Erode I, o Erode il Grande (c. 75 - 4 a.C.), era il re di Giudea che governava come re cliente di Roma. Si fece un infamante reputazione di "macellaio degli innocenti", come raccontato nel libro di Matteo del Nuovo Testamento. Erode era, tuttavia, un amministratore dotato e, nei suoi 33 anni di regno, fu responsabile di molte importanti opere di costruzione che includevano una ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, diversi acquedotti e la massiccia fortezza nota come Herodium. Gli storici hanno rivalutato la sua reputazione negativa di lunga data e ora attribuiscono al suo regno almeno alcuni effetti positivi sugli ebrei e sull'ebraismo nella sua giurisdizione.
Ascesa al trono
Erode era un re cliente (o stretto alleato) di Roma, ma la sua strada verso il trono non è stata semplice. Suo padre Antipatro l'idumeo lo nominò governatore della Galilea nel 47 a.C. Alla morte di suo padre, seguì un periodo turbolento di lotte intestine che coinvolsero il fratello e varie fazioni romane. Nel 40 a.C. i parti attaccarono sia la Siria che la Palestina, conquistando Gerusalemme. Il fratello di Erode fu fatto prigioniero e poco dopo si suicidò. Erode fu così costretto a fuggire a Roma e a Gerusalemme si insediò Antigono della dinastia asmonea.
A Roma Erode si guadagnò il favore di Ottaviano e di Marco Antonio, con il cui appoggio il Senato fu convinto a insediare Erode come re della Giudea. In termini pratici, però, questo non risolse il problema di Antigono e dei parti. Marco Antonio fu quindi inviato nella regione e la liberò rapidamente, costringendo i parti a tornare sul lato orientale del fiume Eufrate. Nel frattempo, Erode, con l'aiuto del generale romano Gaio Sosio alla guida di forze belliche, riprese Gerusalemme nel 37 a.C. Infine, iniziò quello che sarebbe stato un lungo e prospero regno di 33 anni come re della Giudea, o "della terra dei Giudei", come spesso veniva chiamata.
Consolidamento del potere ed espansione
Secondo lo storico romano del I secolo d.C. Giuseppe Flavio, i primi anni del regno di Erode non furono favoriti dalla rivalità con Cleopatra VII. Il suo consorte Marco Antonio era, in effetti, il patrono di Erode, ma la regina egiziana sii accaparrò costantemente alcune delle parti più redditizie del regno di Erode. Con la vittoria di Ottaviano ad Azio nel 31 a.C., che pose fine all'influenza di Antonio e Cleopatra, Erode strinse un'utile nuova collaborazione con il futuro primo imperatore di Roma.
Il regno di Erode fu in gran parte pacifico e, sebbene si fosse guadagnato la reputazione di imporre tasse opprimenti, in realtà queste non erano eccessive e non erano peggiori di quelle dei regimi contemporanei. Erode non fu nemmeno obbligato a pagare un tributo a Roma, anche se inviò dei bei regali. Nel 30 a.C. aveva ripreso il controllo di tutti i territori sottratti agli asmonei e a Cleopatra. Poi, tra il 23 e il 20 a.C., espanse il suo regno nella Galilea settentrionale e ripopolò alcune zone con coloni assecondanti. Amministratore di talento quale era, creò una nuova classe sacerdotale (abolendo la qualifica ereditaria per le cariche) e un'élite più multiculturale. Inoltre, diede alla Giudea una maggiore considerazione nel mondo mediterraneo grazie ai suoi stravaganti doni ad Atene e al patrocinio degli ancora importanti Giochi Olimpici.
Programma di costruzione
Ormai stabilmente insediato nel suo regno, Erode intraprese una serie di grandiosi progetti edilizi, forse finanziati da una tassa di mezzo siclo imposta da ogni ebreo della Diaspora. Il programma creò anche occupazione e stimolò l'economia, anche se è discutibile quanto la popolazione ebraica ne abbia beneficiato a lungo termine. Il progetto più famoso fu la sontuosa ristrutturazione del tempio di Gerusalemme. Erode ampliò anche le mura di fortificazione della stessa città e aggiunse un teatro e un anfiteatro. Migliorò diverse fortezze (in particolare quelle di Gerico e di Masada sulla sponda occidentale del Mar Morto), ricostruì Samaria (ribattezzandola Sebaste, greco per Augusto al femminile) e costruì un nuovo porto presso la Torre di Strato (Cesarea Marittima). Entrambe le ridenominazioni evidenziano la volontà di Erode di compiacere gli alleati romani. Forse il più ambizioso dei progetti di Erode fu la fortezza di Herodium, 11 km a sud di Gerusalemme.
Herodium
La fortezza di Herodium, una delle sette costruite da Erode, è stata identificata dagli archeologi come la montagna Jebel Fureidis, ai margini del deserto della Giudea. La classica montagna a forma di cono era il luogo ideale per la fortezza che Erode fece costruire per commemorare la sua vittoria su Antigono e i parti nel 37 a.C. La fortezza doveva fornire a Erode un luogo di rifugio se il suo dominio fosse stato messo in discussione e, forse, anche fungere da mausoleo. Fu costruito scavando la cima della montagna e utilizzando la terra recuperata come parte dei bastioni. All'interno delle sue mura fu costruito un grande palazzo che veniva rifornito d'acqua da un sistema di acquedotti. L'intero complesso fu completato intorno al 15 a.C. Alla base della montagna fu costruita una piccola città che comprendeva edifici amministrativi, giardini, una sinagoga, mausolei e una grande piscina. Il sito è stato oggetto di scavi e i risultati preponderanti includono la grande piscina della città bassa e uno dei primi tetti romani a cupola all'interno delle terme del palazzo.
Regno successivo
Il regno di Erode divenne più travagliato quanto più durò. Nel 9 a.C. scoppiò una guerra con la Nabatea, i vicini meridionali di Erode, che era diventata una base per le fazioni di opposizione della Giudea. La situazione degenerò quando Augusto si schierò inizialmente con i nabatei nella disputa. Fortunatamente, l'inviato di Erode, Nicolao di Damasco, riuscì a presentare il caso del re e Augusto cambiò politica.
Oltre ai problemi diplomatici, Erode doveva affrontare anche problemi familiari. Sospettando che la moglie Mariamne fosse infedele, la fece giustiziare nel 29 a.C. I loro due figli furono sospettati di lealtà all'opposizione che minacciava Erode dalla Nabatea, e così Erode li eliminò spietatamente intorno al 6 a.C., insieme al figlio maggiore Antipatro due anni dopo. Ormai, però, il re invecchiato soffriva di gravi problemi di salute che colpivano gli organi interni e morì nel 4 a.C. Erode fu sepolto in una tomba appositamente costruita sulle pendici dell'Herodium. Nel 2007 degli scavi hanno riportato alla luce questa tomba, ma il sarcofago al suo interno era danneggiato e vuoto. Probabilmente era stata aperta durante la prima rivolta ebraica nel secolo successivo alla morte di Erode. Il regno di Erode fu suddiviso dai romani ai tre figli di Erode: Erode Antipa, Archelao e Filippo.
Il Nuovo Testamento
La reputazione e l'infamia duratura di Erode si basano in gran parte sulla sua descrizione nel capitolo 2 di Matteo del Nuovo Testamento. Qui Erode viene informato da degli astrologi provenienti dall'Oriente che a Betlemme sarebbe nato un Re dei Giudei. Il re allora mandò questi uomini "a Betlemme, e disse: "Andate e cercate attentamente il bambino; quando l’avrete trovato fatemelo sapere, così che anch’io possa andare a rendergli omaggio". (Matteo 2:8) Poi, trovando il bambino e presentandogli dei doni, gli astrologi "avvertiti da un sogno di origine divina di non tornare da Erode" (Matteo 2:12) decisero di non assecondare le richieste di Erode. Poi, "l'angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, dicendo: "Alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto; resta là finché non ti avvertirò io; perché presto Erode cercherà il bambino per ucciderlo" (Matteo 2:13). Giuseppe fece così, e quando Erode lo scoprì, "vedendo che gli astrologi lo avevano ingannato, Erode si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini di Betlemme e di tutto il territorio circostante dai due anni in giù" (Matteo 2:16).
Questa descrizione dovrebbe forse essere considerata con l'evidenza che Erode, come afferma lo storico L. L. Grabbe, "visse come un ebreo e generalmente rispettò la legge religiosa ebraica" e che, sebbene ci fossero indubbiamente alcuni aspetti negativi nel suo regno, "i suoi legami gli permisero anche di essere utile agli ebrei in diverse occasioni, e nel complesso il suo regno fu benefico per il popolo e la religione ebraica" (Bagnall, 3175). Tuttavia, lo storico S. Schwart riassume forse meglio le complessità della posizione di Erode come mediatore tra Roma, gli ebrei, le opposte fazioni familiari e i cittadini non ebrei all'interno del suo regno affermando che "è impossibile fornire una valutazione inequivocabile del regno di Erode" (Barchiesi, 770).