Anna Comnena

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Definizione

Mark Cartwright
da , tradotto da gennaro meccariello
pubblicato il
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Disponibile in altre lingue: Inglese, Spagnolo, Francese
Mosaic of Alexios I Komnenos (by Unknown Artist, Public Domain)
Mosaico di Alessio I Comneno
Unknown Artist (Public Domain)

Anna Comnena (o Anna Komnena, 1083-1153) era la primogenita dell'Imperatore bizantino Alessio I Comneno (r. dal 1081 al 1118) e fu autrice dell'Alessiade, un'ampia descrizione del regno del padre. Sebbene l'opera non sia imparziale, il suo ruolo a corte, l'accurata ricerca sulle fonti e l'equilibrio tra sintetiche osservazioni e sagaci opinioni hanno fatto in modo che l'Alessiade sia rimasta una delle principali e più vivide fonti della storia bizantina.

Infanzia e prima giovinezza

Anna Comnena nacque nel 1083 nella Porphyra, la stanza rivestita di porfido purpureo del palazzo reale bizantino di Costantinopoli dove, solitamente, come forte simbolo di legittimazione dinastica, erano fatti nascere i pargoli reali. Fu la prima figlia di Alessio I Comneno e di sua moglie l'imperatrice Irene Ducaena. L'imperatore non aveva altri figli e, all'epoca, Anna ne era l'erede ufficiale cosicché fu promessa in sposa a Costantino Ducas, figlio di Michele VII (r. dal 1071 al 1078). Costantino aveva nove anni in più di Anna e la futura imperatrice lo descriveva con le seguenti, entusiastiche, parole:

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[Costantino era] dotato di una bellezza apparentemente celestiale, ultraterrena. Il suo fascino multiforme catturava l'ascoltatore, in breve, chiunque l'avesse visto avrebbe detto di aver visto l'immagine dipinta di Cupido (cfr. Herrin, pag. 233)

Anna andò a vivere dalla futura suocera, Maria di Alania, dove fu istruita ed ebbe modo di studiare le basi della matematica, della filosofia e della medicina. Poi, pur non essendo un'istruzione superiore ritenuta consona ad un'appartenente alla corte, Anna continuò comunque ed impegnò segretamente Michele di Efeso a seguirla nei più complessi rami della filosofia, approfondendo, in special modo, le opere di Aristotele.

LA PROPRIETA' DI ANNA FU CONFISCATA E LE FU PROIBITO PER SEMPRE DI ACCEDERE AL PALAZZO REALE DI COSTANTINOPOLI.

Il destino di Anna cambiò drasticamente nel 1087, quando Alessio ebbe un figlio, Giovanni, che divenne futuro erede al trono ed oggetto del livore e della gelosia di Anna per il resto della vita. Quando Costantino Ducas morì prematuramente nel 1097, Anna, ancora quattordicenne, non perse tempo e sposò l'abile generale Niceforo Briennio il giovane. La coppia ebbe quattro figli. In seguito lei stessa ordì una congiura con la nonna, Anna Dalassena, cercando di fare del nuovo marito il futuro imperatore. Il piano fallì, principalmente perché Niceforo rimase leale all'erede legittimo Giovanni evitando di unirsi ai ribelli pronti a prendere il controllo del palazzo.

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Quando Alessio morì di malattia il 15 agosto 1118, il figlio divenne imperatore con il nome di Giovanni II Comneno (r. dal 1118 al 1143). E' poi probabile che Anna fosse coinvolta in un agguato avvenuto, imprevedibilmente, proprio durante le esequie del padre ed il cui fine era l'omicidio del legittimo erede. A causa di ciò, Giovanni, nel giro di un anno, bandì la sorella traditrice e ne dispose la reclusione nel Monastero della Vergine Maria Kecharitomene. Ad Anna fu confiscata ogni proprietà e le fu proibito per sempre di accedere al palazzo reale di Costantinopoli.

Esilio e l'Alessiade

L'isolamento forzato le consentì tuttavia di scrivere in pace e senza alcun problema di tempo, la storia dell'Alessiade durante quella che divenne una condanna di 35 anni. L'Alessiade fu iniziata nel 1137 circa (forse non casualmente lo stesso anno in cui morì il marito) ed Anna vi lavorò costantemente fino alla metà del decennio successivo. L'opera tratta della storia bizantina dal 1069 al 1118, essa è soprattutto un tributo ai 37 anni di regno del padre, oltre ad essere l'unico testo del genere scritto da una donna nel Medioevo.

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Composta da 13 libri scritti in Greco attico, l'Alessiade può essere suddivisa, a grandi linee, nelle seguenti aree tematiche:

  • Libri I-III trattano dell'origine della dinastia comnena, dando degli argomenti di legittimazione alla presa di potere da parte del medesimo gruppo familiare.
  • Libri IV-IX trattano di varie guerre, quali quelle contro i Normanni, contro gli abitanti della Scizia (odierna Ucraina), contro i Turchi e contro i Cumani (odierna Ungheria).
  • Libri IV-IX trattano della prima Crociata (1096-1104) e dell'invasione di Bisanzio, da parte dei Normanni, avvenuta nel 1105.
  • Libri XII-XIII trattano di altre avventure militari e di affari interni come quelli riguardanti alcune famigerate sette eretiche (es. Manichei e Bogomili).

Byzantine Hyperpyron of Alexios I
Iperpero (bisante) d'oro di Alessio I
Classical Numismatic Group, Inc. (CC BY-SA)

Anna utilizzò e citò tanto fonti anteriori come la Chronographia di Michele Psello (1018-1082 circa) quanto relazioni ufficiali, trattati, dati d'archivio, rapporti di testimoni sulle battaglie, voci di palazzo e discorsi che lei stessa aveva ascoltato a corte. Ragion per cui la descrizione della Bisanzio dell'undicesimo secolo fatta da Anna, che consta non solo di grandi eventi ma anche di molte descrizioni fisiche e di altri dettagli, quali consuetudini ed abbigliamenti, è divenuta un'inestimabile fonte per gli storici moderni. Anna si preoccupò molto che il suo lavoro offrisse un quadro obiettivo degli eventi, sebbene lei stessa ammettesse che l'Alessiade sia alquanto parziale, o perlomeno incompleta, come biografia del padre, per i seguenti motivi:

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E sinceramente, mentre scrivevo ciò, in parte a causa del tipo di storia, ed in parte per la stranezza degli eventi, dimenticavo che fossero le gesta di mio padre che stavo descrivendo. Nell'anelito di rendere la mia storia obiettiva, spesso ho affrontato le opere di mio padre in modo superficiale, senza amplificarle né enfatizzandole con un'aura di emotività. Avrei voluto essere libera e distante dall'attaccamento a mio padre, così da consentirmi, per così dire, di scrivere padroneggiando l'ampia documentazione ed in modo da dimostrare nel fluire del mio discorso, quanto esso sia appropriato alle nobili gesta. Ma in realtà il mio impegno è stato ostacolato dall'amore filiale, e non gradirei, a causa di ciò, insinuare nei lettori il sospetto che nello slancio di parlare delle mie vicende personali, le abbia proposte in modo da farne delle favole! Sicuramente, molto spesso, ho ricordato i suoi successi, ma avrei potuto consumarmi dalle lacrime ricordando e descrivendo i molti mali che lo colpirono, e non senza intimi rimorsi e lamenti ho taciuto dell'argomento. Ma nessuna retorica inappropriata dovrà mai rovinare questa parte della mia storia, e perciò ho sorvolato circa le disavventure di mio padre, come se fossi un un'insensibile pietra di diamante o roccia...lasciando che le sue sofferenze fossero l'argomento del mio compianto e della mia attonita solitudine. (Cfr. Gregory, pp. 291-2)

Senz'altro Anna ha dato una brillante rappresentazione della personalità del padre che da lei era visto come "Un turbine impetuoso...radiante di bellezza, di grazia e di dignità; una maestà inavvicinabile" (cfr. Norwich, pag. 248). Come esempio dell'alquanto esagerata presentazione delle gesta di Alessio - approccio per niente insolito a quei tempi - Anna riporta il seguente racconto riguardante l'imperatore, mentre, nel 1082 d.C., si difendeva con nonchalance da tre feroci cavalieri dell'occidente latino:

...prese una lunga lancia e si lanciò al galoppo verso l'Imperatore. Amicetas lo mancò perché il suo cavallo deviò leggermente; l'Imperatore schivò la lancia del secondo uomo con la spada e poi, brandendo la sua arma, lo colpì sulla clavicola, staccandogli il braccio dal tronco del corpo. Quindi il terzo puntò diretto al suo viso, ma Alessio avendo un animo forte e deciso non se ne impensierì, anzi con la sua abile prontezza capì in un baleno cosa fosse possibile fare, e vedendo arrivare il colpo, si rovesciò all'indietro sulla schiena del cavallo, cosicché la punta della lancia gli sfiorò soltanto un pò la pelle del viso e poi, urtando contro il bordo dell'elmo, ne spezzò la cinghia che lo teneva fermo sotto il mento, scagliandolo a terra. Dopo di ciò il cavaliere franco si portò oltre il corpo che credeva di aver disarcionato dalla cavalcatura, ma quest'ultimo pronto si tirò su in sella, sedendo con calma e senza aver perso nessun'arma. Egli teneva ancora saldamente l'arma sguainata con la mano destra, il volto era segnato dal suo stesso sangue, il capo scoperto. I capelli rossi e splendenti scendevano coprendogli gli occhi e dandogli noia, poiché il cavallo nella paura aveva sciolto le briglie e saltellando nervosamente aveva spettinato i suoi riccioli fino a coprirgli il viso, comunque riuscì a rimetterli a posto quel tanto che gli consentiva di continuare a resistere ai suoi nemici (ibid, 292)

Alexios I Komnenos
Alessio I Comneno
Cplakidas (Public Domain)

L'Alessiade non è immune da altri difetti, tra cui il tipico sentimento di superiorità nei confronti delle altre culture dei Bizantini, come in questo brano che descrive i Franchi:

[L'Imperatore] ascoltava un rapporto sull'avvicinarsi di numerosissime truppe dei Franchi. Ora egli ne temeva l'arrivo in quanto ne conosceva l'irresistibile modo di attaccare, l'imprevedibilità e tutte quelle tipiche capacità e concomitanti caratteristiche che i Franchi conservano su ogni terreno; inoltre conosceva la loro costante brama di denaro, e sembrava ne trascurasse la gratuita crudeltà che giustificavano con ogni pretesto. (ibid, pag. 295)

Comunque, tra gli stereotipi sugli ignobili stranieri, ci sono brani ancora più eleganti ed esemplificativi di quell'epoca, ad esempio:

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E quei soldati Franchi erano accompagnati da schiere di civili più numerose della sabbia o delle stelle, che trasportavano palme e croci sulle spalle; anche donne e bambini, provenienti dai loro paesi. E la loro vista era simile allo scorrere di molti fiumi da tutte le parti. (ibid, pag. 296)

Morte ed Eredità

Oltre al proprio lavoro, Anna creò ed ospitò un notevole circolo letterario, nella tradizione delle principesse filantrope e delle signore di corte, favorì altri studiosi come Eustrazio di Nicea. L'Alessiade di Anna incontrò immediato successo e lei fu riconosciuta, già in vita, come notevole studiosa. I suoi risultati ed il contributo fornito alla storia bizantina forse sono meglio sintetizzati dall'orazione funebre tenuta da Georges Tornikès il vecchio alle sue esequie:

Una donna più saggia degli uomini nel parlare, più forte nei modi, più determinata nei progetti, più prudente nelle prove...una donna dotata di tre occhi della percezione, quello della sua innata perspicacia, quello dell'acume scientifico e quello della profonda esperienza (cfr. Herrin, pag. 232).

Info traduttore

gennaro meccariello
Gennaro è uno studioso di storia locale [Sannio e nord della Puglia] ed appassionato di storia. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Benevento, ha conseguito anche il Diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica all’Archivio di Stato di Milano.

Info autore

Mark Cartwright
Mark è autore, ricercatore, storico ed editore a tempo pieno. In particolare si interessa d'arte, architettura e dello studio delle idee che le culture hanno in comune. Ha conseguito un Master in Filosofia Politica ed è direttore editoriale di World History Encyclopedia.

Cita questo lavoro

Stile APA

Cartwright, M. (2018, maggio 03). Anna Comnena [Anna Komnene]. (g. meccariello, Traduttore). World History Encyclopedia. Estratto da https://www.worldhistory.org/trans/it/1-16935/anna-comnena/

Stile CHICAGO

Cartwright, Mark. "Anna Comnena." Tradotto da gennaro meccariello. World History Encyclopedia. Modificato il maggio 03, 2018. https://www.worldhistory.org/trans/it/1-16935/anna-comnena/.

Stile MLA

Cartwright, Mark. "Anna Comnena." Tradotto da gennaro meccariello. World History Encyclopedia. World History Encyclopedia, 03 mag 2018. Web. 03 feb 2023.