Nato in una famiglia musulmana contadina nella provincia di Yunnan nella Cina meridionale c.1371, il suo nome di famiglia era Ma Ho. Il futuro esploratore sembra che abbia avuto un'infanzia diffcile, ma è certo che avesse nelle sue vene la passione per i viaggi, dal momento che anche suo padre fece il Hajj o pellegrinaggio alla Mecca. Vivendo in una regione che era all'epoca controllata dai mongoli, Ma Ho fu catturato dall'esercito Ming all'età di 10 anni. Secondo il tipo di trattamento che i priogionieri di guerra dovevano subire per essere destinati ad essere schiavi o servi, Ma Ho fu castrato. Successivamente fu coscritto nell'esercito comandato da una principe Ming, che era niente meno che il futuro imperatore Yongle. Le capacità di Ma Ho gli permisero di avanzare tra i ranghi, per essere successivamente scelto come capo degli eunuchi e divenire un importante supporto per la conquista de trono da parte di Yongle. Quando Yongle vinse la guerra civile durata tre anni divenendo imperatore nel 1403, a Ma Ho venne dato il nuovo nome di Zeng He (detto anche Cheng Ho).

Zheng He
Zheng He jonjanego (CC BY)

India & Sri Lanka

A partire dal 1405 Zheng He fu un ammiraglio della flott imperiale e fu scelto dall'imperatore per guidare un'esplorazione nell'Oceano Indiano per cercare di trovare nuovi stati tributari e portarli sotto la sfera di influenza cinese. A partire dal 1403 iniziarono i lavori per la costruzione di una enorme flotta di 317 navi che includeva 62 baochuan che erano a quei tempi le navi più grandi al mondo. Queste giunche cinesi conosciute anche come "navi da tesoro" erano probabilmente lunghe fino a 55 m (180 ft) e larghe 8.5 m (28 ft) (sebbene le esatte dimensioni siano oggetto di discussione tra gli storici). Le giunche che Zheng possedeva nelle sue flotte non dovevano essere state particolarmente differenti rispetto a quelle descritte come in seguito dal famoso viaggiatore musulmano della città Tangeri Ibn Battuta (1304-1368):

Le grandi navi avevano da dodici fino a tre vele fatte di canne di bambù intrecciate come stuoie. Una nave trasportava un equipaggio di mille uomini… La nave aveva quattro ponti e conteneva stanze, cabine e saloni per i mercanti. (citato in Brinkley, 170)

Molte delle imbarcazioni costruite nei cantieri navali di Nanchino erano dotate di innovazioni come compartimenti stagni, timoni montati su asse verticale, bussole magnetiche e carte e mappe di carta. Le navi erano cariche di acqua dolce, provviste alimentari e beni di lusso cinesi destinati a conquistare il favore dei sovrani stranieri, affinché mostrassero la loro ammirazione per la ricchezza e il potere evidenti della dinastia Ming inviando in Cina le proprie ricchezze come tributo. Tra i beni esportati c’erano seta, tè, rotoli dipinti, oggetti d’oro e d’argento, tessuti, manufatti scolpiti e oggetti di porcellana fine Ming. C’era anche spazio per un numero enorme di persone: le stime variano da 20.000 fino a 32.000 membri per la prima spedizione. Questi includevano diplomatici, ufficiali medici, astrologi, equipaggi e personale militare che insieme a cannoni, bombe e razzi, garantivano che la spedizione potesse difendersi adeguatamente ovunque andasse.

The Seven Voyages of Zheng He
I Sette Viaggi di Zheng He Vmenkov (CC BY)

Le prime tre spedizioni di Zheng He (1404, 1408 e 1409) seguirono rotte commerciali già consolidate. Navigò attraverso il Sud-est asiatico, scendendo lungo la costa del Vietnam, fermandosi a Sumatra e Giava, poi attraversando l’arcipelago malese e lo stretto di Malacca, attraversando l’Oceano Indiano orientale fino a raggiungere l’India e lo Sri Lanka.

Ovunque sbarcasse Zheng He guidava una delegazione presso il sovrano locale a cui presentava messaggi di buona volontà e le pacifiche intenzioni della Cina nei loro confronti. Offriva poi grandi quantità di doni e invitava il sovrano a recarsi di persona o a mandare un ambasciatore alla corte dell’imperatore Yongle. Molti sovrani accettarono subito l’invito e i delegati venivano accolti a bordo delle navi di Zheng He per essere poi trasportati in Cina al ritorno. Alcuni sovrani naturalmente, non erano altrettanto entusiasti come Alagakkonara, il re dello Sri Lanka, che accolse con ostilità questi strani visitatori e tentò di saccheggiare le navi di Zheng He. Nonostante ciò Zheng He rapì il re e lo portò personalmente alla corte imperiale cinese, dove fu in seguito rilasciato dopo aver promesso di inviare tributi regolari cosa che fece effettivamente.

Ci furono anche avventure secondarie oltre all’instaurazione di nuovi legami diplomatici. Il viaggio di ritorno della prima spedizione, ad esempio, vide Zheng He catturare il pirata Ch’en Tsu-i che aveva causato caos nello stretto di Malacca, un’impresa che accrebbe notevolmente la reputazione dell’ammiraglio nel Sud-est asiatico. Durante il ritorno del secondo viaggio nel 1408, risolse con successo una disputa locale a Giava. Queste e altre azioni rafforzarono ulteriormente l’idea che la Cina fosse la principale potenza della regione e la sua maggiore fonte di stabilità.

Ramesses II at The Battle of Kadesh
Ramses II durante la battaglia di Qadesh Cave cattum (CC BY-SA)

Golfo Persico & Africa

Nel 1413 durante il quarto viaggio Zheng He andò di nuovo verso l'India oltrepassando ancora una volta la punta del sud continente e visitando di nuovo Kochin e Calicut sulla costa occidentale. Questa volta trovò il tempo di fermarsi nell'Arcipelago delle Maldive, prima di attraversare il Mar Arabo arrivando a Hormuz nel Golfo Persico. Navigando lungo la costa meridionale dell'Arabia, arrivvò ad Aden e risalì il Mar Rosso fino ad arrivvare a Jeddah, dove un gruppo raggiunge la Mecca. Un resoconto riporta che 19 sovrani stranieri inviarono tributi e diplomatici all'imperatore in seguito a questo quarto viaggio.

Durante il quinto, il sesto e il settimo viaggio (1417, 1421 e 1431) raggiunse territtori ancora più lontani, approdando a Mogadishu, Malindi e Mombassa tutte localita della costa orintale dell'Africa. Si attesta che Zheng He fu il primo cinese a visit are le coste Swahili. Il sovrano di Mogadishu fu disponibile e decise di inviare un’ambasceria presso Yongle e anche la più distante Zanzibar fu raggiunta dalla flotta di Zheng He.

Dall'Africa Zheng He riportò animali esotici come leoni, leopardi, cammelli, ostriche, rinoceronti, zebre e giraffe. Questi animali provocarono meraviglia in Cina, dove le giraffe furono per esempio considerate la prova evidente del qilin una sorta di unicorno cinese che rappresentava la buona fortuna. È giunto fino a noi un rotolo di seta dipinto di questo periodo che mostra una giraffa data in dono all'imperatore dal Re del Bengala Saif-Al Din Hamzah Shah. Oltre agli animali Zheng He portò con se anche gemme, spezie, medicine, vestiti in cotone fine e conoscenze delle persone strainers e dei loro costumi.

Giraffe Tribute to Emperor Yongle
Un Tributo di Giraffe per l’Imperatore Yongle Shen Du (Public Domain)

Zheng He come tanti gradi esploratori prima e dopo di lui, morì nel bel mezzo delle sue esplorazioni durante il suo settimo viaggio. Il grande ammiraglio morì a Calicut nel 1433, il suo corpo fu trasportato in Cina e sepolto a Nanjin. Zheng He fece una serie incredibile di viaggi, come si legge in questa iscrizione in una lapide che eresse nel 1432 a Fujian:

Abbiamo attraversato più di centomila li (27.000 miglia nautiche) di vasti spazi d’acqua e abbiamo visto nell’oceano onde gigantesche come montagne innalzarsi fino al cielo; e i nostri occhi hanno contemplato regioni barbare lontane, nascoste in una trasparenza azzurra di vapori di luce, mentre le nostre vele, gonfie in alto come nuvole giorno e notte, proseguivano il loro viaggio rapide come una stella, attraversando quelle onde selvagge come se stessimo percorrendo una pubblica via…(quoated in von Sivers, 406)

Non ci sarebbero più state altre grandi spedizioni marittime, dal momento che i cinesi chiusero le porte al mondo esterno e si tornò alla tradizionale politica estera isolazionista. Uno dei successori di Yongle, Xuande (r. 1426-1436), inizialmente aveva sostenuto la prosecuzione dei viaggi di Zheng He, ma finì per porre termine alle costose spedizioni. L’imperatore arrivò persino a vietare la costruzione di nuove navi d’alto mare e a proibire l’uso di quelle già esistenti per viaggi oltre le acque costiere cinesi. Il ritorno all’isolazionismo potrebbe essere stato dovuto alla crescente minaccia dei Mongoli, mentre l’enorme spesa necessaria per ricostruire parti della Grande Muraglia Cinese richiese probabilmente tagli in altri settori. In ogni caso l’obiettivo originario delle spedizioni – ottenere tributi stranieri – risultò in gran parte fallimentare al di fuori del Sud-est asiatico. Le spese sostenute per le spedizioni e le merci trasportate non corrispondevano al valore dei tributi ricevuti in cambio. In poche parole, molti stati stranieri, pur interessati alle possibilità commerciali, non condividevano l’idea che la Cina, il cosiddetto “Regno di Mezzo”, fosse il centro del mondo; un punto di vista confermato dall’apertura del Nuovo Mondo, avvenuta proprio alla fine dello stesso secolo in cui Zheng He aveva intrapreso i suoi viaggi.

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Info traduttore

Omayma Ghendi
Amante della storia con una prima laurea in Antropologia, Religioni e Civiltà Orientali e un Master in Storia e Studi Orientali.

Info autore

Mark Cartwright
Mark è uno scrittore a tempo pieno oltre che ricercatore, storico ed editore. Altri suoi interessi riguardano l'arte, l'architettura, e la scoperta delle idee che le civiltà condividono. Laureato in filosofia politica (Università di York), è direttore editoriale della World History Encyclopedia.

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Cartwright, M. (2025, ottobre 30). I Sette Viaggi di Zheng He. (O. Ghendi, Traduttore). World History Encyclopedia. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-1334/i-sette-viaggi-di-zheng-he/

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Cartwright, Mark. "I Sette Viaggi di Zheng He." Tradotto da Omayma Ghendi. World History Encyclopedia, ottobre 30, 2025. https://www.worldhistory.org/trans/it/2-1334/i-sette-viaggi-di-zheng-he/.

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Cartwright, Mark. "I Sette Viaggi di Zheng He." Tradotto da Omayma Ghendi. World History Encyclopedia, 30 ott 2025, https://www.worldhistory.org/trans/it/2-1334/i-sette-viaggi-di-zheng-he/.

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