La mappa illustra l'espansione degli Stati Uniti a seguito del Trattato di Parigi (1783) alla metà del XIX secolo, un periodo in cui la giovane repubblica si trasformò da tredici stati costieri in un'unica nazione che si estendeva su tutto il Nord America. In pochi decenni, il paese quadruplicò il proprio territorio, spingendo la propria frontiera occidentale dal fiume Mississippi all'Oceano Pacifico.
Il processo iniziò con il Trattato di Parigi (3 settembre 1783), che pose fine alla guerra d'indipendenza americana e garantì il riconoscimento dell'indipendenza degli Stati Uniti insieme al territorio che si estendeva fino al Mississippi. Una svolta importante avvenne con l'acquisto della Louisiana (1803), quando il presidente Thomas Jefferson (presidente: 1801-1809) acquisì 828.000 miglia quadrate (circa 2,1 milioni di km²) dalla Francia napoleonica, raddoppiando le dimensioni del Paese. Seguirono ulteriori espansioni: la Florida venne ceduta dalla Spagna nel 1819, l'annessione del Texas avvenne nel 1845, il trattato dell'Oregon con la Gran Bretagna nel 1846 assicurò il controllo del Pacifico nord-occidentale e la guerra messicano-statunitense (1846-1848) aggiunse vasti territori sud-occidentali attraverso il trattato di Guadalupe Hidalgo. A metà del secolo, gli Stati Uniti si estendevano dalla costa atlantica a quella pacifica, affermandosi come repubblica transcontinentale.

