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title: Il vino nel Mediterraneo antico
author: Mark Cartwright
translator: Alfonso Vincenzo Mauro
source: https://www.worldhistory.org/trans/it/2-944/il-vino-nel-mediterraneo-antico/
format: machine-readable-alternate
license: Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/)
updated: 2020-06-27
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# Il vino nel Mediterraneo antico

_A cura di [Mark Cartwright](https://www.worldhistory.org/user/markzcartwright/)_
_Tradotto da [Alfonso Vincenzo Mauro](https://www.worldhistory.org/user/alfonsovincenzomauro2)_

Il vino fu la bevanda artificiale più popolare nell'antico Mediterraneo; ricco d'una [mitologia](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-427/mitologia/) sua propria, e forte d'un consumo sia giornaliero che avente ruolo preminente nella pratica cultuale, esso poté attraverso i fenomeni coloniali diffondersi in tutte le regioni sul Mediterraneo, e oltre. Gli antichi greci di fatto istituzionalizzarono il consumo di vino attraverso [il simposio](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-11723/il-simposio/), il celebre convivio-gozzoviglia; e gli antichi romani fecero della viticoltura una considerevolmente fiorente attività economica — tanto che numerosi territori ad antica vocazione vitivinicola godono ancor oggi della più alta reputazione in seno all'industria enologica contemporanea.

[ ![Black-figure Kantharos](https://www.worldhistory.org/img/r/p/750x750/1153.jpg?v=1763706680) Kantharos a figure nere Egisto Sani (used with permission) (Copyright) ](https://www.worldhistory.org/image/1153/black-figure-kantharos/ "Black-figure Kantharos")### La diffusione della vinificazione

La vite da uva (la quale cresce naturalmente nella maggior parte delle aree geografiche tra 30° e 50° parallelo nord aventi una temperatura media annuale compresa tra i 10 e i 20° C) fu addomesticata, nella sua varietà *vitis vinifera sativa,* nella regione caucasica da prima del Neolitico; di là, la pratica di torchiare l'uva onde ottenerne succo da fermentare in vino si diffuse in Medioriente e nel bacino del Mediterraneo. Prodotto in Egitto, [Mesopotamia](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-34/mesopotamia/), Fenicia, e Grecia micenea, con il periodo classico il vino [era](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-10295/era/) ormai divenuto elemento apprezzabile nel rito e nella vita quotidiana; e, con il consolidarsi delle reti commerciali attraverso il Mediterraneo, la sua consumazione poté diffondersi dal Mar Nero alle coste nordafricane, fino alla penisola iberica. La vinificazione ebbe pertanto a divenire manifestazione tra le più visibili della colonizzazione culturale del mondo antico — e anzi di tale successo in Gallia e Hispania che, dal I sec. EC (Era Comune), quelle provincie si sostituirono all'[Italia](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-207/italia/) quali maggior produttrici di vino nel Mediterraneo. Durante la Tarda antichità, la viticoltura si diffuse ulteriormente, fino a includere aree adatte anche dell'[Europa](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-35/europa/) settentrionale, come sulla Mosella, in Germania.

### Il vino nella mitologia

Secondo la [mitologia greca](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-11221/mitologia-greca/), il vino fu inventato da Dioniso (Bacco per i latini). È riportato da alcuni autori il dio desse in generoso dono un ceppo di vite ad Icario, nobile cittadino di Icaria, in Attica; egli ne fece uva e vino, e condivise la bevanda con un gruppo di pastori nomadi, i quali, ignari tuttavia degli effetti inebrianti e credendo d'essere stati avvelenati, si vendicarono uccidendolo. Nonostante i foschi auspici di questo debutto mitico, questo dono degli dèi sarebbe diventato la bevanda più popolare dell'antichità.

[ ![Dionysos Mosaic [Detail]](https://www.worldhistory.org/img/r/p/750x750/884.jpg?v=1746856867) Mosaico di Dionysos \[Dettaglio\] Mark Cartwright (CC BY-NC-SA) ](https://www.worldhistory.org/image/884/dionysos-mosaic-detail/ "Dionysos Mosaic [Detail]")### La viticultura

Divennero presto appassionati bevitori anzitutto gli antichi greci, e la richiesta era conseguentemente sempre forte. Essi sapevano come i tre fattori essenziali di suolo adatto, clima propizio e varietà indicata si combinino nella creazione di tipicità e sapori. Quantunque dell'[antica Grecia](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-119/antica-grecia/) ci perviene la conoscenza e di numerose pratiche culturali e della mitologia inerenti il vino, furono però gli antichi romani a lasciarci le migliori descrizioni dei processi di vinificazione.

Le adatte forme di allevamento della vite onde far crescere le piante all'altezza dal suolo ottimale (a seconda delle temperature locali e del vento), magari la necessità di una pergola a sostegno, l'ottimale distanza tra una vite e l'altra, regolari potature a rinforzo della pianta — erano tutte pratiche note già agli antichi greci. Le viti potevano essere lasciate a crescere su sé stesse (allevamento *ad alberello*), supportate da sostegni lignei, o anche lasciate avviticchiare ad altri alberi (specialmente l'olivo) — quest'ultimo sistema fu prevalente nei vigneti romani e reputato essere il migliore quanto a qualità e resa del raccolto. Come per il più delle altre branche dell'agricoltura, la viticultura costituiva un serio investimento, e il margine di profitto rischiava già allora essere assai risicato se non sostenuto da una produzione sufficientemente copiosa; per dirla con Varrone, letterato, grammatico e agronomo: “Vi sono coloro i quali affermano che i costi di gestione di un vigneto ingoiano tutti i guadagni” (Bagnall, 7021).

### La vinificazione

Gli antichi erano considerevolmente consci del valore di un buon vino, e i processi di vinificazione erano conseguentemente distinti tra quelli intesi all'ottenimento di un novello, ad uso del grande consumo e dei *milites,* e quello per vini da invecchiamento per intenditori. Alcune località ascesero presto in prestigio quali aree a vocazione vitivinicola, segnatamente le isole greche di Chio, Coo, Lesbo, Rodi, e Taso

[ ![Roman Wine Press (Reconstruction)](https://www.worldhistory.org/img/r/p/750x750/5524.jpg?v=1746856870) Torchio per vino romano (ricostruzione) Mark Cartwright (CC BY-NC-SA) ](https://www.worldhistory.org/image/5524/roman-wine-press-reconstruction/ "Roman Wine Press (Reconstruction)")In Italia, specifiche vigne come quelle dell'*ager Caecubus* (in Lazio, e il cui odierno vino è oggi noto come *cecubo* o *abbuoto*) e dell'*ager Falernus* (nel casertano) godevano di rimarchevole reputazione e furono apprezzati da autori quali [Plinio il Vecchio](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-12850/plinio-il-vecchio/), il quale scrisse ampiamente sull'argomento. I Colli Albani, la Campania, e il Nord Est erano particolarmente noti per la qualità dei vini; l'industria crebbe considerevolmente lucrativa, e furono introdotte vere e proprie denominazioni con disciplinari di produzione ante litteram (come attestato in iscrizioni pervenuteci) concernenti la vendita, l'esportazione, e la garanzia di qualità. Al di là delle produzioni su larga scala, la maggior parte delle tenute aveva un vigneto di proprietà per il consumo privato — a [Pompei](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-529/pompei/), ad esempio, due terzi delle ville constavano di vigne.

A seguito della raccolta, l'uva era sottoposta a pigiatura a piedi all'interno di larghi serbatoi in terracotta, tini, vasche in pietra, o semplicemente su d'un pavimento pendente verso un canale di scolo; il processo divenne più sofisticato con l'invenzione dei torchi a leva e a schiacciamento, la cui aumentata efficienza nella pigiatura si sarebbe successivamente evoluta nel torchio a vite dal I sec. EC.

Molti vigneti delle isole greche solevano aggiungere acqua salmastra al mosto onde rendere il vino più morbido e migliorarne l'acidità. Ambo vini bianchi e rossi venivano consumati — il colore dei secondi risultante dalla più lunga macerazione delle vinacce nel mosto prima di svinatura e torchiatura. Un colore più vivo era altresì ottenuto dall'affinamento del vino per alcuni anni, o addirittura esponendolo al calore, conservandolo in stanzoni sovrastanti un focolare.

[ ![Amphorae Packed for Transportation](https://www.worldhistory.org/img/r/p/750x750/5525.jpg?v=1753200195) Anfore stivate per il trasporto Mark Cartwright (CC BY-NC-SA) ](https://www.worldhistory.org/image/5525/amphorae-packed-for-transportation/ "Amphorae Packed for Transportation")La fermentazione avveniva in grosse giare di terracotta, generalmente parzialmente infossate nel terreno, in stanzoni a cielo aperto e le cui pareti recavano numerose aperture per la circolazione dell'aria. Una volta pronto, il vino era travasato in anfore fittili atte al trasporto e tappate con argilla o resina — a quelle destinate all'esportazione era apposto un marchio indicante l'origine. Il vino era venduto al mercato e, nel mondo romano, in enoteche vere e proprie. Gli antichi romani prediligevano i bianchi dolci — i quali solevano essere assai meno limpidi degli odierni, a cagione dei meno evoluti processi di produzione. I [cartaginesi](https://www.ancient.eu/trans/it/1-205/cartagine/) avevano gusti simili, e producevano bianchi dolci da uve essiccate al sole. Il vino era preferito puro e senza aggiunte, ma produttori e rivenditori privi di scrupoli erano già soliti aggiungere sostanze (dalle spezie al miele) che mascherassero il sapore di vino cattivo o inacidito.

### Il consumo del vino

Il vino fu ubiquitaria e relativamente economica bevanda giornaliera sia presso la Grecia classica che la romanità, ed era bevuto accompagnato a pasti e da solo. Gli antichi greci solevano consumarlo diluito con acqua (una parte di vino e tre d'acqua), mentre i macedoni, destando scandalo, lo tracannavano puro. La diluizione aiutava a prevenire l'ebbrezza, considerata almeno dall'élite un tratto proprio di culture straniere “barbariche”, e ampiamente parodiata nelle commedie greche; l'ubriachezza è inoltre in numerosi miti addotta a spiegazione di comportamenti feroci o incivili, come ad esempio la rissa causata dai centauri inebriati alle nozze di Piritoo. 
 
Gli autori antichi mettevano in guardia dai pericoli dell'ubriachezza fisica quanto mentale: [Aristotele](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-355/aristotele/), ad esempio, scrisse un *Περὶ μέθης* (*“Sull'ubriachezza”*) ora perduto; Plinio il Vecchio notoriamente rimarcò come il vino riveli verità che è meglio tacere (*“In vino veritas”*; l'originale cita *“Vulgoque veritas iam attributa vino est”*: *“La verità è proverbialmente attribuita al vino”* — N.d.T.). Si tratta tuttavia di raccomandazioni senza dubbio rimaste non solo inascoltate presso i plebei ma che anzi non salvarono personalità del calibro di Alcibiade, [Alessandro Magno](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-265/alessandro-magno/) e Marco Antonio dalla reputazione d'ubriaconi.

[ ![Paestum Painting, Scene from a Symposium](https://www.worldhistory.org/img/r/p/750x750/2749.jpg?v=1746856876) Pittura di Paestum, scena da un simposio Carole Raddato (CC BY-SA) ](https://www.worldhistory.org/image/2749/paestum-painting-scene-from-a-symposium/ "Paestum Painting, Scene from a Symposium")Era consuetudine greca bere vino in occasioni mondane quali i simposi, presso i quali cittadini maschi d'alto ceto solevano discutere di politica e [filosofia](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-340/filosofia/) o essere intrattenuti da musici e cortigiane (le etere, *ἑταίραι*). Lo star distesi dei bevitori su lettini (*klinai, κλῖναι*) diede necessaria origine a coppe che potessero essere facilmente impugnate e sollevate da terra, come la larga e poco profonda *kylix*; mentre il più largo, capiente e sempre fittile cratere (*κρατήρ*) donde attingere il vino, era utilizzato onde mischiare la bevanda con l'acqua. L'equivalente romano del simposio fu il convivio, cui anche le donne d'alta società potevano partecipare, e dove era conferita maggiore enfasi al cibo. 
 
Oltre ad essere bevanda deliziosa e “lubrificante sociale” per eccellenza, il vino aveva anche l'ulteriore e non secondaria funzione di sacramento durante le libagioni in onore degli dèi. Inoltre, spesso più salubre di poco affidabili fonti d'acqua, veniva talvolta prescritto quale medicamento dai dottori antichi — un rimedio comunque da assumere con moderazione, chiari come già erano i pericoli del bere eccessivo associati a insonnia, amnesie, distensione addominale, problemi comportamentali, e morti premature. Il vino era un dono degli dèi… ma abusarne avrebbe potuto comportare l'andarli a trovare prima del previsto.

#### Editorial Review

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## Bibliografia

- Bagnall, R. et al. *The Encyclopedia of Ancient History.* Wiley-Blackwell, 2012
- [Butterworth, A. *Pompeii.* St. Martin's Press, 2006.](https://www.worldhistory.org/books/0312355858/)
- [Hornblower, S. *The Oxford Classical Dictionary.* Oxford University Press, 2012.](https://www.worldhistory.org/books/0199545561/)
- Marrison, L.W. *Wines & Spirits.* Penguin, 1963
- [Miles, R. *Carthage Must Be Destroyed.* Penguin Books, 2012.](https://www.worldhistory.org/books/0143121294/)
- [Oleson, J.P. *The Oxford Handbook of Engineering and Technology in the Classical World.* Oxford University Press, 2009.](https://www.worldhistory.org/books/0199734852/)

## Info autore

Mark è uno scrittore a tempo pieno oltre che ricercatore, storico ed editore. Altri suoi interessi riguardano l'arte, l'architettura, e la scoperta delle idee che le civiltà condividono. Laureato in filosofia politica (Università di York), è direttore editoriale della World History Encyclopedia.

## Link esterni

- [Archaeologists Now Know What Ancient Roman Wine Tasted Like](https://mymodernmet.com/ancient-roman-wine-taste/)

## Cita questo lavoro

### APA
Cartwright, M. (2020, June 27). Il vino nel Mediterraneo antico. (A. V. Mauro, Traduttore). *World History Encyclopedia*. <https://www.worldhistory.org/trans/it/2-944/il-vino-nel-mediterraneo-antico/>
### Chicago
Cartwright, Mark. "Il vino nel Mediterraneo antico." Tradotto da Alfonso Vincenzo Mauro. *World History Encyclopedia*, June 27, 2020. <https://www.worldhistory.org/trans/it/2-944/il-vino-nel-mediterraneo-antico/>.
### MLA
Cartwright, Mark. "Il vino nel Mediterraneo antico." Tradotto da Alfonso Vincenzo Mauro. *World History Encyclopedia*, 27 Jun 2020, <https://www.worldhistory.org/trans/it/2-944/il-vino-nel-mediterraneo-antico/>.

## Licenza e copyright

Inviato da [Alfonso Vincenzo Mauro](https://www.worldhistory.org/user/alfonsovincenzomauro2/ "User Page: Alfonso Vincenzo Mauro"), Pubblicato il 27 June 2020. Si prega di consultare le fonti originali per le informazioni sul copyright. Si prega di notare che i contenuti collegati possono avere diversi termini di licenza.

