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title: Giotto
author: Mark Cartwright
translator: Gennaro Meccariello
source: https://www.worldhistory.org/trans/it/1-19132/giotto/
format: machine-readable-alternate
license: Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike (https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0/)
updated: 2026-05-29
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# Giotto

_A cura di [Mark Cartwright](https://www.worldhistory.org/user/markzcartwright/)_
_Tradotto da [Gennaro Meccariello](https://www.worldhistory.org/user/gennaromeccarie)_

Giotto di Bondone (n. 1267 o 1277 - m. 1337), conosciuto più semplicemente con il solo nome, Giotto, fu un pittore e architetto italiano, le cui opere rappresentano una tappa fondamentale negli sviluppi dell'arte occidentale. Ai nostri giorni egli è noto principalmente per il ciclo di affreschi della Cappella degli Scrovegni, a Padova, là dove la forza drammaturgica dei suoi dipinti è esemplificata nelle scene rappresentate, come, ad esempio, quella del bacio con cui Giuda tradì Gesù Cristo. Un pittore innovativo, che attraverso il suo percorso artistico ricercò un grande realismo e la trasposizione delle emozioni umane, con risultati del tutti inediti per i suoi tempi. Dimostrò, infatti, un'originale capacità di resa dinamica di ogni singola scena dei più frequenti temi religiosi. Benché sia vissuto prima dell'inizio Rinascimento vero e proprio, è non di rado indicato come "primo pittore del Rinascimento". La sua opera costituisce di sicuro un ponte tra l'arte sacra, piatta ed a volte priva di carattere, del pieno e tardo Medioevo e le rappresentazioni vivide e realistiche visibili nei capolavori del Rinascimento.

### Anni giovanili

Giotto di Bondone nacque tra il 1267 ed il 1277; i suoi biografi non concordano sulla data e il luogo esatti della nascita. Secondo un aneddoto tramandatoci da Giorgio Vasari (1511-1574), proveniva da una famiglia di umili condizioni sociali. Narra infatti il Vasari che Cimabue, il più famoso pittore di quei tempi, essendo un giorno in viaggio tra Firenze e Vespignano in Toscana, si imbatté in un giovane pastore, cui [era](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-10295/era/) stato affidato un gregge di pecore. Il ragazzo poteva avere intorno ai dieci anni ed era impegnato a riprodurre l'immagine di una delle sue pecore su di una lastra di pietra, utilizzando la punta di un'altra pietra. Cimabue fu colpito da quella immagine e domandò al ragazzo quale fosse il suo nome, e quello gli rispose: "Mi chiamo Giotto" (Woods, 25). Cimabue lo invitò immediatamente a seguirlo fino a Firenze per entrare come apprendista nella sua bottega. Così, prima di avere vent'anni, Giotto era già un artista completo, in grado di creare quadri per le chiese. Poi, avendo tra i venti e i venticinque anni, passò a dipingere affreschi ed al termine del suo percorso di formazione, entrò nella corporazione fiorentina dei pittori (Arte dei dipintori). Di modesta corporatura e tarchiato, Giotto era tutt'altro che di bell'aspetto, non prestandosi quindi a essere additato come un artista di grido, lasciò che le sue opere parlassero per lui, con un linguaggio del tutto originale.

Infatti, quello che una volta era stato l'allievo, stava per superare il maestro. Giotto vedeva intorno a sé un'infinta e ricorsiva serie di scene bibliche portate a termine in quadri, affreschi ed icone, quasi come se fossero prodotte in serie, non tanto per essere ammirate nella loro natura artistica, quanto per essere utilizzate in momenti di preghiera. Allora egli, esattamente come Cimabue, ma portando il tutto ad un grado estremo, intese presentare quei fin troppo familiari soggetti, come realistici ed espressivi di un proprio moto interiore. Un eccellente esempio del suo nuovo approccio è visibile nella Madonna dipinta a tempera su tavola di legno, adesso a Borgo San Lorenzo, in Firenze. Un'altra Madonna, la pala d'altare nota come la Madonna di Ognissanti è dipinta con le medesime modalità e ci dice, inoltre, che Giotto utilizzava modelli viventi, col fine di ricavarne espressioni facciali reali. L'ultima opera citata è attualmente esposta alla Galleria Nazionale degli Uffizi di Firenze.

[ ![Madonna by Giotto](https://www.worldhistory.org/img/r/p/500x600/12680.png?v=1733563392) Giotto, Madonna Sailko (CC BY) ](https://www.worldhistory.org/image/12680/madonna-by-giotto/ "Madonna by Giotto")### L'artista rivoluzionario

Giotto prese le distanze dall'arte convenzionale del Medioevo in più punti e in maniera radicale, quasi come accadde, grazie ai fratelli Pisano, nelle sculture in marmo. Infatti, il suo utilizzo sapiente dei riflessi e delle ombre dà alle scene il senso della profondità e alle figure umane la rotondità, fino a riuscire ad imprimere nelle stesse delle espressioni realistiche. Inoltre egli dipinge gli elementi architettonici nel dettaglio e disponendone i volumi nelle tre dimensioni. In fine, all'interno della scena dipinta, la fonte luminosa è quasi sempre ben definita. Unendo tali abilità tecniche ad un profondo discernimento riguardo i modi più appropriati di disporre i noti episodi biblici in un solo quadro e riuscendo in essi a trasporre tutta la loro carica emotiva in una singola scena, Giotto raggiuse la fama già mentre era in vita.

Era molto richiesto e, non a caso, gli furono commissionate opere in ognuna delle maggiori città dell'epoca: Firenze, Napoli, Milano e Roma. Si cimentò anche in tecniche considerevolmente differenti, come un mosaico che è datato intorno al 1300 ed attualmente si trova nella Basilica Vaticana, sebbene sia conservato male. Esso ritrae la barca di san Pietro, perciò è detto della Navicella. Altre opere molte note sono gli affreschi delle Cappelle Bardi e Peruzzi, in Santa Croce, a Firenze (anni venti del XIV sec.). Nella cappella Bardi dipinse un ciclo dedicato alla vita di san Francesco d'Assisi, mentre nella Peruzzi si dedicò ad alcuni episodi della vita di san Giovanni Evangelista.

[ ![The Founders of Florentine Art](https://www.worldhistory.org/img/r/p/750x750/12679.jpg?v=1629844202) I cinque maestri del rinascimento fiorentino Web Gallery of Art (Public Domain) ](https://www.worldhistory.org/image/12679/the-founders-of-florentine-art/ "The Founders of Florentine Art")Giotto, al pari degli altri famosi artisti dell'epoca, spesso affidava le opere che gli venivano commissionate agli apprendisti della sua bottega per fargliele completare, o, addirittura, li lasciava apportare sensibili aggiunte ai disegni o ai lavori preparatori, firmandone poi il lavoro concluso. Tale consuetudine operativa della sua bottega rende controversa l'attribuzione di alcune opere, segnatamente tre pale d'altare e, i più controversi tra tutti, gli affreschi della Basilica Superiore di Assisi, che potrebbero essere stati eseguiti con la supervisione del maestro, ma non essere in realtà dipinti di sua mano. Gli affreschi mostrano scene della vita di san Francesco e l'acceso dibattito su chi li abbia eseguiti non accenna a placarsi, fino ai nostri giorni. La questione è alimentata, principalmente, dal pregio indubitabile delle scene rappresentate, che è tale da dover quasi costringere alcuni degli storici dell'arte che se ne sono occupati, ad attribuirli ad un pittore famoso. Benché Giotto fosse molto richiesto in tutta [Italia](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-207/italia/), non viveva soltanto della sua arte, somigliando piuttosto ad un uomo d'affari, visto che si occupava anche di noleggiare attrezzatura utile alla tessitura. Altre notizie personali sulla sua vita ci dicono che egli faceva parte del terz'ordine francescano ed era noto per la sua arguzia.

### La Cappella degli Scrovegni a Padova

Portato a termine quando egli era all'apice della sua carriera artistica, il ciclo di affreschi della Cappella degli Scrovegni (o Cappella Arena) di Padova, in Veneto, è oggi ritenuto l'opera più apprezzata ed ammirata di Giotto. La cappella prende il nome da Enrico Scrovegni, un facoltoso banchiere della città, che commissionò la sua costruzione, così come gli affreschi. Enrico era il figlio di Reginaldo Scrovegni, un usuraio tristemente noto (fama che gli meritò di essere ricordato nell'Inferno dantesco), di cui aveva seguito le orme nel mondo degli affari. È molto probabile che Enrico investisse in quest'opera per rimediare ai propri peccati e non sarebbe quindi un caso l'intitolazione dell'edificio a Santa Maria della Carità. La cappella era destinata ad essere una cappella privata, ed un tempo sorgeva al fianco di un palazzo imponente, che ormai da molto tempo non esiste più. Mentre la cappella, sopravvissuta, continua a dare imperitura memoria agli Scrovegni, che ne avevano voluto la costruzione.

[ ![Scrovegni Chapel Interior](https://www.worldhistory.org/img/r/p/750x750/12683.jpg?v=1599548147) Padova, interno della Cappella degli Scrovegni Zairon (CC BY-SA) ](https://www.worldhistory.org/image/12683/scrovegni-chapel-interior/ "Scrovegni Chapel Interior")Gli affreschi su cui Giotto lavorò dal 1304 al 1315 circa, compongono un ciclo incentrato sulle vite della Madonna e di Gesù Cristo. All'interno della cappella ci sono 38 scene, che sono distribuite su tre registri lungo i muri laterali, si trovano su più livelli nell'arcata in direzione dell'altare e nella controfacciata formano un'unica grande scena. La sequenza delle scene andrebbe letta dal pannello del registro superiore appena si entra sulla destra, proseguendo poi intorno a tutto il perimetro, prima di passare al registro centrale, e, dopo un ulteriore giro, a quello inferiore. L'intera superficie consta di 20.4 x 8.5 metri e l'altezza all'apice della copertura voltata è di 18.5 metri. Ognuno dei pannelli dei muri laterali è di 2 x 1.85 metri. Dunque, in pratica, l'osservatore si trova letteralmente immerso nell'universo espressivo di Giotto, che in modo prevalente si sviluppa su di uno sfondo blu, armonizzandosi col cielo stellato della volta.

Il pannello della Crocifissione presenta tutti i tratti salienti delle affollate scene giottesche, con gli angeli che volano in cerchio e, tra le persone vicine alla croce, gli afflitti da un lato e dall'altro gli indifferenti, mentre si giocano a sorte la tunica di Cristo. Il pannello della Natività è un ottimo esempio dell'innovativa capacità raggiunta da Giotto nel dare profondità alla composizione. In esso infatti, ad esempio di ciò, parte del braccio del primo pastore è celato dietro quello del pastore che lo accompagna e la testa dell'asino non si vede, così da rendere una torsione in senso contrario da chi guarda la scena. Traspaiono poi, in modo evidente, i sentimenti dei protagonisti. In particolare, l'apprensione di Maria per il bambino appena nato, mentre la postura e l'espressione esausta di Giuseppe, sembrano ricordarci le peripezie affrontare per trovare un alloggio in cui trascorrere la notte. In corrispondenza della Natività, nel registro inferiore, l'Ultima Cena è resa con uguale originalità, dal momento che dei dodici apostoli, tutti intorno a Gesù, cinque sono ritratti di spalle, in modo che l'osservatore debba tendere lo sguardo al di là delle loro teste per vedere gli altri apostoli, seduti al lato opposto del tavolo.

[ ![The Nativity by Giotto](https://www.worldhistory.org/img/r/p/500x600/12682.jpg?v=1765147145) Giotto, Natività José Luiz Bernardes Ribeiro (CC BY-SA) ](https://www.worldhistory.org/image/12682/the-nativity-by-giotto/ "The Nativity by Giotto")Altro capolavoro, per la tensione che da esso traspare, è il riquadro in cui è ritratto il tradimento di Giuda, noto come "Bacio di Giuda". Riportiamo di seguito la sintetica ed efficace descrizione che ne dà lo storico dell'arte J. T. Paoletti:

> Rispetto agli artisti precedenti, Giotto ha trasposto l'avvenimento con modalità del tutto inedite. Il giallo brillante del mantello di Giuda risalta tanto da nascondere quasi la figura di Cristo. Giuda e Cristo, in piedi ed i volti affiancati l'uno di fronte all'altro, sono colti in una vertigine di sguardi fissi ed espressioni inesorabili. Così, da una parte vediamo lo sguardo misericordioso di Cristo, non turbato però dall'espressione rabbiosa di Giuda, a lui contrapposta. Giotto si serve di schemi già noti per descrivere il bene ed il male presenti nel riquadro, Cristo ha infatti il volto di un saggio, mentre Giuda ha quasi un aspetto ferino. Sulla sinistra della scena, il gesto violento di Pietro, che mozza l'orecchio del servo del sommo sacerdote, amplifica l'atmosfera di tensione in cui è inscritto l'evento. L'intenzionale assimilazione tra Pietro e Cristo, ritratti entrambi con l'aureola, di profilo e dal loro lato destro, è poi contrapposta in modo alternato ad una figura incappucciata in primo piano ed a Giuda, similmente avvolto nel suo mantello, rendendo in modo lampante l'ansia e la violenza umana, al cospetto della divina accettazione del volere di Dio, da cui scaturirà la redenzione del genere umano. (76)

[ ![Crucifixion by Giotto](https://www.worldhistory.org/img/r/p/500x600/12681.jpg?v=1748500748) Giotto, Crocifissione Web Gallery of Art (Public Domain) ](https://www.worldhistory.org/image/12681/crucifixion-by-giotto/ "Crucifixion by Giotto")In ultimo ci soffermiamo sul Giudizio Universale, che è rappresentato sul muro attraverso il quale si accede e si esce dalla cappella. Forse un vero e proprio monito su quanto possano nuocere le tentazioni del mondo che, plausibilmente, si incontreranno lasciando il santo recinto della cappella. Qui Gesù Cristo siede al centro in trono, nella sua divina maestà, ed è circoscritto in una cornice formata dagli apostoli e da una schiera di angeli. Al di sotto, sulla sinistra, ci sono quelli che per l'eternità rimarranno con Gesù, mentre i dannati, a destra, attendono di essere divorati dal terrificante mostro che personifica il male. Proprio sopra l'architrave della porta c'è poi Enrico Scrovegni, ritratto in preghiera, inginocchiato.

Al suo completamento la cappella dovette avere un'ottima accoglienza tra i visitatori, dal momento che in seguito a Giotto furono commissionati gli affreschi della cappella nella chiesa di Santa Croce a Firenze, cui si è accennato in precedenza. Uno dei suoi ultimi capolavori fu la pala d'altare detta Stefaneschi, completata entro la metà degli anni trenta del XIV secolo, per essere collocata nella Basilica (costantiniana) di San Pietro, a Roma. La pala d'altare si compone di tre differenti pannelli di legno, dipinti a tempera. Nel suo insieme misura 2.45x2 metri, e riporta, su entrambi i lati delle tavole, episodi della vita di san Pietro. Esplicitamente firmata dal maestro, secondo alcuni storici dell'arte, in realtà vi lavorarono gli artisti della sua bottega. Attualmente la pala è esposta nella pinacoteca dei Musei Vaticani.

[ ![The Last Judgement by Giotto](https://www.worldhistory.org/img/r/p/500x600/12678.jpg?v=1728223564) Giotto, Giudizio Universale Giotto di Bondone (Public Domain) ](https://www.worldhistory.org/image/12678/the-last-judgement-by-giotto/ "The Last Judgement by Giotto")### Progetti architettonici

Nel 1334 venne affidata a Giotto la direzione del cantiere, già avviato, della costruzione della basilica cattedrale della città di Firenze, benché non avesse dei trascorsi specifici come architetto. L'attribuzione dell'incarico potrebbe aver avuto soltanto un valore onorifico di riconoscimento per quello che era, all'epoca, l'artista più noto della città. Comunque egli ne disegnò il campanile, ma i muri dello stesso dovettero essere in seguito irrobustiti per sorreggerne il peso, con altre significative variazioni e miglioramenti rispetto al disegno iniziale. Inoltre Giotto progettò il ponte ad archi detto Carraia, il quale però finì per essere distrutto nei bombardamenti della seconda guerra mondiale, senza essere più riscostruito.

### Fama ed eredità

Grazie alle abilità tecniche mostrate nelle sue opere, di cui si è detto fin qui, già nel pieno del Rinascimento Giotto fu indicato come uno dei pionieri di quel movimento artistico. Ma forse, ed ancor di più, così come ha annotato il famoso scultore Lorenzo Ghiberti (1378-1455) nella sua autobiografia scritta intorno al 1450, Giotto, tenendo insieme il suo personale ingegno e la profonda conoscenza della dottrina dei maestri dell'antichità, che è poi l'abilità di rappresentare in modo accurato ed espressivo le proporzioni ed i dettagli anatomici del corpo umano, ha contribuito più ampiamente ad una rinascita delle arti.

L'attribuzione del riconoscimento di "Primo artista del Rinascimento" si basò, tra le altre cose, sulle favorevoli opinioni espresse su di lui da figure tanto importanti del coevo panorama culturale, come [Dante Alighieri](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-19216/dante-alighieri/) (1265-1321) e Francesco Petrarca (1304-1374), nonché da Giorgio Vasari, due secoli più tardi. L'artista finì per essere coinvolto addirittura in opere letterarie, dal momento che compare nelle novelle di Giovanni Boccaccio, dove diventa narratore di una serie di esilaranti racconti. I pittori del Rinascimento come [Leonardo da Vinci](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-18002/leonardo-da-vinci/) (1452-1519), [Michelangelo](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-19089/michelangelo/) (1475-1564) e [Raffaello](https://www.worldhistory.org/trans/it/1-19093/raffaello/) (1438-1520), studiarono i lavori di Giotto e, portando a compimento il suo metodo, vi aggiunsero le nuove tecniche del chiaroscuro (l'utilizzo in contrasto di luci e ombre) ed un'applicazione geometrico-matematica della prospettiva. Nell'efficace ricerca di un maggiore realismo nell'arte, Giotto aveva tracciato una nuova rotta per la pittura e la sua impronta ebbe tanto peso sull'arte del primo Rinascimento, che gli storici gli hanno attribuito la paternità di un epoca, denominando semplicemente come "Giotteschi" i numerosi artisti di quel periodo, che produssero opere simili alla sue.

#### Editorial Review

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## Bibliografia

- [Cahill, Thomas. *Mysteries of the Middle Ages.* Anchor, 2008.](https://www.worldhistory.org/books/0385495560/)
- [Hale, J.R. (ed). *The Thames & Hudson Dictionary of the Italian Renaissance by J. R. Hale.* Thames & Hudson, 2020.](https://www.worldhistory.org/books/B01K0SPLDW/)
- [Murray, Peter. *The Architecture of the Italian Renaissance.* Schocken, 1986.](https://www.worldhistory.org/books/0805208070/)
- [Paoletti, John T. & Radke, Gary M. *Art in Renaissance Italy.* Pearson, 2011.](https://www.worldhistory.org/books/0205010474/)
- [Rundle, David. *The Hutchinson Encyclopedia of the Renaissance.* Hodder Arnold, 2000.](https://www.worldhistory.org/books/1859863329/)
- [Woods, Kim W. *Making Renaissance Art.* Yale University Press, 2007.](https://www.worldhistory.org/books/030012189X/)
- [Wyatt, Michael. *The Cambridge Companion to the Italian Renaissance.* Cambridge University Press, 2014.](https://www.worldhistory.org/books/0521699460/)

## Info autore

Mark è uno scrittore a tempo pieno oltre che ricercatore, storico ed editore. Altri suoi interessi riguardano l'arte, l'architettura, e la scoperta delle idee che le civiltà condividono. Laureato in filosofia politica (Università di York), è direttore editoriale della World History Encyclopedia.

## Cronologia

- **1267 CE - 1337 CE**: Life of the great Italian painter [Giotto](https://www.worldhistory.org/Giotto/) (alternative birth year: 1277 CE).
- **c. 1300 CE**: The Italian artist [Giotto](https://www.worldhistory.org/Giotto/) creates his Navicella [mosaic](https://www.worldhistory.org/Mosaic/) for St. Peter's Basilica in [Rome](https://www.worldhistory.org/Rome/).
- **c. 1304 CE - c. 1315 CE**: The Italian artist [Giotto](https://www.worldhistory.org/Giotto/) works on his [fresco](https://www.worldhistory.org/disambiguation/Fresco/) cycle in the Scrovegni Chapel (aka Arena Chapel) of Padua.
- **c. 1320 CE**: The Italian artist [Giotto](https://www.worldhistory.org/Giotto/) begins work on his [fresco](https://www.worldhistory.org/disambiguation/Fresco/) cycles in the Bardi and Peruzzi chapels, Santa Croce, Florence.
- **1334 CE**: The Italian artist [Giotto](https://www.worldhistory.org/Giotto/) is made the chief architect of the ongoing project to build Florence’s cathedral.

## Cita questo lavoro

### APA
Cartwright, M. (2026, May 29). Giotto. (G. Meccariello, Traduttore). *World History Encyclopedia*. <https://www.worldhistory.org/trans/it/1-19132/giotto/>
### Chicago
Cartwright, Mark. "Giotto." Tradotto da Gennaro Meccariello. *World History Encyclopedia*, May 29, 2026. <https://www.worldhistory.org/trans/it/1-19132/giotto/>.
### MLA
Cartwright, Mark. "Giotto." Tradotto da Gennaro Meccariello. *World History Encyclopedia*, 29 May 2026, <https://www.worldhistory.org/trans/it/1-19132/giotto/>.

## Licenza e copyright

Inviato da [Gennaro Meccariello](https://www.worldhistory.org/user/gennaromeccarie/ "User Page: Gennaro Meccariello"), Pubblicato il 29 May 2026. Si prega di consultare le fonti originali per le informazioni sul copyright. Si prega di notare che i contenuti collegati possono avere diversi termini di licenza.

